Sono arrivata a questo libro attraverso una serie di coincidenze.
Una sera mia mamma mi chiede di controllare sul sito della biblioteca se è disponibile un libro ed eventualmente di prenotarlo. Chiedo “che titolo ti interessa?’”. La sua risposta “L’ho scritto su un biglietto… eccolo… l’allegria degli Angeli”
Controllo e non lo trovo, le chiedo se è sicura. Certo che lo è... mi dice che lo ha scritto uno dei conduttori del Ruggito del coniglio…
Il Ruggito del coniglio è la trasmissione che da parecchi anni mi accompagna al lavoro; Marco Presta e Antonello Dose sono la mia mezz’ora di allegria mattutina. Quando le dico che ho trovato il libro e che l’allegria non è quella degli angeli, ma quella degli angoli, la mia genitrice sembra un po’ delusa, ma mi chiede di prenotarlo ugualmente. La informo che ci vorrà un mesetto o più perché tutte le copie sono in prestito, ma va bene ugualmente.
Dopo un paio di settimane, il mio ragazzo prende in prestito dalla biblioteca due libri, li legge e mi chiede se mi interessano. Uno è proprio l’allegria degli angoli. Lo leggono sia mia mamma che mio papà… io non ho il tempo di farlo, il termine per il prestito scade e lo devo consegnare in biblioteca… e quando lo porto scopro che la copia che ho prenotato io è pronta per essere ritirata.
A questo punto lo devo leggere!
È la storia di Lorenzo, geometra disoccupato, che si adatta a fare qualunque cosa pur di lavorare, dal tinteggiare gli appartamenti delle amiche della madre, a fare la statua vivente in una piazza del centro, passando dal facchinaggio per una ditta di traslochi. Lorenzo vive con la madre, la signora Michelina, simpatico ritratto della mamma italiana, le sue vicende si intrecciano con quelle degli amici: Giorgio disperato perché disoccupato e in crisi con la moglie, Massimo ossessionato dagli articoli da bagno, Catia una ragazza dolce e sensibile, Fabio che lo conforta e ha il potere di tranquillizzarlo e poi un’irraggiungibile dea, la figlia del proprietario di un bar di lusso, della quale Lorenzo si innamora perdutamente.
È stata una piacevole sorpresa. Presta descrive il sogno semplice e quasi irrealizzabile di un lavoro stabile e di una vita normale con ironia, riesce a far sorridere, a volte ridere, riesce ad alleggerire i lati brutti della precarietà senza farli dimenticare. Mescola sapientemente malinconia e speranza, come una perfetta maschera da clown, segretamente rigata di lacrime.