Tokyo - Nell'immaginario occidentale è un ossimoro. Ipercontemporaneitá e ipertradizione, computer e animismo, grattacieli antisismici e tempietti Shinto. In mezzo a questi specchi, il cibo, che in Giapone ha a che fare con lo spirito, con la bellezza e con un gusto misterioso, l'Umami. Per capire tutto questo c'è bisogno di qualcuno che ti prenda per mano: ci sono una ragazza gentile ed evanescente ed un anziano dal sorriso da rana e il signor Otsuka, che naturalmente é un gatto e va matto per i Mochi.
Born in Turin in 1972, Fabio Geda is an Italian novelist who works with children in difficulties. He writes for several Italian magazines and newspapers, and teaches creative writing in the most famous Italian school of storytelling (Scuola Holden, in Turin). IN THE SEA THERE ARE CROCODILES is his first book to be translated into English.
Una via di mezzo tra un romanzo surreale (bella l’idea di riprendere i personaggi di altri libri di Yoshimoto e Murakami), un diario di viaggio e una guida; è una lettura molto piacevole. Tante cose le conoscevo, tante altre no; è scritto (bene) da qualcuno che il Giappone lo ama. E per la serie delle coincidenze … Prima di questo libro ho letto Il cuore delle cose di Natsume Sōseki, ed ecco che dopo poche righe viene citato (vabbe’, in un libro sul Giappone è facile che uno dei suoi maestri sia citato). Poi leggo del tè matcha; è una vita che voglio assaggiarlo e mi dico: “una di queste volte devo provare a cercarlo al supermercato. Poi esco e vado a fare la spesa e 30 secondi che sono dentro al super, ecco che dallo scaffale delle offerte mi guarda il matcha. Ora devo comprare un chasen perché, a quanto pare, è fondamentale per la preparazione ^^
Tre settimane fa, stavo leggendo il capitolo 134 di Daiya no Ace- Act II e si parlava di “Natto”, poi leggo la descrizione che ne viene fatta nel glossario di Itadakimasu:
Il natto sono fagioli di soia fermentati. Dopo essere stati lasciati a mollo nell’acqua per molte ore e successivamente cotti al vapore, i fagioli vengono fatti fermentare grazie a un batterio, un ceppo di Bacillus subtillis – conosciuto anche come “bacillo del fieno – noto come Bacillus natto. A questo punto i fagioli acquistano un sapore inteso e un odore pungente, con sentore di ammoniaca, e sviluppano una bava bianchiccia e collosa. L’ho assaggiato, sono vivo, ma posso farne anche a meno …
ora capisco il povero Eijun
Curiosa la predizione delle Olimpiadi 2020 in Akira
Sarà pur vero - come ho letto in altro review - che questo diario di viaggio non aggiunge molte nozioni a chi ha già letto qualche libro sul Giappone, o a chi del Giappone se ne intende; rimane però una piacevolissima lettura, con il grande pregio di saper trasportare il lettore nei luoghi di cui racconta. Immagino che la cosa funzioni meglio per chi Tokyo l'ha vista e vissuta, quello sì; come parte della categoria, posso dire che mi ha fatto salire una gran nostalgia. I rimandi allo stile di Murakami e di Banana Yoshimoto si sentono eccome, e non solo nella creditata citazione dei personaggi secondari; sembra quasi che buona parte della sensibilità dell'autore sia stata influenzata dalla bibliografia del libro (e sinceramente non mi pare affatto un punto a sfavore). Concludendo: la lettura è piacevolissima, la successione di capitoli sfila molto bene nella sequenza in cui è stata concepita, e l'effetto madeleine è garantito.
Un altro bel gioiellino che va a incastonarsi nella mia personale raccolta giapponese. Un libro che è un piccolo viaggio nella città ossimoro per eccellenza quale può essere considerata Tokyo: grattacieli vicino a piccoli e grandi templi, modernità e antico, tecnologia avanzata e storia. A fare da legante il cibo giapponese, con la descrizione particolareggiata di sushi, ramen, sake, doraiaky, yakitory umeboshi, mochi ecc. Solo a nominarli mi viene l'acquolina in bocca. E il protagonista in questo viaggio ritrova pure, o meglio immagina, a fargli da guida i personaggi che interpretano le opere di grandi scrittori come Murakami, la Yoshimoto, Soseki e altri. Bello e consigliato.
Una lettura interessante su un Paese che riserva sempre belle sorprese. Ci sono anche alcuni consigli specifici su luoghi da visitare e cibi da provare che sarebbe il caso di annotarsi in vista di un viaggio a Tokyo.
Non mi ha sempre convinta lo stile dell'autore, sospeso tra fantasia e realtà con toni pseudo-poetici e un tantino autocompiacenti. Avevo già notato questo tratto nell'altro libro che ho letto di Geda (Nel mare ci sono i coccodrilli: Storia vera di Enaiatollah Akbari), dove la sua voce era per fortuna azzittita dalla cronaca autobiografica del protagonista.
Vale la pena farsi vedere in giro intenti a leggere questo saggio solo per fare sfoggio della copertina kawaii! XD
Praticamente una guida turistica incontra un romanzo, "Itadakimasu" ti fa venire voglia di prenotare il prossimo volo per il Giappone! Molto carino, pieno di descrizioni (e questo potrebbe essere pericoloso e invece...) interessantissime. Una scoperta continua di una città, di una cultura. Veramente bello, consigliato agli amanti della cucina in generale, a chi ama vivere i luoghi che visita. A chi ha in mente un viaggio in Giappone: da leggere!
Grazioso e breve "scherzo" mezzo diario di viaggio a Tokyo, mezzo guida di termini nipponici perlopiù alimentari, mezzo omaggio agli scrittori giapponesi più noti, Yoshimoto e Murakami, per dire. ("Tre metà?" -cit. da "l'Affrica" di Ernesto Regazzoni)
Simpatico e carino (dovrei dire Kawaii? no, non è così lezioso :D )
Potete aggiudicarvelo alla modica somma di 6,00 €!
Se siete interessati, scrivetemi un messaggio privato.
📚 Condizioni del libro: Il volume è in condizioni pristine, mai letto, e tenuto con grande cura. Non sono presenti pieghe sulla spina, né segni o sottolineature. Posso inviare fotografie dettagliate del volume: chiedetemele tramite un messaggio privato.
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Il libro più cute e toccante che abbia mai letto nella mia ancora breve vita da lettrice. L'ho amato e, forse complice il mio attaccamento al Giappone e all'Oriente in generale che mi accompagna da quando avevo 10 anni o poco meno, mi ha toccata nel profondo, lasciandomi con una piacevole e dolce nostalgia quando ho girato l'ultima pagina. Occhi lucidi e una voglia matta di vivere il Giappone come Fabio sono le cose che mi ha lasciato questo libro dopo la sua fine. Insomma, se amate il Giappone e vorreste andarci o ci siete già stati perché no, Ve lo consiglio tantissimo per vivere qualche ora della vostra vita come se foste immersi in quell'atmosfera così lontana ed esotica.
Non il libro della vita ma carino, leggero e veloce da leggere. Una via di mezzo tra il libro di viaggio e il romanzo, interessante soprattutto per chi come me non conosce molto della cultura giapponese ed allo stesso tempo non è un fan sfegatato dei libri on the road. Allo stesso tempo potrebbe piacere anche ad un esperto del Giappone, proprio per l'atmosfera romanzesca con cui l'autore ha condito il tutto.
"Itadakimasu. È il nostro modo di dire buon appetito. Ma non vuol dire proprio buon appetito, suona più come – punta un dito contro il mento e alza lo sguardo al soffitto – come umilmente ricevo in dono. Serve a esprimere gratitudine nei confronti di chi ha contribuito a questo piatto: i contadini che hanno coltivato il grano, le galline che hanno fatto le uova e i cuochi che hanno usato quegli ingredienti con sapienza."
È una lettura delicata che prende per mano il lettore e lo guida tra le specialità della cucina giapponese, lungo le strade di Tokyo, ritratta sul finire della stagione degli hanami, momento del suo massimo splendore. Ho molto apprezzato il tocco magico e surreale della storia, e la scrittura di Fabio Geda é estremamente piacevole.
Se vi piace il Giappone questo libro vi accompagnerà piacevolmente per alcune ore... Niente di nuovo, niente di eclatante, ma una piacevole compagnia....
Più che un romanzo è un diario di viaggio (guida turistica e culinaria) di un ragazzo che sin da piccolo, complici i cartoni animati (anime) ed i fumetti (manga) con cui è cresciuto, si appassiona al Giappone e alla sua cultura e si reca per la prima volta a Tokyo sperando che le sue aspettative non vengano disilluse. Una lettura molto veloce e consigliatissima a chi, come l'autore stesso, è curioso di sapere se ciò che immagina del Giappone corrisponda al vero oppure no. In un paio d'ore di lettura ho rivissuto mentalmente i luoghi, i cibi, le sensazioni che ho provato io stesso nel mio viaggio in Giappone: un tuffo nel passato.
Per quanto mi riguarda non c'é niente di meglio che leggere un bellissimo libro, scritto da uno dei miei autori preferiti su uno dei posti che vorrei visitare da sempre. Quando il tutto si compie, fatto estremamente raro, é chiaramente un segno. Anche stavolta grazie Fabio.
È un libro molto utile per chi vuole imparare qualcosa sul Giappone e sulla cultura di questo paese ed è una lettura piacevole per chi ha già delle conoscenze di base
Un libro breve (70 pagine circa, più una ventina di glossario), lieve ma non banale, pubblicato da EDT in una collana dal titolo intrigante (Allacarta in cui "Grandi narratori contemporanei si immergono nei luoghi del proprio cuore con l’ausilio del più passionale dei sensi: la gola. Ogni viaggio, una storia. Ogni storia, un piatto."). In questo viaggio a Tokyo Geda dimostra il suo amore per la cultura del Giappone. L'aspetto gastronomico non è soverchiante, e la narrazione assume risvolti un po' surreali, dato che l'autore si fa accompagnare da due guide immaginarie, personaggi letterari di libri che non ho letto: Mikage di Banana Yoshimoto in Kitchen, e il gatto signor Otsuka di Murakami in Kafka sulla spiaggia. Sarebbe bello poter fare un viaggio come quello di Geda! Un segno meno all'editor: in assenza di un indice, purtroppo soltanto alla fine ci si accorge della presenza un ampio glossario, che sarebbe stato utile avere a disposizione durante la lettura.