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De vlucht van de marter

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De vlucht van de marter was het boek waarmee Mauro Corona bekend werd bij het grote Italiaanse publiek. Het speelt rond de ramp van 9 oktober 1963, toen in de Dolomieten in Noord-Italië een enorme aardverschuiving de stuwdam in de Vajont-rivier verwoestte. Huizen, bossen en mensen werden daarbij meegesleurd.

Deze verloren wereld herleeft in zesentwintig verhalen, die als een gezamenlijk fresco de levens van mannen en vrouwen, dieren, bomen en rotsen schilderen. Ze brengen jeugdherinneringen van de auteur terug aan de oppervlakte.

In eenvoudige, sobere en oprechte taal verkent Mauro Corona oude ambachten, het leven van houtsnijders, houthakkers, de harde en eenvoudige levens van bergbewoners, en reconstrueert hij een verdwenen universum dat met liefde in herinnering gehouden moet worden.

208 pages, Paperback

First published January 1, 1997

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About the author

Mauro Corona

58 books122 followers
Mauro Corona è nato nel 1950. Da ragazzo ha lavorato come boiscaiolo e cavatore. Fin da bambino ha cominciato a intagliare il legno. Lo scultore Augusto Murer ha intuito il suo talento e lo ha accolto nel suo studio di Falcade, dove Mauro Corona ha approfondito la tecnica e l'arte che gli ha permesso di diventare uno scultore ligneo conosciuto in tutta Europa.

Alpinista e arrampicatore, ha aperto numerosi itinerari sulle Dolomiti d'Oltre Piave e partecipato a diverse spedizioni internazionali.

Nel 1997 pubblica il suo primo libro "Il volo della martora". La scrittura diventa così un'altra delle sue grandi passioni, grazie alla quale è oggi annoverato tra gli scrittori più apprezzati in Italia.

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5 stars
66 (18%)
4 stars
163 (46%)
3 stars
101 (28%)
2 stars
17 (4%)
1 star
7 (1%)
Displaying 1 - 30 of 33 reviews
Profile Image for Erica.
130 reviews29 followers
November 19, 2010
Avevo sempre avuto una forma di pregiudzio per Mauro Corona. Non so neanche spiegarmi il perché. Forse pensavo che non raccontasse niente che potesse interessarmi. Quanta presunzione! Quanto mi sbagliavo! I suoi racconti sono semplici e parlano di quotidianità che sono appartenute ai nostri nonni e bisnonni, a qualche genitore forse (dipende dalla vostra età), ma che ormai sono state quasi dimenticate. Proprio per questo andrebbero letti, per ristabilire quella specie di equilibrio e di misura nel capire cosa è veramente importante e cosa non lo è.


"Da quella sera lontana molti anni sono trascorsi, come vuole l'inesorabile cammino del tempo.
Il vento del passato ha smussato gli spigoli taglienti a quei giorni tragici e impressionanti.
La rassegnazione pulisce il dolore rendendolo levigato ed essenziale come un ciottolo di torrente. SOlo ogni tanto esso torna a cercarci scostando per un attimo il velo dell'oblio. E poiché ricordare è un riflesso istintivo, da tutti quei morti emergono i volti dei bambini scomparsi nell'acqua del Vajont. E la tristezza, nel suo perenne girotondo attorno ai fatti della sera maledetta, passa a visitarci portando con sé il sorriso di quei bambini e il ricordo della loro ultima estate."

Profile Image for Marianna.
371 reviews22 followers
October 8, 2018
Non male. Ho apprezzato molto i ricordi dell'autore riguardanti i propri familiari, la raffigurazione di un'umanità grezza e "imbarbarita" dal doversi mostrare forte e dal doversi procurare di che vivere tutti i giorni, ma forse più serena e in grado di apprezzare meglio i doni della vita e della natura. Si respira sempre un'aura di bontà e semplicità contadina che riscalda il cuore e a tratti commuove, però mi è sembrato che si parlasse di caccia e ammazzamenti di animali con un po' troppa leggerezza, e la cosa mi ha disturbata. So che l'autore prende ormai le distanze da questa pratica e che veniva fatto solo per sussistenza, però io avrei evitato di riportare i metodi di cattura e di uccisione delle varie bestie che popolano il Friuli, o anche di spiegare come poi ci si accaniva sul corpo morto.
Insomma, molto buone alcune cose, male certe altre. Nel complesso, 3 stelle stiracchiate - ma 2 sarebbero troppo poche.
Profile Image for Karina Samyn.
223 reviews1 follower
August 28, 2025
3,5
Het verlangen naar vroeger, naar authenticiteit, naar een hard maar eenvoudig leven, dicht bij de natuur. Dit boekje is weemoedig, een gevoel van een kostbaar verlies. De moderniteit vernielde dit leven. Nergens meer dan daar in de Dolomieten met de ramp van de stuwdam Vajont toen een instortende rots een waterstormram creëerde dat hele dorpen van de kaart veegde en waar duizenden mensen hun leven verloren. Ontroerend gevoelig boek.
Profile Image for Hermine Couvreur.
592 reviews27 followers
March 17, 2025
Herinneringen. De meesten plaatsen herinneringen in het verleden maar klopt dat wel? Het herbeleven van een herinnering gebeurt altijd in de tegenwoordige tijd toch?
Een pareltje, dit boek, zeker als je van sterke beschrijvingen houdt.
Profile Image for Marieke.
24 reviews3 followers
May 11, 2025
wél leuke beschrijvinkjes. beetje morbide al die wilde dieren doden. weinig over de natuurramp. al met al: echt Italiaans boek.
Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,139 reviews168 followers
December 18, 2019
Il volo della martora è una raccolta di ventisei racconti dello scrittore, scultore, alpinista friulano Mauro Corona, pubblicato nel 1997, alcuni dei quali però erano già stati pubblicati in date diverse su Il Gazzettino di Pordenone.

Precedentemente, sempre di Corona, avevo letto “La fine del mondo storto” nel 2010, stroncandolo in maniera assoluta e completa. Avevo così deciso di chiudere con quest'autore e andare davanti, ignorando completamente qualsiasi richiamo dagli scaffali di montagna che visito spesso e sono quasi tappa d'obbligo nelle librerie montane. Fatto sta, che essendo appassionato di vette, qualcuno decide di comperarmi i primi libri scritti dall'autore.

Essendo che ero già in montagna, il libricino è corto e in più suddiviso in tanti racconti si adattava benissimo ad una lettura poco impegnativa e saltuaria e così eccomi nella recensione di questo libro che mi ha sorpreso in maniera positiva e non dico di essermi ricreduto su quanto detto in precedenza sull'altro libro, ma mi ha riconfermato la regola che degli stessi autori possono scrivere storie bellissime o storie da dimenticare completamente. Forse questo, essendo il primo, aveva quella freschezza e innocenza che poi è andata persa nei libri successivi.

I personaggi di questo libro sono parenti, amici o semplici conoscenti dell'autore che vengono descritti a volte con sottile ironia, a volte con cruda verità quando la miseria porta le persone a comportamenti molto dubbi. Quello che è certo è che emerge in ogni pagina il profondo rispetto per la montagna intesa nella sua integrità, dal sasso all'albero, dagli animali al povero montanaro costretto a vivere in un paese scomodo, misto al pentimento di chi ha ferito la natura a causa di un'educazione spartana ed insensibile.

Il libro parte dai ricordi d'infanzia di Corona, e segue una strada ben delineata, secondo un filo logico che li concatena, fino al tragico evento del 9 ottobre 1963, la caduta del monte Toc nella diga del Vajont, che provocherà non solo la tragica morte di migliaia di persone, ma anche la perdita di una realtà fatta da anni di vita legati alla terra, alle tradizioni e alla cultura di quelle valli.

L'autore ci fa partecipi del suo mondo e ci comunica con estrema semplicità ma con tanta profondità, dei valori ormai dimenticati, ci ricorda che la vita era dura per tutti, anche per i più piccoli, soggetti a privazioni e angherie, alla conquista del cibo e dei modi (anche i più scorretti) per vivere. Gli inverni freddi, le fate, i pascoli e le interminabili bevute di cui parla l’autore sono echi lontani di universi arcaici spazzati via in pochi decenni dall’arrogante forza della modernità.

Insomma se chi legge si porta dentro nell'anima anche un poco di montagna, questi racconti non possono che far vibrare certe corde che portano ad emozioni dure, ma di un fascino inconfutabile. Consigliato agli amanti della vita semplice ma dura, a chi si abbandona ai ricordi e a chi non può fare a meno di respirare l'aria dei monti.
Profile Image for Charlie.
44 reviews1 follower
May 29, 2014
"classico" stile di Corona, forse uno dei suoi primi libri pubblicati?
Se lo conoscete non resterete delusi affatto, anzi, a mio avviso si lega bene al "Il richiamo del bosco" ed aiuta a capire meglio tanti riferimenti che poi sono presi e citati in altri suoi racconti. Anche la figura dello scrittore\alpinista è ben delineata, con molti accenni alla sua infanzia.

I racconti nello specifico parlano di vita nei boschi, a contatto con la natura, talvolta amica, talvolta invece indifferente, sempre comunque onesta (a differenza degli uomini).

Ho divorato il libro in 3 giorni (si legge davvero bene), metto solo tre stelle perché tutti i racconti della parte "animali" sono collegati alla caccia (che l'autore praticava da bambino con il padre, e sebbene ora la ripugni, avrei preferito una presa di posizione ancora più netta) e perché la parte di Erto l'ho trovata troppo triste, troppo collegata alla vicenda del Vajont (anche se capisco che sia un fatto preponderante per chi viva in quelle zone).
Profile Image for Batist Acke.
24 reviews1 follower
April 14, 2025
Fijn geschreven.

"Het nieuwe jaar start niet op 1 januari, maar op een zonnige dag ergens in april."
Profile Image for Ilaria Nappi.
17 reviews
August 29, 2025
Prova orale del concorso docenti. Traccia: "Gli scrittori contemporanei raccontano la montagna". Faccio le mie ricerche e scopro l'esistenza di questo caposaldo della "letteratura di montagna".

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla capacità di Mauro Corona di dar vita a racconti avvincenti, ricorrendo anche a personificazioni degli elementi naturali in momenti storici come il disastro del Vajont.

Il libro ti immerge nella vita di montagna, tra baite, malghe, lavori usuranti ma edificanti. Ma c'è anche il racconto della vita di un uomo che affronta sofferenze importanti, come la perdita del giovane fratello. Emergono, anche in forma di monito, valori essenziali che chi ha vissuto la montagna, anche in minima parte, conosce: il rispetto per la natura e la punizione per chi va contro questo dettame.

Suggerisco agli amanti della montagna e a chi vorrebbe avvicinarsi a questo ambiente da riscoprire nel mondo privo di valori che ormai ci circonda.
Profile Image for Matteo.
8 reviews
May 27, 2023
Mauro Corona riesce sempre a toccarti nel profondo. Con uno stile genuino, parla della magia delle piccole cose che attraverso le sue parole assume una potenza disarmante. Racconto dopo racconto ti rende partecipe di ricordi ed usanze di un mondo perduto, spazzato via dalle acque del Vajont. Lì, sempre racconto dopo racconto, ti sembra quasi di veder riaffiorare una parte di te, ferma in un angolo della tua infanzia, ancora intenta a stupirsi per ciò che di nuovo ha potuto ammirare per la prima volta. Se si potesse identificare con un suono, quella parte di te sarebbe decisamente il canto del cuculo.
Profile Image for Alessandro.
Author 6 books4 followers
August 20, 2026
Bellissimo. Nonostante i 26 racconti di cui è composto questo libro li abbia già letti più o meno tutti nei vari altri libri, raccolte, etc, dell'autore, la scrittura poetica, viva, a tratti malinconica, ma mai banale o ripetitiva mi ha emozionato molto, come tutti gli altri libri di Corona. Se non ci si è mai approcciati all'autore, consiglio di partire da questo volume, non solo perché è il primo che ha scritto (credo), ma anche e soprattutto per avere il brivido della prima volta in cui vengono narrate certe storie e le si riprende poi con maggior piacere negli altri scritti. Mi ripeto: bellissimo.
Profile Image for Nicole Ercolini.
Author 2 books1 follower
July 4, 2019
Racconti interessanti ma velati di malinconia, come quasi tutta la produzione di questo scrittore. Il Vajont è un tema ricorrente che anche questa volta fa puntualmente la sua comparsa (come potrebbe essere altrimenti per chi ha vissuto la tragedia?).
Bello, ma evitare la lettura quando non ci si sente di umore gaio, altrimenti si correrà il rischio che qualche lacrima scappi.
Profile Image for Jack.
83 reviews
September 22, 2023
Non regge assolutamente il confronto con Rigoni Stern. Ciononostante, resta un’importante testimonianza della vita di montagna dal 1950 al 1963, e del disastro del Vajont. Mi sono piaciuti di più i primi racconti, rispetto agli ultimi.
282 reviews8 followers
April 3, 2025
Diepgaand respect voor de natuur!

Mauro Corona’s boek ‘De vlucht van de marter’ is mijns inziens een literair werk dat zich diep wortelt in de natuur en de traditionele levenswijze van de Dolomieten.

Mauro Corona, een veelzijdig kunstenaar en schrijver, is afkomstig uit de regio en gebruikt zijn eigen ervaringen als houtsnijder, alpinist en verteller om een wereld tot leven te brengen die zowel ruw als poëtisch is.

De zesentwintig verhalen in ‘De vlucht van de marter’ draaien om de mensen, dieren en natuur van de Dolomieten. De kern van het boek ligt bij de tragedie van de Vajont-ramp in 1963, waarbij een enorme aardverschuiving een stuwmeer vernietigde, waarop een golf van verwoesting door de regio trok. Het verlies van leven, landschap en cultuur vormt de achtergrond van Corona’s werk, waarin hij met liefde en precisie een verdwenen wereld reconstrueert. Zijn verhalen balanceren tussen nostalgie en realisme, tussen de harde realiteit van het bergleven en de bijna mythische verbondenheid van de bewoners met hun omgeving.

Corona’s stijl is heel direct en zonder franjes, maar juist daardoor helemaal doordrenkt van authenticiteit. Hij schrijft over oude ambachten, over de houthakkers en houtsnijders van zijn geboortestreek, over een manier van leven die langzaam verdwijnt… Zijn taalgebruik is sober maar krachtig en brengt de lezer heel dicht bij de eenvoud en hardheid van het bestaan in de bergen. Diezelfde soberheid en oprechtheid zijn terug te vinden in de thema’s die hij aansnijdt: de strijd tegen de natuur, de onverzettelijkheid van de mens en de noodzaak om tradities te bewaren.

Een terugkerend thema in ‘De vlucht van de marter’ is de relatie tussen mens en natuur. De personages in de verhalen proberen de natuur niet te domineren, maar juist in harmonie met haar te leven. Corona’s beschrijvingen van het berglandschap en de bewoners ervan ademen een diep respect uit voor de natuurlijke wereld. De marter uit de titel fungeert dan weer als symbool van de ongrijpbare, wilde schoonheid van deze regio – een schoonheid die zowel fascineert als dreigt te verdwijnen. Het boek schetst naar mijn gevoel een wereld waarin de seizoenen, de bossen en de dieren een cruciale rol spelen in het dagelijks leven. De inwoners van de Dolomieten beschouwen de natuur immers niet als een vijand die bedwongen moet worden, maar eerder als een bondgenoot die bescherming en uitdagingen biedt.

Naast de liefdevolle beschrijvingen van het bergleven bevat Corona’s werk ook een kritische blik op de moderne maatschappij. Zijn personages worden geconfronteerd met de spanning tussen traditie en vooruitgang, tussen de verleiding van de moderne wereld en de puurheid van het oude leven in de bergen. De auteur lijkt te willen waarschuwen voor de gevolgen van een wereld die steeds sneller verandert en waarin het contact met de natuur verloren dreigt te gaan. Dit maakt zijn werk niet alleen een nostalgisch eerbetoon, maar ook een stil protest tegen de teloorgang van een eeuwenoude manier van leven. De vertelstijl van Mauro Corona is vaak anekdotisch en fragmentarisch, maar de verhalen vormen samen een heel krachtig geheel. Elk verhaal voelt als een stukje van een groter mozaïek, een verzameling herinneringen en observaties die samen een beeld schetsen van een tijd en plaats die dreigen te verdwijnen.

Zijn unieke combinatie van literaire gevoeligheid en levenservaring maakt dit boek heel bijzonder. Doordat de auteur zelf jarenlang in de bergen heeft geleefd en gewerkt, spreekt hij met een oprechtheid die moeilijk te evenaren is. Zijn verhalen zijn niet slechts fictie, maar weerspiegelen een diep doorleefde werkelijkheid. Dit maakt zijn werk niet alleen toegankelijk voor liefhebbers van natuur- en streekliteratuur, maar ook voor lezers die op zoek zijn naar verhalen met een diepere laag. Voor lezers die houden van natuurverhalen, folklore en menselijke veerkracht, is De vlucht van de marter een absolute aanrader.

Het boek neemt je mee naar een wereld die langzaam aan het verdwijnen is, maar die in Corona’s verhalen heel springlevend is en blijft. De manier waarop hij de rauwe schoonheid van het bergleven vastlegt, maakt het tot een tijdloos werk dat nog lang zal nazinderen. Dit boek is niet alleen een ode aan de Dolomieten en haar bewoners, maar ook een herinnering aan wat verloren dreigt te gaan in een steeds veranderende wereld.

Dit boek getuigt naar mijn gevoel van een diepgaand respect voor de natuur en een scherp besef van de waarde van het verleden. De verhalen herinneren ons eraan hoe belangrijk het is om tradities en kennis over te dragen en hoezeer de natuurlijke wereld onze levens beïnvloedt. ‘De vlucht van de marter’ is daarmee niet alleen een meeslepende leeservaring, maar ook een uitnodiging om anders naar de wereld om ons heen te kijken, namelijk met meer aandacht, meer respect en meer verwondering.

Meer leuke en interessante recensies zijn te lezen op www.indeboekenlkast.com
Profile Image for Paolo.
6 reviews
October 21, 2008
Worth reading... and more than anything else is Gocce di Resina:

“...gli uomini sono come gli alberi, hanno una corteccia che li protegge. Se gliela togli rimangono nudi, li puoi vedere nella loro interezza, nella loro fragilità, nel loro dolore. Vi sono molti attrezzi per togliere la corteccia agli uomini. Uno di questi è l'amore che fa muovere le linfe come la primavera. In quel periodo, la scorza si può togliere con le mani, come il cartoccio dalle pannocchie...
La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall’albero ferito. Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l’acqua, non abbandonano l’albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora.
I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita. Anche quelli belli diventano punture. Perché, col tempo, si fanno tristi, irrimediabilmente già stati, passati, perduti per sempre.
Gocce di resina sono piccoli episodi, aneddoti minimi, spintoni che hanno contribuito a tenermi sul sentiero. Proprio perché indelebili sono rimasti attaccati al tronco. Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie. Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento, o, quantomeno, ci ha fatto riflettere. La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti. […]".

Profile Image for Fien Danniau.
104 reviews2 followers
July 12, 2025
Tirataie = stammensleper, verplaatst de boomstam naar het dal, met spijker en touw, handwerk, menselijk paard in feite. (40 e.v.)

Doorheen verhalen krijgen boomsoorten allerlei karaktereigenschappen toegemeten.
- de notenboom is de meest onsympathieke, arrogante, trotse en verwaande boom

De ramp van de Vajont had in enkele seconden eeuwen van cultuur, tradities, geschiedenis en leven uitgewist. De relatie met de tijd en de seizoenen in dertig seconden weggevaagd. Gedurende vele jaren werden de velden niet meer gemaaid, werd er niet meer overzomerd in de berghutten, werd er geen hout meer gekapt in de bossen. De melkdieren werden weggedaan en ‘s avonds hoorde je in de straatjes de mensen niet meer zingen. De eenvoudige kroegen werden gesloten en over het verlaten dorp daalde een grote troosteloosheid neer. Alle jaren waren hetzelfde, werden geleefd in apathie, dor het verdriet gladgeschuurd als stenen in de beken, droevig door het monotone verstrijken van de tijd, opgeschorte, nutteloze jaren. En er gebeurde nooit iets wat die trage reis kon beëindigen. 123


Sommige echtgenotes zijn als een kasregister: alles moet er langs om gecontroleerd te worden. (131)
Profile Image for Mario Incandenza.
93 reviews7 followers
March 27, 2014
Racconti che testimoniano culture e modi di vita ormai persi.

Racconti che parlano di una natura che regala e chiede molto.

Racconti che ci mostrano gente umile dotata di grande spirito di sacrificio, gente dignitosa, gente non necessariamente buona e "candida".

Racconti su una montagna che parla tramite la sua flora, la sua fauna e le sue rocce. Parla a chi sa ascoltare.

Racconti che ci fanno vedere il volto "umano" degli animali.

Racconti di amicizie, di legami forti e indissolubili resi tali da una vita trascora assieme respirando la stessa aria, tagliando gli stessi alberi, bevendo lo stesso vino, respirando lo stesso gelo, calcando le stesse orme.

Racconti che innegabilmente ci ricordano che abbiamo una grande responsabilit�� nei confronti della Madre Terra e del nostro prossimo. Responsabilit�� che spesso, troppo spesso, dimentichiamo per falsi, futili e frivoli ideali.

Profile Image for Eleonora Salviato.
461 reviews6 followers
October 2, 2021
Questo è il primo libro che ha scritto Mauro Corona e finalmente l'ho recuperato, essendo racconti mi ha lasciato emozioni diverse, interessante il fatto che usi le storie per raccontare anche la sua vita, da cui infatti traspare che la tragedia del Vajont è stato un avvenimento che l'ha segnato molto nel profondo...Sorvolando sui racconti del "maiale" e la "volpe" che consiglio di evitare perché assai... cruenti...mi hanno colpito molto gli ultimi due racconti quello del corvo e dei bambini molto tenero e commovente.
Profile Image for Max Rocca.
188 reviews5 followers
November 23, 2012
Quanta umanità nei libri di Corona, in questo narra storie di vita vissuta, da bambini, da giovani e da anziani, ognuno con le sue debolezze, i suoi coraggi Corona come sempre con un linguaggio semplice ci accompagna dei boschi del suo paese natio, Erto,poco prima del cataclisma del Vajont. Paesaggi narrati con sapienza, suoni e profumi espressi in modo tale da portare il lettore con lui. Dedicato agli uomini e alle donne che amano seguire ancora il corso della natura

Profile Image for Terra.
1,263 reviews12 followers
August 30, 2025
difficile dire che cosa mi urta di corona: forse la retorica, forse la tendenza al luogocomunismo. il primo libro che avevo letto l'avevo trovato delirante, ma una seconda occasione si nega a pochi. in effetti questo è molto meglio, bellino pure, anche se dalla quarta di copertina uno direbbe che al centro di tutto c'è il Vajont e poi non è così. però non c'è niente da fare, non siamo fatti per intenderci.
Profile Image for Clara Mazzi.
777 reviews47 followers
August 7, 2013
Mauro Corona mi ha stupita.Non solo non amo particolarmente i racconti ma non mi piace la letteratura italiana attuale che considero scadente. A cio´si aggiunge il personaggio: strambo e non chiaramente simpatico. E invece buona parte dei suoi racconti sono veramente validi. Leggero´ almeno un altro suo libro per metterlo meglio a fuoco.
Profile Image for PierPaolo Zus.
19 reviews1 follower
January 26, 2016

Agro e dolce

Tanti brevi racconti che fanno di questo primo libro di Corona un libro fantastico, semplice e articolato allo stesso tempo, dolce e amaro, sognante e realista.
Tanti racconti che hanno il difficile rapporto tra uomo e natura il loro denominatore comune. Un susseguirsi di avventure semplici ma emozionanti, leggere ma sagge, con lo sfondo tragico dei fatti del Vajont.
Profile Image for Umberto Boldrin.
59 reviews
February 16, 2019
Inizio col dire che il mio voto sarebbe 3.5. Si tratta di un libro molto svorrevlle composto da storie brevi 5/6 pagine. Corona da risalto ai valori reali della vita narrando di uomini semplici di montagna e del loro rapporto con la natura. Libro non banale da parte di un osservatore attento e acuto.
Profile Image for vic bourgeois.
34 reviews3 followers
May 3, 2025
“de plekken van mijn kindertijd verwoest terugzien, opende de sluizen van de herinneringen, die tumultueus als een rivier bij hoog water naar buiten stroomden en mij dagenlang in de modder van de melancholie achterlieten.”

lyrische zinnen die je ver weg doen drijven, maar soms aan de inhoud voorbijgingen..
Profile Image for Elalma.
945 reviews109 followers
June 16, 2012
Poetico e struggente. I racconti sul Vajont fanno respirare un'aria perduta senza indugiare sul tragico pur nella gravit� del dolore
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