“Un giorno la storia si esprimerà anche se non sarà la storia insegnata a Bruxelles, a Parigi o alle Nazioni Unite, ma quella insegnata nei paesi liberati dal colonialismo e dai suoi fantocci.”
Il 17 gennaio 1961, in una misera prigione di Lubumbashi, Lumumba sa che sta per essere ucciso per aver condotto il suo popolo a spezzare le sanguinarie catene della colonizzazione belga nel più grande e ricco paese d’Africa, il Congo. Ma gli stessi ideali e valori con cui ha condotto la sua nazione all’indipendenza gli danno la forza per guardare a testa alta i suoi nemici e non rimpiangere nulla, consapevole che la sua vicenda sarà da esempio per tutte le lotte d’indipendenza africane che si scateneranno in quel periodo caotico e ricco di speranza che fu l’inizio degli anni sessanta.
La storia del Congo belga, forse poco conosciuta in Italia, è un capitolo buio della storia africana ed europea. Lumumba, primo ministro della neonata Repubblica Democratica del Congo, era la speranza della propria nazione, il volto dell'indipendenza, e per questo è stato ucciso e sciolto nell'acido.
La cosa che mi è rimasta più impressa di questa biografia è stato scoprire che, solo nel 2022, il Belgio ha restituito alla Repubblica Democratica del Congo un dente, unica parte del suo corpo rimasta e portata in Europa come macabro souvenir dai suoi assassini. Questo dente è ora custodito nel mausoleo dedicato a Lumumba