«È quasi paradossale che un Paese con una storia e una civiltà plurimillenarie sia diventato oggetto di interesse per noi ‘turisti occidentali’ solo negli ultimi decenni, se non negli ultimi anni. E attraverso manifestazioni molto gli album K-pop arrivati quasi clandestinamente nelle fiere del fumetto; la cucina basata sulla fermentazione approdata all’Expo 2015 e da allora stabilmente insediata; le minacce nucleari e le ‘stravaganze’ dei leader del Nord; i K-drama proposti da Netflix che tutti noi abbiamo imparato a conoscere durante le interminabili giornate del lockdown. Aspetti settoriali, a ben vedere, e che però sono stati in grado di scatenare delle passioni incredibili. Da parte mia, in qualità di autrice e di accompagnatrice di viaggi in Corea, mi piacerebbe che queste passioni si unissero al desiderio di conoscere anche il terreno che ha reso possibili questi sviluppi. Per me la Corea è il luogo dello stupore, della fascinazione, della ferocia e della profonda malinconia. Un posto di ricordi ora vicini, ora lontanissimi. Una realtà immaginifica e complessa, che non smette di sorprendere con contraddizioni continue e costanti. E il fatto che tutto ciò che riguarda la Corea si stia sviluppando qui e adesso, rende ancora più ammaliante questo Paese, così come il suo popolo. La nebulosa percezione che si ha di questa penisola deriva anche da questa incapacità naturale nell’uomo di afferrare un presente che vive nel futuro. E io spero di riuscire ad accompagnarvi in questa impresa attraverso il mio libro.»
“La storia della Corea è antichissima ed epica, è quella di un popolo che ha sempre lottato per la propria autonomia, con orgoglio e spesso con ferocia. Un popolo che rivendica la costruzione di una propria identità di fronte al resto del mondo che osserva con curiosità, ammirazione e, qualche volta, titubanza. E nel frattempo la cultura coreana è entrata nelle nostre vite, indirizzando gusti e consumi. Oggi il mondo intero apprezza la sua cucina carica di sapori e spezie, il cinema che rappresenta le difficili situazioni sociali del Paese, la musica che dà voce ai sogni dei giovani. Ma percepisce, anche, un profondo senso di amarezza e malinconia. Han è un concetto che rimanda a una forma di dolore e oppressione, costitutiva dell'identità nazionale fin dal periodo dell'occupazione giapponese. Nelle altre lingue non esiste una traduzione che si avvicini ad han. Qualsiasi straniero si accosti alla cultura coreana deve tenerne conto, proprio per le sue influenze sulla vita di tutti i giorni. Questo stato, al contrario del karma (che si «ripulisce» in base alle azioni compiute di vita in vita), si accumula e viene trasmesso di generazione in generazione. Crea connessioni orizzontali di identificazione ed empatia.”
Tra i più interessanti saggi sulla Corea del Sud attualmente disponibili. Si spazia tra storia, cultura, tradizioni, cucina e tanto altro ancora. É stato un bellissimo viaggio che ha riportato alla mente i ricordi della mia permanenza in Corea e che servirà in parte anche come guida per il prossimo viaggio.