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La paura e altri racconti della Grande Guerra

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"La paura" è un capolavoro assoluto. È una storia semplicissima e proprio per questo una devastante accusa contro la guerra. Un gruppo di soldati italiani provenienti da varie regioni è bloccato in una trincea sotto il tiro micidiale di un cecchino austriaco che impedisce loro di uscire allo scoperto. L’ufficiale, un uomo sensibile ai sentimenti e alle paure dei suoi soldati, deve però mandarne fuori uno alla volta per raggiungere un posto di vedetta sguarnito. Vediamo così sfilare e morire uno ad uno i suoi uomini. Ognuno di loro racconta in dialetto il proprio terrore. Nel "Rifugio" la storia di un disertore e della sua fucilazione viene raccontata da un ufficiale che casualmente viene ospitato e rifocillato dai genitori del soldato fucilato. "La retata" è invece una divertente parodia delle agiografie belliche. Un soldato racconta in romanesco (tutti i fanti dei racconti di de Roberto parlano in dialetto, dando realismo e vivacità alle vicende raccontate) di come, caduto nelle mani del nemico, riuscì a sua volta a catturare un intero plotone austriaco inventando decine di manicaretti che avrebbero costituito, secondo lui, il “rancio” delle truppe italiane. Gli austriaci, increduli all’inizio, si fanno via via sedurre dal racconto straordinario dell’italiano, fino a decidere di disertare e di seguirlo. Nell’"Ultimo voto" il capitano Tancredi ha per missione di informare una bella contessa del decesso del suo eroico marito. Dopo solo poche settimane apprenderà con amarezza del matrimonio tra la vedova allegra e un imboscato. Questo racconto ben rappresenta la contraddizione, evidenziata da De Roberto, tra etica del sacrificio e opportunismo.

121 pages, Kindle Edition

First published January 15, 2014

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Federico De Roberto

75 books25 followers

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,469 reviews2,441 followers
June 6, 2025
UOMINI CONTRO

description
Alain Cuny e Gian Maria Volontè in “Uomini contro” di Francesco Rosi dal romanzo di Emilio Lussu (1970).

In principio fu la guerra di Troia.
Poi, andando a grandi balzi, vennero quelle puniche, le Crociate, quella dei 100 anni, che in realtà ne durò centosedici, quella dei 13 anni, quella delle due rose, quella degli 80 anni, quella dei 30 anni, quelle di Napoleone contro tutti, quelle di tutti contro Napoleone, ma anche di tutti contro tutti, guerre civili, di secessione, di successione, quella di Crimea, …
Centinaia di guerre.
Migliaia?

description
Kirk Douglas, protagonista e produttore, con Stanley Kubrick autore di “Paths of Glory – Orizzonti di gloria”, 1957.

Ma tutte furono spazzate via da quella al centro di questa breve raccolta di racconti, quella che per differenziarsi da tutte le precedenti, e anche dalle seguenti, adotta un aggettivo semplice semplice: grande.
La Grande Guerra.

description
Dirk Bogarde in “King & Country – Per il re e per la patria” di Joseph Losey, 1964.

Che iniziò nel 1914, ma non per noi italiani che decidemmo di ‘partecipare’ l’anno dopo.
Che fece circa nove milioni di vittime tra i soldati più sette tra i civili.
Che consegnò alla storia i fanti, i militi, a cominciare da quello ignoto, e spazzò via gli eroi.
Che coinvolse il mondo intero, direttamente, o tramite le colonie.
Che segna il vero inizio del XX secolo e della contemporaneità.
Che mise definitivamente in discussione l’incondizionata fiducia che al progresso materiale e tecnologico debba automaticamente corrispondere lo sviluppo dei valori umani e di civiltà.

description
Fotografia di Luca Campigotto: Sass de Stria, per la mostra "Teatri di guerra".

Il primo racconto, quello che intitola la raccolta, è magistrale.
Così l’ultimo, con descrizioni che lasciano senza fiato.
Anche il secondo è notevole, un pochino viziato dal colpo di scena finale che s’intuisce ben prima.

Tornano alla memoria film magistrali come quello di Rosi e di Losey, ma sopra tutti quanti quello di Kubrick.

De Roberto usa i dialetti come vere lingue, e non mette sottotitoli, io ogni tanto ho dovuto usare l’intuito.

PS
Bello il lavoro fotografico che sta portando avanti Luca Campigotto sui luoghi dell’evento bellico.

description
Fotografia di Luca Campigotto.
Profile Image for Sciarpina.
136 reviews
April 8, 2018
Nel corso degli ultimi quattro anni si è ricordato il centenario della Grande Guerra (1914-1918) e per l'occasione sono uscite varie pubblicazioni. Tra loro c'è anche questa piccola raccolta di quattro racconti di De Roberto.
Ormai mi rendo conto che tra i libri che affrontano la guerra prediligo la narrativa ai saggi. Anche i saggi sono importanti, spiegano i fatti, le dinamiche politiche, le strategie militari e svelano anche tante vergogne tenute nascoste, ma la narrativa, con le sue storie su i singoli individui, entra nel particolare e soprattutto nell'animo di chi la guerra l'ha fatta.
Questi quattro racconti parlano proprio di questo aspetto.
"La paura", che dà il titolo alla raccolta, è quella provata dai soldati che devono cercare di raggiungere un posto di vedetta nei cui pressi è appostato un cecchino.
"Rifugio" è la storia di un disertore e della montagna di bugie che si è costruito intorno.
"La retata" è un racconto divertente quasi tutto in romanesco che racconta di come un solo soldato italiano riesca a catturare un intero plotone austriaco facendo leva sul fatto che anche il nemico non se la passava meglio di noi.
Ne "L'ultimo voto" un ufficiale deve portare alla moglie di un capitano la notizia della morte del marito. Lo attende un'amara sorpresa.
La scrittura di De Roberto, già trovata splendida ne I Vicerè, si riconferma ricca e articolata, profondissima e piena di umana dolorosa commozione per i caduti nel compimento del loro dovere. Ma è anche una scrittura che punta a mettere in luce i contrasti: non solo valore ed eroismo quindi, ma anche paura e codardia, ufficiali imboscati nei Ministeri per evitare la trincea, vedove non proprio inconsolabili e ironia pur nella povertà delle vettovaglie. Il tutto spesso condito da espressioni dialettali, le più varie, per colorare di realismo il racconto e a testimoniare come la guerra abbia riunito a sè la gioventù di tutta Italia.
Lettura quindi consigliata sia per la tematica sia per l'autore che mi pare trovi sempre troppo poco spazio nel panorama degli scrittori classici italiani.
Profile Image for alozzup.
99 reviews2 followers
December 30, 2020
Una serie di racconti scritti con maestria che offrono uno spaccato della prima guerra mondiale da diverse prospettive, mai prevedibili né ripetitive.
L'unica pecca di questo libro è data dall'edizione. La quarta di copertina, infatti, svela la trama di ogni racconto togliendo al lettore il piacere della scoperta.
Profile Image for Andry.
216 reviews4 followers
September 22, 2025
Quattro racconti ambientati durante la prima guerra mondiale: mi han ricordato di "un anno sull'altipiano"

La paura: il più bello e il più profondo
Il rifugio: carino
La retata: simpatico
Ultimo voto: toccante
Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,120 reviews166 followers
December 18, 2019
La paura e altri racconti della Grande Guerra è un libro di racconti di Federico De Roberto che è stato uno scrittore italiano del novecento, famoso soprattutto per la sua opera “I Vicerè”; questa particolare edizione è stata data alle stampe per l’avvicinarsi al centenario dello scoppio della prima guerra mondiale.

Quattro i racconti di guerra proposti, scelti tra quanti, fra il 1919 e il 1923, lo scrittore affidò a giornali e riviste: “La paura”, “Rifugio”, “La retata” e “Ultimo voto”. Il primo è il più corposo e famoso, gli altri sono stati scelti a mio parere per presentare in forma diversa tutti gli aspetti dell’eroismo e della crudeltà di quella che fu la prima guerra mondiale, che provocò nove milioni di vittime tra i soldati e sette tra i civili.

La paura è una storia semplicissima e una devastante accusa contro la guerra: un gruppo di soldati italiani provenienti da varie regioni è bloccato in una trincea sotto il tiro micidiale di un cecchino austriaco che impedisce loro di uscire allo scoperto. L’ufficiale al comando non può però lasciare sguarnita un posto di vedetta e deve mandare fuori uno alla volta i suoi uomini per raggiungerla. Moriranno così insensatamente uno ad uno. Nel Rifugio la storia di un disertore e della sua fucilazione viene raccontata da un ufficiale che casualmente viene ospitato e rifocillato dai genitori del soldato fucilato. La retata è invece una divertente parodia delle agiografie belliche. Un soldato racconta in romanesco di come, caduto nelle mani del nemico, riuscì a sua volta a catturare un intero plotone austriaco inventando decine di manicaretti che avrebbero costituito, secondo lui, il “rancio” delle truppe italiane. Gli austriaci, si fanno sedurre dal racconto dell’italiano, fino a decidere di disertare. Nell’Ultimo voto il capitano Tancredi ha per missione di informare una bella ma completamente insensibile contessa del decesso del suo eroico marito. Dopo solo poche settimane apprenderà con amarezza del matrimonio tra lei e un imboscato incontrato in licenza a Roma che lo accompagnerà a dare la triste notizia.

Lo stile dei racconti è molto altisonante, tipico di quei tempi, curiosa l’alternanza tra l’italiano e una miriade di dialetti, che segna una linea di demarcazione tra il linguaggio degli ufficiali e quello dei subalterni; per tutti i quattro racconti traspare il pensiero dell’autore che denuncia le menzogne e le ipocrisie della guerra, ma non manca mai il rispetto per chi ha fatto il proprio dovere.
Ho letto svariati libri su questo conflitto, molti saggi e qualche romanzo di notevole caratura, nella lettura dunque di questi racconti, quasi nulla mi era nuovo, e se devo dire la verità non mi ha entusiasmato moltissimo, ci sono letture sicuramente migliori e dei quattro racconti mi è piaciuto di più l’ultimo che non il primo che dovrebbe essere la colonna portante dell’intero libro; se, visto l’approssimarsi del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale, volete cominciare a leggere sull’argomento, non posso che consigliarvi l’ottimo “Niente di nuovo sul fronte occidentale” (per citarne il più conosciuto) e poi indirizzarvi verso quelle piccole case editrici che riempiono gli scaffali delle librerie montane, dove potete trovare delle autentiche perle.
Profile Image for Umberto Rossi.
Author 23 books43 followers
August 10, 2014
Avendo letto molta letteratura della Grande guerra, non solo italiana, posso dire che questi racconti sono visibilmente l'opera di un autore che non è andato al fronte, nonostante vada ammesso che si è documentato abbastanza bene. Leggerli come testimonianza, in ogni caso, sarebbe fargli torto; non sono paragonabili a Vent'anni di Alvaro, Un anno sull'altipiano di Lussu, Giorni di guerra di Comisso, L'alcova d'acciaio di Marinetti. Ma si fanno leggere per lo stile di De Roberto, con una prosa misurata e libera da eccessi dannunziani (grazie a Dio), per come De Roberto sa gestire dialoghi nei vari dialetti con grande vivacità, per come sappia districarsi sia nel registro comico che in quello tragico, e per la sua indubbia abilità di strutturare una trama, di creare una situazione coinvolgente, per il puro talento del narratore.
(Ho letto che De Roberto scrisse altri racconti sul conflitto: non potevano includere anche quelli nella raccolta? O forse questo sarebbe un "Best of"? Comunque apprezzo MOLTO che sia disponibile come ebook!)
Profile Image for Enzo.
45 reviews
October 19, 2014
Interessanti racconti sulla Prima Guerra Mondiale, i personaggi nelle trincee e fuori sono rappresentati con i dialetti di chi ha combattuto, rappresentando la varia umanità e cultura che si è trovata accanto in questo conflitto. Così anche i personaggi esterni al fronte, con le loro speranze, ipocrisie e convenienze vengono trattati in maniera impeccabile
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