I partiti candidati all'amministrazione di un anonimo paesino del Sud hanno nomi c'è l'usato sicuro del «Calderone degli uscenti e degli ex-oppositivi», c'è «Casa dolce Casa» che vuole cambiare lo status quo, c'è la studiata vaghezza della «Delegazione locale di una Forza nazionale» e infine gli odiatori xenofobi di «Contro-Riace». Tra queste armate Brancaleone, nei giorni frenetici della campagna elettorale si scatena una lotta feroce e insieme sottile, senza esclusione di colpi, un gioco pericoloso in cui il bene pubblico si sfalda nel tornaconto privato. In questo libro troverete scene grottesche, amori e tradimenti, una galleria di insospettabili cittadini con le loro vite e i loro garbugli. Un inventore visionario, una profetessa dell'odio razziale, un prete, una miriade di politicanti dotati di molti interessi ma poche idee... E poi troverete una storia in prima persona plurale, raccontata da un «noi» temerario che coincide con le voci di chi, in paese, decide di scendere in campo e schierarsi. Il risultato è un'analisi sul potere lucidissima e divertente, che indaga i meccanismi sottili della persuasione, racconta il valzer del compromesso, i tentacoli della criminalità, le sofisticazioni della cosa pubblica. Antonio Galetta osserva l'infinitamente piccolo della provincia come se stesse guardando un diorama, un plastico, ma in realtà non fa altro che parlare di tutti noi, del nostro essere animali politici. Con un'urgenza commovente e con una lingua impegnata a cucire lo strappo fra le parole e le cose, Galetta ci precipita nel mondo e del mondo ci dice che è grottesco, duro, cannibale, perverso, disperato; eppure, allo stesso tempo, la sua è una preghiera.
Chyba spodziewałam się czegoś bardziej pokręconego po powieści o wyborach samorządowych w małym miasteczku południowych Włoch (i po tej cudnie wampirycznej okładce). Ale przez to, że miało być raczej na serio i zwierciadlanie, to przez pierwszą połowę (2/3?) trochę się nudziłam. Ku mojemu zaskoczeniu końcówka (małomiasteczkowa debata, metafory, pożary i drzewka oliwne) jednak mnie poniosła. I piękna ta scena ze szpakami na zamknięcie.
Na duży plus zabawy językiem politycznym (np. pisanie "jeden z nas", zamiast "on"). I jakieś meandry, rozdwajanie się narracji fajne, fajne.
Mam wrażenie, że to książka, która mogłaby być opowiadaniem/nowelką zbudowaną wokół ostatnich kilku rozdziałów i scen, i zadziałałoby to lepiej.
“Povera Terra non è colpa tua Se qui ci si sente sepolti Anni di soldi Svegli coi svegli coi sogni distorti Chi vive dei suoi ricordi Che è un po' come essere morti Bisogna essere sobri E bisogna essere folli Il veleno lo vendono ai figli Il potere lo comprano i fogli Il benessere non può sentirvi Quartieri con alberi spogli Le case che cadono a pezzi Lo zio che rincasa con gli abiti sporchi La forza di chiudere gli occhi Sbirri setacciano borghi Sotto casa spacciano Coffee Sirene squarciano notti Chi non subisce mai torti Se non sai meglio che ti informi Povera Terra non è colpa tua ti camminano sopra e tu soffri”
Un romanzo originale, dal gran montaggio e dal buon impianto stilistico. Tolti alcuni eccessi (poteva avere una cinquantina di pag in meno) un libro più che sofisticato e valido
Un romanzo stilisticamente affascinante, nel quale il "noi" narrante disorienta, aggiungendo un'ulteriore livello di complessità alla classe politica protagonista del testo. Un racconto soffocante nel quale rimane poco spazio per la speranza di un futuro diverso: ogni lampo di novità viene spento dalle debolezze umane, ogni tentativo naufraga a causa di individui non all'altezza.
Mi spiace, anche perché me l’hanno consigliato persone e scrittori che ho avuto modo di conoscere col tempo, ma a parte qualche bella riflessione non mi ha lasciato molto. Mi aspettavo qualcosa sullo stile di “Il gregge” di Davide Grittani, e invece mi ritrovo con scene di un normale paese in odore di elezioni che non mi mostrano nulla delle dinamiche di potere e influenza che dovrebbero creare conflitto.