Jump to ratings and reviews

Verrà l'alba, starai bene

Cosa succede quando il dolore è troppo? Qualcuno ci sprofonda dentro, altri si arrendono, c'è chi chiede aiuto, chi tenta di affrontarlo. Veronica, invece, sceglie di lasciare tutto e tutti per ricominciare una nuova vita dall'altra parte del mondo. Spinta dalla necessità di darsi sempre da fare, così da non sentire né ricordare, riesce a costruirsi da zero una carriera di successo, che le permette di vivere in una delle zone più trendy di Melbourne ed essere vista come una donna di trent'anni indipendente, in splendida forma, realizzata. Una workaholic, sì, ma brillante e impeccabile. Eppure, quando la porta del suo appartamento si chiude e si ritrova intrappolata nel silenzio della sua solitudine, il dolore del passato riemerge con prepotenza e l'unico modo che lei conosce per gestirlo è attraverso un controllo maniacale di ogni aspetto della sua vita, dall'attività fisica all'alimentazione al lavoro, fino a ogni minuscolo gesto quotidiano. Proprio quando lo stress e le sue ossessioni la spingono sull'orlo di una crisi autodistruttiva, un evento inatteso la costringe prima a fermarsi e poi a cercare l'ennesima fuga da se stessa. Ma è proprio a causa di questo tentativo maldestro e disperato che il destino la porterà in una terra lontana, dove l'incontro con un'altra anima smarrita come la sua segnerà l'inizio di un percorso per affrontare il proprio dolore e rinascere. Il nuovo libro di Gianluca Gotto è un romanzo intenso e autentico, che intreccia i temi della solitudine, della salute mentale e della perdita con quelli dell'accettazione di sé, dell'amicizia e della guarigione. Un racconto profondo e quanto mai attuale, arricchito dagli insegnamenti millenari dell'ayurveda, la scienza della vita, che ci invita a partire da noi, da chi siamo veramente, per sciogliere i nodi e tornare a stare bene.

720 pages, ebook

Published June 24, 2025

Loading...
Loading...

About the author

Gianluca Gotto

12 books527 followers
Gianluca Gotto nasce a Torino nel 1990. A vent’anni si trasferisce in Australia e poi in Canada. Oggi è un nomade digitale: scrive articoli e libri mentre gira per il mondo. Sul suo blog “Mangia Vivi Viaggia” condivide esperienze di vita e di viaggio. Nel 2018 ha raccontato la sua storia nel libro Le coordinate della felicità.

Ratings & Reviews

What do you think?

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
877 (40%)
4 stars
721 (33%)
3 stars
398 (18%)
2 stars
120 (5%)
1 star
51 (2%)
Displaying 1 - 30 of 244 reviews
Profile Image for Ilaria.
18 reviews1 follower
August 7, 2025
Ho letto tutti i libri di Gianluca Gotto e forse proprio per questo mi meraviglio sempre un po’ meno per la trama (sempre la stessa dinamica, più o meno) e mi soffermo più sulle carenze del libro. Ad esempio lo stile letterario. Discutibile. A tratti cringe. Ciò nonostante, secondo me Gianluca affronta sempre dei bei temi e fa anche delle belle riflessioni su argomenti profondi ed è bello che ci sia una figura come lui in Italia che diffonda consapevolezza a riguardo - non avevo in programma di scoprire il mondo dell’ayurveda, ma diciamo che è stata una piacevole sorpresa tutto sommato. Tuttavia la lettura di questo libro mi è risultata DECISAMENTE troppo lunga e non vedevo l’ora finisse, anche se la storia é carina e scorrevole (ma la narrazione a tratti un po’ banale). L’inizio poi, 200 pagine solo per descrivere quanto la protagonista stia male. Quasi abbandono il libro perché non ne potevo più.

Detto ciò, leggerò il suo prossimo libro (sappiamo tutti che uscirà)? Probabilmente. Sono fan delle sue idee? Sicuramente. Del suo stile letterario? Non proprio.
Profile Image for sofiaas.
83 reviews26 followers
July 3, 2025
Bisogna ammettere che i libri di Gotto sono tutti molto simili: giovane uomo o donna che si sente perso/a e che per ritrovare sé stesso/a intraprende un viaggio in un luogo esotico e il più lontano possibile dalla madre patria (anche se in questo caso la protagonista, italiana, si trova già in Australia). Diciamo che a tutti piacerebbe andare in crisi con una barca di soldi da poter spendere viaggiando senza pensarci troppo. Sostanzialmente è quello che fa Veronica, una giovane ragazza trapiantata a Melbourne che dalla sera alla mattina decide di prendere un biglietto per l'Italia per tornare dall'unico uomo che abbia mai amato. Ok l'amore e tutto il resto, ma qualcun* ha idea di quanti dindini possano servire per farsi quasi 20 ore su un aereo all'ultimo minuto?

Insomma, Veronica può permetterselo perché lavora come project manager e guadagna molto bene. Non ha particolari hobby all'infuori della palestra, non si concede nessuno sfizio, casa sua è anonima e priva di qualsiasi oggetto personale.
Qualcosa non va come previsto e durante lo scalo in Sri Lanka decide di non andare al prossimo gate, ma di uscire dall'aeroporto. Da questo momento in poi prende il via un percorso di crescita personale che non viene mai definito come tale, ma che altro non può essere. Come era successo in "Succede sempre qualcosa di meraviglioso", Veronica non è sola in questo viaggio; accanto a lei troveremo un'altra "anima smarrita", molto più giovane di lei. È stata una sorpresa leggere di questa persona perché me la immaginavo totalmente differente e per una volta tanto non si tratta della sua anima gemella romanticamente parlando.

Lo stile di scrittura non è quello di un classico della letteratura, forse ci sono un po' troppe ripetizioni e il linguaggio è sempre molto standard. Alcune espressioni e frasi pronunciate dai personaggi sono tipicamente italiane, e non ho apprezzato questa scelta stilistica. Penso al passaggio in cui Jackson dice a Veronica che è una sclerata (termine che tra l'altro anche in Italia usiamo più nel parlato) o quando Jagath dice "macché". Dubito che i singalesi usino davvero questa espressione... avrei preferito maggiore attenzione linguistica per rendere i personaggi più credibili e più veri, però non posso dire che non abbia trovato questa lettura molto piacevole, adatta per staccare un po' e sognare a occhi aperti i bellissimi luoghi descritti.
Profile Image for Silvia Fiori.
33 reviews4 followers
July 24, 2025
Negli anni ‘80 spopolavano i libri della collezione Harmony, oggi metti un po’ di new age, una manciata di mindfulness, sostituisci il romanticismo con il coraggio di seguire i propri sogni e hai questa roba qui: tutta uguale per 718 pagine. Le due paginette di questionario ayurvedico mi hanno dato il colpo di grazia, come fosse un test di Cosmopolitan. E l’ho anche comprato cartaceo!…Lo lascerò su una panchina, magari faccio felice una dodicenne di passaggio.
Profile Image for Camilla Pruccoli 🎃☕️🪄.
229 reviews17 followers
August 27, 2025
Mi aspettavo che Gianluca Gotto riuscisse con questo libro a entrare più nel vivo dell’Ayurveda, la millenaria e cosiddetta “scienza della vita” che tanto mi sta chiamando da qualche mese a questa parte. Speravo di scoprire qualcosa di nuovo e stimolante che ancora non sapessi, che mi aprisse davvero nuovi mondi e prospettive.
Invece, l’Ayurveda diventa l’espediente con cui la protagonista della storia, sfiorando il tema per caso durante un viaggio in Asia meridionale, riesce a prendere consapevolezza della necessità di un cambiamento, per sciogliere alcuni nodi della sua vita. Si parla abbastanza di dosha, dell’importanza di accettare e ascoltare il proprio corpo e la propria energia senza giudizi, e principalmente su questo si ripetono spesso le pagine.
Non è un brutto romanzo alla Gianluca Gotto, ma trovo che non sia la sua opera meglio riuscita proprio per questo “svolazzare” superficialmente attorno a un argomento complesso e interessante. Un po’ come un’ape che ronza tra i fiori e saltella da uno all’altro, senza fermarsi su uno.
Altro appunto: è molto ridondante nella prima parte introduttiva, dove conosciamo la situazione interiore ed esteriore della protagonista… questa volta avrei sfoltito decisamente un po’ di pagine.
Rimane il fatto che voglio tanto bene a Gianluca Gotto, continuerò a leggere ciò che scrive e a partecipare agli incontri che organizza; trovo che sia un’anima capace di far stare bene chi lo attornia, grazie alla sua serenità, che si vede quanto sia vera e benefica.
Profile Image for Clarice.
84 reviews10 followers
Read
January 8, 2026
Me lo sono trascinata per mesi sino a che non l’ho lasciato a casa di mia sorella, così “quando sono da lei vado avanti”.

Spoiler: sono stata da lei più volte e non sono andata avanti.

In questo 2026 voglio imparare a “lasciare andare i libri”, anche senza finirli - già dirlo mi sembra un affronto, ma: come dice una mia amica, la vita è troppo breve per leggere libri che non ci piacciono (aggiungerei, anche, che il tempo libero è troppo poco).

*Ho apprezzato come sono stati affrontati certi temi.
Profile Image for Sara Nicolaci.
76 reviews6 followers
June 20, 2026
Ogni volta che questa storia poteva prendere una rotta verso la banalità ecco che Gianluca Gotto la dirotta verso il realismo e la concretezza.

Mi sono approcciata a questa lettura con molto scetticismo quindi non sarà la recensione di una fan dell’autore ma di una lettrice che ha amato questa esperienza di lettura.

Per cominciare il libro è decisamente scritto bene, si legge che è una meraviglia e non si percepisce il peso della lunghezza nemmeno nelle parti più pesanti della narrazione; certo alcuni dialoghi sono un po’ inverosimili ma direi che è l’unico appunto a sfavore che riesco a trovare.

Il libro parla del percorso di guarigione di Veronica, una giovane donna in cui è stato tremendamente facile rispecchiarsi. Tutta la prima metà del libro esplora gradualmente ogni angolo della sua vita e della sua mente concedendoci un deep dive enorme nella sua interiorità e come per tutte le persone che stanno soffrendo, non è bello quello che si trova dentro: dalle ossessioni ai pensieri logoranti e ricorrenti, all’interpretazione distorta della propria realtà. Avrei voluto davvero dei trigger warning perché parliamo di disturbi alimentari e ossessivo compulsivi visti da molto vicino. I suoi costanti pensieri di odio verso se stessa mi hanno fatto male perché ho visto ancora più da vicino come possono sentirsi le persone accanto a me che soffro della stessa cosa.

E poi lo Sri Lanka, quando pensi che niente possa andare peggio di così e sei in un vuoto catacombale. Questa isola su cui non mi ero mai soffermata in vita mia è il teatro degli avvenimenti che si intrecciano nei vari luoghi avvicinandosi alla letteratura di viaggio (non vedo l’ora di visitarla a proposito). I personaggi incontrati in questa parte della storia sono tutti molto caratterizzati e interessanti. Tutte le relazioni della protagonista partono da un punto disastroso o di disinteresse e gradualmente con il suo guarire migliorano fino a diventare estremamente importanti e intense in modo sano, anche qui un dipinto davvero reale su cosa la salute mentale può distruggere o ostacolare.

La più grande lezione di questo libro, e della mitica Samar, è di essere fedeli con amore alla propria natura e non c’è niente di più spaventoso e rassicurante allo stesso tempo; è un esercizio di amor proprio che chiunque deve fare per stare meglio e sentirsi libera.

Un finale da commozione chiude quella che è una storia che porterò sempre con me. È il mio primo approccio a questo autore, non vedo l’ora di scoprirne di più.
Profile Image for Alice.
61 reviews
July 5, 2025
Gianluca Gotto ti prende per mano e ti guida in un viaggio dentro te stesso da cui non puoi tirarti indietro. Anche questo libro, come gli altri, mi rimarrà dentro. Rispetto a Succede sempre qualcosa di meraviglioso la protagonista ha più vissuto sulle spalle e forse per questo la lettura è a tratti più complessa, perché la persona di cui leggiamo è un po’ più grande e le dinamiche sono, di conseguenza, diverse. La delicatezza e l’autenticità del modo di trattare le tematiche sono però le stesse, e ti permettono di scavarti dentro cambiando il modo in cui percepisci te stesso e la realtà che ti circonda. Grazie Gianluca
Profile Image for Giulia Valla.
13 reviews12 followers
July 10, 2025
Ho trovato questo libro nettamente meno piacevole rispetto ai precedenti.

Il linguaggio di Gotto, per quanto sia accessibile a tutti e di facile lettura, a volte rasenta il banale - soprattutto nel descrivere i dialoghi - con espressioni comuni e ripetitive.

La protagonista poi, per quanto abbia reazioni e comportamenti nei quali ognuno può identificarsi, è in diverse occasioni a dir poco insopportabile e all’inizio addirittura un po’ “sciapa”.

Ho avuto l’impressione che Gotto volesse provare un esperimento nuovo: un romanzo più “maturo”, dove si scende a un livello più profondo della conoscenza della psiche protagonista. Il risultato ottenuto é un potpourri un po’ artificioso di temi caldi al giorno d’oggi: salute mentale, disturbi alimentari, pensieri ossessivi, spiritualità, aborto e libertà di scelta - con l’occasionale critica al patriarcato che non guasta mai.

Il libro, poi, é eccessivamente lungo. Le prime 350 pagine potevano tranquillamente essere riassunte in una cinquantina. Dovrebbero servire a farci entrare in contatto con i pensieri e la rigidità mentale di Veronica, ma risultano un’accozzaglia ripetitiva delle stesse situazioni che vanno esacerbandosi, in un’escalation che personalmente mi ha trasmesso solo frustrazione. Ho spesso pensato: bene, quando inizia davvero la trama?

Ma, c’è un ma.
Ogni volta che mi trovo a leggere un libro di Gotto, mi lascia qualcosa.
Ci sono alcune scene che mi hanno coinvolta, catturata, incuriosita, in particolare i capitoli intorno alla figura di Samar - con l’eccezione del test in stile Cioè.
Mi ritrovo spesso a rileggere diversi passaggi, sottolinearli e rifletterci sopra. Credo che Gotto abbia una grande capacità di trasmettere messaggi positivi in maniera semplice, coinvolgente e accessibile. Quando chiudo un suo libro, non posso non farlo senza sentire delle sensazioni estremamente positive.
Anche questa volta, é stato così.

Ho l’impressione che questo sia un po’ un libro di svolta nel suo stile di scrittura e ideazione della trama - sembra quasi un primo romanzo di uno scrittore emergente. Questo mi rende curiosa di leggere il prossimo per vedere come si evolverà il suo stile.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Elena.
138 reviews26 followers
September 3, 2025
Salvo solo la parte centrale, cioè l’incontro tra Veronica (la protagonista del racconto) e l’ayurveda, antica pratica indiana che l’autore descrive come “scienza della vita”. Questo passaggio non serve solo a far avanzare la trama che risulta fin qui molto lenta, ripetitiva, piena di banali clichè e luoghi comuni: introduce anche una nuova visione del benessere psicofisico, distante dai modelli occidentali basati sull’efficienza, e più orientata verso un percorso interiore di armonia ed equilibrio. Peccato però che sia un tema trattato con superficialità e che si risolve con 4 ricette, una pratica di meditazione e una sessione di yoga, rischiando di far passare un messaggio semplicistico, sbrigativo e gestibile con un triste questionario per identificare il proprio dosha, stile test di un giornale di gossip.
3 reviews
November 2, 2025
Per chi non si sofferma sui dettagli, ma ama le visioni di insieme. Decisamente non per chi teme le altitudini, ma per chi ama scalare le cime.
Per chi gode della fatica più che del riposo, perché la difficoltà di leggere queste pagine viene premiata dai mille insegnamenti profusi e dalla lettura di se stessi che la storia ci offre, così da farci sentire di essere "letti da un libro".
non badate tanto alle recensioni, ma fidatevi della vostra voglia di leggere o meno questa storia, dalla vostra curiosità. Iniziate, fatevi questo regalo. Non giudicate dalle recensioni, ma dall'aura emanata da queste pagine.
Consiglio d'iniziare, se continuare o concludere spetterà solo a voi.
Profile Image for Francesco Morettini.
62 reviews3 followers
July 10, 2026
Delle belle riflessioni sulla vita, il dolore, l’accettazione di sé. Ho scoperto di più sull’ayurveda. Tuttavia lo stile e la prosa un po’ da rivedere (a tratti il libro è estremamente prolisso). Tuttavia, le lezioni di vita sono profonde e mi ispirano alla riflessione, quindi super consigliato!!
Profile Image for Lucrezia.
20 reviews
June 23, 2026
Mi è piaciuto che, rispetto agli altri libri di Gotto, le lezioni fossero meno impartite dall'alto e più conquistate.
Ho trovato Veronica e Camilla molto realistiche. Mi ha colpito e mi è risuonato molto.
Non l'ho trovato per niente lungo, ci ha messo il tempo che ci voleva per non essere finto
Profile Image for Sarah.
98 reviews6 followers
Read
January 24, 2026
DNF.

questo libro proprio non mi va giù, specialmente per come è scritto, non mi piace; inoltre, questo libro mi ha confermato che i mattoni non fanno per me.
ho un altro libro di questo autore in TBR, speriamo sia migliore di questo...
Profile Image for Eleonora Mora.
235 reviews9 followers
January 5, 2026
Su questo romanzo ho letto e sentito pareri davvero contrastanti, addirittura opposti: c’è chi lo ha amato, chi lo ha abbandonato, chi lo ha finito a fatica…
A me è complessivamente e’ piaciuto e mi ha tenuto compagnia in questi giorni.
Di questo scrittore avevo letto “Succede sempre qualcosa di meraviglioso” che mi aveva lasciato diversi spunti di riflessione e cui avevo dato cinque ⭐️/cinque.
Ho trovato questo scritto un po’ prolisso, spesso si è dilungato un po’ troppo.
Tuttavia ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo alla protagonista e questo ha fatto sì che non riuscivo a staccarmi.

Veronica fugge dall’Italia e prova a ricominciare una nuova vita in Australia. Nel tempo però si renderà conto che non si può scappare da sé stessi e dai propri dolori ma occorre affrontarli per poterli davvero superare e ricominciare una nuova vita.
Non sarà facile per lei ma grazie a una persona che compare all’improvviso nella sua vita inizierà il suo percorso interiore per ritornare a sorridere, perché anche per lei “verrà l’alba” e“starà bene”

Mi ha colpito meno dell’altro suo romanzo che ho citato ma comunque è meritevole di essere letto.

Profile Image for Veronica Bissoli.
23 reviews1 follower
July 30, 2025
3⭐️: 700 pagine del solito schema del viaggio dell’eroe. Le prime 200 pagine di sviluppo di un disturbo del comportamento alimentare, poi viaggio dentro se stessi e infine in poche pagine risoluzione di un tema così importante grazie a un ritiro di meditazione di qualche giorno. Gotto riesce a trattare in modo banale e generalizzato temi importanti quali i disturbi del comportante alimentare e in modo approfondito quello che ha imparato di recente nella sua vita e cioè l’ayurveda. Storia di una donna che dimostra che andare in terapia dovrebbe essere obbligatorio per tutti. Fine per fortuna non banale, anche se decisamente semplificata come se si potesse davvero guarire da un DCA e diventare consapevoli dei propri meccanismi e di noi stessi con un solo anno di terapia.
63 reviews
February 8, 2026
Un romanzo molto scorrevole anche se un pò troppo lungo e ripetitivo. In così tante pagine ci sono stati comunque temi lasciati un pò in sospeso. L'inizio è incentrato sulla discesa verso la malattia della psiche di Veronica che prepara il terreno al tema principale del libro: il viaggio come cambiamento e rinascita. Il paese scelto dall'autore è lo Sri Lanka, terra di buddismo e di ayurveda dove la protagonista incontrerà personaggi e culture che molto lentamente faranno breccia nella sua mente. Proprio gli incontri saranno quelli che daranno un certo dinamismo al racconto che altrimenti sarebbe stato pesante e un pò piatto. Una lettura profonda che ci costringe ad interrogarci sulla nostra vita e che alla fine lascia tanti insegnamenti.
14 reviews
September 1, 2025
Nonostante tutte le altre recensioni dicano che è uguale agli altri suoi libri io non l'ho notato perchè è il primo che ho letto.
Questo è un libro che ti fa salire e scendere, ti fa assaporare il vero senso della vita facendoti riflettere su cosa sia l'identità, la malinconia, la poesia e il sesso.
Può un libro, anzi un'opera, scavare così a fondo nell'animo umano? Io credo di no, eppure Gotto non solo lo fa, ma lo fa con una maestria tale da eguagliare i più grandi autori dei secoli passati.
Nella vita c'è un prima e un dopo alcune esperienze e credetemi, "verrà l'alba e avrà i tuoi occhi" lo è.
-Davide Maria Incelli
Profile Image for Franklin80.
219 reviews1 follower
January 28, 2026
Le prime 200 pagine, a mio parere, sono molto interessanti: la scrittura coinvolge, i temi incuriosiscono e c’è una buona spinta narrativa che invita a proseguire.
Poi però il romanzo si perde. I capitoli iniziano ad assomigliarsi tutti, ripetendo dinamiche e riflessioni senza aggiungere nulla di realmente nuovo. La trama ristagna!!!
Personalmente l’ho trovato tremendamente noioso dopo 200 pagine. Soporifero, persino: per chi, come me, legge di notte, è stata una vera e propria iniezione di sonno.
Profile Image for Alice D'Arrigo.
Author 1 book19 followers
July 3, 2026
3.75
Un centinaio di pagine di troppo. Per il resto, mi è piaciuto ma per ora il libro di Gotto che mi ha colpita di meno (ho letto tutti gli altri tranne quello su Bali e l'ultimissimo uscito, che sarà tra le mie prossime letture)
Profile Image for Davide Incelli.
16 reviews
December 22, 2025
Questo libro è un viaggio, dentro se stessi, nella cultura di altri Paesi, nella mente e nella vita di altre persone. È un libro che può insegnare tanto su come guardare il mondo, come comunicare, come prendersi cura di se stessi e crescere. Sono felice di averlo letto e di essere cresciuto insieme alla protagonista.
Profile Image for Eleonora.
529 reviews13 followers
August 5, 2025
Sempre ben scritto ma oramai le trame iniziano a somigliarsi un po’ troppo. Non ho apprezzato la banalizzazione dell’Ayurveda. Una scienza millenaria , molto più complessa di quanto possa sembrare dalla lettura del libro.
Profile Image for JR_❤️_books.
154 reviews6 followers
April 18, 2026
Mamma mia, che fatica…

Ho fatto molta, molta, MOLTA fatica a terminare questo romanzo.
Ogni volta in cui lo riprendevo in mano dopo aver terminato altro, mi sentivo come un bambino a cui viene presentato un piatto di broccoli sconditi. Ed è stato un peccato, perché le aspettative erano molto alte e perché mi era stato consigliato da una cara amica, i cui gusti sono simili ai miei.

Alla base di ogni opera c’è un lavoro lungo, complesso e, soprattutto, solitario da parte dell’autore. C’è una storia che chiede di essere raccontata e che per mesi (o anni) lo tartassa al fine di essere scritta.
È in virtù del rispetto che nutro verso lo sforzo mastodontico fatto da Gotto per portare alla luce questo romanzo che cercherò di spiegare in maniera assertiva perché non mi è piaciuto - e neppure del tutto dispiaciuto.

1. La protagonista: è un NO. È difficile, per me, godermi un romanzo di cui non sopporto la protagonista. L’expat che fugge all’estero in cerca di una vita lontana dal dolore e dai ricordi è una tematica che conosco bene, ed è quella che mi ha convinta a leggere questo libro. Veronica, però, ha messo a dura prova ogni mia capacità di empatizzare con la sua situazione, di capirla. L’ho trovata senza dubbio smarrita, ma anche molto arrogante, presuntuosa e giudicante. Il mondo viene percepito attraverso i suoi filtri, che non mette mai in discussione neppure quando perfino l’istinto le dice di farlo. Pur volendo tenere in considerazione il suo difficile vissuto, sono arrivata ad un punto in cui ho perso interesse a farlo. Ho sperato che si redimesse, che migliorasse - non lo ha fatto: perfino giunta al termine del suo viaggio di riscoperta di sé ha continuato a preservare quelle caratteristiche che me l’hanno resa antipatica sin dalla prima pagina.


2. Lo stile: SI’. Gotto ha la capacità di trascinare il lettore in luoghi remoti, muovendosi al loro interno con naturalezza e regalando descrizioni che sconfinano in un piacevole poetico. Malgrado qui ci troviamo di fronte a 720 pagine, non è stato lo stile a causarmi difficoltà nel progredire con la lettura.


3. La storia: SI’ e NO. Interessante, benché non originale, l’idea della protagonista che emigra all’estero in un tentativo disperato di fuggire dai suoi ricordi e, in primis, da se stessa. Tuttavia, anche a causa dell’estremo estendersi di alcuni passaggi, ho trovato ridondanze e passaggi superflui che hanno appesantito di molto la narrazione e, con essa, il mio godermi il viaggio dell’eroina. Per le prime 200 pagine (e sono tante, 200 pagine!) non leggiamo altro che di stress lavorativo (voglia di provare in primis a se stessa di valere qualcosa), sindrome da prima della classe (reminiscenze della sua adolescenza trascorsa all’ombra di un padre impositivo), ossessione per il fitness e il proprio fisico (sindrome del controllo ossessivo-compulsivo esteso anche al proprio corpo). Proprio alla luce di quanto elencato tra parentesi, si tratta di passaggi importanti… che, forse, potevano essere trasmessi ugualmente con una buona dose di tagli. Sembra, infatti, che a questo romanzo sia mancata una revisione massiccia - o che sia stata intenzionalmente ignorata la necessità di ridurre, riassumere e condensare la maggior parte delle situazioni.


4. Il messaggio finale: SI’. Come accade un po’ in tutti i libri di Gotto, anche in Verrà l’alba, starai bene abbiamo un viaggio dell’eroe (o dell’eroina, in questo caso) in cui il protagonista pianta tutto e parte in cerca del suo scopo, di una vita più significativa, di se stesso. Per arrivarci, però, deve superare una serie di “prove”, principalmente interiori. Veronica non è diversa: piagata da una vita difficile e da un trauma immenso, fugge dall’Italia e va all’altro capo del mondo senza capire, però, che non importa dove tu vada a rifugiarti: i problemi non hanno un indirizzo geografico presso cui mollarli; sono parte di noi, ce li portiamo appresso e, a meno di affrontarli e risolverli (o accettarli come integrazione del nostro vissuto), continueranno ad inquinarci la vita. O, per lo meno, a rendercela difficile. Ma, di nuovo, 720 pagine per esprimere tutto ciò sono comunque troppe!
I temi affrontati sono delicati, attuali, interessanti. Alcuni, però, vengono a malapena trattati (i benefici dell’ayurveda, ad esempio, e la sua storia millenaria) mentre altri si ripetono per centinaia di pagine.


5. Un intero capitolo scritto con ChatGPT: NO. Veronica ad un certo punto, finalmente, cede. Capisce di aver bisogno di aiuto, ma non si fida a rivolgersi ad uno psicologo. Perciò ricorre all’intelligenza artificiale. E lì la narrazione, a mio avviso, si ferma.


6. Tante ripetizioni: NO. L’esempio più lampante: Veronica odia gli ospedali, la sola idea di venire visitata da un medico la terrorizza. Circa a metà libro si scopre la causa di questo suo trauma profondo. Il costante ricordare, prima e dopo quel momento, questa sua paura, a volte usando le stesse perifrasi quando non proprio le stesse parole, ad un certo punto smette di suscitare empatia e sfocia in esasperazione.
Anche le descrizioni dei luoghi tendono a ripetersi: il luna park di Melbourne, le casette con i tetti di lamiera, le barchette azzurre in Sri Lanka, la morfologia degli stessi luoghi ripetuta in ogni capitolo.
“L’unico uomo che avesse mai amato”: questa perifrasi viene ripetuta decine di volte, insieme alla riflessione di Veronica (immutata per tutto il libro) sul fatto che si fosse sposato, che lei avesse aspettato troppo prima di farsi risentire, con lui, che erano passati anni e che tutto era cambiato.


7. Veronica ha un fratello in Olanda? AH, SI’? A pagina 196, per la prima volta e dopo che abbiamo testimoniato quanto Veronica fosse sola e come il suo telefono squillasse soltanto per le chiamate di lavoro, in quanto non aveva nessuno, scopriamo che in Olanda ha un fratello a cui è molto legata.


8. L’atto di ignorare della protagonista: NO. Questo rientra nei fattori che hanno contribuito a rendermi Veronica insopportabile. Veronica non sa cos’è l’Ayurveda: ci può stare. Veronica non ha mai sentito neppure nominare l’Ayurveda: no, non ci sta più. Non per una donna intelligente, moderna e acculturata. Veronica non ha mai sentito parlare dello tsunami nel Pacifico del 26 dicembre 2004: no, non ci sta. A meno che non vivesse in una caverna, senza alcun contatto col mondo, non è possibile che non abbia sentito parlare della tragedia neanche accidentalmente. E ho rischiato di lanciare via il libro quando ho letto il passaggio in cui dice a Camilla di non conoscere Per Elisa di Beethoven.

Penso sia la recensione più lunga da me mai scritta su GR. La dice lunga sulla mia delusione, soprattutto perché sono una delle poche voci fuori dal coro.
This entire review has been hidden because of spoilers.
23 reviews
December 18, 2025
La voce del romanzo è quella di un narratore onnisciente che ci racconta la storia di Veronica, una ragazza di successo cresciuta con forte senso delle responsabilità e con senso del dovere che, in seguito ad una scelta importante, scappa via dalla famiglia, dall'amore e soprattutto dal dolore per rifugiarsi dell'altra parte del mondo, Melbourne, dove vive una vita piena di successi e di solitudine. Questo romanzo è anche la storia di Camilla, una ragazza divenuta orfana a seguito dello tsunami che ha colpito le coste dello Srilanca nel 2006, ed è proprio qui che le vite delle due protagoniste si intrecciano fino a formare un nodo indissolubile.
Il narratore ci racconta delle loro vite, delle loro debolezze, del loro passato macchiato dal dolore così profondo da costringere ad alzare muri contro il loro passato, e con il mondo, ma anche del loro "riconoscersi", del loro cammino verso la redenzione dell'anima attraverso l'incontro con i principi buddisti, e della forza di affrontare, e accettare, il cambiamento interiore se sì è in pace con sé stesse e con il mondo, e soprattutto confidando nella presenza, l'una per l'altra, nella propria vita.
Le prime (circa) duecento pagine sono un focus sulla vita di Veronica, a mio parere essenziali per entrare a pieno nel suo malessere interiore, nonché quotidianità fatta di facciata: in questa fase il lettore potrebbe assorbire una sorta di malessere che potrebbe spingerlo ad avere un'avversione nei confronti della protagonista e quindi a lasciare il romanzo in sospeso ma, proseguendo nella lettura, il tutto diventa più chiaro e scorrevole e l'avversione diventa comprensione, empatia.
Lo stile di scrittura è semplice, poco ricercato, ma evocativo per i paesaggi e ricco di descrizioni spirituali della cultura buddista.
Lettura consigliata, ⭐⭐⭐⭐⭐
Profile Image for Davide Ferrara.
2 reviews1 follower
August 10, 2026
Penso che due parole siano qui necessarie a giustificare la mia valutazione.
Non mi azzarderò a dire che questo sia un libro unico, sarebbe un peccato di arroganza da parte mia, ci sono sicuramente decine di migliaia o centinaia di migliaia di libri migliori di questo.
Eppure, noi che ci troviamo a valutare, specie quando lo facciamo mossi solamente dalla passione e dal nostro amore per le storie, non possiamo evitare di portare alcune parti di noi all'interno di un libro.

E' quello che io chiamo risonanza: quando un libro risuona dentro di noi significa che smosso qualcosa al nostro interno.
Forse molte delle cose scritte qui risuonano per altri lettori, forse no, ma nel mio caso non ho potuto evitare di immedesimarmi nella protagonista.
E sono convinto che quando un libro risuona particolarmente dentro di noi abbiamo il dovere di scriverne a nostra volta, di far uscire quello che scalcia dentro di noi e metterlo finalmente al mondo.

Tutto questo preambolo per dire che sono molti i temi che emergono qui dentro, ma vorrei toccarne un paio che credo siano veramente importanti.

Il primo è la forza. Spesso non si riesce a fare a meno di prendere tutto sulle proprie spalle e spesso si forma questo meccanismo patologico per cui se non si soffre per qualcosa allora questa non ha valore.
 E' questo un passaggio del libro che è rimasto con me e che ha continuato a venirmi in mente anche durante i giorni successivi.
 E' uno dei dialoghi tra Veronica e Teo, un dialogo sulla forza e sul rischio di credere di meritarsi solo le cose per cui si ha sofferto.
E quindi la conversazione vira rapidamente dal tema della forza a quello del meritarsi le cose che ci arrivano dalla vita: spesso si confonde qualcosa che ci fa soffrire per qualcosa che si merita, perchè se non fa soffrire allora non ha valore.

Ed ecco che, con questa inversione logica, il dolore diventa qualcosa di giusto, di fisiologico, di naturale. Qualcosa da ricercare. Fa male e quindi deve avere un valore.
Quando poi si inizia a credere che se non c'è dolore non c'è neanche ricompensa allora poi è anche difficile evitare che certi elementi tossici entrino nella nostra vita: è quello che accade a Veronica con Jackson e che Samar scoperchia con una semplice domande: "Chi ti ha fatto credere di non meritarti nemmeno di mangiare un pezzo di pane?".
Scava a fondo quella domanda, toglie l'alibi della forza e mette a nudo tutto il dolore, togliendo finalmente il controllo dalle mani di Veronica.

Controllo.
Questa è l'altra parola notevole.
Tutto è controllo nella vita di Veronica, persino il suo dolore.
Ecco perchè riconoscerlo, guardarlo negli occhi, non è per lei risolutivo, perchè non riesce a lasciarsi andare.
E, come dice Samar, "L'incertezza che tanto ti terrorizza è la soluzione, non il problema".
Questo controllo è così forte e soffocante che alimenta persino la sua solitudine, impedendole di mostrarsi fragile davanti agli altri.

Questo, almeno per me, non è un libro sul viaggiare, sullo Sri Lanka o sull'ayurveda.
Per chi ha occhi per riconoscere certi schemi, questo è prima di tutto un libro sul dolore, più su quello che pensiamo di meritare che su quello che l'esistenza ci impone.
Ed è un libro sul controllo, più quello che non riusciamo a lasciar andare che su quello che sentiamo a tutti i costi di dover riconquistare.
Profile Image for Giulia Bozzato.
12 reviews1 follower
December 3, 2025
Lo ammetto: ho iniziato “Verrà l’alba, starai bene” con un certo scetticismo, quel sospetto tipico di chi ha letto alcuni libri di “crescita personale” tutti uguali. Una delle cose che più mi divertivano all’inizio era il fatto che l’autore si chiamasse Gianlu caGotto: fossi stata la sua editor gli avrei suggerito di mettere il cognome prima del nome… così, per sicurezza.
Insomma, ero prevenuta. Mi aspettavo frasi fatte e buoni sentimenti in serie. E invece no: questo libro si è rivelato molto più autentico, più profondo e più umano di quanto credessi.
Gotto scrive davvero bene! Le virgole sono giuste e non avete idea di quanto sia difficile trovare le virgole giuste di questi tempi! Stile pulito, scorrevole, mai sciocco; capace di emozionare senza manipolare. Qualità rara, soprattutto in un panorama dove tanti si improvvisano autori “illuminati” dopo un weekend di introspezione o inseriscono in fila pagine su pagine di elementi a caso e credono di essere la reincarnazione di qualche grande autore. C’è chi liquida con grande sicurezza libri come questo, magari senza averli letti davvero. Una sicurezza che mi fa sorridere. Perché questo romanzo dimostra che, quando c’è scrittura vera, la leggerezza non è superficialità e la profondità non ha bisogno di urlare. Basta ho finito leggetelo è carino
Profile Image for Rita .
4,213 reviews101 followers
December 10, 2025
"CAELUM, NON ANIMUM MUTANT QUI TRANS MARE CURRUNT"

Con un libro così lungo, è difficile evitare parti lente e meno scorrevoli, ma devo dire che quest'esperienza di lettura è stata tutto sommato piacevole. Nonostante la seconda parte assomigli ad un manuale di auto-aiuto piuttosto che a un romanzo vero e proprio, mi ha comunque interessato apprendere teorie appartenenti ad orizzonti culturali totalmente diversi che risultano tuttavia straordinariamente valide se rapportate alla nostra quotidianità.
In particolare, ho sviluppato una certa sintonia con la protagonista, identificandomi in parte sia con i suoi traumi passati che con le battaglie da lei combattute ogni giorno. In fuga dal proprio trascorso e dai propri fantasmi, vittima di meccanismi lavorativi e sociali malati (nonché della sua stessa ambizione), in perenne lotta con sé stessa, Veronica fugge... dimenticando la massima di Orazio secondo cui "caelum, non animum mutant qui trans mare currunt". Il malessere di questa donna viene descritto in maniera dolorosamente dettagliata, il che può sembrare ripetitivo e pesante soltanto a chi non ha mai condiviso esperienze simili.
C'è tuttavia un risvolto positivo nella fuga: l'incontro con l'Ayurveda, un'antica medicina olistica originaria dell'India. Che è, in fin dei conti, un incontro con sé stessi.

"Le persone non si ascoltano. Non ascoltandosi, non sanno chi sono realmente. E non sapendo chi sono, come possono pensare di essere felici e soddisfatte? L'unico modo per stare bene è conoscere se stessi."
Profile Image for Frensiss.
25 reviews6 followers
July 31, 2025
Ammetto di avere un debole per questo autore: ho letto tutti i suoi libri e sono sempre contenta quando ne esce uno nuovo. Prima di approcciarmi a questo ultimo romanzo, che considero abbia qualcosa in più rispetto ai precedenti, ho avuto la fortuna di assistere dal vivo alla presentazione del libro, che mi ha molto incuriosita. Le aspettative non sono state deluse. I temi “core” dei suoi romanzi li ho trovati anche qui: sofferenza, viaggio, filosofia orientale, rinascita e non solo… e in una chiave un po’ più “matura”. Le tematiche sono affrontate come sempre con molta delicatezza. Il libro conta più di 800 pagine, nella prima parte forse si dilunga un po’ troppo, ma è comunque molto scorrevole e piacevole.
Ho personalmente apprezzato moltissimo l’approfondimento sull’ayurveda, di cui conoscevo ben poco e che ho trovato molto interessante. Un bel viaggio tra Australia e Sri Lanka, ma soprattutto un bel viaggio interiore con tanti spunti di riflessione.
85 reviews
December 20, 2025
La fiducia nelle valutazioni insolitamente alte di questo romanzo mi ha portata a sceglierlo come unico libro cartaceo in un volo di 10 + 3 ore. Fiducia mal riposta, perché se non fossi stata priva di alternative non sarei arrivata alla fine.

Avrebbe voluto essere la catarsi di una protagonista in burnout e zeppa di traumi da ex sportiva professionista ora event manager anoressica, invece è un’accozzaglia di banalità in cui lei - sparita nel nulla in Australia per sei anni dopo un evento drammatico - si accorge che ama ancora lui, prende un volo per tornare in Italia a trovarlo peccato che lui risponda alla dichiarazione appassionata via e-mail “che fai, ora sono sposato” allora lei scende allo scalo e rimane in Sri Lanka dove salva una che si vuole suicidare nell’oceano, scopre l’ayurveda e tramite un quiz sul dosha e una dieta a base di cibi non piccanti (e successivo pippone di 200 pagine) ritrova se stessa e anche se lui ha capito che la rivuole infine sceglie di fare la cosa giusta.

No, no e no.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for B.
29 reviews
February 14, 2026
Sono dispiaciuta di leggere commenti pieni di odio ingiustificato nei confronti di un autore che, nei suoi testi, vuole proprio dimostrare come, a volte, la semplicità vinca su tutto.
E quindi cosa c’è di sbagliato in questo?
Se lo trovi banale, forse è perché non hai saputo leggere tra le righe. Ogni libro è soggettivo, non interessa a nessuno sapere che non ti ha trasmesso niente.

Gianluca sa prenderti per mano, accompagnarti in un viaggio e farti sentire parte di quel percorso.

Rispetto ad altri suoi romanzi, l’ho trovato un po’ ripetitivo in alcune parti, ma sempre molto introspettivo e arricchente in altre.

Ho sicuramente aggiunto lo Sri Lanka alle mie prossime mete.

Quindi grazie, perché nei momenti bui questi libri “banali” mi tengono compagnia e mi offrono una dolce via di fuga: le parole di cui ho bisogno per capire che una soluzione si trova sempre e che, a volte, è molto più semplice di quanto si possa pensare.
Displaying 1 - 30 of 244 reviews