Come ogni mattina, il Duomo di Milano si prepara ad aprire le sue porte a migliaia di visitatori, ma un macabro evento sconvolge i piani della giornata. Nei sotterranei della chiesa, infatti, il ritrovamento di un cadavere è solo l’inizio di un rompicapo che il vicequestore Valentina Rossi è chiamata a risolvere in tempi brevi e senza pestare i piedi ai vertici della Veneranda Fabbrica del Duomo. Pestare i piedi ai pezzi grossi, invece, è proprio una delle caratteristiche dell’integerrima vicequestore che, a fianco della sua Lamù, fedele pastore australiano più incline al gioco che all’indagine, si mette a scavare alla ricerca di indizi.
Dalle terrazze della cattedrale fino all’area archeologica sotto la sua superficie, con lo sfondo di una Milano brulicante di vita e di segreti, Valentina Rossi deve fare i conti con un presente pericoloso e con un passato non del tutto seppellito…
La trama è avvincente e l'ambientazione interessante, si vede che c'è una forte ricerca da parte dell'autrice per rendere i dettagli storici, forensi e il lavoro di polizia descritto nel libro il più attendibile e realistico possibile. Anche il caso a cui la vicequestore deve lavorare è ben congegnato. L’unica nota dolente che mi sento di dare (che vuole essere una critica costruttiva) è che ho trovato il carattere della protagonista troppo spigoloso. Lei ne ha una per tutti e a volte ho trovato fastidiose le sue risposte un po’ troppo piccate, anche verso chi si capisce volerle bene. Praticamente riesce ad andare d’accordo solo col suo cane 😅 Nonostante questo particolare la lettura è godibilissima, l’autrice sa scrivere! Una scrittura scorrevole ma non banale, da questo punto di vista devo proprio farle i complimenti perché ho letto libri di autrici/autori osannati dalle grandi case editrici che avevano una scrittura pressoché da scuola elementare. In conclusione, consiglio questa lettura.
Ho trovato questo libro una piacevole sorpresa! Acquistato durante la presentazione in biblioteca a Casalpusterlengo, si tratta di un giallo ambientato a Milano con dei misteri che si svolgono "sotto la superficie" del Duomo. Il libro e' scritto in maniera semplice ma ha un'ottima struttura con vari intrecci e personaggi che ti fanno appassaionare in fretta alla lettura. La protagonista (vicequestore Valentina Rossi) e' sempre accompagnata da Lamu' (la sua cagnolina) che diventa co-protagonista di tutta la storia. E' interessante e intrigante cercare di individuare l'assassino prima che venga svelato, ma anche se la trama sembra semplice niente e' scontato. Consiglio vivamente la lettura.
Ho appena finito il libro e che dire... davvero complimenti... l'ho divorato! Ho apprezzato molto i personaggi sia per le loro caratteristiche sia per il modo in cui sono stati presentati sia per come li si conoscono poi lungo tutto il libro. Dialoghi con un buon ritmo, non scontati e a tratti con una piacevole ironia che in un giallo non guasta mai per alleggerire un pò la tensione. Ambientazioni molto dettagliate e costruzione della storia intrigante. Super consigliato!
E’ una mattina come tutte le altre. La città si rimette in movimento e i suoi abitanti si apprestano a iniziare una nuova giornata lavorativa. Ma Milano non è solo quello che si vede in superficie: ci sono i sotterranei del Duomo dove quella mattina il custode rinviene il cadavere del suo collega del turno di notte. Il vicequestore Valentina Rossi, incaricata delle indagini si reca subito sul luogo del crimine accompagnata dalla fedele amica Lamù, il pastore australiano che vive con lei. Vista la risonanza mediatica che sicuramente avrà il caso, Valentina non è proprio felice dell’incarico, ma da ufficiale integerrimo quale è non pensa minimamente di sottrarsi. E poi c’è Lamù, che con il suo carattere giocherellone del cane poliziotto ha veramente poco, ma ha la capacità di aiutare la sua padrona a scaricare le tensioni. Anche la vittima nasconde sotto la superficie più di quello che un semplice custode dovrebbe essere... E in un’indagine complessa, che si snoda dalle terrazze gotiche ai sotterranei del Duomo, Milano stessa diventa quasi un altro personaggio: brulicante, stratificata con un passato che riemerge proprio quando Valentina cerca di risolvere il presente. In questo giallo l’ambientazione riveste un ruolo fondamentale e si percepisce l’appassionata attività di ricerca storica compiuta dall’autrice. Ben azzeccata, l’idea di affiancare a Valentina il pastore australiano Lamù che, con il suo carattere giocherellone alleggerisce un’indagine particolarmente complessa, ed esalta l’innata ironia della sua padrona. Quell’ironia che serve, non a sminuire le situazioni, ma a non farsi schiacciare dai gravi casi che deve affrontare. Ho apprezzato l’integrità di Valentina Rossi, integrità che la spinge ad andare avanti nelle indagini anche se questo significa scontrarsi con i pezzi grossi della Veneranda Fabbrica del Duomo. Ma Valentina è un essere umano, con un evento traumatico che ha segnato il suo passato, e questo la porta purtroppo ad essere precipitosa nel trarre le conclusioni. Ciò non sminuisce affatto la sua indagine, la rende al contrario più vera e reale. Intorno al vicequestore Valentina Rossi ruotano molti altri personaggi che definire minori sarebbe davvero riduttivo come la clochard Angelina a cui Valentina non nega mai un saluto e un sorriso, e il medico legale dottor Bassanini il cui personaggio potrebbe riservare delle sorprese.
È stato ritrovato un cadavere nella cripta del Duomo di Milano. Uno dei due guardiani, il povero Beppe, viene rinvenuto privo di vita dal suo collega, e il caso viene immediatamente assegnato al Vicequestore Valentina Rossi. Le telecamere non mostrano movimenti sospetti, non ci sono testimoni, e le cose si fanno ancora più complicate quando viene ritrovato un secondo corpo, nella zona archeologica del battistero interdetta ai turisti, avvolto in un sacco di plastica e risalente ad alcuni mesi prima.
Rossi si ritrova così con due cadaveri, nomi importanti da non inimicarsi, tanti segreti e poco tempo per svelarli tutti.
Una caccia all'assassino coinvolgente e divertente, questa di Varesi, che al suo esordio riesce a destreggiarsi bene tra le indagini della sua protagonista.
Valentina Rossi è un vicequestore che sa farsi rispettare, ha un occhio attento a tutto ciò che la circonda, e soprattutto è piena d'amore per la sua amata Lamù, la sua fidata compagna a quattro zampe che dona un tocco di vitalità in più a tutto il libro.
La storia è ben strutturata, lo sviluppo segue un andamento piuttosto regolare (tranne qualche piccola scorciatoia), i personaggi sono ben caratterizzati (i "buoni" un po' più dei "cattivi"), e nel complesso è un buon romanzo, soprattutto è un buon esordio, scritto con uno stile semplice e molto scorrevole e che Varesi ha saputo costruire bene fra le guglie e le cripte di una Milano in movimento, un po' fumosa e quasi sospesa.
Il finale, poi, lascia presagire un continuo di serie per il vicequestore, che saprebbe sicuramente accattivarsi ancora di più i lettori.