Napoli, a Viola Lunardi,sovrintendente di polizia, viene rifilato dal proprio capo un caso spinoso aperto ormai da qualche tempo, che non trova soluzione vista la mancanza di indizi e prove rilevanti.
Soprannominata dai suoi sottoposti Violacida, il sovrintendente ha un carattere forte e parecchio volubile, si arrabbia facilmente e ha poca stima del genere maschile, per questo si fa affiancare solo dall’ agente Nina Gioia, la quale sembra sulla sua stessa lunghezza d’onda.
Questo caso si rivelerà una matassa informe impossibile da sbrogliare.
Rapimenti senza niente in comune se non un piccolissimo dettaglio, così piccolo che il suo capo lo chiama coincidenza, ma Viola lo sa che le coincidenze non esistono e si aggrapperà con le unghie e con i denti a questo unico e importantissimo indizio.
Una trama accattivante che ti ammalia come il canto di una sirena.
Una scrittura divina che porta il lettore a non staccarsi dalle pagine, in trepidante attesa di chissà cosa, che purtroppo non arriva. Il finale lascia l’ amaro in bocca.
I personaggi, soprattutto Viola, Nina e Nicola ti s’ incollano sotto pelle.
Diventano tuoi amici e vuoi sapere tutto di loro, per questo mi auguro che l’ autrice dedichi altri romanzi a questa sgangherata comitiva.