La poesia è (pare un assurdo) quanto di meno irrilevante, di più terrestre e di maggior tenuta circoli tra gli uomini, e proprio oggi, in civiltà che promuove l'oggetto, invece, di rapido consumo, l'oggetto-lusso, l'oggetto destinato a cambiare, destinato a essere utilizzato. Il più inutile (la poesia appunto) è proprio quanto continua a restare, quello che è cambiato di meno, da Omero a oggi: di tutti gli oggetti (e non solo artistici) il meno provvisorio. Un libro come quello di Giorgio Caproni, che raccoglie tutti i componimenti suoi scritti in un cinquantennio di attività (1932-82), è lì a dimostrarcelo, nel suo volume, nella sua consistenza, nella sua altezza suprema.
Giorgio Caproni (Livorno, 7 January 1912 – 22 January 1990, Rome) was an Italian poet, literary critic and translator, especially from French.
Caproni left Livorno at the age of ten to complete his primary studies in Genoa, where he studied first music, then literature, and where he wrote his first poems. After participating in World War II as a member of the Italian resistance movement, he spent many years as an elementary school teacher.
In 1945, he went to Rome, where he contributed to a number of journals; besides poetry he also wrote criticism and novellas and contributed translations. His book Il passaggio di Enea collected all of his poems written to 1956 and reflected his experiences in combat during World War II and serving with the Resistance. He also oversaw a series of translations of foreign works, chief among which was Mort à crédit by Louis-Ferdinand Céline.
In 1959, Caproni and fellow poets Antonio Seccareccia, Elio Filippo Accrocca, and Ugo Royal began the Frascati National Poetry Prize, an annual poetry competition for previously unpublished works. The annual prize began as a cask of wine; in 1974, it was changed to a cash prize of 1,000,000 Italian lire.
Caproni's poetry touches on a number of recurring themes, most notably Genoa, his mother and birthplace, and travel, and combines a sense of refinement in both meter and style to immediacy and clarity of feeling.
Ditemi voi: chi sono i Poeti? Artigiani delle parole comuni o maestri di voli oltre le nuvole? Caproni è uno di quelli con i piedi nel concreto suo mondo, ché le parole servono a scalpellare, facendone istantanee comunicabili. In questa raccolta c'è tutto il suo vivere, tutto il suo 'dove', il suo 'chi' e tenta, disperatamente tenta, di dirmi anche i suoi 'perché'. A me, che leggo i poeti come fossero segni dal cielo, letture del pensiero, premonizioni, rivelazioni. Cosa si può scrivere ancora? Solo di sensazioni, solo di umori e suggestioni. Ecco, la parola giusta è questa: 'incanto, tale e quale quando incontri altre anime forti che 'dialogano con te'. Scrivo queste righe sull'onda di un'emozione, dunque ad oggi non ho ancora letto le note di altri Grandi, da pagina 981 e forse non le leggerò, così mi consigliano. Ciò che intuisco è che se i Poeti hanno una loro inconfondibile 'voce', una loro personalissima cifra stilistica, allora anch'io come lettrice ho le medesime, ma differenti, caratteristiche nello scegliere una poesia piuttosto che un'altra, nel metterla nel cuore o scordarla. Ecco, da un Poeta nasce una piccola appendice: Io.
Era da tempo che volevo approfondire la conoscenza di Giorgio Caproni dopo aver letto solo qualche opera casualmente qua e là. Mi sono buttato su questo volume che raccoglie tutte le sue poesie ed ho trovato alcune opere veramente interessanti e belle. Tra le raccolte quella che più ha colpito la mia attenzione è "Acciaio" con All'alba: "Eran costretti, tutti, a seguir lui, il solo che avesse una lanterna. Ma all'alba, tutti, si sono dileguati come fa la nebbia. Tutti. Chi qua, chi là. (C'è anche chi ha preso, pare, una strada falsa. Chi è precipitato. É facile.) Oh libertà, libertà." Meno piacevoli le parti in cui le rime e le assonanze sono più frequenti.