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Non è una storia di zombie

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Quando gli zombie incontrano i social, vince la fama o la fame?

Essere famosi non è non hai privacy, i passi falsi non sono contemplati e nessuno conosce chi sei davvero. E poi c’è quella storia del perdere la testa. Il che è davvero un grosso problema. Soprattutto se sei uno zombie.

Zack è un diversamente vivo, attrazione in uno zoo della Georgia, e desidera solo essere visto. Purtroppo l’America si è stufata degli zombie, e l’unica sua prospettiva sembra una pensione a forma di proiettile. Di certo non si aspetta di incontrare un insopportabile e misterioso Inglese che lo vuole portare in TV...

Catapultato nello sfavillante mondo dell’intrattenimento, Zack non crede alla propria gli umani lo amano e lo trovano divertente. Per stare a galla nello show business è disposto a perdere qualche pezzo, ma fino a che punto potrà rinunciare alla sua natura?

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Published June 26, 2025

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About the author

Stefania Toniolo

7 books42 followers
Stefania nasce nel 1996 in provincia di Milano.
Lettrice onnivora per natura, psicologa per scelta e scrittrice per necessità, ama qualsiasi forma di narrazione scritta, orale e visiva.
Il suo sogno è fare amicizia con tutti i mostri, ma si accontenterebbe anche di essere trasformata in una ranocchia e chillare per l’eternità in uno stagno.
È conosciuta su Instagram come @imieicarimostri, il suo profilo dove parla di psicologia e libri bizzarri.

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Displaying 1 - 30 of 51 reviews
Profile Image for Letizia Loi.
Author 31 books38 followers
November 27, 2024
Stefania Toniolo ha mentito, questa è decisamente una storia di zombie. MA! È anche una commedia dove essere zombie diventa una metafora per la ricerca di sé stessi, del compromesso tra convivere con le altre persone e le aspettative che hanno di noi ed essere noi stessi. E c'è anche un interessante discorso su disabilità e abilismo in mezzo.
Zack è un tipo che di persona non dovrebbe piacermi. Di solito le persone vanesie, bisognose di attenzioni e preoccupate di quello che pensano gli altri mi stanno sulle ovaie. Ma è un personaggio che FUNZIONA. E che non puoi fare a meno di amare. Sarà il suo senso dell'umorismo, sarà una certa innocenza e inesperienza, sarà che semplicemente siamo nella sua testa e viviamo tutto dal suo punto di vista, ma è un protagonista che ti conquista e che vorresti consolare e aiutare, come se fosse un ragazzino che vedi crescere pagina dopo pagina.
Intorno a lui ci sono altri personaggi fortissimi, buoni o cattivi, o piuttosto grigi come Colin, l'umano che lo scopre e lo "adotta", nonché il mio preferito della storia. E Romera, la delicata zombie vestita come una bambolina, ma che rivela delle sfumature molto interessanti.
Lo stile di Tonioli è scorrevole, irriverente e ti tiene attaccata alla pagina. È un umorismo che intercala argomenti molto seri, una satira che (benché il tono sia diverso) mi ha ricordato la critica sociale di Pratchett. Non c'è da meravigliarsi che abbia vinto il premio Amazon Storyteller, è meritatissimo! E lo dice una che le storie di zombie non le ha mai lette. Sicuramente un'autrice da seguire e tenere d'occhio.
113 reviews4 followers
December 3, 2024
Le storie di zombie non mi hanno mai attratta particolarmente e le sporadiche volte in cui ho ceduto non sono stata affatto soddisfatta.
Non è una storia di zombie è l'eccezione che conferma la regola: la storia di Zack, tanto divertente quanto pungente, intrattiene nel migliore dei modi e offre spunti di riflessione interessanti.
A chiunque sia indeciso, consiglio di dare un'opportunità a questa perché probabilmente non lo sapete ancora ma avete bisogno di uno Zack Walker nella vostra vita.
Profile Image for Benedetta Troni.
122 reviews25 followers
July 4, 2024
Per gli amici si esce molto volentieri dalla comfort zone e questo è un libro che assolutamente merita un tentativo e tutta la vostra attenzione.

Non è una Storia di Zombie è un dramedy che ribalta il concetto di post-apocalisse collocando i personaggi in un contesto molto simile a quello di Bojack Horseman, una sorta di Hollywood Rediviva perennemente dedita alla celebrazione degli eroi apocalittici. Tuttavia il troppo stroppia e serve svecchiare la narrazione, facendo parlare la creatura antagonista di tutta l'apocalisse: lo zombie Zackary.

Come un non-morto Pinocchio, il nostro adorabile zombie di quartiere desidera essere una persona vera, un essere umano. Ma più di tutto desidera essere guardato e ammirato da tutti e per questo accetta di seguire i consigli dei suoi manager, truccarsi come dicono loro, fare le battute che dicono loro per incontrare i gusti del pubblico giusto... Ma fino a dove può spingersi? Davvero si può ridere di tutto e di tutti senza conseguenze?

Mi aggancio a questo per parlare della prima cosa del libro che mi ha conquistato: il dibattito sulle politiche identitarie e i conseguenti fenomeni social (vi rimando ai lavori della giornalista Serena Mazzini). Per capirci, sempre più spesso sui social vediamo persone appartenenti a una determinata minoranza etnica/sessuale/eccetera diventare simboli di una determinata battaglia, simboli su cui tutti proiettano le loro istanze senza che però ci sia della reale sostanza sotto di loro, ovvero senza rivendicazioni collettive e interventi concreti per la determinata battaglia. Anzi, spesso il tutto viene banalizzato con catenine di Sant'Antonio da appiccicare alle storie di Instagram e Merchandise creato ad hoc che però non promuove nessun cambiamento nella società.
Zackhary diventa un simbolo degli zombie e dei loro diritti senza che però a lui freghi niente degli zombie che vivono fuori dalla città e dal bel mondo della televisione. La gente vede in lui quello che vuole vedere (un divo, una persona infelice e sfruttata...) senza che però nessuno si prenda la briga di chiederglielo.
In questo senso si nota la doppiezza dell'ironia del libro, che critica sia il conservatorismo travestito da apertura mentale sia l'ideologia woke superficiale che appunto non si prende la briga di fare delle analisi più strutturali anzi fa delle semplificazioni eccessive.

Il secondo punto sono i personaggi. Zackhary era sia tenero che stronzo e ipocrita. Un personaggio molto ben costruito e sfaccettato proprio per i suoi aspetti contraddittori. Le battute del suo punto di vista non erano mai fuori luogo ma anzi si amalgamavano molto bene alla narrazione.
Anche Romera, la nostra Damigella in Difficoltà, è caratterizzata da un bellissimo contrasto tra il suo aspetto da bambolina e la sua interiorità di donna adulta e consapevole, anche in materia sessuale (Solo Chtulhu sa quanto mi sia rotta le balle delle finte ritrose degli YA che si sconvolgono davanti a un pene).
In ultimo devo fare una menzione speciale per Monroe, il CEO della Rete Phoenix (il tema della rinascita è un'altra di quelle cose che in America viene spremuta fino al midollo). L'ho trovato un bellissimo mix di Walt Disney e Silvio Berlusconi: fin da subito c'è qualcosa di inquietante e viscido sotto i suoi modi così gentili e paterni, che usa con tutti i suoi dipendenti ma anche con i suoi potenziali elettori. Posso dare del viscido al Berlusca o vengo denunciata per vilipendio di zombie? (Chiamarlo zombie non è esagerato visto che alle ultime europee si poteva scrivere il suo nome sulla scheda)

Venendo al terzo punto, invece, lo stile: Non avevo mai letto Dramedy e non sapevo se fosse possibile accordare lo stile di scrittura immersiva (per di più a un pov già di per sé particolarissimo) alla commedia, ma Stefania Toniolo ci è riuscita benissimo! Si sente la parte Zombesca della prosa, con dei particolari guizzi nelle descrizioni sia esterne che interne, e come dicevo prima anche l'ironia delle situazioni e delle battute di Zackary è molto ben costruita e le risate non vi verranno mai forzate.

Che altro dire se non aspetto il prossimo libro?
22 reviews1 follower
November 5, 2024
Lo so che non faccio quasi mai recensioni, ma questo libro se la merita, perché mi ha fregata.

A me stanno sul ca**o gli zombie. Nei film stanno lì che ciondolano, le persone urlano e si fanno mangiare quando gli basterebbe un apecar scassato per scappare, gli danno gli schiaffetti in faccia invece di contrastarli ad accettate e molotov (forse mi stanno sul ca- anche le persone, dai, lo ammetto). Inoltre gli zombie sono dei gusci vuoti, non hanno umanità, ciò che a me sta più caro nei personaggi. In sostanza, sono un villain che non prendo sul serio.

Questo libro mi ha fregata perché fa esattamente le due cose che potevano farmi capitolare: non prende gli zombie sul serio e riempie i personaggi di umanità.

Diventa quindi un viaggio filosofico nella separazione (se esiste) tra mostro e umano, nella ricerca di sé e nella comprensione di cosa ci renda vivi. Tutto questo in un libro comico, caratterizzato da battute molto fluide e intelligenti e situazioni legate allo showbiz. Lo leggerete alla velocità della luce, mentre Zack vi giudica per il vostro taglio di capelli e Colin ne approfitta per fare la pausa sigaretta.

Menzione d'onore, ma dovrei dire d'amore, alla scena erotica che è quanto di meno convenzionale abbiate mai letto. Si inserisce splendidamente nel discorso fondamentale che porta avanti il libro: cosa significa essere umani?
Profile Image for Daniele Bassanese.
126 reviews6 followers
July 14, 2025
It's something unpredictable, but in the end, it's right, I hope you had the time of your life

Rilettura di questo capolavoro: fatta.
Lacrime: piante.
Personaggi amati: ritrovati.
Citazioni e chicche sfuggite in prima lettura: trovate.
Freschezza in un'altra estate torrida: ripristinata.
Cuore per questa storia: sempre stato.

Il libro più fresco dell'estate 2024 si conferma il libro più fresco dell'estate 2025 anche in salsa Audible. (qui la recensione completa della versione cartacea, che mi ripeterei e basta).

5/7 miglior voto di sempre
Profile Image for Scandal Wonder.
189 reviews26 followers
October 1, 2024
"Non è Una Storia di Zombie" è il romanzo d’esordio di Stefania Toniolo, pubblicato da indipendente, che riesce a sovvertire con originalità diversi cliché classici della narrativa horror. Se volete saperne di più, non perdetevi l'intervista all’autrice che avrò il piacere di condurre in diretta su YouTube il 3 ottobre alle 21:00! Sarà l’occasione perfetta per porre le vostre domande direttamente a Stefania (dopo tale data rimarrà disponibile nella sezione “live” del canale “Scandal Wonder”).
Nel romanzo, gli Stati Uniti stanno lentamente ritrovando una parvenza di normalità dopo l'apocalisse zombie: le città si stanno ripopolando e le reti televisive hanno ripreso a trasmettere. In questo contesto conosciamo Zack, un non-morto che trascorre le sue giornate rinchiuso nella gabbia di un misero zoo. Tuttavia, tutto cambia quando un conduttore televisivo, in cerca disperata di rilancio, lo nota e decide di sfruttare la sua immagine per riconquistare il successo. Zack, infatti, non è un normale zombie: sembra che una parte del suo cervello sia ancora attiva!
Inizia così l’incredibile avventura di Zack, un personaggio unico che impariamo a conoscere attraverso le sue esperienze. La sua irriverenza lo catapulterà velocemente sotto i riflettori, ma riuscirà a gestire l’improvvisa fama? L’evoluzione del protagonista, la cui prospettiva domina l’intero romanzo, è affascinante e coinvolgente: ci spinge a voler sapere quale sarà il destino di questo "mostro" che, in fondo, non è poi così spaventoso. Il grande interrogativo del libro è proprio questo: cosa accadrebbe se un non-morto, un divoratore di carne umana che a malapena riesce a camminare e a parlare, diventasse una celebrità? La risposta vi aspetta tra le pagine del romanzo.
In conclusione, "Non è Una Storia di Zombie" è un libro godibilissimo, adatto a tutti, capace di far ridere, riflettere e sorprendere con colpi di scena efficaci. Se amate i meme e la cultura pop/nerd, troverete in questo romanzo un vero banchetto! La vena comica predominante e le numerose citazioni pop hanno catturato la mia attenzione, proprio come carne fresca attira uno zombie, e posso dire di essermi deliziato fino all’ultima pagina. Complimenti a Stefania Toniolo, un esordio brillante!
Profile Image for Maurizio Ferrero.
Author 25 books38 followers
August 24, 2024
"C'è stata un'apocalisse, pensavamo che ne saremmo usciti migliori. Non è andata così."

Avete presente il finale di Shaun of the Dead? Scusate il piccolo spoiler, ma se ancora non l'avete visto non siete giustificati.
Intendo quel finale in cui l'apocalisse zombie si conclude così come è iniziata e i sopravvissuti ritornano a fare la loro vita di prima, con la piccola parentesi che sì, gli zombie ci sono stati e qualcuno c'è rimasto secco.

"Non è una storia di zombie" parte proprio da questo presupposto e lo espande, tratteggiando una società post-post-apocalittica del tutto identica alla nostra.
Solo che sì, gli zombie ci sono stati, e sì, qualcuno circola ancora.
E uno è ancora in grado di parlare.

Zack non è uno zombie qualsiasi. Imbottito di serie TV e YouTube, viene "salvato" da uno zoo da qualcuno che ne intravede il potenziale e reso una star del mondo dello spettacolo.
Mondo dello spettacolo che, nella migliore delle tradizioni, non è tutto rose e fiori.

"Non è una storia di zombie" è un libro di critica sociale prima di ogni altra cosa. Prende tanti temi, dalle diverse facce della fama al "ce la faremo e ne usciremo migliori", la peggior menzogna del periodo COVID, e li butta tutti addosso a una persona. Anzi, a uno zombie. Perché è proprio il suo essere al di fuori dell'umanità, ma desiderare tanto di farne parte, ciò che prima lo fa agire con le fette di salame sugli occhi e poi assumere graduale consapevolezza di ciò che è e di ciò che vuole davvero diventare.

Ora, il mondo dello show-biz e i personaggi che vivono al suo interno a me generalmente provocano l'orticaria, e in questo libro non è da meno, ma l'intento dell'autrice è esattamente quello. Non aspettatevi umani "troppo umani" nel loro continuo desiderio di soldi e celebrità.

Qualche difetto che ho percepito: una certa lentezza nel ritmo e il perdersi in dettagli di poco conto mi avrebbero fatto preferire qualche capitolo in meno. Di fatto, alcune situazioni sembrano ripetersi.

A conti fatti, un'opera prima di tutto rispetto, ed un'interessante aggiunta a un mondo saturo di idee come quello degli zombie.
Profile Image for Clara.
48 reviews3 followers
October 19, 2025
Talento. Non saprei in che altro modo descrivere quello che ha questa scrittrice, perché ha davvero talento.
Credo in tutta onestà che sia scritto in modo magistrale e l'ho trovato scorrevole e interessante.
Non do 5 stelle solo perché ho trovato la trama un po' lenta in alcuni punti, ma se ci fossero i mezzi, un 4.5 se lo meriterebbe a pieno!
Geniale e assolutamente da leggere!
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books96 followers
July 12, 2025
Incuriosita dalla cover, dall'autrice, dal premio che meritatamente vinto e dalla stima che circondava questa storia anche prima della vittoria, ho voluto affrontare "Non è una storia di zombie". Ecco, io gli zombie non li am(av)o mica. Non ho visto TWD, neanche un fotogramma. Nè i film di Romero. Poi la pandemia ci ha messo del suo: non siamo diventati mostri, ma l'idea di un'apocalisse contagiosa l'abbiamo vista realizzarsi e quindi… Quindi ho adorato Zack e i suoi ragionamenti così come ho adorato Colin e anche Mary/Romera. Lavoro in tv e ho ritrovato tutti i meccanismi perversi della ricerca spasmodica di audience. Mi sono sentita partecipe anche di quell'illusione che abbiamo già abbondantemente sfatato: che da un disastro si esca migliori. No. Non succede. Ma al netto di questo, Zack è un personaggio adorabile e la sua storia è coinvolgente, emozionante, commovente e divertente. Una volta che la inizi non la molli più. Non serve che ve lo consigli io, ma lo faccio: leggete questo libro. Merita.
Profile Image for əm..
69 reviews2 followers
March 6, 2025
È una storia di zombie. Ma non è una storia di zombie. È una commedia surreale in cui i tropi del romanzo post-apocalittico vengono ribaltati e ridicolizzati (come si dice, viviamo in una post-post-apocalisse). È un libro che non si prende sul serio, e nel non farlo riesce a mandare messaggi davvero importanti sull'identità, lo sguardo dell'altro, cosa significa essere umani ("se è vero che muori davvero quando tutti si scordano di te, esisti quando nessuno ti guarda? esistevo quand'ero qui?" => sì, questa frase mi va kinnare Zack. sì, la terapia.) E fa morire dal ridere, cosa di cui avevo decisamente bisogno. E le citazioni di cultura pop sono azzeccatissime, anche se sono sicura di averne trovate un quarto. Tutti i personaggi sono amabili, anche quelli più caricaturali, proprio perché il loro intento è proprio quello di essere caricaturali (facendo la scema, io sempre fan dei malesseri con una situationship tragica alle spalle quindi Colin>>>> + Mary sposami ti prego)
Forse il mio unico problema è stato a volte con il ritmo: sembravano succedere troppe cose, troppi salti temporali in troppo poco tempo, ed è strano perché il libro non è breve.

Ps. io lo sapevo che Monroe era sospetto, ma questo è perché sono una comunista di merda. Oddio, sono Tofu, mi sa.
Profile Image for Anatrendy_gpes-rwx.
22 reviews
June 1, 2025
IT'S Z-OMEDY !!
Da leggere assolutamente, un libro la cui freschezza ti accompagna per tutta la sua lettura.

Zack è uno zombie sopravvissuto alla post-apocalisse zombie che si ritrova a fare da attrazione in uno zoo della Georgia di una America decisa a ripartire dalla sua anima.. lo show business.

Da qui si sviluppa una storia che tra ironia, satira e personaggi ottimamente caratterizzati (sia i protagonisti che i secondari) ti porterà a sorridere, riflettere, ridere di cuore e di bile, ma senza farti mancare i brividi della parte di azione in puro classic zombie movie.

Complimenti quindi all' autrice che, consapevole della freschezza della sua idea, e appoggiandosi a professionisti, ha autoprodotto questa chicca di libro tutto da mordere!!

Adorato i titoli dei capitoli in Z-Cit.

Vieni a scoprire con Zack, Colin e Romera se vincerà la fama o la fame!
17 reviews1 follower
March 9, 2025
"Non è una storia di zombie" di Stefania Toniolo è il libro vincitore dell’Amazon Storyteller 2024… e direi meritatamente!

Si tratta di una brillante Horror Comedy che mi ha sorpreso in positivo. Anche se non rientra tra le mie solite letture, devo dire che mi ha conquistato grazie al suo approccio originale.

Vivere la storia dal punto di vista di uno zombie è stata un'esperienza divertente e insolita: le cose appaiono con una logica (e un'ironia) completamente diverse da quelle a cui siamo abituati.

Il libro non è solo leggero e divertente, al suo interno sono presenti molti riferimenti alla nostra società e al mondo dello spettacolo. Molti dei quali ci spingono a riflettere.

Lo consiglio!
Profile Image for Kgat.
44 reviews1 follower
June 19, 2024
Con questo libro posso dire di essere uscita dalla mia confort zone letteraria.
È il mio primo libro satirico-zombie e non essendo un abituè del genere posso solo dare un opinione del tutto personale su questo libro.
Lo stile scrittorio del autrice e super scorrevole e la trama prende fin da subito. Il personaggio principale: Zack non incarna solo lo zombie classico mezzo spellato ma anche una fin troppo realistica attualità di un mondo che più di prendere in mano le proprie responsabilità preferisce riversale sul malcapitato di turno.
Sperando di leggere al piu presto un altro libro di questa fantastica scrittrice non posso far altro che consigliarvelo il piu possibile.
E mi raccomando
Mirate sempre alla testa
Profile Image for Daniele Bassanese.
126 reviews6 followers
June 27, 2024
Non è una Storia di Zombie, in fondo come il titolo suggerisce, non è propriamente una storia di zombie. È molto di più.

Ma facciamo il proverbiale passo indietro. E iniziamo mettendo le cose in chiaro. La Dottoressa Toniolo sa di cosa parla. Dice di essere psicologa, ma spesso penso che sia una copertura per nascondere la sua vera professione di esperta di mostri. La nostra fidata zombologa di quartiere.
Sa di cosa parla, quindi, e sa parlarne da dio. E non mento dicendo che varrebbe la pena di comprare questo libro solo per leggere l'interessantissima postfazione con cui l'autrice affronta il tema del mostruoso e la figura dello zombie nella società e nella cultura contemporanea e di come questo sia servito da base per il suo romanzo.

E ora, veniamo al romanzo. Ma prima, un altro passo indietro. Di nuovo? Sì. Era l'inizio del 2021 quando ho alpha letto questa storia. Subito mi ha colpito e non mento quando dico che è stato merito suo per cui ho iniziato a interessarmi alla scrittura ad un livello un po' più... professionale, condividendo con Stefania questo percorso. I brainstorming, i confronti, lo scambio di idee, le mie domande in puro stile nerd. "Ma uno zombie può usare un touch screen?" Ma torniamo alla recensione. Sta volta per davvero.

In una società dell'apparenza, che corre sull'orlo del baratro, tra influencer e pulsioni di morte, il fascino dell'apocalisse attira tanti, molti di noi. Siamo in quel fantastico (si fa per dire) momento in cui il mondo sta crollando ma noi siamo ancora costretti ad andare al lavoro. E magari poi la fine del mondo arriva davvero. Ed è una di quelle belle, con la Z. Gesta eroiche, l'anima umana messa a nudo, la più pura e spinta sopravvivenza. E poi tutto passa. L'apocalisse esaurisce la sua carica e il mondo che doveva finire... non finisce per davvero. E noi restiamo a fare i conti con noi stessi e il mondo che ci siamo costruiti. È questo lo scenario di Non è una Storia di Zombie, un'America che ha superato l'apocalisse ed è andata avanti, per la quale i non morti non sono più che un fastidio, una seccatura. Ed è qui che uno showman di un programma sull'orlo del fallimento incontra uno zombie... particolare, dal lobo frontale inspiegabilmente preservato, nutrito a suon di sitcom e serie animate.

Non è una Storia di Zombie è una critica sarcastica e feroce al mondo dell'intrattenimento, dello showbuisness e degli influencer. Dei freak sfruttati dal tritacarne dei media. Il tutto in una salsa pulp e dai colori fluo, dove uno zombie può scoprirsi influencer e vestirsi alla Achille Lauro e mettere a nudo l'anima profonda degli umani che lo circondano. Tra citazioni, risate e più di una lacrima, Non è una Storia di Zombie ci porta a spasso per un mondo in rovina che, come una fenice, rinasce dalle sue ceneri. E se la versione di quello che vien dopo sarà meglio o peggio del mondo di prima... Non sta a me dirlo. Un romanzo che parla di noi, del nostro stare nel mondo, e in relazione agli altri, al ruolo dei media e l'ossessione verso i più deboli, i marginalizzati. Una lettura sagace e attuale, nel mondo imperante dei social e degli influencer.

Non è possibile non menzionare la sensibilità e la cura, anche professionale, nel trattare gli aspetti psicologici e di indagine. Sì, quella di prima sulla professione dell'autrice era una stupida battuta. Come dicevo in apertura la Dottoressa Toniolo sa di quello di cui parla. Sia nel campo della zombologia, che non da meno in quello della psicologia. E soprattutto sa parlarne bene, senza mai essere pesante o didascalica, ma efficacie e precisa nel colpire dritto al cuore. E anche alla testa.

Che altro dire, se non leggete questa Non-Storia di Zombie? E non lo dico perchè veder crescere questo romanzo, nel mio piccolo aiutarlo (sì, c'è anche il mio nome al suo interno. Sia nei ringraziamenti, cosa di cui sono super porud <3, ma anche nel colophon :3) e contribuire alla sua veste grafica con copertina e inserti (no, Ste, so che insisti con questa storia ma NON hai rotto le scatole durante la lavorazione della cover), è stato come veder crescere un nipotino. Lo dico perchè abbiamo bisogno di storie così, capaci di parlare al cuore di quello che siamo sia come individui che come società. Capaci di unire con maestria satira, intrattenimento, leggerezza e lucidità.

Brava Stefania, ad averne di romanzi così, sul mercato. Congratulazioni ancora per questo esordio con il botto. Di cervelli.

PS. Ultima cosa, poi me ne vado, giuro. Questo romanzo contiene anche quella che dal momento in cui l'ho letta è diventata la mia citazione preferita. Perchè in fondo si sa (o meglio, io l'ho scoperto grazie alla mia amichevole zombologa di quartiere) che lo zombie è un mostro di classe. Proletario, possiamo dire.
Sipario
Profile Image for Mattia Bernardini.
Author 5 books13 followers
August 30, 2024
Immaginate l'Apocalisse più classica: quella dei Non-Morti che si risvegliano dall'eterno riposo e spinti dall'appetito insaziabile di carne umana incominciano ad aggredire i superstiti. Beh, ce ne sono a decine di storie così, no? Okay, ma immaginate che dopo l'Apocalisse, quando tutto è stabilizzato e le città sono state messe in sicurezza, un po' la gente si sia rotta le scatole degli zombie, e li consideri poco più che un fastidio a prestare poca attenzione, un po' come il Covid dopo la pandemia. In quel caso, che succederebbe a uno zombie che ha conservato la capacità di pensare?

In NUEZ abbiamo proprio questo: uno zombie protagonista. Si chiama Zack, e siamo dentro la sua testa, in prima persona: all'inizio, quando è usato come attrazione in uno zoo, poi quando viene prelevato da Colin, un giornalista cinico reduce dell'Apocalisse che gli insegna a parlare e lo lancia nel mondo dello spettacolo, ai problemi che vengono fuori con la fama e con la… fame, che è nella sua natura.

Zack dovrà imparare a non farsi sommergere dal successo, dovrà capire se vuole davvero essere chi il pubblico vuole che sia, anche a costo di perdere pezzi di sé e di una identità che forse non ha mai avuto, ma che dovrà forgiare, in un mondo dove gli zombie non sono all'apice della catena alimentare… almeno, non sempre.

Un libro pieno di citazioni e battute ben riuscite (durante la lettura ho riso davvero tanto, anche a voce alta) ma anche di concetti profondi e un pizzico di drama che non guasta mai. La struttura è solida, la trasformazione del protagonista passa per le vie più oscure e per l'errore, e questo è molto umano. Nonostante l'autrice giustamente avverte che non si tratta di una storia di zombie d'azione pura, qualcosa di survival c'è, ma non fatemi dire altro che sennò è spoiler. Io quella parte comunque l'ho apprezzata molto!

Un ottimo esordio che consiglio agli amanti delle storie psicologiche ma divertenti, e dell'ironia tipica dei Griffin, dei Simpson e di tutti i "cartoni per adulti" che dissacrano gli stereotipi per fare critica sociale, sì, ma ridendo. Che non guasta mai.
Profile Image for Roberto Riccioli.
Author 5 books20 followers
June 24, 2024
"Non È Una Storia di Zombie" di Stefania Toniolo è il primo romanzo della mia vita che ho avuto modo di leggere in anteprima come beta-lettore e non potrei essere più soddisfatto di così. E in minuscolissimissimissima parte lo sento un po' anche mio, grazie a questa esperienza. ✨

💀 Prendete gli zombie di Romero, aggiungete Bojack Horseman, milleduecento riferimenti alla cultura pop e agli psicodrammi dello show business e otterrete questo splendido dramedy (comedy + drama) che fa prima piangere dal ridere, poi solo piangere e chiederti il senso della tua esistenza, poi ancora ridere, poi ancora piangere, insomma...
Ci siamo capiti dai, non sono bravo con le recensioni.

⚠️ Un romanzo d'esordio fuori di testa, in ogni senso possibile, di un'autrice che sono fiero di avere come come compagna d'armi in questa sporca e infame trincea che è la narrativa umoristica.
Profile Image for stroppy_reader.
43 reviews3 followers
May 26, 2025
Dramedy e zombie?

L'accoppiata vincente se a scriverla è Stefania Toniolo

Ho riso dall'inizio alla fine e chapeau all'autrice per aver resistito alle domande (anche inopportune): w Colin e tutte le fanfiction a cui darà vita!

La lettura di "Non è una storia di zombie" aka NEUZ è stata pienamente soddisfacente: finalmente un libro che si è fatto divorare in poco tempo - merito della scrittura, degli attenti tempi comici, dei personaggi e della zombietudine - e che mi ha regalato un finale meraviglioso e del tutto in linea con il resto.

Best player Mary per me.

Non nego che Colin e Zach abbiamo un posto speciale nel mio cuore e nelle mie fantasie a occhi aperti ora ma la zombina tutta testa mi ha rubato il cuore.

Tutti i personaggi son ben costruiti e, come ogni buona storia di zombie, fanno riflettere su come l'essere umano sia post apocalisse: spoiler? una 💩 uguale a prima, forse pure peggio.

Se le storie zombie sono spesso critica sociale e al capitalismo - che vuole persino i morti come merce - qua viene aggiunta una vena comica pazzesca che infila tutto questo carico da 90 nel luccicante e falso shobiz.

In pratica risponde alle domande: e se Achille Lauro ispirasse uno zombie? e se un non morto parlasse e grazie alle cazzate che vede su YouTube e in TV? e se solo le red flags (più o meno esplicite) sopravvivessero?

Insomma fa ridere ma anche riflettere e è sempre più facile pensare alla fine del mondo che alla fine del capitalismo, se solo ci fosse un po' di bene a questo mondo...

Scrivo questa caotica recensione dopo aver fatto sedimentare la call (ci ho semplicemente dormito su) e la pubblico di getto perché sì. Anarchia almeno qui se non nel resto della mia vita al momento.

E chissà che non ci siano spinoff e side quest.
Profile Image for Lenny V..
48 reviews2 followers
March 7, 2025
Non è una storia di zombie è un romanzo divertente, pungente, satirico ma anche profondo, emozionante, commovente, e sa essere spaventoso quando serve. La caratterizzazione del protagonista è uno dei punti forti: da bambino sperduto, impaurito ma dagli occhi pieni di meraviglia, diventa un adulto sempre più consapevole della meschinità dell’essere umano. L’umorismo e il sarcasmo da non morto vengono sviluppati in modo geniale dall’autrice, caratteristiche che Zack esterna in contrasto con la sua interiorità, molto più sensibile di quanto ci si possa aspettare. Sono geniali anche i titoli dei capitoli, tutti citazioni pop che spaziano dalla letteratura, alla musica, al cinema riadattate in chiave zombie e sempre attinenti al contenuto del romanzo. Per fare una cosa del genere ci vogliono testa e cultura, e di citazioni il romanzo ne è pieno, per chi sa coglierle. Molto dettagliata è anche la caratterizzazione di tutti gli altri personaggi, un carosello di personalità del meglio e del peggio che l’umanità possa offrire.

(Estratto da The Murder Inn)
Profile Image for Ciu.
64 reviews5 followers
December 9, 2025
Un po' di pensieri che arrivano /molto/ dopo aver letto, ma mi spiaceva non lasciare qualcosa di scritto.

Parto al contrario, cioè dal vero e proprio saggio in chiusura sulla figura dello zombie tra i media che mi ha fatto davvero percepire l'interesse e l'amore dell'autrice per il tema.
Questo aggiunto alla scelta di temi non "classici" per una storia post-apocalittica fanno sì che ci si trovi a una storia davvero originale e ben strutturata.
Ci sono tante analisi interessanti - il ruolo dei media, dei social e di cosa ci porta a fare il desiderio di essere visti (ma anche amati) - che non finiscono mai per avere il tono dello spiegone (per i vecchi), e non lasciano mai da parte il tono irriverente della narrazione. In particolare, i dialoghi e il banter sono fantastici, scorrevoli e che danno proprio la sensazione del parlato.

Mi unisco al coro di chi dice di dare una possibilità a Zack, anche se non ama gli zombie, perché all'inizio ero in dubbio ma ne sono uscita catturata.
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Author 8 books46 followers
October 2, 2025
Immaginatevi qualcuno che sia andato in coma negli anni 90 e si sia svegliato adesso, in America. Sarebbe ragionevolmente confuso. Immaginate ora se fosse anche uno zombie che riacquista la capacità di parlare a forza di recuperare tutte le serie TV in streaming che si è perso.

Il romanzo di Toniolo si muove sulla premessa, nemmeno tanto assurda, che dopo la famosa apocalisse gli USA sarebbero sostanzialmente gli stessi. Ci avevano avvisati: non è una storia di zombie, perché potremmo togliere l'elemento barcollante e funzionerebbe quasi tutto allo stesso modo.

Tranne il fatto che la malattia rende il suo Zach Walker l'emarginato perfetto. Una minoranza della minoranza, visto che come zombie è anche un po' mediocre (ha mangiato solo una persona prima di essere catturato, insomma, potevi fare di meglio).

Chiaramente essere una minoranza non mette il nostro Zach su un piano di superiorità morale rispetto ai vari membri dello show-business che si muovono attorno a lui. Anzi. Per essere un romanzo ironico e pieno di caricature, NEUZ vedrà molto spesso il proprio protagonista interrogarsi su se stesso e sugli altri, non senza le necessarie idiosincrasie di essere l'ultimo arrivato (e cresciuto letteralmente dalla televisione).

Libro quindi tutto sommato lucido sugli americani e sul loro insostenibile modo di essere (roba davvero da ridere quando si scopre, più o meno dopo i due terzi, che la gente vive regolarmente oltre le città sicure).
Ma allora perché tre stelline? Beh perché è tra tre e quattro, ma comunque di questi canoni arbitrari non ci dovrebbe fregare nulla.

Ma non mi ha convinto moltissimo la trama. Se i riferimenti culturali comuni che affollano i capitoli sono alla fine un piacere, mi è sembrato che si tratti di un libro generalista - troppo, per un noto rompicazzo come me. Non si va troppo a fondo per rischio di indispettire seriamente qualcuno, che è un'occasione sprecata. D'altra parte, la metafora dello zombie è volutamente ambigua. Il testo lo sa e ce lo ricorda, ma allo stesso tempo rifiuta di prendere una posizione netta su Zach e sulla sua condizione. Stralci di NEUZ possono essere interpretati per dire tutto e il contrario di tutto, per questo risulta meno incisivo di quello che potrebbe anche nella sua comicità.
L'altro dettaglio? è lungo. E questo magari è un parere ancora più personale di quello precedente, magari solo un segno della mia decrescente soglia di attenzione. Ma la trama barcolla in avanti con un passo da non morto e non disdegna nemmeno di fare qualche deviazione per il gusto della scena emotiva, e ogni passaggio è davvero spiegato a prova di Zach (che ci arriverà tardi comunque). Non manca, infine, lo spiegone del cattivo che si giustifica sul finale, un paio di personaggi secondari interscambiabili, e qualche combattimento protratto e un po' extra ad appesantire il mix.

In ogni caso la versione audible si ascolta con piacere, soprattutto per la bravura del doppiatore di dare vita a Zach, grugniti compresi. AL netto delle pecche comunque è un libro che si potrebbe tranquillamente piazzare sullo scaffale di una libreria e del quale invidio la cura, ma anche l'intento di base, e che quindi va quanto meno provato.
Profile Image for Marta K. Destler.
Author 3 books26 followers
November 26, 2024
Scrivere qualcosa che faccia ridere senza scadere nelle banalità o volgarità è molto difficile.Scrivere qualcosa che faccia ridere senza scadere nelle banalità o volgarità E sappia anche commuovere e far riflettere è ancora più complesso. In questo caso, Stefania Toniolo è riuscita a fare entrambe le cose e anche di più.

Questo romanzo è divertente, dark, satirico, affilato, brutale, profondo, dolce. Una vera e propria critica sociale che si sofferma su diversi temi attualissimi: c'è quello della sottile linea tra ciò che consideriamo umano e mostruoso, perché ci dimostra in più di un'occasione che chi si considera al di sopra degli altri è spesso Il Mostro che rappresenta tutte le spregevoli forme di -fobia che purtroppo conosciamo. C'è una società che sta cercando di riprendere in mano la propria vita sconquassata da un'apocalisse zombie, con il motto del "ne usciremo migliori" (vi ricorda qualcosa?) e invece chi è sopravvissuto è peggio di prima, egoista, superficiale e irresponsabile. C'è lo sfruttamento di personalità marginalizzate (in questo caso uno zombie che sa parlare a differenza dei suoi simili, ma la si può declinare in mille modi diversi) usate per fini in apparenza positivi, ma che si riducono a meri slogan che non fanno altro che dividere e non risolvere niente. C'è l'esaltazione degli eroi dell'apocalisse, persone che, come tutti, si sono trovate in situazioni inenarrabili per sopravvivere, ma meglio colorare un po' la verità e non farlo sapere in giro, che altrimenti il sogno va in frantumi. C'è il politicamente scorretto. C'è tutto.

Zack viene catapultato in un mondo di cui vuole sentirsi parte, in cui la gente ride alle sue battute e acquista prodotti da lui sponsorizzati; è talmente desideroso dell'attenzione degli umani che permetterà loro di fargli di tutto pur di somigliargli un pochino – compreso diventare il paladino di una causa di cui non gli frega niente.

Peccato che farsi amare dagli umani significa anche perdere se stessi, o non trovarsi mai. Zack è un personaggio che si discosta del tutto dai tipici canoni degli zombie che ciondolano e non capiscono una mazza: vediamo la storia dal suo punto di vista e scopriamo una persona estremamente complessa, il più umano tra gli umani: è ingenuo ma determinato, sarcastico ma profondo, str0nz0 ma gentile (solo con chi vuole lui), fa errori uno dopo l'altro ma impara. Non è questo essere umani, nel bene e nel male?

Alzo il proverbiale cappello anche nei confronti degli altri personaggi, comprese le comparse: personalità tutte diverse, con le loro voci e modi di fare, che rovesciano gli stereotipi (come Romera, coccolina mia), altri che invece incarnano esattamente esemplari spregevoli che purtroppo abbiamo avuto modo di conoscere nella nostra vita e che mi hanno fatto venire i brividi ogni volta che comparivano sulla pagina (Monroe, sì, sto guardando te).

ll romanzo, tra l'altro, è pieno zeppo di citazioni, a partire dai titoli di ogni capitolo oltre che nel testo vero e proprio, e le ho apprezzate TUTTE. Mi sono sentita molto come Captain America che dice "I understood that reference!". È una scrittura scorrevolissima e immersiva, che sa toccare le giuste corde e farti ridere di cuore – mi ha fatto andare di traverso il pranzo in più di un'occasione, ma ne è valsa la pena.

Avevo comprato l'ebook molto tempo addietro, con la sola voglia di uscire dalla mia comfort zone (lo sapete che io e i post-apocalittici non andiamo d'accordo), ma ora che l'ho finito mi chiedo perché non l'abbia letto subito. È una perla e il premio Amazon Storyteller 2024 che Stefania e Zack possono vantare è più che meritato.

Avrei così tanto altro da dire, ma rischierei spoiler, quindi mi limiterò a consigliarvelo di cuore, sia che vi piaccia il genere che no.
Profile Image for Katy Blacksmith.
Author 5 books5 followers
November 20, 2024
Prima di tutto: non amo gli zombie, mi annoiano. Nei film non mi spaventano e di certo non me li vado a cercare.
Però in questo libro in un certo senso il titolo dice il vero: non è una storia di zombie, è molto di più.
C'è il lato comico praticamente inscindibile dall'approccio distaccato che mostra le cose sotto un altro punto di vista; c'è lo scoprire che anche i personaggi che ci paiono forti vivono in un casino totale pieno di relitti di un passato doloroso tanto quanto gli altri; c'è una costante, interessante e mai banale o fastidiosa critica sociale.
È un libro che si fa leggere benissimo e fa quello che un libro dovrebbe fare: mostra la natura delle cose attraverso la finzione e lo fa con consapevolezza e in modo molto naturale.
E pensare che nelle motivazioni per il premio Amazon Storytelling 2024 hanno nominato i dialoghi ben fatti, come se fosse quello il pregio maggiore.
C'è anche molto altro.
Divorato e apprezzato.
Profile Image for Alessia.
126 reviews20 followers
January 2, 2025
Questo libro è veramente bello! Mi ha rapita dalle prime pagine e non sono riuscita mai a staccarmi, anche quando sapevo perfettamente cosa stava per succedere.
I personaggi sono veri, escono dalle pagine con i loro dubbi e imperfezioni.
Le tematiche trattate mi hanno fatto sentire capita, idiota e semplicemente umana.


👉👈 Confessione: a me le storie di zombie non piacciono. Forse per questo questo libro mi è piaciuto: perché non è una storia di zombie ( batunz e risate finte in sottofondo ). Scherzo. Però è vero che questo libro mi ha fatto ricredere. Non bisogna mai aver paura di uscire dalla confort zone, anche se ci sono gli zombie lì fuori.

"c'è un modo di esistere che non passi dagli occhi di un altro?"
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