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LE ESCLUSE
Svizzera, cantone di Neuchâtel. Una dodicenne vittima di bullismo si suicida. Lo stesso giorno Justine, la sua unica amica, scompare. In una prigione del Vaud, sei detenute subiscono le spietate regole di un’agente di custodia. Sono delle escluse, anime dimenticate alle porte dell’inferno, donne bandite dalla società, dai destini spezzati. Fra di loro, la madre di Justine, accusata di averla rapita per sottrarla al padre, che si rifiuta di confessare dove l’ha nascosta mettendo così in pericolo la sua vita. Ma perché queste donne sono le uniche detenute dell’unità 3? E qual è il misterioso legame che le unisce? Nicolas Feuz ci immerge in un page-turner adrenalinico, lasciandoci avvinghiati a un’indagine dal ritmo serrato e a un racconto della vita in carcere vivido, duro, profondamente umano. Un thriller avvincente, dal finale imprevedibile.
379 pages, Kindle Edition
Published July 4, 2025
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Community Reviews
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
September 23, 2025
Questo è un libro molto interessante. Parte lento e non ho dato la quinta stella perché Feuz si perde un po’ nelle descrizioni, però andando avanti l’attesa è ripagata. Il ritmo diventa veloce e si arriva a un conclusione che lascia anche un certo spunto di riflessione non scontato.
Ho letto Il Filatelista di Feuz, libro consigliato, ma personalmente trovo più coinvolgente questo libro anche perché l’abilità dell’autore è dare ritmo e mantenere alto l’interesse del letto considerato che di fatto tutta la vicenda si svolge in un’ala di un carcere femminile.
Questo autore mi sta piacendo e spero che continui a scrivere
Ho letto Il Filatelista di Feuz, libro consigliato, ma personalmente trovo più coinvolgente questo libro anche perché l’abilità dell’autore è dare ritmo e mantenere alto l’interesse del letto considerato che di fatto tutta la vicenda si svolge in un’ala di un carcere femminile.
Questo autore mi sta piacendo e spero che continui a scrivere
July 25, 2025
«La giustizia degli uomino è inevitabilmente imperfetta, a immagine della loro imperfezione».
Feuz torna con un thriller oscuro dal ritmo ferrato e angosciante che ci condurrà in una storia tagliente ma anche colma di fragilità.
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Ma attenzione, fidarsi in questo romanzo è un'affare assai impervio...
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Torniamo in Svizzera, dove una ragazzina, Justine, scompare. Qui ritroviamo il procuratore Jemsen, la sua assistente Flavia e il commissario Garcia che sono determinati a ritrovarla.
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L'altro filone narrativo è a Lonay, settore 3 della prigione, dove incontriamo un gruppo di detenute peculiari, tra cui Tanja e Coralie, arrestata per aver rapito la figlia, e si rifiuta di rivelare dove l'abbia nascosta.
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È una corsa contro il tempo per salvarla.
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La prosa è ruvida, sentita. Feuz riesce a portarci in uno spiraglio di un mondo a sé, con le storie intime e brutali delle detenute.
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Ci rendiamo ben presto conto che la vicenda è fitta e tutti gli eventi e i personaggi sono coinvolti, molto di più di quanto ci si aspetti. Alcuni fili sono evidenti altri più insidiosi e celati, l'autore con la sua schiettezza ci condurrà nell'esplorazione di ogni antro.
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Ansia e incertezze rivestono i capitoli mentre la storia si lascia divorare. Si mette a nudo il processo investigativo, che non è immediato come invece può apparire nello schermo, e l'autore ci mostra la realtà: collaborazione di diverse parti chiamate in causa e la complessità burocratica che serve.
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Nel frattempo, la suspense sale, sale, sale. C'è ricatto, manipolazioni, scelte ardue che non hanno una linda risoluzione perché anche la giustizia è sbeccata e così arriva la disfatta dei personaggi.
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Il plot twist è assolutamente imprevedibile (mamma mia, mamma mia!) e ti trascina con la sua forza.
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Feuz si dimostra uno scrittore versatile. Se con il Filatelista ci siamo avventurati in un'indagine cupa e macabra, con Le Escluse ci dimostra la capacità di saper tessere una trama ricca di tensione e vulnerabilità, rivelandoci squarci della natura umana imponderabili.
Feuz torna con un thriller oscuro dal ritmo ferrato e angosciante che ci condurrà in una storia tagliente ma anche colma di fragilità.
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Ma attenzione, fidarsi in questo romanzo è un'affare assai impervio...
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Torniamo in Svizzera, dove una ragazzina, Justine, scompare. Qui ritroviamo il procuratore Jemsen, la sua assistente Flavia e il commissario Garcia che sono determinati a ritrovarla.
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L'altro filone narrativo è a Lonay, settore 3 della prigione, dove incontriamo un gruppo di detenute peculiari, tra cui Tanja e Coralie, arrestata per aver rapito la figlia, e si rifiuta di rivelare dove l'abbia nascosta.
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È una corsa contro il tempo per salvarla.
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La prosa è ruvida, sentita. Feuz riesce a portarci in uno spiraglio di un mondo a sé, con le storie intime e brutali delle detenute.
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Ci rendiamo ben presto conto che la vicenda è fitta e tutti gli eventi e i personaggi sono coinvolti, molto di più di quanto ci si aspetti. Alcuni fili sono evidenti altri più insidiosi e celati, l'autore con la sua schiettezza ci condurrà nell'esplorazione di ogni antro.
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Ansia e incertezze rivestono i capitoli mentre la storia si lascia divorare. Si mette a nudo il processo investigativo, che non è immediato come invece può apparire nello schermo, e l'autore ci mostra la realtà: collaborazione di diverse parti chiamate in causa e la complessità burocratica che serve.
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Nel frattempo, la suspense sale, sale, sale. C'è ricatto, manipolazioni, scelte ardue che non hanno una linda risoluzione perché anche la giustizia è sbeccata e così arriva la disfatta dei personaggi.
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Il plot twist è assolutamente imprevedibile (mamma mia, mamma mia!) e ti trascina con la sua forza.
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Feuz si dimostra uno scrittore versatile. Se con il Filatelista ci siamo avventurati in un'indagine cupa e macabra, con Le Escluse ci dimostra la capacità di saper tessere una trama ricca di tensione e vulnerabilità, rivelandoci squarci della natura umana imponderabili.
July 29, 2025
A volte il passato ritorna a far visita al procuratore Norbert Jemsen. A rimbombargli nelle orecchie erano quelle urla lancinanti di padri e madri che erano sopravvissuti ai loro figli.
Un convoglio si sta muovendo alla ricerca di una bambina dispersa nell’immenso distretto della Broye, formato da “piccole città, villaggi e soprattutto posti disabitati.”
Per Jemsen, la “sua rete di sicurezza” è la sua assistente, Flavie Keller. Anche lei, dopo un attentato di cui era stata vittima, aveva perso la figlia.
Ciascuna delle cinque parti del romanzo, è analizzata dalla parte della prigione e da quella dell’indagine in corso. In una prigione del Vaud, conosciamo le sei detenute e la loro agente di custodia.
Tanya Stojkaj, detta Alba, dopo dieci giorni di isolamento, viene ricondotta in cella, ma non la sua, la n. 4, bensì nella n. 5, insieme a una nuova arrivata, la signora Coralie Amey, vittima di un errore giudiziario”. Come tutte, del resto! Una novizia che non fa che piangere …
La prima notte, il silenzio è squarciato da un urlo lancinante. Può essere stata Louise, che patisce atroci dolori; oppure Clem che dovrebbe partorire di lì a poco. E poi vi sono Steva e Pilar che non si sopportano e, quando litigano, volano parole incomprensibili: ispaniche e balcaniche.
Coralie, “la sola cosa che devi imparare, se vuoi sopravvivere, è che in questa prigione i veri pericoli sono due: Steva e la porta rossa.”
La signora Amey si affeziona a Louise che assomiglia, incredibilmente, a sua madre, anche lei affetta da un brutto malanno. Ma perché non la scarcerano o non le riducono la pena?
, e Louise inizia a raccontare la sua storia. Le escluse hanno tutte ucciso un loro figlio. Attraverso i loro racconti, Nicolas Feuz tratta il tema delicato e terribile dei femminicidi per procura, ovvero “l’atto dell’infanticidio commesso da un genitore per colpire l’altro in ciò che ha di più caro: assassinare un bambino all’unico scopo di annientare l’ex coniuge.”
La detenuta che incute più timore è Steva Nikolic: “una belva che non teme alcun predatore.” Quando quella tigre ritorna in gabbia, la tensione è palpabile. Coralie, impara che, qualsiasi cosa succeda in cella, non deve mai dire la verità a Majo, la guardiana, di cui non ci si può fidare.
Giles Amey, marito di Coralie e padre di Justine, la bambina scomparsa, chiede aiuto al commissario Daniel Garcia, che aveva già risolto il caso di “Il Filatelista”, il precedente romanzo di Nicolas Feuz. In questo thriller, l’autore tratta tematiche importanti, fra cui il suicidio: quello assistito, che si può richiedere in Svizzera, e quello legato al bullismo. Feuz ci presenta donne che sembrano non temere nulla! Le loro storie sono dure, devastanti. Cosa c’entra la fragile Coralie con quelle delinquenti, con quelle escluse?
Un romanzo dal finale pazzesco, sconvolgente … un thriller noir originale e diverso da tutti gli altri che ho letto sino ad ora!
Consigliatissimo!
Un convoglio si sta muovendo alla ricerca di una bambina dispersa nell’immenso distretto della Broye, formato da “piccole città, villaggi e soprattutto posti disabitati.”
Per Jemsen, la “sua rete di sicurezza” è la sua assistente, Flavie Keller. Anche lei, dopo un attentato di cui era stata vittima, aveva perso la figlia.
Ciascuna delle cinque parti del romanzo, è analizzata dalla parte della prigione e da quella dell’indagine in corso. In una prigione del Vaud, conosciamo le sei detenute e la loro agente di custodia.
Tanya Stojkaj, detta Alba, dopo dieci giorni di isolamento, viene ricondotta in cella, ma non la sua, la n. 4, bensì nella n. 5, insieme a una nuova arrivata, la signora Coralie Amey, vittima di un errore giudiziario”. Come tutte, del resto! Una novizia che non fa che piangere …
La prima notte, il silenzio è squarciato da un urlo lancinante. Può essere stata Louise, che patisce atroci dolori; oppure Clem che dovrebbe partorire di lì a poco. E poi vi sono Steva e Pilar che non si sopportano e, quando litigano, volano parole incomprensibili: ispaniche e balcaniche.
Coralie, “la sola cosa che devi imparare, se vuoi sopravvivere, è che in questa prigione i veri pericoli sono due: Steva e la porta rossa.”
La signora Amey si affeziona a Louise che assomiglia, incredibilmente, a sua madre, anche lei affetta da un brutto malanno. Ma perché non la scarcerano o non le riducono la pena?
, e Louise inizia a raccontare la sua storia. Le escluse hanno tutte ucciso un loro figlio. Attraverso i loro racconti, Nicolas Feuz tratta il tema delicato e terribile dei femminicidi per procura, ovvero “l’atto dell’infanticidio commesso da un genitore per colpire l’altro in ciò che ha di più caro: assassinare un bambino all’unico scopo di annientare l’ex coniuge.”
La detenuta che incute più timore è Steva Nikolic: “una belva che non teme alcun predatore.” Quando quella tigre ritorna in gabbia, la tensione è palpabile. Coralie, impara che, qualsiasi cosa succeda in cella, non deve mai dire la verità a Majo, la guardiana, di cui non ci si può fidare.
Giles Amey, marito di Coralie e padre di Justine, la bambina scomparsa, chiede aiuto al commissario Daniel Garcia, che aveva già risolto il caso di “Il Filatelista”, il precedente romanzo di Nicolas Feuz. In questo thriller, l’autore tratta tematiche importanti, fra cui il suicidio: quello assistito, che si può richiedere in Svizzera, e quello legato al bullismo. Feuz ci presenta donne che sembrano non temere nulla! Le loro storie sono dure, devastanti. Cosa c’entra la fragile Coralie con quelle delinquenti, con quelle escluse?
Un romanzo dal finale pazzesco, sconvolgente … un thriller noir originale e diverso da tutti gli altri che ho letto sino ad ora!
Consigliatissimo!
August 25, 2025
Leggere "Le escluse" è come trovarsi dentro le sabbie mobili. È un libro che ti cattura nelle sue pagine e ti trascina al suo interno.
È un thriller con una struttura solida che non ci fa mai perdere il focus delle dinamiche narrate, riuscendo a tenerci in equilibrio tra la storia che si svolge nell'unità 3 della prigione di Vaud e l'indagine alla ricerca della dodicenne scomparsa.
Un libro che in modo sottile ma raccontato alla perfezione mette in primo piano la battaglia tra genitori che spesso finisce per avere conseguenza terribili sui figli, le creature che invece dovrebbero essere protette.
Un libro che si concentra su storie tutte al femminile, che parla di donne e di figli, di perdita voluta o inattesa, di dolore, di violenza.
Grazie a personaggi caratterizzati alla perfezione, che per la maggior parte susciteranno nel lettore rabbia e tristezza, Feuz crea una storia che con un colpo di scena finale vi farà chiedere che cosa avete appena letto!
Una trama originale e geniale che vi lascerà a bocca aperta!
È un thriller con una struttura solida che non ci fa mai perdere il focus delle dinamiche narrate, riuscendo a tenerci in equilibrio tra la storia che si svolge nell'unità 3 della prigione di Vaud e l'indagine alla ricerca della dodicenne scomparsa.
Un libro che in modo sottile ma raccontato alla perfezione mette in primo piano la battaglia tra genitori che spesso finisce per avere conseguenza terribili sui figli, le creature che invece dovrebbero essere protette.
Un libro che si concentra su storie tutte al femminile, che parla di donne e di figli, di perdita voluta o inattesa, di dolore, di violenza.
Grazie a personaggi caratterizzati alla perfezione, che per la maggior parte susciteranno nel lettore rabbia e tristezza, Feuz crea una storia che con un colpo di scena finale vi farà chiedere che cosa avete appena letto!
Una trama originale e geniale che vi lascerà a bocca aperta!
September 5, 2025
un thriller molto scorrevole che secondo me sa anche come stupire.
Per gli amanti dei thriller probabilmente è possibile comprendere il finale da metà libro, ma per chi è alle prime armi o legge thriller di tanto in tanto può risultare una piacevole sorpresa.
È comunque un libro che riesce a far appassionare.
Per gli amanti dei thriller probabilmente è possibile comprendere il finale da metà libro, ma per chi è alle prime armi o legge thriller di tanto in tanto può risultare una piacevole sorpresa.
È comunque un libro che riesce a far appassionare.
July 14, 2025
Page turner claustrofobico, che si svolge per lo più nel reparto femminile di una prigione svizzera.
Displaying 1 - 6 of 6 reviews







