Anno 1514 d.C. Il contado di Torre d’Ambra, geograficamente incuneato tra le città di Verona e Ferrara, è un piccolo territorio fedele al potente duca d’Este. La quiete apparente che avvolge questo feudo di campagna nasconde però dei segreti innominabili. I nobili d’Ambra, subentrati ai rivali di sempre, gli Acquaviva, sono da anni al centro di una ragnatela di intrighi, tessuta dal conte Nero, dalla moglie Livia e dal filosofo di corte, il misterioso Simone d’Ascoli. Alcune creature risalenti all’epoca del Mito, fauni, manticore, basilischi e altre ancora, sono tenute prigioniere nel serraglio del conte Nero. La loro cattura in terre esotiche e lontane è opera dei Venatores, i cacciatori comandati dal maestro d’armi del contado, Argalia Malaspina. Ridotte in schiavitù, controllate anche dopo la morte, grazie alle arti negromantiche studiate da Simone d’Ascoli, esse vengono obbligate a combattere per le sette contrade del contado, perpetrando una tradizione occulta che cela oscuri giochi di potere. Ma ora una delle contrade necessita di un nuovo campione. È per questo che il conte Nero, seguendo i consigli di Simone, organizza una nuova battuta di caccia. Ma gli esseri mitologici del mondo antico sono oramai rarissimi, praticamente estinti e sconosciuti ai più. Per trovare uno degli ultimi grifoni ancora in vita, i Venatores di Torre d’Ambra dovranno infatti spingersi nella lontana Nubia, terra di magia, di pericoli e di bellicose tribù.
un bel testo, che si legge scorrevolemente e con personaggi molto interessanti. Lo definirei un fantasy storico, perchè vi sono esseri fantastici. Ottima come sempre l'ambientazione ed i dettagli storici. Buono il bilanciamento tra azione e narrazione d'ambiente. Alessandro Girola è un autore che non delude mai. 4 stelle solo perchè è troppo corto!