Prehistoric war-god, seventeenth century marvel, or living monument? In 1996, a 'trial' was held in Cerne Abbas Village Hall to discuss the origin of the Giant - prehistoric/Romano-British, medieval/post-medieval, or significant for the very fact that he exists, regardless of age. This is the book of the after a preliminary briefing, the witnesses for the three cases present their evidence which ranges from detailed factual information about the archaeology and history of the monument through to its folklore and continuing role as the inspiration for all sorts of activity from local poetry to national advertising. An epilogue contains the jury's decision and an account of the trial's filming for regional BBC program.
Timothy Darvill was an English archaeologist and author, best known for his publications on prehistoric Britain and his excavations in England, Wales, and the Isle of Man. He was Professor of Archaeology in the Faculty of Science and Technology Bournemouth University in England. In April 2008 he co-directed excavations within Stonehenge, together with Geoffrey Wainwright and Miles Russell, to examine the early stone structures on the site. The work featured heavily in a BBC Timewatch programme which examined the theory that Stonehenge was a prehistoric centre of healing. He was appointed OBE in the 2010 Queen's Birthday Honours.
La bibliomania è una patologia complessa che studia i processi morbosi dell'amore per i libri e come tale va sotto il nome di patologia generale. Ma può anche manifestarsi in molti altri diversi aspetti, e quindi per singole sottomalattie e va classificata come patologia speciale. Il bibliomane non si definisce tale soltanto per la sua mania di raccogliere libri antichi, moderni o rari ma anche in manie per così dire collaterali, quali possono essere gli innumerevoli rami del collezionismo legato al vasto mondo dei libri. Opuscoli, depliant, cataloghi, guide, cartoline, fotografie, brochure, manifesti, pieghevoli, biglietti ed altre realizzazioni tipografiche del genere possono tutte ruotare intorno al mondo del libro, alimentarne le idee, fissare i ricordi, accompagnare l’esistenza di ogni bibliomane o semplice amante e lettore, collezionista di libri. Tra le innumerevoli carte di questo genere che ho raccolto nel corso degli anni a seguito di visite a biblioteche, musei, gallerie, mostre, esibizioni, in città piccole o grandi, in Italia o all’estero, carte con le quali ho letteralmente riempito cassetti e scaffali della mia libreria, ho pescato un libro pagato due sterline e 95 pence in una libreria inglese denominata “West country Books” alla fine degli anni ottanta.
In poco più di una cinquantina di pagine l’autore che è anche un fotografo ci parla di un gigante che appare sulla collina di una bella contea in Inghilterra. Il gigante di Cerne è una figura dalle origini controverse, tagliata in una collina a gesso a nord del villaggio diCerne Abbas, nella regione del Dorset. E’ collocato in un’area di 55 metri quadri, scavato nel terreno di gesso per circa 30 cm. Alcune fonti dicono che la figura risale al periodo romano-britannico, altri la fanno risalire al XVI secolo. E’ la figura colossale di un uomo nudo, un gigante con una enorme clava nella mano destra e con un altrettanto enorme pene che si leva verso l’altro in piena erezione. E’ visibile a grande distanza e si affaccia sulla valle che porta il suo nome. Ai suoi piedi c’è il villaggio che ospita un’antica abbazia. La figura è intagliata nel terreno per circa mezzo metro e nel corso dei secoli questi canali sono stati costantemente ripuliti in maniera da ostacolare la crescita di erbacce che nascondessero la figura riprodotta sul terreno. Durante l’ultima guerra questi canali vennero ricoperti da vegetazione per oscurarne la vista dall’alto agli aerei tedeschi che sorvolavano la zona per andare a bombardare la vicina città di Bristol.
Sono state fatte varie ipotesi sulla storia di questo gigante. Alcuni studiosi hanno avanzato l’idea che fosse raffigurata una divinità celtica, il dio Nodone. Altri, tra i quali anche l’autore del libretto, sostengono che il gigante non sia altro che la divinità romana Ercole. Altri ancora sostengono che sia il nome del fiume che scorre nella valle sottostante, il Cernunnos. Comunque sia il gigante ha resistito nei secoli e attira ancora l’attenzione di numerosi turisti i quali quando si fermano ad osservare il gigante visitano anche l’abbazia del villaggio. L’attrazione scenografica maggiore è ovviamente quella che la gente riserva agli attributi sessuali del gigante. L’autore del libretto afferma che l’organo ha una lunghezza di 22 piedi, vale a dire 6 metri e rotti cm. Se si contano anche i testicoli arriviamo ad una grandezza totale del fallo di trenta piedi, oltre nove metri.
Le rappresentazioni falliche erano manifestazioni piuttosto diffuse nella cultura celtica delle Isole Britanniche come del resto anche nel mondo romano. Non c’era nulla di offensivo o di osceno in queste scene basti pensare che erano in uso diffuso lampade ad olio fatte a forma di fallo. Del resto questo organo così importante resta il simbolo della fertilità. Fino alla fine del secolo scorso gli abitanti del posto credevano che fare l’amore nei pressi del fallo del gigante favorisse la fertilità delle donne. Una versione più raffinata e gentile di questa leggenda è quella che vuole che le ragazze in amore potessero assicurarsi la loro fertilità sedendosi soltanto sulla collina nei pressi del gigante. Potenza ed importanza dei simboli! https://goo.gl/Qgwp89