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Sette volte bosco

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Adalina è sola. Sta viaggiando su quel treno vecchio e cigolante da due giorni. Non ha nessuno accanto da stringere, consolare, sfamare. Ha soltanto una valigia stretta tra le gambe, fatta un po’ di legno e un po’ di cartone che si è quasi sciolto sotto il temporale. Sta tornando da Mitterndorf, il campo profughi per gli abitanti del Tirolo meridionale inglobato nel fronte della Grande Guerra, dove ha trascorso l’ultimo, terribile anno e ha perso i genitori, stroncati dalla fatica e dal dispiacere. Al campo, nei giorni durissimi spezzati solo dal lavoro alla fabbrica di scarpe, e nelle lunghe notti schiacciata tra i corpi degli altri disperati, solo due pensieri hanno tenuto in vita il suo màs, il maso che la famiglia si tramanda da generazioni, ed Emiliano, il fratello partito soldato per un Impero che si è sbriciolato come un tozzo di pane, il fratello di cui non ha notizie da mesi e che è rimasto l’unico, ormai, a chiamarla con il nome che lei ama, Lina. Tornata a casa, Lina si rende conto che non solo la sua famiglia, i confini, la lingua sono le montagne e i boschi non sono più gli stessi, dilaniati dai bombardamenti, depredati e spogli. E il maso è in parte crollato, in parte annerito dai fuochi degli occupanti abusivi. Ma è ancora in piedi. Adalina sa che la vita è fatta di tristi inverni così come di primavere rigogliose, e ora è giunto il tempo di ricominciare, di curare le ferite del corpo e dell’anima. Anche per Emiliano, che tornerà dalla guerra e non deve pensare che Lina si sia mai arresa. Finché un giorno qualcosa cambia nella sua quotidianità così faticosamente riconquistata. Nel màs si è intrufolato un è un soldato, come Emiliano; parla tedesco, quello vero. E, proprio come Emiliano, anche lui ora si trova dalla parte sbagliata del confine.



“Sette volte bosco, sette volte prato”: era la profezia secondo cui vivevano. La vita, insomma, era un cerchio. Tutto, alla fine, tornava come era stato, e niente di quello che avevano era dovuto. Ogni cosa cambiava, attraversava fasi e stagioni, tornava la stessa e ricominciava. Forse anche per Adalina le cose sarebbero ricominciate, ora che era di nuovo al màs.


Un romanzo d’esordio crudo e poetico. Un tempo per morire e un tempo per guarire. Una terra contesa che si dibatte tra fragili confini e desiderio di appartenenza.

204 pages, Kindle Edition

Published July 11, 2025

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
1 review
August 8, 2025
Wow. Questo libro mi ha davvero sorpreso.

Sette volte bosco è uno di quei romanzi rari che non hanno bisogno di gridare per farsi notare — ti catturano in silenzio, e poi non riesci più a staccartene.

È ambientato nelle montagne del Trentino, subito dopo la Prima guerra mondiale, e si sente tutto. Il bosco, la neve, il silenzio — è scritto con una cura tale che sembra quasi di sentire l’odore della legna bruciata e lo scricchiolio delle assi in una casa di montagna. L’atmosfera è così viva e coinvolgente che pare davvero che la terra sia un personaggio a sé — ferita, silenziosa, in attesa di guarigione.

La storia segue Adalina (Lina), che torna a casa dopo essere stata sfollata durante la guerra. Il suo mondo non è più quello di prima: i genitori non ci sono più, la casa è cambiata — eppure lei ha una forza silenziosa che colpisce profondamente. Anche il fratello Emiliano è tornato, ma segnato da esperienze che l’autrice non spiega mai in modo diretto: si sentono, e basta. Ho adorato quanto i personaggi siano veri e misurati — niente melodrammi, solo persone che cercano di rimettere insieme i pezzi.

Una delle cose che ho apprezzato di più è la scrittura: semplice, elegante, intensa. Manfrini non ha bisogno di effetti speciali — la sua prosa è delicata ma potentissima. C’è un ritmo nelle sue frasi, come una camminata lenta nel bosco. Poetico, ma mai retorico. Perfetto per la storia che racconta.

Il libro riesce anche a trasmettere questo senso di sospensione — tra passato e futuro, tra guerra e pace, tra ferite e rinascita. È una storia “silenziosa”, ma con un’intensità emotiva che ti arriva all’improvviso. E bellissimo anche il modo in cui il proverbio cimbro (“Sette volte bosco, sette volte prato…”) si intreccia con il senso profondo del romanzo — diventa quasi una bussola emotiva.

Se amate i libri con una forte ambientazione, personaggi autentici e scrittura che lascia il segno… lo consiglio con tutto il cuore. È uno di quei romanzi che ti fanno rallentare, respirare e sentire davvero ogni parola.

Senza dubbio una delle letture più belle dell’anno.
Profile Image for Davide.
395 reviews57 followers
July 23, 2025
Sette volte bosco di Caterina Manfrini ci porta in Montagna, con la M maiuscola, dove Adalina ritorna dopo un periodo passato al campo profughi per gli abitanti del Tirolo di Mittendorf, durante la Grande Guerra.
Quello che trova però è completamente diverso da come se lo ricordava: la guerra ha cambiato le case, la terra, la gente e i confini.
Sette volte bosco grazie alla scrittura di Manfrini ci immerge in una realtà senza tempo, appesi a una sorta di calma fittizia, dove ci si perde a guardare una natura amata ma distrutta, rovesciata e quasi persa.
All’inizio mi sono sentito storicamente perso: non capivo, e probabilmente sarà stata colpa mia non avendo letto bene l’aletta del libro e non avendo a fuoco alcune cose di storia, in che periodo mi trovassi. Ogni volta che pronunciamo le parole “campo di” subito pensiamo alla Seconda Guerra Mondiale, invece qui siamo di fronte a un altro genere di campo e siamo nel dopo della Prima Guerra Mondiale.
Trovata la retta via, come una lepre accovacciata nell’erba, mi sono goduto la storia e quella montagna, protagonista tra i protagonisti.
I personaggi, rovinati dalla guerra, trovano una nuova dimensione personale e ambientale e un modo diverso di relazionarsi con le persone.
È un libro fatto di ascolti, di speranza e di rinascita.
Sette volte bosco è un’ottima storia che mi ha regalato, complici anche il tempo e il luogo in cui l’ho letto, davvero dei gran respiri di pace.
Per gli amanti della montagna è un libro che non può mancare nella propria libreria.

Puoi trovare questa e altre recensioni sul mio profilo Instagram “I libri di Dede” www.instagram.com/ilibrididede o sul mio blog/sito www.ilibrididede.it 📚
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Mi è stata inviata una copia gratuita di questo libro da parte della casa editrice che ringrazio.
Profile Image for Silvia.
62 reviews1 follower
November 13, 2025
Cercavo un libro per superare il “blocco del lettore”, così tra quelli in casa da leggere ho preso lui.
La guerra è finita e nel Trentino si torna in ciò che resta di quel che era “casa”.
Ho letto molte storie post belliche, ma questa è la prima legata a quei territori.
Gli ingredienti ci sono tutti.
Amicizie strette sotto le armi, che si ritrovano in tempo di pace.
Amori appena vissuti che si tramutano presto in promesse o vincoli.
Famiglie separate e mai più riunite.
Dispersi.
Ritorni.
Erano i tempi in cui un solo bacio valeva come una promessa d’amore, quando ancora si chiedeva il permesso di poter amare.
Amori fatti di sguardi che parlano e di parole non dette.
Tempi di donne coraggiose che prendevano l’iniziativa e uomini contratti dalla paura.
Ho pensato molto a mio nonno, chissà in luoghi diversi ma con storie simili.
E poi c’è tanto dialetto.
Già forse il dialetto mi ha distratta nella lettura, la difficoltà o l’incomprensione di alcune parole, mi ha disconnessa dall’immersione nel racconto.
È molto bello che ci sia attenzione per forme di linguaggio legate al territorio ed alla cultura ad esso legata, ma forse in alcuni casi era troppo lontano dal mio, quasi un’altra lingua e le parole perdevano di significato, purtroppo.
Forse avrei gradito delle note.
Lo consiglio? Non saprei, ma il “blocco del lettore” è stato vinto!
Profile Image for Alessandra.
24 reviews
December 21, 2025
“- Siban beerte balt, siban beerte biiza -
era la profezia secondo cui vivevano: “Sette volte bosco, sette volte prato, e tutto ritornerà com’è sempre stato”. La vita, insomma era un cerchio. Tutto, alla fine, tornava come era stato, e niente di quello che avevano era dovuto.
Le piante di cui si nutrivano e il suolo su cui camminavano erano destinati a mutare, a sfuggire a qualsiasi tentativo di controllo. Ogni cosa cambiava, attraversava fasi e stagioni, tornava la stessa e ricominciava.”
Questo romanzo è ambientato in Trentino durante la prima guerra mondiale. E’ la storia di una sorella e un fratello costretti dai tragici eventi a perdersi e poi ritrovarsi per poi faticosamente ricominciare e riscostruire le proprie esistenze. Esistenze fortemente legate all’ambiente di appartenenza e alla ciclicità della natura, con cui si instaura non un rapporto non solo di convivenza ma anche di accettazione di un modo di intendere la vita e di tutto ciò che capita nel suo scorrere.
Profile Image for Bea Deflo.
193 reviews1 follower
November 19, 2025
Ma che bellezza questo libro❤️

Adalina, la protagonista del libro, sta tornando da Mitterndorf, un campo profughi tirolese dove ha trascorso il suo ultimo anno di vita e dove ha perso entrambi i genitori.
La Prima Guerra Mondiale è finalmente finita ma il ritorno a casa è un' incognita.
Il fratello Emiliano è disperso e Adalina ha paura di non trovare più il maso della sua famiglia, a Terragnolo.
Una volta arrivata, non riconosce più la sua terra che, nel frattempo, è diventata italiana. La gente parla diversamente e si comporta diversamente, dopo ciò che ha patito durante la Guerra.
Anche il maso, dopo essere stato più volte occupato, ha cambiato le sue sembianze..nel fienile, inoltre, scopre il nascondiglio di un uomo misterioso, che dice di essere un fuggitivo austroungarico.
Adalina e l' uomo collaborano per riportare il maso all' antico splendore, finché un giorno non ricompare il fratello Emiliano e, più avanti, il suo compagno di trincee, August.

Un normale ritorno alla quotidianità dopo la Guerra, un romanzo tanto semplice quanto profondo ❤️
Profile Image for Stefania Gallo.
22 reviews2 followers
August 8, 2025
Una bella prova d'esordio.
"Non c'era solo silenzio davanti a lui. C'era spazio per quello che era stato prima della guerra: la sua voglia di saltare in avanti, di abbracciare le sfide della vita, di cercare la bellezza tra le fatiche e lo scorrere delle stagioni..."
Un bel racconto di "ritorno" alla vita montanara, di cui però vorrei continuare a conoscere le vicende future.
Profile Image for Libriandcoffee.
68 reviews2 followers
August 15, 2025
“La vita correva lungo un cerchio, così gli avrebbe ribadito suo padre, se solo fosse stato lì con lui. Avrebbe riso e fatto finta di bussargli sulla sua testa vuota come su un vecchio portone, ricordandogli ancora una volta quel suo insegnamento. Solo accettando che le cose andavano e venivano, che niente era dovuto e che tutto scorreva come l’acqua, avrebbe potuto essere libero.”
Profile Image for Monica Riva.
251 reviews
October 15, 2025
Ottimo romanzo di esordio di questa esordiente scrittrice italiana, e se il buon giorno si vede dal mattino, il futuro ci riserverà sicuramente delle belle sorprese.
Il romanzo è ben ambientato, la trama molto coinvolgente e l'introspezione dei personaggi e la descrizione dei luoghi sono ben curate e calibrate.
Profile Image for Padme83.
157 reviews
September 7, 2025
Interessante per l'ambientazione e il contesto storico.
Trama e personaggi un po' troppo lineari ma tutto sommato in grado di reggere bene l'impianto narrativo.
Si legge in breve tempo e con piacere.
Consigliato.
Profile Image for Donatella Resta.
11 reviews1 follower
August 12, 2025
Deludente. Qualche momento tiene attaccati alla pagina ma alla fin fine…una bolla di sapone.
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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