Dicembre 1981. Vanni Maestri è l’anima di una piccola libreria nel centro di Bologna, nota per una particolare i clienti scrivono su dei foglietti i loro propositi per l’anno nuovo e li lasciano dentro alle pagine dei volumi usati. C’è chi spera in una nuova casa, chi in un lavoro, chi nella vittoria dell’Italia ai prossimi mondiali di calcio. Accantonato il suo sogno di gioventù, Vanni ha scelto di essere il custode di quelli altrui, di vivere una vita tranquilla e di tenere a distanza il ricordo di un amore rimasto sospeso nel tempo. Ma quando Agata, la sua giovane assistente, trova il primo buon proposito nell’archivio del retrobottega, è come se scoprisse, tra le ceneri della memoria, la scintilla di un dolore che non ha smesso di bruciare. Nelle stesse ore, nello studio di un notaio, la contessa Costanza Castelvetri scopre che il suo defunto marito le ha lasciato in eredità un manoscritto di cui nessuno era a è la storia di tre studenti universitari, di un amore segnato dalle sirene del conflitto mondiale e dalle persecuzioni razziali. Quelle pagine ingiallite non possono risarcire le ferite del passato, ma saranno l’occasione – per tutti i personaggi della storia – di scegliere finalmente, in un tempo presente, la felicità. Attraverso un mosaico di storie che si intrecciano e a volte soltanto si sfiorano, Sabrina Gabriele racconta la tenerezza dei sogni arenati nel passato e la dolce ostinazione di quelli ancora da realizzare, ricordandoci che per andare incontro al destino bisogna prima di tutto ascoltare
I BUONI PROPOSITI di Sabrina Gabriele. Un delicato romanzo che ti accoglie lentamente, come quando si entra in una libreria silenziosa e piano piano ti stupisce con le sue storie invitandoci a pensare alle nuove opportunità, alle cicatrici da guarire e ai sogni. <3 https://ilmondodichri.com/i-buoni-pro...
Un libro ben scritto, che cattura il lettore pagina dopo pagina con i vari intrecci della storia..peccato per il finale, per me poco coerente con lo sviluppo delle vicende e poco soddisfacente.
E alcuni restano dentro di te, anche quando chiudi il libro e il mondo intorno continua a correre💔
Leggere #IBuoniPropositi è stato come camminare per le strade di Bologna in una sera d’inverno: l’aria fredda che ti punge, le luci gialle dei lampioni che ti scaldano il cuore e il profumo dei libri che sa di casa e di storie mai raccontate. La libreria di Vanni Maestri è molto più di scaffali e polvere: è un porto sicuro, un custode di sogni, di bigliettini che contengono tutto ciò che ci spaventa e ci dà speranza ✨
#IBuoniPropositi ti prende per mano e ti conduce tra due epoche, due vite, due battiti di cuore sospesi tra passato e presente. ⏳Nel passato, Vanni ed Ermanno diventano amici a scuola: uno ricco e spensierato, l’altro ebreo e costretto a nascondere la propria identità. Arriva Costanza💞 e, tra segreti e sguardi rubati, si intrecciano 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞, 𝐠𝐞𝐥𝐨𝐬𝐢𝐚 𝐞 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢𝐳𝐢𝐚🔗. Quando i venti della guerra mondiale travolgono tutto, Vanni rivela chi è veramente, e il prezzo della verità è alto: l’allontanamento, la deportazione, la perdita di un sogno.
🗓️ Nel presente, Costanza ha avuto due figli: Virginia, coraggiosa e libera, che affronta l’ostracismo del padre perché omosessuale🏳️🌈, e Mirko, giovane universitario, curioso e fragile. La morte di Ermanno diventa il catalizzatore per la riconciliazione tra madre e figlia e, tra le mani di Costanza, arriva un manoscritto, I Buoni Propositi, che lei crede scritto dal marito. Un manoscritto che racconta la giovinezza, l’amicizia e i desideri non detti… e custodisce un dolore silenzioso, una memoria di ciò che 𝒂𝒗𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒑𝒐𝒕𝒖𝒕𝒐 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆🍃.
Vanni, nel frattempo, ha trasformato il suo sogno interrotto in un rifugio per gli altri: la libreria📚 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗶 𝗣𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶, dove ogni anno i clienti lasciano un desiderio per l’anno nuovo. Agata, studentessa universitaria, e Mirko si incontrano tra gli scaffali, innamorandosi e facendo emergere in Vanni ciò che la vita gli ha negato con Costanza: la possibilità di un amore puro e giovane, di un futuro diverso.
Questo libro sa di malinconia, di nostalgia che ti punge il petto, ma anche di quel brivido dolce di chi guarda avanti, che sa di Capodanno🎇: un ultimo sorso dell’anno che finisce, e il primo respiro dell’anno che verrà🥂. Sa di rimpianti, ma anche di promesse nuove. Sa di vita vera, con le sue cicatrici, i suoi segreti e le piccole gioie improvvise.
La scrittura di Sabrina Gabriele è un abbraccio lento, che ti prende per mano tra passato e presente, tra dolore e speranza, tra lacrime e sorrisi. Ogni personaggio lascia una traccia di sé, ogni storia si intreccia a quella degli altri, e tu rimani lì, sospesa tra il rimpianto e la meraviglia💖
✨ I Buoni Propositi è un romanzo che ti commuove, ti fa riflettere, ti lascia il cuore pieno di dolceamaro. Ti insegna che i sogni non sempre si avverano come pensiamo… ma che custodire i desideri degli altri e i nostri è un atto di coraggio e amore. E anche che non bisogna 𝙢𝙖𝙞 smettere di provarci🫀
Wow! Una super lettura che non ti delude. Anche io vorrei potermi perdere tra quelle corsie e conoscere il signor Vanni. Una storia di libri, amicizie, amori, proposti (avverati e non) ma anche un mini mistero. Sullo sfondo Bologna, una città che amo molto. Super consigliato!
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Il libro perfetto per questo periodo! Siamo a Bologna, dicembre 1981, in una città fredda e un po’ malinconica, perfetta per ospitare la storia di un uomo che ha smesso di inseguire i propri sogni, preferendo custodire quelli degli altri.
Vanni Maestri è il libraio di una piccola libreria del centro, un luogo sospeso nel tempo. Da anni conserva i “buoni propositi” che i clienti lasciano tra le pagine dei libri usati: piccoli frammenti di desideri, promesse e speranze non dette. È più semplice, per lui, prendersi cura dei sogni degli altri che affrontare i propri, messi da parte dopo una delusione sentimentale e una serie di scelte troppo prudenti.
Tutto cambia quando Agata, la giovane assistente, ritrova nel retrobottega un vecchio proposito scritto proprio da Vanni anni prima. Quel foglietto riapre ricordi che lui aveva scelto di seppellire: un amore interrotto, un’occasione che non ha avuto il coraggio di cogliere e la sensazione persistente di essere rimasto a metà della propria vita.
Parallelamente si sviluppa un secondo filone narrativo: Costanza Castelvetri, contessa da poco vedova, scopre che il marito le ha lasciato un manoscritto inedito. Nelle sue pagine prende forma la storia di tre giovani durante la guerra, segnata da amicizie intense, amori travolti dalle persecuzioni razziali e scelte dolorose che li separano. È un racconto rimasto senza voce, che torna a vivere solo attraverso la lettura di Costanza.
Il tema centrale del romanzo è proprio la memoria, quella personale e quella collettiva, come oggetto fragile, che può far male, ma anche liberare. Tutti i personaggi, in un modo o nell’altro, si trovano davanti alle proprie scelte mancate, ai rimpianti, a ciò che resta quando si smette di fuggire.
Lo stile di Sabrina è delicato, poetico, attraversato da sfumature quasi magiche. Il libro scava in profondità, costruisce emozioni e fa riaffiorare i sogni nascosti. È una storia che unisce tenerezza, nostalgia, un velo di rimpianto e molta emozione. E quando lo chiudi, ti viene quasi voglia di scrivere anche tu un foglietto come Vanni, per ricordarti che non è mai troppo tardi per inseguire i propri sogni.
Toccante, intenso, pieno di speranza, amore, rimpianti e buoni propositi. Struggente, che ti si aggrappa all’anima e ti lascia senza fiato. Una sorpresa.
Vanni Maestri è il titolare della libreria "I buoni propositi", nella quale i clienti, con l'approssimarsi della fine dell'anno, affidano alle pagine di un libro scelto a caso un foglietto con il buon proposito per l'anno nuovo. Tutti questi foglietti, scritti anche da personalità illustri come Aldo Moro, arricchiscono l'archivio che il libraio tiene con cura, dividendolo per anni.
"I buoni propositi" è anche il titolo di un romanzo che Vanni, da giovane studente universitario all'Alma Mater di Bologna, aveva scritto su di sé e i suoi migliori amici, il conte Ermanno Castelvetri e la sua fidanzata Costanza, prima che la seconda guerra mondiale travolgesse la sua esistenza, e che è andato perduto.
In un fluire narrativo tra gli anni quaranta del Novecento e il tempo presente del 1981, "I buoni propositi" è un romanzo delicato che parla dell'amicizia, quella totalizzante in cui si cerca di condividere tempo possibile insieme, delle scelte inaspettate che la guerra costringe le persone a fare anche rinnegando i propri principi, della fede autentica nei buoni propositi per l'anno nuovo, come occasione di crescita e miglioramento di sé.
Anche se ho trovato il finale venato da una nota amara, ho trovato questo libro una coccola per l'anima e un ottimo rimedio al blocco del lettore.
Un libro da scoprire pagina dopo pagina, così come i suoi personaggi e le loro storie che si intrecciano tra legami, abbracci e tempi passati. Impossibile non affezionarsi a Vanni e, per quanto mi riguarda, anche ad Antonio, Agata e Costanza. Mi hanno fatto commuovere in più di un'occasione. Peccato per l'epilogo un po' sbrigativo, ma conserverò anche io il mio proposito all'interno di queste pagine.
‘C’erano poi la collezione di opere d’arte, quella di macchine da scrivere americane e tanti altri oggetti appartenuti al conte, che invece rimasero quasi tutti al loro posto, a continuare un’ esistenza indipendente dalla vita ormai esaurita di chi li aveva scelti.’
Che gli oggetti vivano di una vita propria, segreta, anche molteplice e sopravvivano a chi li possiede è una verita risaputa che vale piu di tutte per il libri.
Di recente pubblicazione, I buoni propositi di Sabrina Gabriele gia si afferma in questa ‘rentrée’ letteraria come uno dei piu riusciti dell’autunno. Per dirla con Colette, Sabrina Gabriele è una di quelle scrittrici che ‘con le parole di tutti, scrive come nessuno mai’.
La scrittura cinematografica e scorrevole di Gabriele si muove agile tra presente e passato a determinare il futuro dei suoi protagonisti, in questo romanzo corale che ci accompagna dalla seconda guerra mondiale nei tempi moderni dei mondiali del 1981.
Con una prosa ‘pulita, poetica, estremamente efficace, precisa, ma mai prolissa’ come quella del suo protagonista, Vanni Maestri, le vite di tre amici, complici e amanti si snodano tra presente e passato sotto gli occhi dei lettori avidi di sapere cosa è successo (nel passato) per sapere come andra a finire (in futuro).
E cosi mentre Vanni Maestri ‘cerca una nuova religione valida per tutti da celebrare nella sacralita delle parole’, quelle parole che (Agata) chiama inutili sono le uniche che contano. ‘Il valore dei buoni propositi -infatti- non è nel loro compimento. È nel viaggio verso la realizzazione, e quel viaggio è la vita.’
Nel seguire le vicende di Vanni, Agata, Mirco e Virginia, della contessa ed Ermanno, l’autrice conduce la nostra attenzione, su tematiche universali.
Non è solo questione di vivere banalmente amore e amicizia, ma di viverle con significato, onesta, lealta, pena una vita di vergogna e infamia; non si tratta solo di esprimere superficialmente i propri desideri e buoni propositi di felicita, ma anche di incarnare e identificarsi con il proprio talento senza avere paura di se stessi per affermarsi e sbocciare come professionisti, ma piu di tutto umanamente, come persone.
La vita è spietata con coloro che rinunciano ad essere se stessi e il prezzo da pagare è molto alto, tuttavia la vita è lunga e non è mai troppo tardi per riallinearsi con la verita a proposito di se stessi.
In conclusione, I buoni propositi è un romanzo che ci riporta un po al senso primario della letteratura: intrattenere, interessare ed istruire lasciando il lettore con un senso di consapevolezza, levita e curiosita verso le cose della vita.
Sono molto amareggiata. Le due stelle gliele do solo perché questo libro me lo ha regalato mia sorella alla Befana e quindi ci sono affezionata. Volevo dargliene tre di stelle perché la storia è davvero molto bella, peccato per il finale scarabocchiato in due pagine che non da assolutamente giustizia alle 232 pagine precedenti, ai personaggi e al lettore (io) che, con coraggio e tanta pazienza, ha proseguito la lettura di un libro scritto male, solo per il gusto di sapere come andasse a finire. Non lo avessi mai fatto, veramente non capisco questo finale brutto e scritto di fretta oltre che pieno di incongruenze narrative. Ciò detto, l’idea alla base del libro mi sembra molto bella, l’esecuzione piuttosto banale. La scrittura è piatta, a tratti noiosa, e ho avuto l’impressione che l’autrice ce la mettesse tutta per dimostrare di saper scrivere, con descrizioni (non richieste e inutili) lunghissime e minuziose, ma non per questo scritte bene, anzi direi anti letterarie. É vero ci sono dei pezzi di letteratura pieni di descrizioni chirurgiche dei paesaggi, degli immobili degli arredamenti eccetera, ma la differenza è che son fatte bene. A me questo libro è sembrato un esercizio di stile mal riuscito. È un vero peccato perché la storia è davvero interessante e avrebbe meritato di essere scritta bene. Infatti ho pensato che una storia simile potrebbe essere sfruttata per trarne un film, o forse meglio, una fiction Rai, perché gli elementi ci sono tutti e con i dovuti aggiustamenti DEL FINALE (ma non solo), secondo me ne vien fuori una bella cosa. Io non sono né produttrice, né autrice, né tantomeno regista, ma sento che questo è uno di quei casi in cui la resa su schermo può superare di gran lunga la resa su carta.
recensione a cura del blog “Libri Magnetici" by Meghan L’amicizia è uno dei legami più forti, e se nasce quando siamo giovani, assume un significato particolare e importantissimo. Nella vita di Vanni arrivano novità e consapevolezze, che irrompono nella sua vita parallelamente ai sentimenti, e che restano lì, chiusi nel retro della sua bottega, perchè non c’è stato nella sua vita un momento giusto per scegliere la felicità. E per questo lui ha deciso di essere il custode di quelli altrui, perché non tutti i desideri si avverano. I piani temporali si intrecciano, e nella voce di Vanni, in piani temporali diversi ma fluidi, conosciamo la sua storia e quella di Costanza, in un periodo della nostra storia di cui ancora oggi non parliamo abbastanza. Un protagonista delicato, sensibile, di quelli che prendono il lettore, perché ci racconta quello che può accadere nella vita di ognuno di noi. Abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad un incontro con l’autrice, che ha saputo trasmettere non solo la sua sensibilità e attenzione nell’aver scritto questa storia, ma anche il suo amore per la gioventù e la sua bellezza.
«”Mi domandavo….sono ancora in tempo a lasciare un buon proposito?” Vanni sorrise e con un gesto della mano le indicò carta e penna.»
I buoni propositi è uno di quei libri che non alza mai la voce, ma sa arrivare dritto dove serve. È una lettura che avvolge con delicatezza, come una coperta morbida nei giorni in cui ci si sente un po’ sgualciti, e lo fa senza pretendere nulla: semplicemente si offre, pagina dopo pagina.
La forza del libro sta nel suo ritmo caldo e misurato, nei pensieri che sembrano sussurrati più che dichiarati. I personaggi — imperfetti, verosimili, a volte spaesati — hanno quella qualità rara di farti sentire meno solo nelle tue stesse fragilità. Ci si riconosce nei loro tentativi di migliorarsi, nei passi avanti e nei piccoli inciampi, e proprio per questo si crea un legame quasi intimo con la loro storia.
La scrittura è morbida, accogliente, mai forzata. C’è una leggerezza che non significa superficialità, ma cura: l’autrice sembra sapere esattamente quando fermarsi, quando sorridere, quando lasciare spazio. Ne esce un romanzo che consola senza retorica e incoraggia senza predicare.
Alla fine, I buoni propositi lascia una sensazione simile a quella che si prova dopo una chiacchierata sincera con qualcuno che ti vuole bene: non cambia il mondo, ma rende molto più lieve il modo in cui lo guardi. Ed è proprio per questo che sembra una coccola.
Storia ambientata nella Bologna degli anni 80 con salti nel passato della seconda guerra mondiale. Tutto ruota intorno a Vanni e alla sua libreria "I Buoni Propositi" dove i lettori ogni fine anno si recano per lasciare dentro a un libro un biglietto con scritto il buon proposito da realizzare nell'anno che verrà. Amori e amicizie si sfiorano in una miscela di sentimenti importanti e vicende personali segnanti. La narrazione messa in campo dall'autrice è di tipo onnisciente e la trama è fortissima anche se un po' a discapito dei personaggi che rimangono un tantino in sordina. Avrei gradito entrare un po' di più nel profondo dei vari Vanni, Costanza, Agata ecc. Lo stile è molto poetico, oserei dire troppo, ricco di frasi estremamente ricercate, talvolta eccessivamente lunghe. Mi son ritrovato spesso a dover rileggere alcuni passi e a trattenermi per comprenderli appieno. In definitiva, la storia nel complesso è meravigliosa e il libro è buono. Probabilmente leggerò altri libri di questa autrice, che sono certo, arriverà presto ad essere eccellente.
Grazie a Sabrina Gabriele per averci regalato questa bella storia ❤️
I "Buoni propositi" non è solo il titolo di un romanzo, è un posto fatto di magia, che profuma di carta, di ricordi e di emozioni. Un archivio di sogni, desideri, ambizioni realizzate e non. Un punto di incontro. Vanni Maestri è l'essenza di una piccola libreria nel centro di Bologna, qui i clienti scrivono su foglietti i loro propositi per l'anno nuovo, lasciandoli all'interno dei libri usati. Tra le pagine dei libri c'è anche il sogno mai realizzato di Vanni, quello di diventare scrittore, che custodisce nel cuore insieme a un amore del passato. Un viaggio nella memoria, tra dolori e gioie di una vita passata. Una storia che profuma di ricordi, di pagine ingiallite, storie che si intrecciano tra segreti mai svelati. Bellissimo ed emozionante un romanzo che parla di speranze, sogni e nuove occasioni da vivere, con una nota nostalgica. Affidare sentimenti e parole che come la vita si mettono nelle mani di chi si ama. Un inno ai sogni sospesi e a quelli chiusi dentro ai libri ⭐⭐⭐⭐⭐
Per Vanni Maestri "I buoni propositi" è un pallino fisso. Da un libro a tanti libri. Una libreria dove a fine anno lasciare un bigliettino con un desiderio per l'anno nuovo, da infilare in un libro a scelta. Di lì sono passate persone di spicco, dello spettacolo... Eppure Vanni di suo, oltre la libreria, non ha realizzato nulla; ma la sua vita sta per cambiare con Agata e Franca. Poi c'è Lorenza, con un manoscritto in eredità da pubblicare, colmo di mistero e sentimento. Una storia che scalda il cuore e con un finale inaspettato, da prima della seconda guerra mondiale ai primi anni '80. Ho immaginato questi ultimi anni, il mio primo decennio di vita; ho pensato a come era Bologna allora, quando spesso andavo con i miei genitori... Chissà se c'era davvero la libreria di Vanni, allora? Ho goduto della lettura soprattutto grazie a Vanni, con il quale ho ritrovato, in qualche modo, uno tra i miei personaggi preferiti, Fermin di Zafon.
È impossibile non affezionarsi a questa storia e ai suoi protagonisti, soprattutto a Vanni… quanto voglio bene a Vanni! E quanto vorrei una libreria cui affidare i miei buoni propositi, sapendo che sono custoditi e amati dal proprietario.
In queste pagine si intersecano diverse vite, diverse epoche, ma un unico denominatore: la speranza; che rende nostalgici, coraggiosi, ma anche codardi e impauriti. Sullo sfondo la Storia accompagna questo giro di vite in spirali dolorose, ma anche piene di amore e di rinascita.
Il finale mi ha totalmente spiazzata, così come lo stile di scrittura che alterna velocemente personaggi e periodi storici. Ho dei dubbi sul finale di una dei personaggi, e a volte cambiare pdv é stato spiazzante, ma in generale è stata proprio una bella storia che spacca e riaggiusta il cuore.
classico libro “coccola” che leggi in un paio di giorni, velocemente, ti prende, ti rilassa e si fa leggere con leggerezza. I buoni propositi sono le promesse che tutti ci facciamo all’inizio dell’anno, ogni volta che sentiamo di dover cambiare, a volte però rimangono in un cassetto chiuso, altre volte semplicemente cambiano o si realizzano. Il libro non idealizza il cambiamento, ma lo mostra come un processo lento, imperfetto e spesso doloroso, in cui i buoni propositi non sempre vengono rispettati e proprio per questo risultano umani e credibili. La lettura non offre soluzioni facili, ma invita a riflettere sul valore di provarci, anche quando si fallisce. È un romanzo che parla soprattutto a chi si trova in una fase di transizione, a chi sente il peso delle aspettative e il desiderio di ricominciare, un po’ malinconico ma che lascia anche speranza.
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Vanni Maestri è il titolare di una caratteristica libreria, stipata di edizioni di tutti i generi, i suoi clienti oltre a comprare, sono soliti ad un rituale, lasciare su un foglietto il loro buon proposito di inizio anno e inserirlo in un libro a loro scelta all'interno del negozio. Da qui il nome della libreria "i buoni propositi". Ma la storia della libreria risale a quella della giovinezza di Vanni, e dall'amicizia con altri due giovani, che però il crudele destino che una guerra basata sull'appartenenza di razza andrà a distruggere.... Rimane solo un manoscritto ritrovato solo molti anni dopo che rimescolerà le carte.... La scrittura è delicata e fluida, un libro che ho divorato pagina dopo pagina.
Una storia di amore, amicizia, tradimenti e sogni dimenticati, il tutto oscilla in due epoche, la seconda guerra mondiale e il fascismo e gli anni 81-82, l’anno del miglior mondiale di calcio per l’Italia. Con una prosa delicata e intensa l’autrice ci accompagna nella vicissitudini della vita di tre improbabili amici che a dispetto di tutto rimarranno tali fino all’inizio della guerra e dei rastrellamenti per arrivare a concludersi in un finale di riscatto, vergogne, propositi mai portati avanti, quelli che si sono avverati troppo tardi e di nuovi nizi anche se con decenni di ritardo. Un racconto dolce amaro di vite diverse e speciali ognuna a loro modo
Una storia che pian piano prende forma, ci si affeziona al signor Vanni, alla sua voglia di custodire i buoni propositi dei suoi clienti. È grazie alla presenza della giovane Agata che il signor Vanni inizia a rivalutare il suo buon proposito. Ermanno e Costanza saranno stati una splendida coppia, Ermanno custodirà per sempre il suo migliore amico nel cuore, anche se pieno di vergogna. Un libro che intreccia vite e la storia della seconda guerra mondiale, un libro che ti trascina tra le vie di Bologna e ti far venir voglia di andarci subito sperando di incrociare per strada tutti i personaggi.
L’idea di partenza è senza dubbio interessante e carica di potenziale emotivo. Tuttavia, arrivata a oltre metà libro, ho avuto la sensazione che la storia non riuscisse davvero a ingranare. Il ritmo resta lento e fortemente introspettivo, ma senza riuscire a coinvolgere fino in fondo. I “buoni propositi”, che dovrebbero essere il motore narrativo, rimangono più un simbolo che un elemento capace di far evolvere realmente la trama.
Libro bellissimo, "i Buoni proposito ",penso che nella vita ognuno di noi abbia provato a fare buoni propositi che poi si sono realizzati o no è uguale. Una storia di un amicizia e affetto,tre giovani che si conoscono in un momento storico complicato...e con la scomparsa di uno dei tre fa riaffiorare ,vecchi sentimenti e segreti.
I buoni propositi sono i buoni propositi di ognuno di noi, mi è piaciuto l'intreccio tra il momento del racconto e il passato, l'intreccio delle relazioni dei protagonisti le tematiche importanti come la persecuzione degli ebrei che seppur accennata stravolge la vita del protagonista. Il messaggio di non abbandonare mai i propri propositi è motivante.
I buoni propositi è il libro che ti ricorda come mai si legge. È impossibile non affezionarsi ai personaggi e a non pensare ad un buon proposito. Soprattutto se letto in un periodo dell'anno come poco prima del Natale. La storia di Vanni, Costanza, Ermanno, Virginia, Mirco, Agata e Franca è la storia di chiunque voglia continuare a sperare in un mondo migliore e a farcela. Anche solo a perdonare
Non è la classica storia ambientata nella libreria…c’è molto, molto di più (anche se la copertina può trarre in inganno)! Storia di amicizia e desideri prorompente, ma anche di vergogna e rimpianti…recuperate qualche presentazione da parte dell’autrice in cui spiega benissimo il suo intento e le sue ricerche per tratteggiare la trama di questo romanzo adorabile!
Un romanzo di una scrittura così delicata, confortevole che diventa una coccola. Un racconto di vita, di buoni propositi realizzati, rincorsi,mancati....un epilogo da vita vissuta, da "così doveva andare". Piacevolissima lettura.