Chi conosce Lovecraft come l’allampanato maestro del mostruoso, autore di una scarna opera che ha segnato la narrativa horror e lasciato un’impronta indelebile su tutti i successori, deve prepararsi a una grossa dopo la sua morte si è rivelato uno dei più copiosi epistolografi di ogni tempo. E quasi un’altra persona. Gli amici, che hanno conservato le sue lettere, ne ricaveranno una scelta di circa un migliaio raccolte in cinque volumi, ma l’intero corpus pare ammonti ad almeno centomila, scritte tra i venti e i quarantasette anni, e diventate, nell’ultima stagione, un’occupazione a tempo pieno. Come rendere l’idea di una corrispondenza di tali spropositate dimensioni? Non restava che prendere «una sola» lettera, la più lunga, e consegnarla al lettore in forma di libro. Si scoprirà così l’universo quotidiano di Lovecraft, ben lontano da quello che traluce dai racconti, e un uomo totalmente sobrio, pacato, pieno di «troppo» sano buon senso – l’altra faccia della sua follia – da offrire all’ignoto destinatario, che già dalla prima pagina scompare. Come un serial killer che alla fine di una lunga giornata, dal suo «buen retiro» di Providence, ci indottrina sulle grandi epoche storiche, loda la compagnia e la natura, e da critico sempre acuto e rassegnato dell’età moderna ci fa i suoi migliori auguri per l’avvenire.
Howard Phillips Lovecraft, of Providence, Rhode Island, was an American author of horror, fantasy and science fiction.
Lovecraft's major inspiration and invention was cosmic horror: life is incomprehensible to human minds and the universe is fundamentally alien. Those who genuinely reason, like his protagonists, gamble with sanity. Lovecraft has developed a cult following for his Cthulhu Mythos, a series of loosely interconnected fictions featuring a pantheon of human-nullifying entities, as well as the Necronomicon, a fictional grimoire of magical rites and forbidden lore. His works were deeply pessimistic and cynical, challenging the values of the Enlightenment, Romanticism and Christianity. Lovecraft's protagonists usually achieve the mirror-opposite of traditional gnosis and mysticism by momentarily glimpsing the horror of ultimate reality.
Although Lovecraft's readership was limited during his life, his reputation has grown over the decades. He is now commonly regarded as one of the most influential horror writers of the 20th Century, exerting widespread and indirect influence, and frequently compared to Edgar Allan Poe. See also Howard Phillips Lovecraft.
Ottavio Fatica, reduce dalle traduzioni tolkeniane, ci delizia con la traduzione integrale di una lettera del mio amato HPL. La lettera più lunga scritta da HPL, probabilmente. Si tratta di una lettera cartacea, non di una e-mail, che HPL impiegò una settimana a scrivere. Datata 9 Novembre 1929, quindi un paio di settimane dopo il crollo di Wall Street del 24 Ottobre. Nella sua nota finale, Fatica, in breve ripercorre la lettera e ciò di cui parla, ossia tutto ciò di cui si poteva parlare all'epoca.
Fare una critica alla lettera di HPL a questo "amico sconosciuto e aspirante scrittore Woodburn Prescott Harris" sarebbe un esercizio interessante ma probabilmente inutile. Molto più interessante per me è stata la riflessione su alcuni aspetti della società americana dell'epoca nonché della visione del mondo e della cultura di HPL. Nell'autunno del 1929 esistevano i quotidiani, le riviste, la radio ed il cinema. Non esisteva la TV, non esisteva internet, niente e-mail, niente social network dunque? Invece un "social network" c'era e HPL lo usava moltissimo: la posta, le lettere. Non era l'unico, ma oramai sappiamo che lui era al centro di una enorme rete di contatti che andavano dallo sconosciuto Mr. Harris ai conosciutissimi R.E.Howard e Clark Ashton Smith. Solo in queta lettera di 70 pagine, oltre a innumerevoli consigli di lettura, HPL invia ad Harris tre indirizzi di persone da contattare per confronti di idee, scambi epistolari ed altro. Da altre fonti sappiamo (Fatica non ne fa parola) che spesso questa gente si "girava" le lettere, o almeno le parti meno intime di esse: io scrivo a te, tu mi rispondi ed al contempo mandi la tua risposta a me ed a una terza persona che ritieni interessata, la quale a sua volta risponderà, magari ad entrambi e magari coinvolgendo una quarta persona. Un forum internettiano ante litteram, un vero e proprio "slow social". Lento, perché per quanto veloce fosse la posta, ben difficilmente poteva esserci una missiva con una frequesta maggiore di una ogni tre o quattro giorni.
La seconda riflessione, aspetto su cui il traduttore si sofferma poco, per motivi contingenti, è la visione del mondo che ebbe Lovecraft. Visione che cambiò nel corso della sua vita almeno un paio di volte. Lettere dall'altrove: Epistolario 1915-1937 è uno dei testi che mostrano come dalle sue lettere si veda un mutamento della sua visione del mondo e della società. Mentre in questa lettera ad Harris del 1929 HPL ha ancora una visione aristocratica di quello che dovrebbe essere la società e depreca l'industrializzazione e la meccanizzazione, con la conseguente perdita della motivazione per la quale varrebbe la pena vivere. Tra l'altro Harris gli aveva decantato i vantaggi della democrazia, che HPL in questa fase della vita detestava alquanto. Ovviamente è quello che succede quando uno si ritiene migliore o appartenente ad una classe migliore, un'aristocrazia, che sà cosa sarebbe meglio per la cultura occidentale ed anglosassone in particolare. La personalità di HPL aveva questo aspetto, sebbene mitigato da un forte senso della realtà e da un forte cinismo.
Nel volume delle sue lettere si scopre che dopo il crollo economico del 1929, credo dopo il 1932, questa sua visione cambiò, aprendosi molto verso forme di social democrazia. Questo cambiamento andò ad accentuarsi in seguito al suo ricovero per il tumore allo stomaco che lo portò a morire nel 15 marzo del 1937, dimostrando quantomeno che il mondo come noi lo vorremmo cambia molto in base alla nostra età ed allo stato di salute che abbiamo. In precedenza, da giovane, era pure favorevole ad un certo senso di militarismo che la sua ingenuità gli mostrava come esperienza estetica. Erano gli anni della Grande Guerra, e come accadrà più tardi al letterario "Steve Rogers" venne scartato alla visita di leva volontaria per la guerra contro il male in Europa. La volontà di Steve Rogers lo porterà, nella finzione di Simon e Kirby (ma forse più di Lee e Kirby) a diventare Capitan America. La disillusione di Lovecraft lo porterà a diventare uno scrittore con una visione particolarmente negativa della vita e dell'universo come ben presenterà nella sua biografia Houellebeq: H.P. Lovecraft: Against the World, Against Life.
A differenza di Howard, legatissimo a sua madre tanto da suicidarsi nel pieno degli anni pur di non abbandonarla, Lovecraft fiorì come scrittore dopo la morte della sua opprimente, ossessiva ed ultraprotettiva madre. In questo, nel suo breve saggio finale, Fatica in parte sbaglia: HPL non è "il prototipo di Norman Bates, protagonista di Psycho, libro che scriverà un altro suo amico, Robert Bloch." Psycho Lovecraft si staccò dalla madre e ne fu felice, per quanto si possa esserlo. Quantomeno ne fu liberato e libero. Libero di viaggiare con i pochi soldi che aveva per gli States, e di conoscere molti dei suoi corrispondenti. Libero di fare esperienze, tra cui il matrimonio, di cui si è poco parlato.
Sebbene Fatica abbia fatto un buon lavoro (come suo solito) con la traduzione, sono rimasto deluso dalle sue pagine finali. Speravo che, come dovrebbe essere almeno secondo la mia umile opinione, servissero a contestualizzare la lettera. Invece di questa contestualizzazione ho sentito la mancanza. Ma io che di e su HPL ho letto molto, posso venire incontro a questa mancanza. Un altro lettore o lettrice meno esperta, no. Di questa carenza mi spiace, e la mancanza della quinta stella si deve proprio a questo.
Non sono riuscito a proseguire nella giungla che è questo libro — e definirlo così è già un modo gentile per descrivere l’esperienza, ben più estenuante, che è stata la lettura di questa lunga missiva. Lovecraft, perfettamente consapevole dell’astrusità della sua epistola, si rivolge a un amico toccando i temi più disparati, dalla letteratura alla sociologia, con un tono che mi è risultato alquanto indigesto: ho detestato il tono saccente con cui affronta ogni argomento, il suo continuo atteggiarsi da intellettuale superiore, che — ironicamente — arriva a sostenere tesi discutibili, se non apertamente errate. Il risultato è un testo che, invece di illuminare, respinge, appesantito da un senso di superiorità intellettuale che ne compromette la fruibilità e il piacere della lettura.
Lovecraft in questa lunga lettera rivolta a un suo conoscente dimostra come fosse interessato a vari argomenti come ad esempio: la percezione del tempo( vista sia dagli antichi che dai contemporanei) l' avanzamento tecnologico e come sia sentito dallo scrittore di Providence, consigli su come organizzare la propria biblioteca e sempre con un occhio rivolto alla comparazione con le epoche passate il tema dell'eros. Una lettura che fa conoscere più approfonditamente le idee di Lovecraft
Lettera di 70 pagine che non dovrebbe sorprendere i conoscitori del Solitario di Providence, eppure lo fa esponendo un HPL intellettuale e acuto anticipatore delle epoche a venire.