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1960

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Eccola, tutta ride. Ora esce dall'acqua come una moderna Afrodite, come la personificazione di una felicità che potrebbe durare per sempre, per tutti. Piastrelle colorate, cannucce, ombrelloni di tela, pezzi di plastica e vetro, stoffa e metallo, cuoio e carta, perspex e propilene, acciaio inox e calcestruzzo che, se posizionati in una certa angolazione rispetto alla luce del tempo, si trasformerebbero in schegge di specchio capaci di rifrangere minuscole porzioni di un Paese che in realtà non c'è mai stato, ma che avrebbe potuto un Paese più felice, più ricco, più coraggioso e spensierato. È il 25 agosto 1960. A Roma è in pieno svolgimento la cerimonia d'apertura della XVII quella destinata a essere ricordata per Cassius Clay e Livio Berruti, Wilma Rudolph e Abebe Bikila. Sotto gli occhi dei capi di Stato di tutto il mondo, nel nuovo stadio sfilano gli "intere generazioni di estati hanno atteso compiacenti l'arrivo di quella divina policromia". Ma in quegli stessi giorni, non sono solo le delicate questioni di politica internazionale - che ogni Olimpiade si porta dietro - a preoccupare i Servizi segreti si è infatti diffusa sempre più insistente la voce che sia in preparazione un colpo di Stato che dovrebbe prendere le mosse dal rapimento del presidente della Repubblica, Gronchi. Per le indagini del caso, il generale De Lorenzo attiva uno dei suoi uomini migliori, il tenente colonnello Agostino Savio, distaccato presso la compagnia telefonica con il compito di intercettare le chiamate del maggiore Meneguzzer, anche lui agente del SIFAR, probabilmente coinvolto nel tentativo di golpe. Agostino si servirà a sua volta di un impiegato della compagnia telefonica, Gianni Negri, inconsapevole "spia" a cui è stato ufficialmente demandato il compito di intercettare e interpretare i bisogni di una nuova e interessantissima categoria di potenziali i giovani. Tra questi - guarda caso - c'è anche Olimpia, figlia del maggiore Meneguzzer, adolescente incantatrice, intorno al cui fascino ruotano tutti i protagonisti del romanzo. Una perfetta ricostruzione storica e la capacità quasi cinematografica di restituire la realtà del passato attraverso un filtro che la rende vicinissima si uniscono in queste pagine a una vivacissima invenzione romanzesca e a un afflato epico, facendo di 1960 il grande affresco di un'epoca e al tempo stesso un thriller incalzante e terribile. Contaminando i personaggi reali (su tutti lo scrittore John Fante, giunto in città per scrivere una sceneggiatura per De Laurentiis e invischiato suo malgrado in una vicenda di spionaggio) con quelli, non meno autentici, di finzione (porporati e diplomatici, attricette e principesse russe, spie e voyeur, incalliti torturatori e misteriosi "grandi vecchi"), Colombati costruisce un vasto organismo narrativo che dà vita a uno straordinario omaggio a Roma, città "nera" e vischiosa ma anche di struggente bellezza, al culmine del boom economico e della dolce vita.

522 pages, Kindle Edition

First published October 28, 2014

9 people want to read

About the author

Leonardo Colombati

18 books2 followers
Leonardo Colombati è nato nel 1970 a Roma. Ha pubblicato i romanzi Perceber (Sironi 2005; Fandango 2010), Rio (Rizzoli 2007) e Il re (Mondadori 2009). Ha curato i volumi Bruce Springsteen: Come un killer sotto il sole. Il Grande Romanzo Americano (Sironi 2007) e La canzone italiana 1861-2011. Storia e testi (Mondadori 2010). È redattore della rivista "Nuovi Argomenti" e ha scritto per diverse testate, tra cui "Corriere della Sera", "Il Giornale" e "Vanity Fair". Collabora a "IL", mensile de "Il Sole-24 Ore". È membro del Pen Club italiano.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Giusy Giuffrè .
52 reviews2 followers
January 29, 2021
Mi è piaciuto tantissimo. Un lavoro enorme di studio e documentazione per una storia nella quale il confine tra realtà e fantasia è sottile. Ricchissimo di citazioni, da leggere seguendo passo passo l'appendice che si trova alla fine.
Profile Image for Jacques le fataliste et son maître.
372 reviews57 followers
January 10, 2016
Storia, mi pare, strasentita e di scarsa rilevanza affettiva; tessitura culturale senza guizzi, incapace di impressionare (in particolare, i personaggi famosi paiono figurine raccolte in un album per stanco puntiglio); disegno generale assente — o quanto meno io non l’ho riconosciuto.
Non mi capacito che questo romanzo sia dello stesso autore di Perceber, che aveva tanti difetti quanti aspetti interessanti.
Profile Image for Marco.
378 reviews5 followers
December 2, 2014
Diversi spunti interessanti ma la storia è molto frammentata (volutamente) e alcune descrizioni sono chiare a chi ha chiari i posti i luoghi un po' le atmosfere ma non tutti possono averle così chiare
Profile Image for Cristina Rold.
Author 3 books34 followers
April 27, 2017
Non ho ancora deciso se mi è piaciuto davvero. Ma siccome lo ricomprerei, suppongo di si.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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