«Tu non sei normale» è una frase che chiunque, una volta nella vita, si è sentito rivolgere - magari in mezzo a una furiosa litigata. In ogni caso, "normale" è una parola che sentiamo di continuo, poiché è il parametro con cui la società misura la soglia minima dell'accettabile. Ciò che è normale non sarà eccellente, ma almeno ha la decenza di attenersi a uno standard, di essere come tutti, comportarsi come tutti. Ma, a ben vedere, "tutti" chi? Ci voleva una sociolinguista combattiva come Vera Gheno per smontare la circolarità capziosa di questo aggettivo, che indicherebbe sia chi si attiene alla norma sia ciò che detta la norma, costringendo gli altri a seguirla. Un tempo, forse, questa arbitrarietà era meno evidente, quando la società era divisa in grandi gruppi abbastanza omogenei al loro interno. Ma oggi, in una società frammentata in gruppi sociali diversissimi, l'autoreferenzialità del concetto è vengono spacciati per normali i corpi filiformi o muscolosi di modelle e attori, politici pluridivorziati discettano di famiglia tradizionale e di valori condivisi, e di contro i media e i social convincono ognuno di noi di essere (o dover essere) speciali, eccezionali - tutto fuorché appunto normali. Vista da vicino, allora, questa fantomatica norma si rivela per quello che è: uno strumento del gruppo dominante per esercitare potere su gruppi meno forti (donne, migranti, poveri, persone lgbtqia+...). Così che chi è bollato come "diverso" si ritrova espulso, oppure misericordiosamente riaccolto se si adegua e rientra nei ranghi. Una ragione in più per ricordarsi che, per fortuna, Nessunə è normale.
Vera Gheno è una sociolinguista. Nasce in Ungheria nel 1975. Si laurea e si addottora in Linguistica presso l'Università di Firenze, specializzandosi sulla comunicazione mediata dal computer. Insegna all'Università di Firenze (Laboratorio di italiano scritto), all'Università per Stranieri di Siena (Applicazioni informatiche per le scienze umane) e al Middlebury College, sede di Firenze (Sociolinguistica). Collabora con l'Accademia della Crusca dal 2000. Al momento è membro della redazione di consulenza linguistica e gestisce il profilo Twitter dell'ente. Ha pubblicato un libro, "Guida pratica all'italiano scritto (senza diventare grammarnazi)" con Franco Cesati Editore.
Un'altra lettura utile, nonostante le moltissime ripetizioni rispetto ad altri lavori dell'autrice. Ma sempre, e soprattutto sugli argomenti di cui Vera Gheno è portatrice, repetita juvant
Per chi segue e ascolta Vera Gheno nelle sue diverse modalità di contenuto - libri, podcast e talk - questo piccolo librino non sarà una totale rivelazione: la scrittrice e sociolinguista si concentra sulla riflessione del significato e valore della parola “normale” e sull’impatto che questa parola ha sulla società in ogni suo campo, nonché sulle vite di ognun* di noi.
Una lettura breve e sempre molto scorrevole, ricca di fonti precise, che andrebbe presa come un esercizio quotidiano. Perché smantellare un sistema che si oppone al rispetto e alla convivenza richiede l’impegno di tutte le persone, soprattutto di quelle che credono di non essere parte del problema.
Mi piace Vera Gheno, ero tra il pubblico ad alcuni incontri/presentazioni con lei e trovo che abbia una magnifica luciditá e capacitá comunicativa. L'apprezzo, peró, di piú dal vivo, quando i suoi discorsi sono meno formali e mi sembra che il punto del suo discorso arrivi con piú forza e immediatezza. E' anche vero, peró, che nella forma saggistica lascia tanti spunti interessanti di libri e altri saggi per poter approfondire quindi tra pro e contro il risultato é che vale comunque la pena leggerla e vale sempre la pena andarla ad ascoltare.
M'he sentit molt qüestionada durant tota la lectura del llibre, de veritat jo també jutjo tot el que no s'assembla a mi?, no, jo soc diferent, i una vegada més entrar en aquesta roda.
Deixar de parlar d'inclusió i començar a parlar de convivència entre les diferències.
Ha sigut molt educatiu i el millor, que penso que podré reflexionar sobre el tema des d'una base més sòlida.
Vera Gheno è sempre (sempre, sempre) un dono da leggere e da sentire. Molto importante anche questo suo ultimo lavoro, come società abbiamo ancora tantissimo da imparare.