Honderd jaar in de toekomst heeft Japan een nieuw systeem ingevoerd in de hoop het probleem van de bevolkingsafname aan te pakken: het ‘Broeden en Moorden’-systeem. Iedereen die tien baby’s baart, krijgt de kans om iemand naar keuze te doden. Sommigen hebben dit nieuwe tijdperk omarmd en geprezen als zowel natuurlijk als effectief, en dromen over moord zoals ze ooit misschien over hun eerste liefde droomden. Anderen rouwen en proberen de oude gewoonten nieuw leven in te blazen. Sommigen, zoals de hoofdpersoon van het verhaal, bevinden zich op de grens en voelen zich in de steek gelaten door zowel het oude als het nieuwe.
Sayaka Murata (in Japanese, 村田 沙耶香) is one of the most exciting up-and-coming writers in Japan today. She herself still works part time in a convenience store, which gave her the inspiration to write Convenience Store Woman (Konbini Ningen). She debuted in 2003 with Junyu (Breastfeeding), which won the Gunzo Prize for new writers. In 2009 she won the Noma Prize for New Writers with Gin iro no uta (Silver Song), and in 2013 the Mishima Yukio Prize for Shiro-oro no machi no, sono hone no taion no (Of Bones, of Body Heat, of Whitening City). Convenience Store Woman won the 2016 Akutagawa Award. Murata has two short stories published in English (both translated by Ginny Tapley Takemori): "Lover on the Breeze" (Ruptured Fiction(s) of the Earthquake, Waseda Bungaku, 2011) and "A Clean Marriage" (Granta 127: Japan, 2014).
vecchia te sei PAZZAAAA PAZ-ZA sei da internamento da camicia di forza da elettroshock da quietiapina e io pazza uguale perché amo qualsiasi cosa tu scriva madonna che sberla di libro
E se fosse possibile porre fine ad una vita, mettere il punto su quella persona che ci ha ferito, odiato, lasciato, oppure solo perché il suo cane abbaia tutta notte (in questo momento ucciderei mio figlio per uno scherzo telefonico appunto sul nostro cane) sareste disposti a mettere al mondo altre 10 vite? 10 parti non sono proprio una passeggiata eh, anche uno solo può essere pericoloso, ma 10....se fosse questo il metodo più utilizzato per ripopolare la terra? Anche perché ormai in questo strano mondo di Murata sembra essere di moda la "troppia", un nuovo modo di intraprendere storie sentimentali non più solo in coppia ma in tre. Ed il sesso in troppia non è assolutamente convenzionale e tantomeno consono per la procreazione. Se poi vuoi tener conto che le coppie "convenzionali" vivono in un matrimonio pulito, cioè senza sesso, il problema delle nascite comincia davvero ad essere abbastanza preoccupante. Siamo costretti in un mondo dove poi non è più nemmeno possibile morire... e che cazzo però.
Penso che questa donna abbia una capacità di creare piccoli incubi con sangue ed inchiostro su quelle pagine bianche che poi ci ritroviamo tra le mani, pensando di leggere un normalissimo racconto e invece.....si è vero, abbiamo dei finali abbastanza aperti, ma questa volta non fanno perdere del tutto il senso alla storia.
Continuerò sicuramente la scoperta di questa autrice, magari ne resterò delusa con alcuni racconti o magari no. Ma i libri sono anche questo no? Regali a scatola chiusa che è bello scartare e scoprirne il contenuto.
Sayaka, se vuoi una sera, possiamo andarci a bere una birra e ne parliamo un po di come sta andando questo mondo...un abbraccio grande eh
Non ho ben capito cosa ho letto ma mi ha tenuta incollata alle pagine. Quattro racconti inquietanti che mi hanno scioccato e anche un po' disgustata. Lo stile di scrittura è molto asciutto e diretto, l'autrice non si dilunga in descrizione infinite e non caratterizza in modo approfondito i vari protagonisti delle storie, lasciando intendere che i soggetti sono persone qualunque in cui ciascuno potrebbe rivedersi, infatti questa è la cosa che ho apprezzato di più. Ciascun racconto affronta un tema diverso con personaggi diversi ma hanno tutto il fine ultimo di far provare ribrezzo e orrore al lettore, aumentando il livello man mano che si va avanti con il romanzo. È sicuramente una lettura molto interessante e differente rispetto alle solite a cui sono abituata ma sicuramente non è adatta a tutti in quanto molti passaggi li ho trovati particolarmente disgustosi.
... e ora che ho letto l'ultimo libro tradotto dell'autrice? Un coinvolgimento tale, in 4 libri letti di uno scrittore, penso che mi sia successo solo con pochi altri. Ma con Sayaka Murata è successo qualcosa di straordinario, un po' come quando incontri qualcuno o vedi qualcosa e sai già che ti stupirà, ad ogni pagine, ad ogni frase e ad ogni parola. La scrittura è molto diretta, come se fossero dei racconti uno intrecciato nell'altro, dove il fulcro è la libertà. La libertà ancestrale, quella che difficilmente tocchiamo, perchè troppo immersi nella convenzionalità. Troppe volte facciamo qualcosa perchè si fa. Ma che cazzo vorrà mai dire: perchè si fa? Me lo chiedo spesso, anzi ogni volta che vedo la marea di banalità che ci imputridisce giorno dopo giorno. Non lo vediamo, non lo percepiamo, perchè siamo troppo occupati! Ma sarà davvero la verità, il fatto che siamo semplicemente occupati da altro? Perchè la libertà non dovrebbe essere la nostra essenza più profonda? Ecco, come l'autrice disseziona l'essere umano contemporaneo con un bisturi tra i più affilati e cerca di estraporne la vera essenza, buttando nell'indifferenziata la patina di convenzionalismo che lo sta marcendo, nessuno mai. Quest'autrice è un'esplosione di libertà unica, così schietta e genuina nell'esporre le sue argomentazioni, da pelle d'oca.
In molti definite Sayaka Murata "pazza" -e vi capisco, per questo la amiamo- ma la definirei, al contempo, estremamente lucida e capace ad individuare i bisogni più profondi e le pulsioni che cerchiamo di tenere nascoste in quanto esseri umani. Parliamo di pulsione alla riproduzione ma anche alla distruzione dell'altro, il bisogno di vivere la propria sessualità anche se discordante da ciò che è definito "normale" ma anche quello di autodeterminarsi nel momento della morte (attualissimo, specie nel nostro paese, la tematica dell'eutanasia/suicidio assistito quindi ho apprezzato particolarmente l'ultimo racconto seppur così breve). Le società future descritte nei quattro racconti sono fantasiose ma non irrealistiche. I personaggi vivono il sempre attuale conflitto tra vecchie e nuove generazioni e tra l'etica personale e il "così fan tutti". Estremamente interessante come sempre!
C’è una grande differenza tra la stranezza fine a se stessa e la stranezza che nasconde uno spazio in cui mettere in discussione aspetti della vita che diamo per scontati.
Una stranezza radicale, quella di Murata Sayaka (e in generale della narrativa giapponese contemporanea che riesce a giungere fino a noi), che spinge la sua fantasia ad attingere alle tematiche più estreme, senza timore di provocare sconcerto e turbamento: dilemmi morali in un contesto sociale rapidamente in cambiamento; crisi di identità e di relazioni interpersonali; esperienze alienanti in una società sempre più disumanizzata, competitiva e performante.
Con questa raccolta di tre racconti distopici, l’autrice sovverte i tradizionali concetti di sacralità del corpo, maternità e relazioni, riuscendo a restituire una critica sociale sempre attuale. Lo fa però attraverso uno stile diretto che personalmente ho trovato troppo semplicistico e definitivamente superficiale.
Insomma, una narrazione eccessivamente semplificata (finendo per diventare addirittura prevedibile) che, pur affrontando temi significativi, non esplora pienamente le sfumature e le complessità di tali temi.
“Viviamo i nostri giorni su questa terra senza sapere quando moriremo, consapevoli che da un momento all'altro potremmo ammazzare un nostro simile. La morte e l'omicidio sono sempre al nostro fianco, e noi sopravviviamo nel tempo, i nuovi nati a sostituire i defunti. È così che va il mondo, da migliaia di anni.”
La crudeltà di Palahniuk scritta con la delicatezza giapponese di Banana Yoshimoto in una delle più intriganti raccolte di racconti che abbia mai letto
Il genio di murata Sayaka si riconosce anche in questa raccolta di quattro racconti “Parti e omicidi”. Quattro racconti dove lei ha costruito quattro realtà distopico diverse, come se fossero un’alternative Universe del Giappone moderno. Morata Sayaka va a scardinare tutto quello che è lo stereotipo societario, andando a scrivere spesso anche in maniera eccessiva di una realtà alternativa. Il primo racconto parti omicidi descrive il “ricatto” che la società giapponese impone per lo sviluppo delle nascite ovvero ti dà la possibilità di uccidere in maniera legale una persona dopo che tu, allo stato, hai regalato dieci parti mettendo a rischio la tua vita.
Il secondo ovvero “La triade” ci narra le vicende amorose degli adolescenti e del loro contrasto generazionale e di come gli sembra strana la tradizionalità del rapporto.
Il terzo racconto è un “Matrimonio pulito”, che io ho trovato geniale! Narra di una coppia sposata intenzionata a avere figli, ma non intenzionata ad avere rapporti sessuali. I due si incontrano su un sito di incontri e ritengono che la famiglia debba essere uno spazio pulito e incontaminato pertanto ricorreranno ai progressi della scienza della medicina e delle macchine, incappando in un finale particolare.
L’ultimo racconto “Ultimi momenti di vita” racconta di un futuro dove grazie ai progressi della medicina non si muore più e pertanto le persone giovani o anziane ricorrono alla decisione della morte quando ne sentono l’arrivo. La morte è totalmente sdoganata non è più tabù non è più un fatto di religione, ma semplicemente uno stato che l’essere umano raggiunge consapevole del suo momento, momento di cui la scienza lo aveva privato.
Quella meravigliosa sensazione quando incontri un’autrice che ti colpisce e di cui vorresti leggere tutto: mi è successo di recente con Sayaka Murata. In pochi mesi ho letto 3 suoi titoli su 4 tradotti in italiano, ma penso proprio che anche quello che mi manca lo recupererò presto!
📗Il primo che ho letto (che è anche il primo dei 4 in ordine di pubblicazione) è stato La ragazza del convenience store, che forse è quello meno eccentrico e grottesco, seppure vi sia già una forte critica sociale, che è il fulcro di tutti i suoi romanzi. Infatti, Murata si concentra molto sullo scardinare il concetto di normalità che la società oggi ci impone di rispettare, in particolare quella giapponese, di base molto attenta alle convenzioni sociali.
📘 Concetto ripreso anche ne I Terrestri, in cui l’autrice si spinge oltre trattando argomenti quali la pe**filia, la violenza se**uale, in**sto e il canni**lismo, in un’ottica di emancipazione e creazione della propria libertà. Il tutto dal punto di vista di una bambina che diventa adulta, mentre si immagina mondi immaginari e irraggiungibili per sopperire alle sofferenze della vita.
📔 Tutto ciò culmina nei racconti di Parti e Omicidi, che si spingono decisamente all’estremo. Stavolta si affrontano tematiche quali riproduzione, relazioni, matrimonio e sui**dio, ma in una veste decisamente più carnale e macabra.
Trovo che queste storie siano emblema del fatto che ci troviamo di fronte a un’autrice che ha tanto da dire, che è capace di individuare lucidamente i bisogni più inconsci dell’animo umano e le pulsioni che la nostra specie nasconde perché proibite. Spero quindi che dia voce a tante altre dinamiche sociali che si toccano raramente, forse perché si ha paura di parlarne e di “scardinare” la normalità che le contraddistingue.
Il punto forte poi è la scrittura, talmente semplice da risultare quasi scarna, ma estremamente efficace: il sottotesto dei suoi libri arriva sempre chiarissimo al lettore nonostante ci giri intorno utilizzando una serie di metafore. Ci si sente coinvolti e disturbati, ma ci sembra sempre di guardare le vicende “dall’alto”, come i suoi personaggi.
Leggendo i suoi libri non si può fare a meno di provare ribrezzo e sconcerto, ma allo stesso tempo si apprezza la sua lucidità nel dipingere una società che emargina il diverso, ponendo quella che socialmente e convenzionalmente viene definita “normalità” come standard sociale.
Che poi, come Murata fa intendere, chi ci assicura che tra 50, 100 o 1000 anni queste norme non vengano completamente rovesciate? Che il futuro non si dimostri completamente diverso da come appare ora e, quindi, ciò che oggi viene considerato normale sarà addirittura ostracizzato?
Dopo aver letto la raccolta racconti di Simenon, ne ho letto un’altra (composta da solo quattro racconti, di cui il primo, che dà il nome alla raccolta, molto lungo).
Le storie sono ambientate a Tokyo, in un tempo non definito, e investivano i concetti di amore, di coppia e di procreazione che si allontanano da quelli che noi consideriamo normali o canonici: si passa così dalle relazioni poliamorose, alle nascite senza rapporti, per arrivare alle vite senza morti.
“Le nuove relazioni a tre continuano a diffondersi, e ho la netta sensazione che si dia sempre meno peso alle differenze di genere. Nel senso che, una volta che si decide di stare in una troppia, si sta insieme e basta, senza badare all’orientamento sessuale. Se, per esempio, avessimo detto sì a quella ragazza, io e Rika ci saremmo messe insieme senza alcun problema, diventando all’istante una triade perfetta.”
Murata Sayaka racconta in futuro completamente fuori dagli schemi, dove c’è la violenza, ma anche la delicatezza, con il preciso intento di far esplodere sensazioni contrastanti.
E anche se Sayaka Murata costruisce universi immaginari, lontani da quelli che conosciamo, non fa altro che parlare di ciò che ci rende umani, imponendo al lettore di guardarsi dall’esterno, per spiegare meglio i nostri pensieri, i nostri comportamenti e il nostro modo di intendere e gestire la vita, per arrivare poi a chiederci
“Questa emozione intensa che scaturisce con prepotenza dal fondo dell’anima è amore? Non lo so, non ne ho idea.”
Premesso che l’ho iniziato a leggere sull’onda della popolarità che le persone davano a questo libro. Devo dire che difatti mi ha impressionato, ora spiego.
Contiene 4 racconti ambientati nel futuro ipotetico, dove per esempio nel primo racconto non esiste più la gravidanza naturale e ci sono delle gestanti che partoriscono 10 figli per poter uccidere una persona da loro scelta, nel secondo racconto invece le relazioni sono cambiate e non c’è più la classica coppia ma una “troppia” ossia solo relazioni a tre che spopolano tra i teenager, nel terzo racconto si narra di una coppia sposata che vuole avere un figlio senza fare sesso e quindi cercando un modo diverso per concepire, infine nell’ultimo e quarto racconto si parla di morte, ossia la morte che nel futuro non esiste più perché sconfitta e dunque puoi decidere tu stesso quando morire e dove.
Insomma, tutto molto irrealistico ma spiegato così bene che insomma sembrava fosse già la realtà. Chissà cosa accadrà nei prossimi anni…
I wanted to pick this up after I loved Convenience Store Woman. It comprises of four short stories that portray sexuality, death, and life in the future distopyian (or utopian) societies. As quirky as (or perhaps more quirky than) Convenience Store Woman, and it made me think about what it means to live. I hope this gets translated in other languages, so that it may reach more readers.
«Anche se tra cent’anni tutto ciò dovesse essere considerato pura follia, ora, in questo preciso momento, io desidero essere parte del mondo giusto e normale di oggi»
In sostanza in questa raccolta l’autrice fa ciò che le riesce meglio, distorcendo pagina dopo pagina le norme sociali e culturali che regolano le nostre vite e illuminando per contrasto la nostra reale natura, mostruosa e sovversiva: così gli scenari che Murata Sayaka elabora sono solo in apparenza distopici, perché riprendono ansie e derive del presente, conducendole ai loro esiti estremi e talvolta violenti. In pratica però il primo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, è anche l’unico che ho trovato davvero perturbante e originale. Il secondo e il terzo riprendono le tematiche di La ragazza del convenience store e I terrestri, ma lo fanno in maniera meno elaborata e incisiva. L’ultimo racconto (?) è lungo appena poche pagine ed è assolutamente dimenticabile.
Forse sono pazza? O forse sei pazza tu, Sayaka? Non lo so, o forse lo siamo entrambe. Tu per averlo anche solo pensato e ideato e io per aver amato il tuo libro così tanto folle e psicopatico, atroce ma vero. Una violenza inaudita, un distopico che potrebbe dare tranquillamente vita ad un nuovo genere, si tinge di sangue e realtà, di riflessioni e parole che tagliano la vita come lame affilate, è un distopico eppure sembra così reale da far raggelare il sangue.
3 stelline se le merita perché ho trovato i racconti davvero originali e, almeno per quanto riguarda i primi due, parecchio disturbanti. Ma in generale ammetto non mi abbiano convinto del tutto. L'unico che mi è piaciuto davvero tanto è stato l'ultimo, peccato sia il più breve 💔
È un libro con quattro racconti distopici, ambientati in una Tokyo non ben definita, alcuni dei quali risultano agghiaccianti ma molto realistici. Si tratta di racconti disturbanti che portano inevitabilmente a riflettere e che mettono in gioco l'etica e la difficoltà di stabilire il confine tra giusto e sbagliato, tra vita e morte. Sono tutti in prima persona, quindi intimi, anche se il lato emotivo lo definirei "asciutto", calcolato, distaccato, contenuto, quasi freddo.Tra i quattro ho preferito il primo, che dà il nome al libro, che risulta il più lungo, il più surreale ed anche il più macabro. In uno scenario bianco ed immacolato arrivano la violenza e l'istinto omicida a tingere tutto di rosso. Viene tratteggiata una società in cui sesso ed amore perdono il loro potere, con un forte calo delle nascite, che se ci pensiamo non è poi così lontana dalla società odierna. Grande spazio anche al consumo di insetti a livello culinario, altro scenario attualissimo. Interessante come venga ribadito il continuo cambiamento del mondo che comporta il fatto che il concetto di "normalità " non possa essere avulso dal suo tempo e generalizzato col passare degli anni. Il secondo ed il terzo racconto, incentrati su diversi e strani tipi di relazioni affettive, li ho trovati i più realistici. L'ultimo, brevissimo, più distante dal vero, come il primo. Murata Sayaka presenta temi decisamente provocatori, con una scrittura decisa e molto scorrevole, in cui sono presenti numerosi dialoghi. Ciò che trovo strano è ricondurre questo libro al genere horror, se non per l'orrore che possono suscitare nel lettore alcune vicende tutt'altro che lontane dal vissuto quotidiano. Leggerei sicuramente altro di questa scrittrice.
Come tutti i libri di Murata, si legge rapidamente. Tuttavia, ho trovato alcune soluzioni un po'... riciclate, passatemi il termine. Non so se questa raccolta serviva da base per il romanzo che è uscito dopo (Vanishing World), tuttavia molte delle idee confluiscono appunto in quel libro, che a mio avviso è più riuscito. A una certa, alcune modalità narrative si identificano subito e possono risultare noiose. Capisco che probabilmente la scrittrice voglia puntare molto sul "what if", e io questo lo apprezzo, eppure in questa raccolta l'ho trovato meno interessante. Alcuni racconti, come l'ultimo, sembrano appena abbozzati. Rimane valido lo stile grafico, crudo, dettagliato di Murata, così come la spinta a riflettere su tematiche universali come omicidio, relazioni, sesso, morte e così via.