Questa è il settimo episodio della serie indagini di Sara. Letti tutti e mai un minimo di scontentezza per la lettura, da cui ogni volta mi riesce difficile distaccarmi, anche a costo di lasciare da parte il lavoro urgente da fare. Maurizio de Giovanni non ha solo una grande capacità di scrivere e di appassionare il lettore, ma possiede come pochi scrittori una grande sensibilità. Sara é un personaggio perfetto: donna, grande intelligenza, coraggio nelle scelte di vita, forza morale e ricerca di essenzialità. Quando de Giovanni descrive i suoi azzurri penetranti, sembra di vederli. E poi ha creato un contesto familiare (o pseudo-familiare), fatto di persone molto legate tra loro, che costituiscono una piccola rete di salvezza al momento del bisogno. Non è solo un romanzo noir, è anche lo specchio dei nostri tempi, con tutta la violenza e la sopraffazione, anche quella non immediatamente visibile, che ci circonda. Poche persone, tra loro molto unite, che si trovano, loro malgrado, per la loro storia e per i loro caratteri, a contrastare poteri forti e occulti.
E ad ogni indagine, uno si chiede come farà Sara e la sua piccola rete di persone care a superare situazioni che sembrano senza uscita, completamente fuori dalla portata dei singoli, di fronte a poteri occulti che riemergono in superficie perché si sentono minacciati? La tecnica di de Giovanni per attirarti in queste storie e non lasciarti uscire se non quando sei arrivato all'ultima pagina, è in fondo questa. Ma non solo.