Grace è un’infermiera e lavora a Seattle, Josh è un affermato broker di New York. Le loro esistenze non potrebbero essere più diverse e i loro caratteri più lontani. Lei è dolce, un po’ introversa, tanto altruista e nasconde un segreto. Lui è scontroso, un po’ egocentrico, tanto egoista e nasconde un segreto. I due ragazzi condividono un passato che, per certi versi, li ha uniti in modo indissolubile, anche se ancora non lo sanno. Un passato che tornerà a sconvolgere le loro vite. Secondo Grace esistono vari tipi di lividi; ci sono quelli sul corpo, ma anche quelli dell’anima, per esempio. E per questi, non esiste unguento che riesca a curarli. Per Grace era questo Josh, un livido sull’anima. Una chiazza scura sulla pelle lattea. E per quanto lei provasse a mandarla via, non ci riusciva. Solo Josh avrebbe potuto farlo, perché lui era il male ma era anche la cura. Un terribile incidente farà rincontrare i due ragazzi, un tempo nemici, e farà capire loro che la vita dà sempre una seconda possibilità, bisogna solo avere il coraggio di accettarla.
Rhoma G. ha cominciato a scrivere racconti all’età di tredici anni, e sebbene la vita l’abbia poi indirizzata da tutt’altra parte, non ha mai messo di coltivare il sogno di diventare scrittrice. Divoratrice di libri e scrittrice per passione, considera la lettura il mezzo per vivere tante avventure diverse, e la scrittura il tramite tra il mondo reale e i personaggi creati dalla sua fervida immaginazione. Vive col marito in una città di mare, ama viaggiare e nutre una smodata passione per i film di Hitchcock.
Caro diario, la vita è strana, l’ho capito a mie spese; è imprevedibile, anche questo l’ho capito a mie spese. La vita è quanto di più semplice e complicato ti trovi ad affrontare. Semplicissimo. Complicatissimo. La vita è stupefacente perché spesso prende, ma qualche volta da. Ora la domanda è: quando da, siamo in grado di capirlo? E’, soprattutto (o per meglio dire effettivamente), abbiamo il coraggio di afferrare ciò che ci offre?
Ecco come inizia “Bittersweet – Qualcuno come te” il romanzo di Rhoma G. Questo romanzo parla di “Lividi”, non quelli evidenti che si notano quando sbatti contro qualcosa oppure cadi; quei lividi che ti porti dentro, che ti segnano la vita, che ti oscurano il cuore, celano le emozioni e ti costringono a rinchiuderti nel tuo guscio per scappare a quello che più ti fa soffrire. Questa è Grace la nostra protagonista. Ai tempi della scuola una studiosa nell’ombra un pochino sovrappeso, intenta a nascondersi al mondo finchè un scontro (scontro al sapore di polpettone, disgustosamente indimenticabile) la porterà ad essere il bersaglio preferito di Josh (Carter) il bellone della scuola accompagnato dalla solita oca cheerleader che gli muore dietro e con al seguito un segugio di migliore amico Mike, che daranno del filo da torcere alla vita scolastica di Grace e della sua migliore amica Angela, che nulla chiedono al mondo se non di essere lasciate in pace. Ma di pace non si può parlare quando Carter e Wilson (cognome di Grace) si ritrovano nel raggio di pochi metri. Gli scontri degenerano fino a che, in preda allo sconforto, Grace lascia un segno sulla mano di Carter. Quello stesso segno permetterà a Grace, anni dopo, di riconoscere Josh su una barella di ospedale, reduce da un grave incidente, che lotta fra la vita e la morte, mentre lei svolge il suo lavoro di infermiera. Eccolo lì il destino infame. In tutto il mondo lui doveva ritrovarsi proprio nel suo ospedale? Sentimenti a lungo sopiti da parte di entrambi torneranno a galla facendo di nuovo scontrare le loro vite. Ma riusciranno a trovare un modo per comunicare, per capirsi, per dirsi quello che stupidamente non si sono mai detti??? Io mi sono sentita sulle montagne russe fin dalle prime pagine. La trovo una storia molto dolce, realistica, un concentrato di amore e odio che mi ha fatto impazzire ed innamorare dei protagonisti alla follia. Una lettura armoniosa e scorrevole come non capita molto spesso. Nel corso della lettura mi sono ritrovata catapultata nelle ambientazioni, in prima linea a litigare con loro. Davanti ai miei occhi ho visto scorrere le immagini di quello che leggevo e credo sia una grande capacità, da parte di uno scrittore, di riuscire a far capire al lettore una scena così bene al punto che lui se ne senta partecipe. Mi sono molto immedesimata in Grace, ma credo che tutte noi potemmo trovare nel suo personaggio un pezzo della nostra personalità. Grace non è perfetta. Non è la solita oca bionda, un metro e novanta, capitana delle cheerleader e futura modella. Grace è semplice, robustella, con i suoi tanti difetti sia fisici che caratteriali. Chi di noi, nelle nostra adolescenza, non ha almeno una volta odiato il proprio aspetto fisico, anche solo quella volta può farci sentire più vicine a Grace. Josh invece è il bello ed impossibile che, per un gioco storto del destino, diventa possibile quando sembra però ormai troppo tardi. Questo libro è semplice, una storia ben piantata per terra. Non c’è sesso sfrenato, manette e frustini, stanze dei giochi o altro del genere, e forse mi ha fatto innamorare proprio per questo. Questo romanzo è diverso e ciò lo rende meritevole di essere preso in considerazione, proprio per dare una possibilità ai sentimenti che molto spesso vengono trascurati. Stralcio: La porta della stanza di Josh era aperta, non guardai in quella direzione di proposito. La sensazione che mi stesse osservando però fu netta sulla mia pelle. Dopo il caffè, diedi disposizioni a due inservienti circa l’arrivo di tre nuovi pazienti, quindi raggiunsi Jerry per il primo round di terapie. Josh era il quarto della lista quella mattina. Avrei voluto che il suo turno non arrivasse mai. Invece, intorno alle nove e trenta, toccò a lui. Entrai nella stanza per ultima con l’intento di posticipare il più possibile l’effetto che mi avrebbe fatto vederlo dopo la notte precedente. «Buongiorno, come andiamo?» Jerry era di ottimo umore, come sempre, io stentavo perfino a muovere le labbra. «Bene» esclamò con decisione «molto bene» e sorrise. Quel raggio di sole era un regalo per me, non certo per Jerry. Sperava gliene regalassi uno altrettanto radioso, e che lo guardassi con gli stessi occhi lucidi e carichi di promesse che aveva lui. Occhi felici di vedermi. Non riuscii a fare né l’una né l’altra cosa. Mi limitai ad un cenno del capo che lo deluse profondamente, poi andai a mettermi al mio lato di competenza. Il raggio di sole si spense, oscurato da uno sguardo nebuloso. Cosa si aspettava? Che gli gettassi le braccia al collo come avevo fatto la sera prima? Che gli dicessi che lo amavo e che non avevo mi smesso di farlo in quei sette anni? Altri due minuti di quello sguardo da cucciolo ferito e l’avrei fatto. Maledetta me! «Ciao, Gresy» ‘non farlo! Non guardarmi così, non parlarmi così, non chiamarmi così.’ Il suo viso pallido, la sua espressione triste, la sua voce calda… Quanto tempo avrei resistito? Maledetta me. «Ciao» mormorai fingendomi distratta dalla disposizione dei cuscini sotto alla sua gamba. L’effetto Bamby era sempre in agguato. «Iniziamo con la gamba destra?» «Sì, anche se penso che ormai sia a posto con quella. Non è vero, Josh?» distratto dal mio essere distratta ci mise un po’ a rispondere. «Josh? La gamba» «Ehm, sì Jerry, la gamba… sono a posto» il suo entusiasmo era pari a zero «mi fa male la sinistra stamattina.» «Adesso gli diamo un’occhiata, dovresti cominciare a muoverti con le stampelle: perché rimandi sempre? Fra una settimana esci e...» «Una settimana?» interloquii incredula. Non ero stata capace di trattenermi. «Credevo restassi qui fino a metà mese.» «L’ho saputo stamattina dal dottor Ascot. Le lastre, la risonanza... è tutto nella norma. Sono guarito. Ho solo bisogno di attività motoria» si stava giustificando con me. «Logico, attività motoria» mi sentivo una perfetta idiota. «Sono davvero felice per te.» Di sicuro, quella che avevo stampata sulla faccia, era proprio l’espressione di una persona felice. La fisioterapia durò appena dieci minuti. Nel giro di mezz’ora, Josh, si sarebbe trasferito in palestra per continuare gli esercizi con le macchine. Potenziamento muscolare e stretching. Si sarebbe dedicato a questo per il resto della permanenza in reparto. Una volta fuori, avrebbe eseguito delle sedute presso un centro specializzato. Jerry, gli avrebbe raccomandato il nuoto. «Ci vediamo dopo allora» il mio collega, sempre più pimpante, era sempre così quando un paziente era prossimo a considerarsi guarito, si congedò. L’avrei seguito a ruota. «Faccio una pausa per un caffè. Ci ritroviamo alla “322” tra cinque minuti.» «Okay» lesta, mi avviai anch’io alla porta. Non volevo restare da sola con lui. -Ti aspetto di là.- «Grace» purtroppo, il mio piano di fuga fallì «aspetta un attimo» miseramente. «Devo andare» risposi, il tono freddo e distaccato. «Hai sentito Jerry?» «Sta prendendo il caffè adesso, potresti sistemarmi le lenzuola, per favore?» Diedi una rapida occhiata e, in effetti, lenzuola e copriletto erano ammonticchiati in un angolo. Mi avvicinai al letto e cominciai a darmi da fare con la trapunta, anche se sapevo che quella richiesta era solo una scusa. «Perché non mi parli?» «Al momento non ho niente da dire» risposi mantenendo gli occhi fissi su ciò che stavo facendo. «Potresti almeno guardarmi.» Ignorai la richiesta. «Gresy?» Mi prese una mano e mi costrinse a fermarmi. «Gresy, ti prego, non fare così.» Alzai gli occhi. «Così, come?» «L’indifferente. Come se ieri notte non fosse mai accaduta» «Hai ragione, è esattamente ciò che sto facendo, perché ieri notte non è mai accaduta.» Scattai in piedi e cercai di liberarmi dalla sua stretta. Tutto inutile. Afferrò lo scollo della mia uniforme e alzò il busto, il necessario per posare la sua bocca sulla mia. Il distacco, la freddezza, l’indifferenza si dissolsero come neve al sole. Non fu un bacio lunghissimo, non per questo fu meno caldo e passionale, e non per questo non lo ricambiai con trasporto. «Dillo di nuovo» mi sfidò allontanandosi da me il necessario per guardarmi negli occhi. «Cosa?» «Che questo tra noi non è mai accaduto.» Mi passai la lingua sulle labbra, volevo cancellare ogni traccia del suo sapore. Fu inutile. Lui era sulla mia lingua, sul mio palato, fra i denti, nella gola, nella pancia, forse anche fra le dita dei piedi c’era una traccia di Josh. Era dentro di me, era attorno a me. Era in ogni cellula del mio corpo, era in ogni alito del mio respiro. Era nel mio sangue, nella mia carne. Era nel mio cuore e nella mia anima. Era nella mia vita. Lo era sempre stato. Solo che ora era chiaro come il sole. «Questo, non è mai accaduto» ripetei ostinata, forzando me stessa a ignorare i suoi occhi da cucciolo ferito. Nell’attimo stesso in cui terminai la frase, gli buttai le braccia al collo. Mi lasciai travolgere, avvinghiandomi alla sua nuca come fosse una boa in mezzo all’oceano. Sentii le sue mani calde, erano sempre calde le sue mani, risalire lungo la nuca, i polpastrelli massaggiarmi la cute e il respiro, conoscevo l’odore del suo respiro, solleticarmi le narici. Avrei voluto che quel momento non finisse mai. Dio, quanto lo amavo. Infinitamente, perdutamente. E più il mio cervello diceva alla mia lingua di uscire dalla sua bocca, più il mio cuore s’incaponiva a obbligarla ad attorcigliarsi alla sua. La lotta tra “ragione e sentimento” durò fino a quando Josh, toccò il punto nevralgico, causa del mio mal di testa, e mi riscossi da quel sogno perfetto.
Credo che le parole del libro parlino da sole. Quindi se avete voglia di emozionarvi, innamorarvi, arrabbiarvi e per certi versi tornare alle superiori con i primi amori, le prime litigate e gli scherzi, allora ve lo consiglio. “Bittersweet” si trasforma da una storia adolescenziale dolcissima ad un’appassionante e travolgente amore, grazie anche alla lettura dei diari dei protagonisti (che ho trovato adorabili). Voglio soffermarmi un attimo invece sul lato tecnico di questo libro perché lo trovo doveroso nei confronti dell’autrice. Lo stile narrativo è sempre stato scorrevole, scritto con scioltezza e senza errori di forma grammaticale o sintattica, insomma, l’ho trovato corretto anche sotto un attento occhio indagatore.
Al contrario di "l'uragano dentro me", questo libro mi ha coinvolto dall'inizio alla fine!! L' ho letteralmente adorato nonostante alcuni errori che ne rallentano la lettura, come ad esempio i trattini x andare a capo quando a capo non va, o come alcuni errori grammaticali che non si possono proprio sentire! La storia è intrecciata bene con dei bei flash back, le descrizioni sono essenziali e non prolisse lasciando più spazio a dialoghi ed emozioni. Bellissima l'idea dei diari!! Complimenti a Rhoma x il buon lavoro e spero x lei che ci sia un seguito con tanto di lieto fine altrimenti saremo in molte ad andarla a cercare!!! ;)
Fin dal primo momento in cui si incontrato, Josh e Grace, non si sopportano. Lui il bellimbusto tutto soldi, football, belle ragazze e ciuffo. Lei taglia curvy, leggermente nerd e un pò goffa. Loro due, niente di più distanti l'uno dal'altra. Josh fa di tutto per far sentire Grace una nullità; la offende, la umilia e la evita. Grace rimane ferita, ma reagisce ogni volta. Non ha peli sulla lingua. Si odiano fin da subito. Ma perchè? Perchè odiare è sempre molto più facile che amare.
La storia dolcissima di un amore che non poteva non essere vissuto. Josh Carter e Grace Wilson sono come il giorno e la notte, due pianeti così distanti che è quasi impossibile che possano incontrarsi in un qualsiasi punto...quasi! I due si conoscono dai tempi del liceo, ma Grace non era certo la ragazza che avrebbe mai attirato l'attenzione di Josh. Al contrario lui oscilla tra fredda indifferenza e violenta derisione. Grace, che nutre un insano debole per quel meraviglioso, cattivo ragazzo, rimarrà profondamente segnata dalle vessazioni di Carter. Il suo corpo anonimo, con qualche rotondità di troppo adesso ha dei lividi che non sono visibili dall'esterno, ma rendono la sua pelle delicata, ancora più fragile. Perché tanta cattiveria? Carter ha tutto quello che un ragazzo potrebbe desiderare: bellezza, notorietà, e una fidanzata, Maureen, che somiglia a una Barbie. La verità la scopriremo anni dopo, quando il destino decide di fare incrociare ancora le vite di Grace e Carter. Quest'ultimo viene ricoverato in gravi condizioni, a seguito di un incidente stradale, nell'ospedale dove Grace lavora come infermiera. Impossibile non riconosce il ragazzo che ha popolato i suoi sogni di adolescente. Il suo più grande nemico, il suo primo amore rischia di perdere la vita, e tutti i sentimenti sopiti, tornano a galla. Come se il tempo non fosse passato, Grace e Josh si ritrovano con gli stessi sentimenti, la stessa rabbia, le battute pungenti e il dolore di ferite che non si sono mai rimarginate. La lunga degenza ospedaliera di Carter porterà i due a vivere a stretto contatto e per Joshy, nascondere il proprio segreto sarà impossibile. Lui, quella ragazza formosa, dai grandi occhi sinceri e il piglio determinato, la ama, a dire il vero l'ha sempre amata, ma come il più stupido dei ragazzini si è sempre comportato in modo terribile nei suoi confronti, per allontanare quel sentimento. Ora però le cose sono diverse, lui è cambiato e farà di tutto per dimostrare a Grace che il suo amore è sincero e forte, tanto da resistere nel tempo. Dimenticare il passato, i comportamenti del ragazzo che l'ha umiliata in tanti modi, per Grace non è facile; far combaciare le battute crudeli, con le parole d'amore dell'uomo che ha di fronte, un'impresa titanica. Leggere Bittersweet è cominciare un cammino insieme ai protagonisti, vivere le loro paure, le difficoltà nel vincere le diffidenze, mettere insieme i pezzi di un passato incomprensibile e costruire un futuro nuovo e luminoso. Purtroppo la strada sarà accidentata e piena di ostacoli e Maureen non si arrenderà facilmente all'idea di perdere l'uomo che ritiene di sua proprietà. Rhoma G. ha una scrittura delicata ed è riuscita a creare dei personaggi a cui il lettore si affeziona facilmente. Josh è un ragazzo pieno di sorprese, di punti oscuri e di luce accecante e questo rende Grace ancora più insicura. La sua crescita è vistosa, anche se in alcuni punti lo avrei voluto più deciso. Geloso, protettivo e innamoratissimo, nel momento in cui decide di vivere la sua storia d'amore lo fa al massimo, donandosi al cento per cento. Il personaggio di Grace mi è piaciuto di meno, l'ho trovata troppo insicura. Anche se l'adolescenza è stata dolorosa, tende a commiserarsi troppo. Quando tira fuori il carattere è un tipo tosto, grintoso, che è venuta fuori da una piccola e anonima cittadina ed è riuscita a crearsi un futuro, per questo motivo non riesco a sopportare la sua tendenza a piangersi addosso. Una storia da leggere e vivere, romantica e da sogno, anche se la lunghezza in molti punti rallenta il ritmo e la appiattisce. Il finale è un colpo al cuore quindi adesso vado a leggere Stardust perché sono troppo curiosa di sapere le evoluzioni rocambolesche che compiranno questi nuovi Romeo e Giulietta.
Se dovessi descrivere con una frase questo libro direi : il coronamento del sogno adolescenziale. Grace Sue Wilson è un’infermeria del Northwest Hospital & Medical Center di Seattle. Fisicamente non è una modella di Victoria's Secret, ma semplicemente una bella donna con qualche curvetta in più. Sono proprio la sua genuina normalità, le sue insicurezze, ma anche la sua capacità di tirare fuori gli attributi all’occorrenza, a facilitare una certa empatia nei suoi confronti. Tutto ha inizio la sera del quattro luglio quando al pronto soccorso arriva un uomo ridotto quasi in fin di vita a causa di un incidente stradale. Grace, nonostante le condizioni critiche in cui versa il paziente, lo riconosce subito. È lui, Joshua Carter! Vi starete chiedendo chi sia questo Josh. Bene. È il ragazzo di cui Grace era innamorata ai tempi del liceo, che la prendeva sempre in giro (talvolta anche in modo subdolo e meschino) e che sembrava avere occhi solo per Maureen Moskowitz, cheerleader bionda e con la zucca vuota, oggi sua attuale fidanzata. I battibecchi, gli insulti e le frecciatine dei “vecchi tempi” si ripropongono quando Josh esce sano e salvo dalla terapia intensiva e passa al reparto di fisioterapia nel quale lavora Grace. Lei fa di tutto per fingere di non riconoscerlo, ma già solo a guardarlo grida: “SANTA PENELOPE!”. Lui prova con tutte le forze a mostrarsi come il ragazzino strafottente di un tempo sebbene voglia agguantare a suon di baci questa seconda opportunità che gli viene concessa dal cielo. In realtà il rospetto bizzoso (appellativo affibbiatogli in segreto dalla protagonista negli anni di scuola) è innamorato di Grace, lo è sempre stato, e durante la sua lunga convalescenza in ospedale trova il modo di confessarle tutto, ogni cosa. Dopo innumerevoli vicissitudini (NO SPOILER) i due protagonisti coronano il loro sogno più grande : stare insieme. Purtroppo non hanno fatto i conti con il destino che sembra sempre voler complicare le cose quando queste si fanno interessanti e con Maurinee che non vuole di certo farsi rubare il fidanzato da Wilson. Una storia d’amore dolce e tormentata, con i classici alti e bassi della vita reale. Gresy è il tipico personaggio che si ama fin dalle prime pagine anche se, devo ammetterlo, il suo troppo realismo, certe volte mi ha portata a storcere il naso (es. la cena a quattro con Tony e Angela). Josh invece è il tipo che all’inizio siamo certe di odiare, ma al quale non riusciamo a resistere e che finiamo irreparabilmente per amare (in questo siamo tutte un po’ Grace). Maureen beh … non credo ci sia qualcuno che leggendo questo romanzo possa provare qualche sentimento positivo nei suoi confronti; è la solita Barbie egocentrica che rovina la festa. “Bittersweet” non è autoconclusivo bensì il primo volume di una trilogia, ma vale assolutamente la pena iniziare questo viaggio. La lettura è piacevole e arricchita ad arte dal lessico accurato (alle volte persino con un suono d’altri tempi) tipico della scrittura di Rhoma. C’è un' unica pecca, si, purtroppo questa volta c’è. In alcuni punti certe situazioni vengono tirate un po’ troppo per le lunghe, a par mio. Mi sono ritrovata a leggere questi passaggi in maniera più veloce e sbrigativa, come a volerli saltare per tornare al “corpo” della storia. Ma ciò non toglie che il romanzo mi è piaciuto e anche tanto!
Visto che non voglio parlare male a caso di questo libro, premetto che non sono una fan del puro romance, quindi sono decisamente difficile da conquistare. Questo significa che probabilmente, se il romance fine a se stesso vi piace, magari questo libro per voi è bello.
Detto questo passiamo alle mie sensazioni; finirlo è stato uno strazio, mi ha quasi fatto finire nel blocco del lettore e la storia non mi ha passato alcuna emozione positiva.
Non mi sono affezionata a nessuno dei due protagonisti: Josh lo trovo tossico, Grace fastidiosa ed incoerente. Mi spiego meglio: i due si conoscono dai tempi della scuola e si odiano (spoiler prevedibilissimo: in realtà si amano) fin dal primo momento. Lui è il classico figone, iper-popolare str**zo che ti bullizza per il tuo aspetto e il non essere uguale alle altre ragazze ma in realtà a te ci tiene un sacco... Ok, sarò polemica, ma mi è parso che si volesse romanticizzare la violenza psicologica ed il bullismo; a me questa cosa non sta bene proprio per niente. La protagonista si lamenta di continuo (e a ragione) del trauma che le ha causato lui in gioventù, ma ciò nonostante parte poi tutta la trafila solita di pensieri romantici che ti fanno cadere le braccia. Fino alla pagina prima descrivi quanto male ti abbia fatto stare e poi ti dilunghi su quanto però tu ne sia innamorata...!?! Mah... Già solo per questo lei non mi è piaciuta, in più l'ho trovata superficiale da morire. Grace è la prima ad essere giudicata (male) per come appare ma questo non la rende migliore o perlomeno più empatica, anzi...! Fa continui riferimenti cattivelli alla forma fisica della sua unica amica, specificando pure che non lo dice "ironicamente". Inoltre spesso ha il tatto di un elefante, che vorresti entrare nel libro e darle un ceffone e dirle di vergognarsi. Empatia zero: a ben pensarci, a questo punto, il suo Josh se lo merita pure.
A livello di scrittura invece non ho nulla da dire: l'autrice ci sa fare perchè nonostante non sia proprio entusiasta della storia, il testo scorre bene. Soprattutto quando si dedica agli intramezzi dei diari personali dei protagonisti. Peccato però che se all'inizio ero entusiasta di scoprire cosa ci fosse nella testa di Josh, dopo averlo letto mi sono irritata ancora di più... Ma andiamo avanti... Una cosa però che non mi è piaciuta, è la superficialità con cui l'autrice ha inserito alcuni stereotipi triti e ritriti. Già solo il fatto che il protagonista sia il solito ragazzo bello, muscoloso e bast**do di turno mi irrita parecchio ma è pure peggio quando, indovinate un po' chi è la degna compare str**za che gli va appresso??, esatto, la cheerleader bellissima, popolare e bionda, che pertanto dev'essere un'oca. Vi prego, basta! Sembra che non esista modo di uscire da questo schema e i personaggi sono sempre tutti uguali; che siano di questo libro o di un altro, sono totalmente intercambiabili da un romanzo all'altro, senza che ci si accorga dello scambio.
Per me risulta un libro mediocre, dimenticabile, da cui speravo di ottenere qualche emozione in più.
Bella storia e molto travagliata, speravo dopo tanta sofferenza ed essersi ritrovati di avere una fine migliore..Non amo le storie con una brutta fine.
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls Ho iniziato a leggere questo libro, spinta dalla curiosità per i commenti che ho trovato in giro e dopo alcuni capitoli, mi sono ritrovata coinvolta nel mondo di Josh e Grace.
I complimenti all'autrice sono d'obbligo. Il suo modo di scrivere è molto semplice e scorrevole che riesce a coinvolgere a tal punto il lettore da far perdere la nozione del tempo. Ho adorato le pagine tratte dal diario di Josh perché in queste pagine l'autrice è riuscita a catturare e trasmettere ogni forma di emozione. Mi sono ritrovata a leggere con il battito del cuore accelerato, trattenendo il respiro a tratti ed avvertendo una particolare costrizione allo stomaco identificabile come le famose farfalle nello stomaco. E' riuscita a mettere a nudo l'anima di Josh Carter, spogliandolo della veste di stronzo playboy, mostrando invece tutta la sua fragilità e insicurezza, di fronte all'amore della sua vita. Un Josh di cui è impossibile non innamorarsi. Quelle parti sono piene di quell'amore che ti travolge, ti spaventa e che ti segna per sempre. Rhoma G. ha davvero trovato la chiave giusta per far toccare con mano questo amore e renderne partecipe chi legge. “Una sequela di frasi, spacca cuore, fegato e polmoni.” Protagonisti di questo libro come abbiamo detto sono due ragazzi che si sono conosciuti frequentando lo stesso liceo di Clyde Hill. Josh Carter è il più bello della scuola, giocatore di football, fidanzato con Maureen, la cheerleader gnocca e odiosa di turno. Grace Wilson è la classica ragazza normale, poco appariscente, a tratti sciatta per la sua semplicità e con qualche chilo di troppo che rende armonioso il suo corpo. Con Maureen ha sempre avuto un rapporto conflittuale che l'ha portato più volte ad uno scontro sia verbale che fisico, che in seguito si è esteso anche a Carter. Tra Wilson e Carter volato parole grosse, insulti pesanti soprattutto da parte di lui nei confronti di lei. La storia mi ha ricordato il libro della Douglas, "Mai per amore" ma devo ammettere che in confronto a Josh, Jared appare un angioletto. Le offese di Carter e gli epiteti con cui si rivolge a Grace lo innalzano a "stronzo" dell'anno e sinceramente mi sono trovata a provare parte dei sentimenti espressi da Grasy. Odio infinito in contrapposizione alla necessità di vederlo comunque interagire con lei perché il periodo di indifferenza l'ho tollerato poco anch'io come lettrice. Dopo sette lunghi anni, il destino fa ricongiungere le loro strade. Complice un incidente d'auto in cui resta coinvolto Josh che viene portato dai paramedici, proprio in quello stesso ospedale dove lavora Grace da oltre tre anni. Lei lo riconosce immediatamente e parte del dolore soffocato in quegli anni, torna a pulsare più doloroso che mai. Josh rappresenta il suo incubo peggiore ma anche il suo primo grande amore non corrisposto. Dopo un intervento chirurgico e una degenza in rianimazione, Josh verrà trasferito proprio nel reparto di Grace e qui sarà impossibile per entrambi non affrontare i loro veri sentimenti.
“Come diamine hai fatto a rovinare tutto? Come? Tu eri innamorato di me! E Dio solo sa quanto io lo ero di te, eppure mi hai fatto male.”
Odio e amore continuano a condizionare i loro incontri, fino a che qualcosa cambia e l'ago della bilancia comincia a pendere verso.... Non è facile abbassare le proprie difese e restare totalmente esposti di fronte all'altro ma sono costretti a farlo perché è improponibile ignorare l'elettricità che circola tra loro.
“-Dimmi che hai bisogno di me come io di te.- Lo volevo, allo stesso modo. E avevo bisogno di lui per le stesse ragioni, ma… c'era un ma.” La trama scorre velocemente coinvolgendo il lettore. Non mancano i colpi di scena e tengono in sospeso il lettore fino alla fine, con un finale che fa gridare e lascia sconvolti. Non me ne voglia l'autrice, ma sono contenta di aver scoperto il suo romanzo in occasione dell'uscita del secondo volume “Stardust- Qualcuno come me”, perché così posso riprendere immediatamente da dove l'ho lasciato. Alla luce di questo, non posso che esprimere la mia solidarietà verso coloro che al contrario, hanno scoperto “Bittersweet” in occasione della sua uscita ed hanno dovuto attendere tutti questi mesi per poter leggere ancora di Josh e Grasy.
Per la seconda volta G. Rhoma fa breccia nel mio cuore. Bittersweet, qualcuno come te mi ha trasportata in un altro mondo per tutto il tempo della lettura. "Diario di Grace. Caro diario, la vita è strana, l'ho capito a mie spese; è imprevedibile, anche questo l'ho capito a mie spese. La vita è quanto di più semplice e complicato ti trovi ad affrontare. Semplicissimo. Complicatissimo. La vita è stupefacente perchè spesso prende, ma qualche volta dà. Ora la domanda è: quando dà, siamo in grado di capirlo? E, soprattutto, abbiamo il coraggio di afferrare ciò che ci offre? Prendiamo, ma poi, un soffio d'imprevedibile crudeltà ci porta via tutto." Ed è quanto accade a Grace. La vita sembra toglierle, la sua è la storia di una adolescente emarginata, che ha un'unica amica: Angela. Il ragazzo che le piace non fa altro che prendersi gioco pubblicamente di lei, umiliandola nel peggiore dei modi. Tutto cambia quando il sexy e amatissimo Carter mostrerà a Grace un altro lato di se stesso, il migliore: quello dolce. Tra i due sarà un continuo alternarsi di amore e odio. "L'avevo amato da star male, l'avevo odiato altrettanto." Quando i protagonisti si rincontrano dopo sette anni, sono tante le cose ad essere cambiate. La vita di Carter ha subito dei grossi scossoni, mentre quella di Grace sembra procedere nella norma. Finchè non si rivedono... In un momento in cui la vita sta togliendo a Carter, sta anche dando a Grace. L'amore della sua vita, il suo primo e sofferto amore le si presenta in tutta la sua debolezza e fragilità in fin di vita su una barella d'ospedale. Ho amato i continui ritorni al passato, i flashback dei protagonisti, l'alternarsi del loro punto di vista sotto forma di diario. Ho rischiato una gastrite nervosa per colpa della superstronza Maureen. Il finale mi ha tolto dieci anni di vita! Emozioni intense e palpitazioni.
Libro sicuramente apprezzabile, ha due soli grandi difetti: il primo è troppo lungo e ripetitivo e questo è un problema delle auto pubblicazione..dove è grande errore di uno scrittore che allunga il brodo per arrivare a 600 pagine circa!! Secondo, troppo spirito gratuito, tale da sembrare un cabaret continuo.. Ho apprezzato e tanto!!! le prime 300 pagine... poi ci siamo perse. Comunque complimenti alla scrittrice.
Brava Rhoma. Non leggo tante autrici italiane ma da qualche tempo prediligo le autopubblicate perchè come Rhoma dimostra, non hanno nulla da invidiare a quelle "patinate". questo libro lo avevo preso da tempo e mi sono ritrovata a leggerlo per caso ma è stata una piacevolissima scoperta. Adesso ho messo in lista il sequel... unico neo (di bellezza) forse avrei asciugato una cinquantina di pagine, per il resto nulla da eccepire.
Le quattro stelline sono state attribuite sull'onda emotiva del finale. La prima metà va giù che è una meraviglia. Molto bella la parte con i flashback del liceo. La seconda metà avrebbe bisogno di essere "sfrondata" un po' perché a volte risulta un po' pesante. Il finale commovente lo ha salvato dalle tre stelline. In mano ad un buona CE questo romanzo potrebbe diventare una chicca!
Emozionante, coinvolgente e divertente come sà fare solo Rhoma G. Sono ancora scossa dal finale..e ora mi lancio sul seguito: Stardust! Devo sapereeee!
libro stupendo! Mi è piaciuto moltissimo,coinvolgente,divertente e triste allo stesso tempo. conoscevo già lo stile di rhoma e devo dire che non si smentisce mai!