Cosa non abbiamo, qui?
Spirito di sacrificio e tradimenti; il Graal che mostra i muscoli facendo muovere i pezzi grossi -realmente grossi-; il Santo degli Assassini a caccia di Custer e del Graal; Starr a caccia di Custer; Custer a caccia di rivelazioni sciamaniche per mettersi in contatto con Genesis.
Una sorta di scontro a mezzogiorno nel deserto indiano, come da tradizione.
Con in più, però, l'esercito americano, caccia stealth, testate nucleari, bastardi immortali provenienti dritti dritti dall'inferno, fratelli cannibali.
Qualcuno rischia di morire (no, scherzo: tutti lo rischiano). C'è chi rischia di morire per aiutare i propri compagni, c'è chi rischia di morire per arrivare all'arma che consentirà di eliminare i nemici, c'è chi rischia di morire cadendo da un aereo in volo.
Qualcuno perderà un occhio, qualcuno la dignità, qualcuno l'amore.
E ora, a parte aspettare con ansia la reazione al tradimento, quello a cui riesco a pensare è solo il comportamento subdolo, meschino, tossico e abusivo di Cassidy.
Il suo comportamento è quello di un manipolatore, di un rapitore. Quando ha riagganciato il telefono interrompendo la telefonata mi ha fatto rabbrividire: è questo il Cassidy del passato, quello delle cose innominabili.
Che, mi verrebbe da dire, è ormai fuori da ogni perdono (e se anche Jesse ci passasse sopra, ho idea che in seguito qualcun altro gli sparerà a vista...)
Mi ha lasciato una rabbia quella scena, o tutte quelle successive a essa correlate, che trovo difficile spiegarmi io stesso... ottimo lavoro, Garth!
Ah, tutto condito ovviamente da massime meravigliose. E dall'epopea musicale di Facciadiculo.