Amanda Sifri è una scrittrice e giornalista freelance che si è trasferita a Torre del Greco con il suo migliore amico oramai da tempo. È una giornata stressante come tante altre quando, lungo la strada di ritorno verso casa, si imbatte in una scena del crimine. Un uomo è riverso a terra e la polizia sta già mettendo la scena in sicurezza. La curiosità di Amanda, però, non ha limiti e, attirata come da una calamita, si avvicina sempre di più fino a riuscire a riconoscere le fattezze del malcapitato. Ha così inizio un’indagine serrata che porterà la ragazza, con metodi poco ortodossi, a scoprire la verità. Riuscirà la nostra giornalista a portare a termine questa missione, oppure la sua vena investigativa verrà sedata per sempre? A voi, lascio un quesito a cui trovare risposta…
Conosco per la prima volta la penna di Martina Salvai con questo giallo tutto italiano ambientato nella nostra splendida Campania. Devo dire che l’intreccio narrativo ideato dall’autrice mi ha totalmente coinvolta e mi ha tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Il ritmo è abbastanza serrato e la lettura procede piacevole, con qualche descrizione dettagliata e qualche battuta ironica ad alleggerirne l’atmosfera. Vi sono anche dei flashback che aprono uno spiraglio sul passato della protagonista, dandoci così modo di conoscerla meglio.
L’indagine in sé mi è piaciuta, il tutto è stato ben congegnato e, fino alla fine, ero confusa su chi potesse essere il reale colpevole. Di questo davvero un grande merito all’autrice per avermi depistata più volte e avermi fatta appassionare alla storia della famiglia Vannini-Pardi. Sicuramente, Non è vero che in campagna c’è silenzio è un romanzo giallo coinvolgente in grado catturare l’attenzione e tenere il lettore sulle spine. Se siete alla ricerca di un racconto ben strutturato una narrazione fluida che racconta le vicende di affari loschi e violenti di una famiglia per bene, non potete di certo farvi sfuggire questo romanzo pubblicato da Golem Edizioni. Consigliato!
Per me sono 4,5 stelle!