#langolobigfinish
L'ANGOLO BIG FINISH: “THE WAKE” (Bernice Summerfield, 8.6)
Scritto da SIMON GUERRIER.
Con LISA BOWERMAN, MILES RICHARDSON, HARRY MYERS, STEVEN WICKHAM, REX DUIS e THOMAS GRANT.
“Cos'altro avresti potuto fare?”
“Prendere in maggiore considerazione gli avvertimenti, suppongo. Abbiamo visto il Peter del futuro una volta, ed è diventato un assassino. Ms. Jones mi disse che stavo facendo un lavoro scadente come madre, e quando non l'ho ascoltata lo ha portato via da me. Poi c'è il modo in cui si comportava su Montevadros. Anche l'Oracolo della dannata Delphi mi ha avvertito di stare in guardia. E se avessi speso meno tempo a combattere mostri e artefatti magici, e più tempo qui con lui...
Questo è il punto in cui mi dici che non devo incolpare me stessa.”
“Non devi incolpare te stessa.”
“Già, grazie. Sto molto meglio adesso.”
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Un altro finale di stagione, un altro stravolgimento nella vita turbolenta di Bernice Summerfield.
È un triste episodio, questo, caratterizzato dalle ripercussioni di “The End of the World”. È sommesso e contenuto, di nuovo interamente alla Collezione, e si focalizza sulle interazioni tra il cast principale (quello che ne rimane).
La Collezione non è mai stato un luogo così freddo ed estraneo, nemmeno durante le occupazioni, e Benny si ritrova persa tra un mare di nemici.
Braxiatel è sempre più infimo, compiendo atti ingiustificabili e impossibili da redimere (posso dire che in questa ultima stagione mi ha fatto perfino più ribrezzo del Maestro). Ormai villain in tutto e per tutto, e che villain! Ogni sua frase fa venire i brividi, pronunciata con una soavità e una freddezza senza pari. E davvero faccio fatica a ricordare azioni altrettanto meschine compiute dal Maestro, dall'Undici o da chi per altri. Non tanto nella grandezza degli schemi malvagi, ma nella noncuranza con cui vengono portati avanti, come se calpestasse delle formiche.
E anche qui, un po' come in “End of The World”, c'è una scena molto forte, decisamente non “family friendly”, scioccante nella sua cruda violenza, che ci ricorda quanto può diventare oscuro questo spin-off.
C'è poca azione presente, giusto un paio di scene, per poter invece concentrarsi sul dialogo e sui personaggi. Tutto il cast dà il meglio di sé nelle interpretazioni, così pregnanti e piene di pahos, riuscendo ad esprimere tutto lo spessore che i personaggi hanno assunto nel corso degli anni.
Sono interessanti i dettagli, le connessioni con gli episodi precedenti che tutti insieme hanno portato a questo punto di svolta.
L'episodio si ricollega inoltre alle Virgin New Adventures, riportando come flashbacks alcune scene tra Benny e Brax, in particolare il loro primo incontro in “Theatre of War”, il matrimonio di Benny in “Happy Endings” e una scena da “Tears of the Oracle”.
Questo è il culmine della storyline che si è andata a delineare per tutta la stagione, o ancora meglio fin da dopo “The Crystal of Cantus”. Simon Guerrier ha prodotto le ultime due stagioni, e qui tira le fila come farebbe uno showrunner, per poi passare il testimone a Eddie Robson, a cambiare nuovamente di tono.
E ora scusatemi mentre vado a piangere in un angolo rileggendo i passaggi migliori delle VNA, quando Brax era ancora un buon amico per Benny...