Bevve il tè d'orzo che le era stato posato di fronte, mentre era ancora tutta concentrata sul pasto. Poi si rivolse al cuoco e disse:
«Grazie, era davvero squisito».
«Mi fa piacere.» rispose il ragazzo con un'espressione che non nascondeva una certa soddisfazione.
Tsumugi gli era davvero riconoscente.
Aveva cucinato per lei, che era giù di morale. Le aveva permesso di assaporare dell'ottimo cibo, facendo in modo che si rasserenasse e tornasse a guardare davanti a sé.
«Grazie, grazie davvero.» ripeté più volte. Oltre a una pietanza deliziosa e a un momento di serenità, aveva ricevuto in dono anche una dose di coraggio.
I buoni sapori hanno un potere immenso, perché permettono alle persone di rigenerarsi, salvandole dal baratro della disperazione.
4 ⭐️ Questa storia parte con una cantautrice in cerca di popolarità, Tsumugi, che ha perso da anni ormai le speranze. Si è trasferita lontana da casa per cercare di sfondare nel mondo nella musica ma ha solo poche visualizzazioni nei suoi video.
Mentre passeggia, senza accorgersi, arriva alla locanda da Shippo, un ristorantino piccolo che non si scorge nemmeno dalla strada, gestito da un ragazzo di nome Nakadō e dalla dolce compagnia del gatto Shippo dalla lunga coda: la mascotte del locale che si appisola sempre dentro un “donabe”, una piccola pentola. Spoiler: il gattino lo ha trovato sua sorella più piccola, ora malata di cuore, che gli ha dato questo nome.
Tsumugi inizierà a lavorare alla locanda e conoscerà altri visitatori che daranno il via ad alcune storie legate l’una all’altra quasi per caso, e che trovano tutte fondamento in questo piccolo ristorante di Kisarazu. Una donna incinta che sta perdendo il marito, una maestra di asilo in pensione e soprattutto l’ultima storia di un ragazzo innamorato di…
Un libro leggero ma interessante, come le storie che vengono narrate all’interno. Bella la questa sequenza di racconti che ti tiene incollata al libro. Se vi piacciono le storie giapponesi, come me, e volete rilassarvi allora è il libro che fa per voi!