La quarta uscita della collana Memorie dal Futuro è dedicata ai racconti dell’orrore di Luigi Musolino e segna un cambiamento: diversamente dai volumi che l’hanno preceduta, Oscure Regioni nasce infatti come progetto editoriale articolato su due volumi. E questo per il particolare filo rosso che lega le storie: racconti dell’orrore, basati sulle leggende del folclore italiano. Per ogni regione c’è un mito popolare, e un racconto, componendo così un viaggio nel lato oscuro di quello che, erroneamente o per marketing turistico, è spesso e volentieri chiamato “il paese del sole e del mare”. Un “viaggio” come quello che Luigi Musolino ci prospetta è troppo ampio per essere contenuto in un solo volume ma, contemporaneamente, è troppo intrigante per non essere realizzato. Di qui la scelta di pubblicare nel 2014 i racconti di dieci regioni italiane (soprattutto quelle del centro-sud, ma non solo) e, nel 2015, i racconti delle altre regioni del nostro paese, cui Luigi sta ora dedicando la sua penna.
Con questa antologia l'autore ci ricorda che l’Italia è terra di streghe, creature mostruose, caverne misteriose, boschi oscuri e cascine abbandonate. E quindi lungo tutto lo stivale lo “scivolo nell’Abisso” (per citare uno dei racconti nell’antologia) è sorprendentemente semplice: basta un piccolo (magari inavvertito, o casuale) passo per ritrovarsi oltre il velo quotidiano e tranquillizzante della normalità.
Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino, dove risiede e lavora. Specializzato in folclore italiano, è autore di varie raccolte di racconti nel campo del weird, dell'horror e del gotico rurale (Bialere, Oscure Regioni 1 & 2, Uironda). Nel 2019 ha visto la luce il suo primo romanzo, Eredità di Carne, per la Acheron Books, e nel 2020 la novella Pupille per i tipi di Zona42. Ha tradotto in italiano opere di Brian Keene, Lisa Mannetti, Michael Laimo e gli scritti autobiografici di H. P. Lovecraft. Il suo ultimo libro è "Un buio diverso - Voci dai Necromilieus", pubblicato da Edizioni Hypnos e illustrato da David Chance Fragale. Nel 2022 ha esordito negli Stati Uniti con la raccolta "A different darkness and other abominations", edito da Valancourt Books, finalista ai World Fantasy Awards.
Bibliografia Bialere - Storie da Idrasca, (2012, autoprodotto) Oscure Regioni Volume 1, (2014, Wild Boar Edizioni) Oscure Regioni Volume 2, (2015, Wild Boar Edizioni) Nelle Crepe, (2017, Miskatonic Press/Vincent Books) Uironda, (2018, Kipple Officina Libraria) Eredità di Carne, (2019, Acheron Books) Pupille, (2021, Zona 42) Un buio diverso, (2022, Edizioni Hypnos)
Traduttore Rivelazioni in nero di Carl Jacobi, (Dagon Press) Ritratti al chiaro di luna di Carl Jacobi (Dagon Press) I Vermi Conquistatori di Brian Keene, (Edizioni XII e Urania Mondadori) Torture Sottili di Lisa Mannetti, (Kipple Officina Libraria) Parola di Lovecraft, tutti gli scritti autobiografici del maestro della letteratura fantastica (Società Editrice La Torre)
L'ho già detto che Musolino è uno degli scrittori che inizio ad amare? Ed anche con Oscure Regione booooom.....mi ha conquistata. Un viaggio per la nostra Italia, un viaggio tra quelle storie che venivano raccontate dai nonni che, diventando nonni, le avrebbero raccontate e così via. Racconti per spaventare, intrattenere o semplicemente divertire. Luigi è in grado di trasformarli in altro, in ansia, terrore, paura quella con la P maiuscola. Perché i sui racconti sono stralci di vita reale, vita quotidiana, tempestata da tutte le ansie più grandi come l' abbandono, la morte, la malattia e la solitudine...e in queste storie ci si può riconoscere, immedesimare ed empatizzare con i suoi personaggi. Riesce ad evocare immagini nitide che ti entrano sotto pelle, in profondità donadoni quella sensazione che noi, amanti del genere, cerchiamo in un racconto. Peregrineremo dal Piemonte alle Marche, dalla Sicilia alla Lombardia in una veloce discesa lungo uno scivolo punteggiato di rasoi e sporgenze, che tagliano e squarciano e portano via amori, affetti, emozioni. Uno scivolo affacciato sull'Abisso.
Non sto qui a rompervi ancora e direi che, se non lo avete ancora fatto, leggete Luigi Musolino e facciamo conoscere i nostri autori che sono OSCURI al punto giusto.
"Di notte si sbatteva nel letto come se avesse delle tarantole infilate nel pigiama...e parlava. Cose senza senso. Una notte lo udii sussurrare: Malanina, lasciami stare gli occhi. E poi altre cose. Blaterava di platani che camminavano, di uomini di polvere, di fossati in cui abitavano pesci albini con occhi umani."
Crustumium sta sorgendo. La nostra morte l'ha riportata in vita. E lei ha riportato in vita noi. Sta sorgendo, e sta svegliando tutte le altre. Sorgeranno tutte, presto. Le stelle bruceranno dei colori di Yuggoth. Sono giuste. È così bello qui. Vieni. La Città dai Mille Colonnati, dimora della Balenottera Cieca.
Sognavo cose molli che emergevano da un'oscurità viscosa come melassa, da spaventosi recessi sotterranei che percepivo senza riuscire a vedere, pallide propaggini terminanti in globi oculari lattei e ciechi..."La fata mi ha tenuto nella sua casa sottoterra. Mi ha strappato gli occhi e me ne ha dati altri per vedere meglio."
Continuo a chiedermi come mai questo scrittore non goda di un più nutrito stuolo di lettori. Musolino nasce e muore all'interno del genere horror; ne esplora ogni anfratto per sprofondare nella moltitudine delle possibilità: fine ultimo una sua personale rivisitazione di folclore e leggende, declinate in una prospettiva contraddistinta da una dualità malinconica e irredimibile.
Il libro della Malanina (Piemonte) 4★ L'improvviso suicidio di un caro amico, senza nessuna avvisaglia né reale giustificazione, è il punto di partenza di un'indagine che dall'antropologico teorico scivola nella concreta minaccia folcloristica delle Masche.
La Signora delle Cisterne (Sicilia) 3★ Conditio sine qua non del parlare di regioni come la Sicilia - anche la Campania, si veda due racconti più avanti - è il focus sul microverso mafioso: questo racconto non sfugge a tale dogma. Pur in un’interpretazione finale che suggerisce una certa forza immaginifica, la mafia si configura come un male che prospera laddove prevaricazione e silenzi non trovano resistenza. Risulta un male profondamente umano; e la sua spiegazione tramite mito ne va solo a restituire un’immagine caricaturale.
Il Piccolo Re (Abruzzo) 4.5★ Alex De Iuli serba un segreto alla sua famiglia; un segreto che potrebbe rendere per sempre irreparabili tutti i giorni a venire. L’incidente - in macchina, durante la fuga - con un tronco d’albero, sul ciglio della strada, sarà solo l’inizio di risvolti inaspettati. L’Abruzzo timbra il cartellino con la figura folcloristica più ambigua e perturbante dell’intera raccolta.
O’ Mammone (Campania) 3.5★ Mai accettare di buon grado i raffinati lavori artistici di Vincenzo Mosca, conosciuto nell'ambiente campano come 'o Cartarolo. Il mazzo di carte - con annessa scaramanzia e collezionismo ereditario tra famiglie - diventa apripista per schermaglie mafiose e orrori sin troppo felini (e poco felpati).
Nanni Orcu (Puglia) 4.5★ Ricevere nel cuore della notte una chiamata non è mai foriero di belle notizie. E il nostro protagonista lo scoprirà a sue spese, quando, tornato nel suo paesino natale in Puglia per il funerale della zia, vedrà il passato riemergere dagli oscuri recessi dell’infanzia. Racconto teso e inquietante nel soggetto; meritevole di aver fatto riaffiorare alla mente La nonna di Stephen King, La zia di Seaton scritto da Walter de la Mare e La goccia d’acqua, capitolo di chiusura del film horror I tre volti della paura, diretto da Mario Bava.
Sibillini occhi d’avorio (Marche) 5★ Cosa alberga nella misteriosa grotta della Sibilla? E perché una bambina riappare misteriosamente nella piazza del suo paesello, dopo ben tre anni dalla sua scomparsa? A sorpresa, sono le Marche a guadagnarsi con pieno merito il ballottaggio per il racconto migliore. Storia malsana e disturbante, ove il tessuto onirico e la distorsione del contesto reale concorrono a imbastire un’intelaiatura folcloristica perfetta.
Cani d’acqua (Calabria) 4★ Lo stretto di Messina è tristemente noto per il crocevia di correnti che rende particolarmente pericolosa la traversata. Storia di pescatori; delle paure e le attese a scandire i loro giorni. Quando mare e cielo si confondono, Lei esce dalla tana e l’Altro si prepara.
I nastri di Larrie (Lombardia) 5★ Nel racconto La sirena da nebbia, scritto dall’indimenticato Ray Bradbury, un mostro marino millenario viene attratto dalla sirena di un faro: il richiamo di una sua simile; forse la fine dell’eterna attesa. Delfino Actis, a Villa Perla, nello scovare un accumulo di VHS all’interno dell’abitazione, scoprirà che qualcosa rimane sempre. Racconto di una bellezza che annienta.
Sa Reina (Sardegna) 3★ La Sardegna è una delle regioni italiane più ricche per sostrato storico-folcloristico all’interno del bel paese; forse è la maggiore per distacco. Eppure il racconto non brilla né per intensità narrativa né se considerato come omaggio all’isola: non basta qualche accenno slegato dal contesto (Nuraghi, Mamutones, formaggio con i vermi) per dare corpo a una storia che si tradisce sin troppo canonica. Si salva la curiosa figura di Maria Farranka.
Crustumium, la Profondata (Emilia Romagna) 4★ Effettivamente un’Atlantide nostrana merita come minimo un’ovazione all’unanimità. Richiami a La maschera di Innsmouth e finali dai risvolti apocalittici di carpenteriana memoria - il seme della follia, anch’esso di matrice lovecraftiana - sono le basi per questa storia innervata da discese nel weird più profondo.
Un commento lapidario e ridotto all'osso sui singoli meriti dei racconti: 1. Il libro di Malanina (Piemonte) - 4, bello e pulito; 2. La Signora delle Cisterne (Sicilia) - 3.5 e sto; 3. Il piccolo Re (Abruzzo) - 5. Chapeau; 4. ‘O Mammone (Campania) - 3.5, un po' sulla falsa riga del racconto siciliano, ma soltanto un pochino; 5. Nanni Orcu (Puglia) - 3, ma omaggio folkloristico più debole della raccolta; 6. Sibillini Occhi d’avorio (Marche) - 5 di giustizia per meriti acquisiti; 7. Cani d’acqua (Calabria) - 4 per l'atmosfera; 8. I nastri di Larrie (Lombardia) - 5 più valle di lacrime 9. Sa Reina (Sardegna) - 3 ma anche un po' meno (è l'unico a non avermi convinta del tutto, purtroppo) 10. Crustumium, la Profondata (Emilia-Romagna) - 4, sei tu Lovecraft?
Un commento ugualmente lapidario ma assolutamente vero e dal cuore sull'autore: Musolino è bravissimo, davvero. Ma proprio tanto.
Credo che Musolino sia una stella emergente nel fantasy del folklore italiano. Questa antologia si concentra prevalentemente sulle leggende del centro sud, ma è riuscito a regalarmi un viaggio emozionante. Tra i vari racconti, ho apprezzato particolarmente: la signora delle cisterne, un racconto che mescola mafia ed orrore, con la marabecca come figura centrale folkloristica. Per chi non lo sapesse, è uno spauracchio delle leggende siciliane, un mostro amorfo che assume spesso l'aspetto di una strega, sta in agguato in attesa che qualche bambino sprovveduto si avvicini a pozzi e cisterne. Al secondo posto c'è Crustumium per l'idea geniale di aver fuso l'antica leggenda di Conca con i mostri Lovecraftiani. Al terzo posto Cani d'Acqua, qua Musolino è riuscito a riportare l'antico terrore per Scilla. Quarta e ultima posizione tra i miei preferiti, c'è Sibillini Occhi d'Avoria. Ispirata alla leggenda della Sibilla nelle Marche, la storia è un lento viaggio verso la pazzia e la paura dell'ignoto. Non vedo l'ora di leggere il volume secondo, ambientato nel centro nord.
Sono indecisa tra le 3 e le 4 stelle. Mumble. Questi racconti basati sul folclore italiano sono sorprendentemente accattivanti e capaci di suscitare brividi e inquietudine fondendo alla perfezione tradizione ed orrore. Nutro dei pregiudizi nei confronti del fantastico made in Italy, devo confessarlo, ma Musolino ha piacevolmente "deluso" le mie aspettative e sicuramente leggerò altro di suo a cominciare dal secondo volume di Oscure Regioni già tra le mie avide manine.
Si tratta del primo volume dei racconti dell'orrore di Luigi Musolino: "Oscure regioni", curato da Rill, l'associazione Riflessi di Luce Lunare, che da vent'anni promuove il trofeo omonimo per racconti fantastici. Questo libro contiene dieci racconti di Luigi Musolino, di stampo fantastico e horror, tutti incentrati su leggende italiane, un racconto per ogni regione italiana (in questo caso, prevalentemente del sud-Italia, mentre il secondo volume è più spostato verso nord). Dieci storie in cui l'autore riprende leggende e tradizioni folkloristiche locali, caricandole degli aspetti più cupi e agghiaccianti, realizzando un oscuro mosaico di storie italiane in cui il male fa da padrone. Un male che non è alieno, bensì proveniente dal nostro stesso mondo (anche domestico, a volte), dalla nostra cultura, dal nostro paese, e che si nasconde, non visto dai più, per mostrarsi in terribili forme.
Sono stato subito incuriosito da questo volume, dato che sono appassionato a leggende e tradizioni popolari (di cui mi sono servito per scrivere i racconti dell'antologia "L'ora del diavolo", ispirata proprio al folklore lucchese e delle Alpi Apuane), e devo dire che questo libro non ha deluso le mie aspettative, rivelandosi una piacevole e istruttiva lettura. Non conoscevo buona parte delle tradizioni locali, per cui è stato anche interessante documentarsi, soprattutto sulle regioni lontane, e al tempo stesso ho trovato interessante anche notare come molte leggende locali tendano ad assomigliarsi, sia pur con le ovvie differenze, nonostante siano diffuse in territori diversi.
Quali sono i racconti di "Oscure regioni"? - Il libro di Malanina, ambientato in Piemonte e legato alla credenza delle streghe locali, ossia le masche, in particolare la terribile Malanina. Dico subito che è uno dei racconti migliori, costruito molto bene, con un crescendo di ansia e mistero, fino all'esplosione finale. Ottima scelta di porlo a inizio della raccolta, perché già avvisa il lettore sulla cura dello stile e al tempo stesso lo mette in guardia dal non aspettarsi troppi lieti fine! - La signora delle cisterne, incentrato sulla figura della Marrabecca, la signora delle cisterne, un mostro che vive proprio nelle cisterne dell'acqua, una leggenda popolare della Sicilia. Questa storia, ambientata a Trapani, parte da una situazione tipica di molti noir e thriller, deviando poi in senso sovrannaturale. - Il piccolo re. Siamo in Abruzzo, ma in realtà la leggenda della Serpe Regola è diffusa anche in altre regioni, ad esempio sulle Alpi Apuane in Lucchesia. In questo caso il protagonista è il giovane Alex De Iuli che, dopo aver confessato la proprio omosessualità ai genitori, e averli così disgustati, se ne va arrabbiato di casa, finendo per imbattersi in questo immondo serpente. Un racconto breve, al confine tra il sogno e la realtà. - O'Mammone. Un bel racconto, simile al secondo per l'atmosfera noir da regolamento di conti. Solo che anziché in Sicilia siamo in Campania. La leggenda è quella del Gatto Mammone che, anche se ha un nome simpatico, in realtà è una fiera violenta, collegata a un misterioso mazzo di gioco. Mi è piaciuta molto l'idea di legare le due cose, creando così una storia diversa da "La signora delle cisterne". - Nanni Orcu. Passiamo in Puglia e alla leggenda di Nanni Orcu, una creatura deforme che vive nelle profondità di Grotta Zinzusa, uno squarcio oscuro nella terra. Questo racconto si muove su un filo sottile, tra sogno e realtà, come "Il piccolo re", ma non mi ha coinvolto molto. - Sibillini occhi d'avorio: a mio parere uno dei migliori racconti dell'antologia. Un bel racconto lungo (gli altri sono decisamente più brevi) dedicato a una famosa leggenda italiana, quella dell'Antro della Sibilla, che coinvolge una bambina, Eda, e un dottore. Seguiamo le terribili vicende della bambina tramite il punto di vista del dottore, fino al tragico epilogo. Ottima l'idea della preveggenza. Chissà poi cosa succederà il 15 maggio del 2017? - Cani d'acqua: un altro bel racconto. Mi piacciono le storie di mare. Qua siamo in Calabria, precisamente nello stretto di Messina, dove già dall'Antichità erano diffuse leggende particolari. Il giovane protagonista si troverà a fronteggiare Lei e l'Altro, Scilla e Cariddi, la bestia e il mare periglioso. La Fata Morgana a cui viene fatto riferimento non è quella della saga arturiana bensì un particolare fenomeno di miraggio ottico, che si può scorgere all'interno di una stretta fascia al di sopra dell'orizzonte, nelle regioni polari o desertiche, in terra o mare. - I nastri di Larrie: delizioso racconto, non particolarmente di terrore devo dire, intriso di sfumature nostalgiche, quasi malinconiche, incentrato sulla figura di Larrie, il Nessie italiano, una leggendaria creatura che, si dice, viva nel Lago di Como. - Sa Reina: questo racconto non mi è piaciuto particolarmente, forse troppo breve o forse troppo simile agli altri come struttura. Siamo in Sardegna e il mostro in questione è Maria Farranka, Maria Putzu, Mama 'e funtana, una creatura che vive sottoterra. Fa molto Tremors, devo dire. Mi sarebbe piaciuta una storia su Erkitu, ad esempio. - Crustumium, la Profondata: bellissimo racconto, come Sibillini occhi d'avorio è lungo, l'autore si prende il suo tempo per presentare la situazione e soprattutto per sprofondare il lettore nell'atmosfera decisamente lovecraftiana del racconto. Non conoscevo la leggenda di Crustumium, l'atlantide romagnola, ma amando le storie di mare e mostri marini l'ho trovata davvero affascinante!
Nel complesso è stata una bella lettura, veloce, istruttiva ma anche piacevole. Onestamente, forse perché anche io amo spulciare tra le leggende locali per scrivere racconti fantastici, non ho trovato una forte componente di terrore, forse più di orrore, a tratti di disgusto, per come sono presentate/descritte certe creature, assai raccapriccianti. Il racconto più angosciante, a mio parere, è proprio il primo, seguito dall'ultimo, che aprono e chiudono una raccolta molto variegata. Piacevole lo stile, curato, senza fronzoli. A volte un pò troppe precisazioni, forse avrei lasciato più al lettore il compito (se interessato) di andarsi a cercare certe informazioni, senza spiegare le leggende, ma questo non inficia il giudizio decisamente positivo. A presto il commento anche al secondo volume.
L'opera prima di Luigi Musolino non ha nulla da invidiare alle sue pubblicazioni successive. Dieci racconti horror basati sul folklore di dieci regioni italiane, buona parte dei quali hanno in comune l'incontro dell'uomo con una creatura sovrannaturale e malvagia. Lieti fine non concessi, ma se avete già letto Musolino ne siete già a conoscenza.
L'orrore è mutevole. Assume forme complesse, si rintana negli angoli bui delle cascine e nei fienili di campagna, fluttua nelle strade vuote delle città, quando l'ora è tarda e la foschia si alza dal terreno come un vapore venefico, che fa male ai polmoni. L'orrore è una telefonata nel cuore della notte, quando stai dormendo un sonno pesante e gli incubi sono le tue lenzuola, e cerchi di difenderti da cose troppo vaghe per poter essere descritte. Perché quell'augurio pronunciato quando ci si corica, buonanotte, è una fandonia: nel pieno della Nox anche lo squillo del telefono può farti morire di crepacuore.
Oscure Regioni è una raccolta di racconti dell'orrore, incentrati su storie e miti dell'Italia. Ognuno dei racconti è ambientato in una regione diversa. C'è un secondo volume, che è sul mio scaffale e aspetta di essere letto, ma non so quando lo farò. Per quanto riguarda questo primo libro, vi dico subito che Luigi Musolino scrive piuttosto bene, e posso assicurarvi che i racconti sono tutti di ottimo livello, anche se alcuni mi sono piaciuti più di altri. Ho dato un voto ad ogni racconto, come faccio ogni volta:
Il libro di Malanina 4.5/5 La signora delle Cisterne 4/5 Il piccolo Re 4/5 'O Mammone 5/5 Nanni Orcu 4/5 Sibillini occhi d'avorio 5/5 Cani d'acqua 5/5 I nastri di Larrie 5/5 Sa Reina 5/5 Crustumium, la Profondata 5/5
Grazie a questi dieci racconti visitiamo dieci regioni diverse e veniamo a conoscenza di alcune credenze e miti ivi presenti. Musolino, nell'intervista alla fine della raccolta, dice di aver "calcato la mano" alle leggende per renderle un po' più horror e moderne: non conoscendo molte di esse, la mia curiosità si è risvegliata e ho deciso che, appena avrò un po' di tempo, farò delle ricerche per conto mio. Tutti questi racconti sono legati da un filo stretto, quello dell'Italia che non è solo un paese "di sole e di mare", ma nasconde miti ancestrali che contengono in sé le paure degli uomini e verità che non riescono a percepire con la razionalità. In Il libro di Malanina siamo in Piemonte, e il racconto è incentrato sulle masche, che sono una sorta di streghe. Questo primo racconto ci fa entrare direttamente nell'umore adatto a leggere il libro e capiamo subito che, se vogliamo dei finali a lieto fine e una bella fiabetta, dobbiamo cambiare lettura. Io, con piacere, ho continuato, e con La signora delle Cisterne mi sono fatta un bel viaggetto in Sicilia, per poi passare in Abruzzo con Il piccolo Re. Con 'O Mammone si va in Campania, per poi andare in Puglia, Marche, Calabria, Lombardia, Sardegna, Emilia Romagna. Per quanto riguarda i personaggi, non posso dire molto perché sono diversi in ogni racconto. Si ritrovano a vivere cose che non dovrebbero accadere, e vedere creature che non dovrebbero esistere. E in alcuni racconti, è possibile che essi siano reali come che siano nelle loro menti, raffigurazioni di cose che tengono nascoste anche a loro stessi. E' questo che fa davvero paura, perché se i mostri sono all'esterno è un conto, ma se sono dentro la nostra testa, tra i nostri pensieri, è tutta un'altra storia... Ho praticamente divorato questo libro: Musolino ha un vero talento nello sfruttare questi miti per le proprie storie, tanto che molte volte mi sono ritrovata a provare quello che provavano i personaggi. Sensazioni, sentimenti, e l'orrore per quello che si trovavano di fronte. Di notte o di giorno non fa differenza, ve l'assicuro: questo viaggio nelle regioni italiane vi lascerà con un senso di terrore misto a curiosità che difficilmente se ne andrà, alla fine.
Storie dell'orrore italiane, che affondano le radici in vecchie leggende locali e le riportano in vita in contesti a noi familiari. Me le sono gustate tutte e 10, non vedo l'ora di leggere il secondo volume.
"Oscure regioni" è un'antologia in due volumi che raccoglie i racconti horror di Luigi Musolino. L'idea che fa da fil rouge all'intera opera personalmente la trovo geniale: ogni racconto è dedicato a una regione italiana, di cui si esplora il lato oscuro, alla ricerca di miti e leggende nere, che prendono vita nella narrazione fino a diventare concrete minacce per i protagonisti dei racconti. La stesura presuppone una ricerca, da parte dell'autore, che rende i racconti ancora più interessanti. Non conoscevo, per esempio, le leggende delle regioni che più mi riguardano da vicino, perché queste riferiscono a tradizioni e credenze locali, che appartengono ai paesi, alle frazioni isolate, a quella realtà italiana che spesso dimentichiamo eppure continua la sua esistenza, all'ombra delle città viste dall'alto. Unico appunto alla narrazione è il peso delle sequenze descrittive, che talvolta nella lettura ho avvertito come eccessivo. Inoltre avrei gradito, nell'indice finale, una parentesi che specificasse le regioni protagoniste dei racconti. Nel complesso: un'opera pregevole, piacevole, preziosa.
Sono sempre felice di leggere Luigi Musolino e sono appassionato di folklore, percio' quando ho scoperto che Musolino ha scritto un racconto folkloristico per ogni regione d'italia, ho dovuto leggerlo e non ha deluso. Questi sono solo i primi 10 racconti, gli altri 10 sono nel secondo volume.
Confermo l'ottima prima impressione della lettura precedente.Luigi Musolino veramente bravo bravo nel raccontare. Ho riprovato un paio di brividi in questa raccolta,
Questo è il secondo libro che leggo di Luigi Musolino. Si tratta di 10 racconti che prendono spunto dal folclore locale, per trasportare l'insolito, il fantastico, ai giorni nostri e creare nel lettore angoscia e spaesamento. Si tratta dell'opera d'esordio dello scrittore, un'antologia di racconti che come sempre accade comprende pezzi più incisivi e brani meno appariscenti. Nel complesso la reputo un'opera riuscita, per la bellezza di alcuni racconti, ma anche per l'intento divulgativo del folclore e delle tradizioni regionali.
Di seguito i racconti che compongono la raccolta:
Il libro di Malanina(Piemonte): una storia di streghe, anzi di masche, come vengono chiamate in Piemonte. Lo reputo il racconto migliore della raccolta, quello più affascinante e disturbate. Il fantastico qui si appiccica alla realtà in maniera perfetta, l'incubo contamina la quotidianità, facendo sprofondare la vita di persone normali nel burrone della follia.
La signora delle cisterne(Sicilia): una storia di mafia si mischia con la Marrabbecca, una figura mostruosa che è stata evocata nella tradizione popolare per tenere lontani i bambini dalle cisterne e dai pozzi d'acqua. Anche questo un buon racconto, ben strutturato e di belle atmosfere.
Il piccolo Re(Abruzzo): qui in primo piano è la leggenda del serpento Regolo, un serpente gigantesco con ali di pipistrello capace di uccidere col solo sguardo. Nel racconto prenderà di mira un povero ragazzo che sta passando un difficile momento psicologico. Onestamente questo non mi ha entusiasmato.
'O Mammone(Campania): questa volta c'è di mezzo la camorra, un mazzo di carte maledetto e un felino gigantesco, il gatto mammone. Altro racconto a mio avviso un pò sottotono, nonostante lo spunto promettesse davvero tanto.
Nanni Orcu(Puglia): un uomo parte da Torino direzione Puglia, per partecipare alle esequie di sua zia. La zia non è mai stata troppo benevola col protagonista, tutt'altro. Appena l'uomo mette piede nella vecchia casa d'infanzia gli incubi dell'infanzia ritornano a galla. Racconto interessante, grazie alle atmosfere pesanti e opprimenti che riesce a creare.
Sibillini occhi d'avorio(Marche): protagonista è una bambina che si smarrisce durante una gita e riappare dopo qualche anno con strani poteri. Al centro del racconto c'è la figura dell'indovina, della Sibilla, del suo potere destabilizzante. La bravura di Musolino qui sta nel rendere tutto possibile, verosimile, agganciando la narrazione a eventi conosciuti e di dominio pubblico.
Cani d'acqua(Calabria): è un racconto marinaresco, con la rivisitazione del mito di Scilla e Cariddi. Assieme ai racconti di Campania e Abruzzo è quello che mi è piaciuto di meno.
I nastri di Larrie(Lombardia): questo è il mio secondo preferito. È una trasposizione del mito del mostro di Loch Ness sul lago di Como. In definitiva di veramente mostruoso non c'è nulla, tranne la precarietà dell'esistenza. Si tratta di un pezzo struggente, intenso, che spiega quanto possa essere devastante e sconvolgente una perdita. Eppure, nonostante tutto, l'uomo potrà sempre contare sui ricordi.
Sa Reina(Sardegna): un racconto dall'ambientazione particolare, in contrasto con l'immagine soleggiata e vacanziera che ci siamo fatti della bellissima isola. L'essere mostruoso del racconto è Sa Reina, un essere che vive in prossimità dei pozzi, una sorta di creatura similare a quella dell'altra isola, la Sicilia. Un buon racconto.
Crustumium, la Profondata(Emilia Romagna): è il racconto più corposo della raccolta, ambientato a Cattolica. La cosa strana è che, pur essendo romagnolo, del mito in questione non ne avevo mai sentito parlare. È una storia onirica, appiccicosa, che riguarda civiltà antiche, dei millenari, insomma una storia tutta dal sapore lovecraftiano.
La lettura è decisamente interessante e quindi consigliata. Una convincente prova d'esordio, confermata successivamente con l'altra opera di Musolino che ho letto, il romanzo Eredità di carne, lavoro più maturo e strutturato.
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Letto in pochi momenti "morti" ma divorato velocemente. Un volume che ha un misto di mistero, leggende, folclore e angoscia non da poco, oltre poi ad aver toccato alcune leggende che in parte conoscevo ed altre che mi erano del tutto sconosciute. Ora continuo con il secondo volume, che sicuramente continuerà a darmi le stesse sensazioni e le stesse vibrazioni.
Strepitoso. Non solo per l'immenso fascino del folklore italiano, da lui opportunamente pescato con doviziosa ricerca, ma per il piglio ormai tipico di Musolino: l'amarezza, la desolazione, la profonda umanità dei suoi personaggi ed il loro smarrimento. Musolino scrive roba intensa
Stupidamente ho la tendenza a ignorare editori "minori" e autori italiani a me sconosciuti. Ripeto, stupidamente. E se non fosse stato per il suggerimento di un'amica (bravissima foodblogger che unisce la passione per i libri a quella per la cucina: http://lericettedivalentina.blogspot.it), non avrei mai scoperto un bravissimo scrittore come Luigi Musolino.
Questa raccolta di racconti horror ispirati dalle leggende popolari italiane (un racconto per ogni leggenda, una leggenda per ogni regione) è meravigliosa. Il livello qualitativo è altissimo e non cala mai, Luigi scrive molto bene, con inventiva e con una personalità completamente definita e sviluppata, ed è grazie a questa (e a un gran lavoro di documentazione) che l'autore riesce nel suo intento: spaventare il lettore. Ogni racconto adatta una leggenda metropolitana e la declina in chiave moderna, spesso con risultati piacevolmente sorprendenti, la lettura è scorrevole e si fatica a staccarsi dalla pagina.
Non fatevi ingannare dalla copertina, non siate scioccamente prevenuti come il sottoscritto e lasciatevi trasportare nell'Abisso dai racconti di Musolino. Pochi autori mi hanno terrorizzato e divertito come Luigi, e io non posso che essergli estremamente grato (sperando che continui a scrivere e che venga riconosciuta la sua bravura).
Mi sento di dare 5 stelle perchè finalmente un giovane autore italiano fuori dagli schemi molto maturo nella scrittura. Ultimamente mi è capitato di leggere diversi romanzi italiani e spesso riscontro un eccesso di....come dire "svolazzi" dell'italiano. una sorta di gara a far vedere a tutti i costi la propria padronanza nel linguaggio usando frasi eccessivamente articolate o paroloni che appesantiscono la lettura rovinando le storie. Luigi scrive divinamente in poche righe ti ritrovi catapultato all'interno del racconto, scombussolata dall'emozioni del protagonista, la lettura scorre fluida, le parole ti accarezzano. Io sono cresciuta leggendo il primo Stephen King e oso dire che questi racconti mi hanno dato lo stesso piacere che leggere quei romanzi. Da tempo avevo abbandonato l'horror perché non riuscivo a trovare un autore soddisfacente. Finalmente l'ho trovato! Adesso farò una pausa per riprendermi dalle forte emozioni, anche perché spesso leggo la notte o la mattina presto e le suggestioni di questi racconti mi hanno terrorizzato, poi passerò al prossimo libro di Luigi! I miei racconti preferiti sono stati: Il libro di Malanga Sibillini occhi d'avorio I nastri di Larrie
Luigi Musolino è probabilmente uno dei più talentuosi autori italiani di narrativa horror, tra racconti, ebook e traduzioni i suoi lavori non sbagliano mai un colpo, e questa antologia ne è la conferma. Personalmente la considero la migliore del 2014. Streghe, mostri marini, serpenti, maledizioni... il folklore nostrano non ha nulla da invidiare a quello anglossassone, anzi può essere ancora più spaventoso e terrificante ve lo assicuro. Consigliatissimo!