Donne che spariscono nel nulla. Un assassino senza volto. Solo il maresciallo Righi può fermare il male che incombe su Bologna.
Bologna, 1938. Mentre l’Italia fascista si avvicina pericolosamente alla Germania nazista e le prime leggi razziali sconvolgono la vita quotidiana, il maresciallo Vittorio Righi si ritrova ad affrontare un caso donne sole e benestanti scompaiono nel nulla. Nessuna denuncia. Nessuna traccia. Nessun corpo. Un’indagine scomoda e silenziosa comincia tra i vicoli del ghetto e i circoli rionali, passando per sacrestie, palazzi nobiliari e i sotterranei segreti della città. A guidarli, l’intuito del maresciallo e una rete di collaboratori fedeli. A ostacolarli, un assassino abile e invisibile, capace di cambiare volto e identità. Chi è l’artefice di questi femminicidi, che seduce, depreda e fa sparire donne sole senza lasciare tracce? Nel quarto capitolo della serie gialla storica “I misteri di Bologna”, Maria Luisa Minarelli intreccia storia e finzione in un noir avvincente e cupo, che scava nel lato oscuro di una città antica e misteriosa, dove ogni portico può celare un segreto e ogni passo nella notte può essere l’ultimo.
Narrazione attenta all’ambientazione storica, curata e credibile, ma poco efficace sul versante investigativo. L’intreccio tende a disperdersi in digressioni e momenti laterali che allontanano dal cuore dell’indagine. Il protagonista non emerge e l’inchiesta procede con ritmo piuttosto tenue, fino a una soluzione che risulta in parte prevedibile. Ne resta soprattutto il quadro d’epoca, più convincente della dinamica gialla.