Questo libro, come è facile intuire, rientra nella categoria dei “manuali di vita”, come ce ne sono tanti da un po’ di anni a questa parte, che raccontano come bisogna fare per raggiungere determinati fini esistenziali. Ma lo fa con estrema ironia, in maniera spigliata e disincantata; tanto per dire, segue l’esempio dei testi scritti da psicologi o sociologi, in cui sono raccontate vicende reali tratte dalla loro esperienza clinica o di ricerca, in cui i nomi o i particolari rivelatori sono stati cambiati per motivi di privacy; ma qui, quando questo accade, c’è sempre una nota a piè di pagina che dice “il suo vero nome”, alla faccia della riservatezza… Il libro, indirizzato alle donne ma non solo (infatti il titolo dice “lesbismo per tutti” e non “per tutte” – anche se quello originale è lesbism made easy, cioè letteralmente “il lesbismo reso facile”) fornisce una serie di test per scoprire se si è lesbica, consigli su come relazionarsi con il resto del mondo, sia lesbo che etero o gay, osservazioni sui vantaggi (molti) e gli svantaggi (pochi) che questa condizione offre, consigli su come rimorchiare donne, anche eterosessuali, senza farsi male (ad esempio sfuttando la comunissima fantasia erotica di molti uomini di vedere la propria donna far l’amore con un’altra donna, e il desiderio delle loro donne di compiacerli – l’uomo, dopo i primi preliminari, dovrà essere spedito a comprare dell’olio per massaggi, possibilmente in un’altra nazione), su come fare del sesso in maniera soddisfacente (in linea di massima questo punto si riduce a un rimando al materiale pornografico di genere lesbico, anche se ab origine prodotto ad uso e consumo di maschi eterosessuali) e come portare avanti una storia con un’altra donna – o chiuderla, se occorre. Certo è che alcuni dei consigli, delle opinioni e delle osservazioni contenute nel libro sono state molto utili anche a me, che non solo non sono una donna, bensì un maschio eterosessuale. Non ho mai amato la manualistica di vita, ho sempre trovato che fosse un approccio estremamente riduttivo e un po’ furbastro a problemi esistenziali anche gravi, ma, forse proprio per il tono disimpegnato e ironico di questo saggio, alcuni dei consigli proposti – con i dovuti adattamenti – li ho fatti miei, e devo dire che mi sono stati pure assai utili in un periodo piuttosto oscuro della mia vita. Uno per tutti: prima di dire qualcosa che può suonare sgradevole, sostituirlo con un’espressione equivalente, ma positiva: ad esempio, invece di dire “era ora che ti decidessi a telefonarmi”, dire “la tua voce mi riempie di gioia”. Ho provato, e funziona. Concludo con questa mini-citazione, anche se vorrei citare tutto il libro: "…Naturalmente, vi accorgete benissimo che la vostra sessualità non è una scelta; in realtà voi non scegliete chi desiderare. Potete scegliere di sopprimere il vostro desiderio, mentire su di esso, fingere che sia innaturale sentire le emozioni che percorrono il vostro corpo tutte le mattine, mezzogiorni e notti, e rendono la vita di quelli intorno a voi così miserabile come credete meriti di essere la vostra. O potete scegliere di accorgervi che amare e persino desiderare un’altra persona non è un segno di depravazione ma essenzialmente di umanità. Per quelle che stanno pensando che non perché hanno una voce che gli gira in testa reclamando una lei, allora devono cedere al desiderio, chiedetevi in primo luogo perché vi sarebbero stati dati tali sentimenti se non foste destinate a esprimerli. Se credete che qualche potere superiore (Dio, Buddha, Maria Vergine o in qualunque modo vogliate chiamarlo) determini il vostro destino, rispondete a questo: perché un potere superiore dovrebbe essere così perverso da imporvi deliberatamente quei sentimenti per farvi soffrire e per farvi spendere tutte le energie cercando di sopprimerli? Specialmente quando esprimendoli rendereste tutti, tranne vostro marito e l’attuale fidanzata, tanto più felici?"