Eric Mendes, agente speciale e profiler dell’FBI, collabora con la task force incaricata di stanare El Veneno, lo spietato narcotrafficante che è diventato anche la sua nemesi. Durante una retata, il detective compie un errore che riapre le ferite del passato, costringendolo a confrontarsi con l’oscura verità sulla morte della figlia. Inizia così a indagare su alcuni corpi marchiati da uno strano simbolo, finendo invischiato in un complotto che risale alle origini della civiltà stessa. Al cospetto del terrore primordiale, Eric dovrà trovare la forza di scendere a patti con i suoi demoni, oppure lasciare che l’ossessione lo divori. L’idea del male è un thriller che affronta il delicato tema del tormento, portando il lettore a interrogarsi sul significato della paura e sui mostri che troppo spesso si annidano nella nostra mente.
Un romanzo che cattura e non molla: tensione psicologica, venature horror e riflessioni profonde sul concetto di male. De Cristofaro costruisce personaggi credibili e un’atmosfera cupa che si insinua nella mente. Lettura consigliata agli amanti del thriller con anima.
Il profiler dell'FBI Eric Mendes partecipa ad una retata per catturare El Veneno, un narcotrafficante che ha commesso numerosi gravi crimini, il quale è sempre stato impossibile da acchiappare. Purtroppo, durante l'arresto, Eric commette un grave errore che mette a repentaglio sia l'operazione sia la sua carriera e per il quale viene inizialmente sospeso dal servizio.
È in questo frangente che il protagonista ottiene da un informatore segreto un indizio per scoprire le ragioni della prematura morte di sua figlia Nea. Un nome, solo un nome: Claire Sunderland. Si tratta di una giornalista che stava indagando su una casa farmaceutica e morta in maniera del tutto misteriosa anche per il medico legale. Per fortuna, nonostante la sospensione, Eric ha ancora accesso ai database delle indagini e, trovato l'obitorio dov'è depositata la ragazza, scopre che sul suo corpo c'è un segno identico a quello rinvenuto sul cadavere di sua figlia. Non è un caso: è un marchio. Penso che quanto esposto sia di per sé sufficiente ad avervi trasmesso la curiosità di sapere come si muoverà Eric per scoprire la verità, per conoscere i rischi che incontrerà e per capire se raggiungerà finalmente la verità.
Non stavo più nella pelle dalla voglia di leggere L'idea del male e finalmente è giunto il momento. Devo dire di essermi immerso completamente nella lettura, anche se questo genere ha richiesto lo sforzo di uscire dalla mia comfort zone. Si perché, in effetti, si tratta di un thriller psicologico che però presenta degli elementi soprannaturali. Il tutto, difatti, è ben amalgamato e mai troppo pesante, il che mi fa pensare che questo testo sia adatto a chi si approccia al genere per la prima volta. A questi elementi si aggiunge la profonda riflessione sul senso del male che permea l'opera dall'inizio alla fine, esposte tramite le esperienze di Eric. Il ritmo mi è parso abbastanza sostenuto, rallentato forse da sparute ripetizioni qui e là e dal fatto di non riuscire a mettere insieme i risultati raggiunti, poiché ogni volta che pensavo di aver capito qualcosa delle indagini, un altro evento mi allontanava dalla fine. Le descrizioni mi sono sembrate vivaci, soprattutto se penso ai dettagli relativi ai crimini e ai corpi delle vittime. A tratti, ho percepito lo stile della penna di Donatello De Cristofaro come cinematografico, infatti mentre leggevo le scene appena esposte mi si prefiguravano davanti agli occhi come se stessi vedendo un film. Sinceramente questo non mi sembra un male, nonostante lo stile cinematografico ad alcuni lettore possa far storcere il naso. Posso supporre che, trattandosi di un romanzo breve, l'autore ha voluto ottimizzare i tempi scenici proprio tramite la scelta stilistica appena esposta. Per quanto riguarda il protagonista, l'ho trovato molto umano, verosimile nelle sue fragilità e determinazione. Spesso sono entrato in empatia con lui e avrei voluto poterlo aiutare. Non tanto nelle indagini, quanto durante i momenti di crisi e di sconforto. Perché per le indagini, nonostante alti e bassi, Eric è circondato da una serie di altri personaggi che hanno completato splendidamente il quadro della storia. Chissà mai che avremo degli spin off anche su ciascuno o almeno alcuni di essi.
Perciò se cercate un thriller psicologico con elementi soprannaturali adatto anche a chi si approccia al genere per la prima volta, con parecchi momenti di tensione e che sappia stimolare la vostra riflessione vi consiglio assolutamente L'idea del male.
Un romanzo cupo, tormentato e con una forte tensione psicologica che, pagina dopo pagina, ci porta in un mondo popolato da incubi e misteri… Il personaggio principale è tratteggiato dall’autore con tutti i chiaroscuri che popolano la sua anima… Sensi di colpa, ossessioni e bisogno di redenzione abitano nel suo animo lacerato dalla perdita della figlia… Ma il suo vero nemico è il male stesso,incarnata in una forza antica che lo spingerà sull’orlo del baratro, mettendo in discussione la sua sanità mentale…. L’autore mette l’accento su come il male possa introdursi nella nostra vita, come possa impossessarsi delle nostre anime, con sfumature sottili e malvagie… Con uno stile quasi cinematografico, si passa da momenti prettamente investigativi ad altri molto più introspettivi e inquietanti, con punte di horror che non guasta mai e con la tensione sempre al massimo …. Una lettura da divorare, che mette anche alcuni dubbi nel lettore… E se in tutto questo ci fosse qualcosa di vero ?… E a quale punto si può arrivare per scoprire la verità ?….
Per gli appassionati di storie alla Criminal Minds, "L'idea del male" di Donatello de Cristofaro è una lettura che consiglio caldamente. Questo libro non è solo un thriller: è una discesa intensa e dettagliata nella psicologia del crimine. L'autore riesce a tessere una trama così coinvolgente da farti sentire protagonista di un episodio della serie. Ciò che ho amato di più è la narrazione da molteplici punti di vista. Non ci si limita a seguire i profiler, ma si entra nella mente del colpevole e si condividono le paure e le ansie delle vittime. È un viaggio completo nelle emozioni umane: dalla rabbia alla tristezza, fino a quel "qualcosa in più" che, come accenni, aggiunge un tocco quasi paranormale e rende la lettura irresistibile. L'ho trovato un libro eccellente, ben strutturato e con una profondità emotiva che pochi thriller riescono a raggiungere. Promosso a pieni voti.
📖🖤 Oggi vi porto una recensione un po’ diversa dal solito. Un libro che mentre lo leggi ti riempie di domande… e allo stesso tempo te ne lascia altre in sospeso. Un thriller soprannaturale che non si limita a intrattenere, ma ti entra dentro, colpisce nei punti giusti e ti lascia senza fiato.✨
⭐⭐⭐⭐⭐/5 stelle meritatissime: 🌌 ambientazioni curate e affascinanti 👥 personaggi vivi, dal carattere riconoscibile 📚 una lettura che si divora pagina dopo pagina
Una collaborazione che mi ha dato tanto e che spero possa dare anche a voi le stesse emozioni.🥰🖤 Un grazie speciale dal cuore a @voidpublications Donatello De Cristofaro per avermi dato la fiducia di esplorare questo suo mondo oscuro e magnetico.🌻👁
👉 Andate a seguirlo… perché fidatevi, i brutti spiriti potrebbero perseguitarvi se non lo fate. 👻😜
Questo autoconclusivo è un romanzo psicologico e anche investigativo, che fa riflettere su molte cose e tiene col fiato sospeso.
Dopo un prologo che ci illude di seguire una persona pensando sia quella la protagonista, le vicende invece cambiano punto di vista e si capisce che il personaggio principale un altro.
La vicenda inizia nel bel mezzo dell'azione, subito dritta al sodo, e la scrittura dell'autore e la rende abbastanza coinvolgente perché le descrizioni sono accurate e rendono bene l'idea di tensione, terrore e agitazione dei personaggi.
C'è un fattore di folklore mescolato a un contesto moderno e a tratti fantascientifico (visto che spesso si parla di alieni).
Sono presenti nel testo molte descrizione dettagliate di corpi senza vita menomati, e lo dico perché è giusto prepararsi alla lettura con consapevolezza che si incontreranno questi stralci molto crudi e cruenti.
Dots è una creatura terrificante, da brividi, da incubi notturni. Ma al tempo stesso è l'impersonificazione dell'ossessione, dell'overthinking, non un mostro qualunque. Mi piace che ci sia questo simbolismo, che da un tocco molto particolare al libro.
In particolare ho apprezzato il finale, con un plot twist notevole proprio nelle ultime righe, e tante riflessioni filosofiche ed etiche. Non ho capito molto, invece, la scelta della copertina: non riprende scene del libro o personaggi di rilevanza e secondo me non rende abbastanza l'idea del concept horror. Di per sé è bella, ma la vedo slegata dal libro.
La rivelazione del mese! Non mi aspettavo una lettura così avvincente, inquietante e dettagliata in poco meno di 200 pagine. Ho apprezzato le implicazioni filosofiche e la cura riservata ai dettagli. Consigliatissimo agli amanti del genere, dato che l'ho divorato perfino io che sono una fifona!
Parto con il ringraziare l’autore per la copia digitale e per la fiducia! L’uso della lingua italiana è ottimo, non ho riscontrato errori o sviste, non ci sono buchi di trama e la lettura è fluida e scorrevole. Mi ha messo la giusta curiosità per questo thriller horror. Voglio far notare che l’autore si è documentato prima della stesura, soprattutto su come sono organizzati gli americani nelle forze dell’ordine. Cosa assurda da dire? No, perché spesso gli autori cadono in errori grossolani e gli editor non li vedono, qui invece ho trovato molti riferimenti che mi hanno portato a fare i complimenti all’autore. Perché dovreste leggere questo breve libro? Perché è un autore emergente italiano che ha scritto un piccolo gioiello di 190 pagine circa. Se siete amanti della dualità del male e del bene e di dove finisce uno per iniziare l’altro, vi consiglio di recuperare questo testo perché l’autore vi butterà tra le grinfie di qualcosa di misterioso, una entità che pare uccidere senza criterio e senza motivo, lasciando dietro di sé solo omicidi irrisolti e una serie di domande che andranno a stuzzicare sia il protagonista che voi lettori. Ho trovato anche un riferimento all’aquila di sangue, quindi chi mi segue da un po’, sa quanto io amo i popoli vichinghi e le loro usanze quindi, sì, mi ha catturato! Cosa secondo me non funziona? Dovete approcciarvi a questo scritto sapendo che è un horror oltre che a un thriller, perché altrimenti potreste rimanere delusi dal fatto che manchi la componente realistica in alcune procedure scientifiche/investigative. Ma non preoccupatevi perché alla fine tutto si ricollega e vi verrà chiarito il motivo. Non voglio farvi troppi spoiler, ma secondo me è un libro che merita essere letto, ve lo consiglio ♥