Non c’è niente di “naturale” nell’idea di famiglia o di relazione di coppia che ci viene consegnata dal mondo sociale. E i concetti di monogamia e di amore che diamo per scontati non sono una libera scelta, ma il prodotto delle norme educative che abbiamo incorporato e che riproduciamo. Il poliamore e la comunità poliamorosa ci consentono di ampliare le nostre possibilità di relazione, di sovvertirle, abbracciando un modello relazionale in grado di trasformare radicalmente le nostre vite in senso transfemminista e alleato delle lotte anticapitaliste, intersezionali, antispeciste e antiabiliste. In Sovvertire le intimità il poliamore diventa una pratica che si libera delle normatività eteropatriarcali e distrugge i meccanismi di competizione tra individui. L’obiettivo è pensare e costruire l’amore come forma di cooperazione sociale basata sulla cura, l’interdipendenza e l’affinità politica ed emotiva.
Finalmente una visione piú politicizzata del concetto di poliamore a non monogamie etiche in generale. Perchè se è vero che tante di queste considerazioni emotive possono scaturire in particolare all'interno di menti che sembrano avere una naturale predisposizione di opposizione alla visione monogama, risulta altrettanto valido voler instaurare un discorso sociopolitico sugli effetti (per quanto mi riguarda a volte abbastanza limitanti e quasi catastrofici) che questa stessa visione ha sulle nostre aspettative e progetti di vita. Insomma, le non monogamie etiche possono essere lo spunto base per una discussione piú ampia sul cosa stiamo perdendo a livello sociale andando a chiuderci in nuclei familiari ermetici? Non esiste davvero un'alternativa piú ampia che possa portarci a metterci in discussione in quanto esseri umani naturalmente votati al grupppo e alla socialitá che sono "costretti" all'inesorabile frammentazione romantica? Questo libro mi ha fatto sentire un po' meno solo, sensazione con la quale convivo da sempre e che si accentua quando metto a fuoco e realizzo il quantitativo di emozioni che rimangono a marcire dentro di me.
Sono felicissimo che qualcun* abbia fatto ulteriore chiarezza sulla non-monogamia, peraltro senza banalizzarla, ma al contrario mettendo in prospettiva la dimensione poliedrica, le mille sfaccettature che assume all'interno della società e della comunità stessa (se ne esiste una). Sono proprio grat* a Nic per aver portato in Italia un masterpiece sull'argomento. Ringrazio per aver raccolto tutto questo materiale e averlo esposto in maniera leggera (cosa non facile) e comprensibile. Mi piacerebbe che in futuro qualcuno approfondisse in Italia l'anarchia relazionale in modo più incisivo: non perché non venga trattata come argomento (infatti succede alla fine del libro), ma per avere più resoconti, riscontri.
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La forma ibrida verso il testo accademico attraverso l'impronta della sociologia qualitativa non lo rende una libro che suggerirei a chi sta iniziando a confrontarsi con le non monogamie etiche e consensuali, nonostante sia molto scorrevole e capace di dare una visione ampia su questi temi.
Resta un input importante per sottolineare la necessità di "sovvertire le intimità" in un flusso dal personale al politico - e viceversa - senza soluzione di continuità.