Viola nella vita ha imparato molto bene una cosa: a nascondersi. I vestiti di una taglia troppo grande, un impiego ben lontano dalle sue passioni di bambina, quando inventava storie e le appuntava su fogli di carta, un bravo ragazzo come marito, con cui però, forse, l’amore non c’è mai stato. Poi un giorno, mentre sta sviluppando alcune fotografie nel negozio in cui lavora, si fa largo tra la folla del centro commerciale un uomo alto e dinoccolato, ancora bello nonostante l’età: è suo padre, l’artista famoso, l’irregolare, l’eterno bambino. È tornato, è venuto a cercarla per proporle un viaggio nella loro terra d’origine e per dirle qualcosa di molto importante. Ma come fidarsi un’altra volta dell’uomo che l’ha abbandonata? Come credere di nuovo a una delle sue funamboliche storie? La tentazione però è troppo forte e Viola accetta. Mentre un paesaggio innevato scorre oltre il finestrino, l’inaspettata sincerità di quell’uomo disarmato inizia a far breccia nelle difese di Viola e quando insieme arrivano alle pendici dei Sibillini, dove è custodito un antico segreto, una nuova forza la travolgerà: la forza dell’amore, che Viola non ha mai conosciuto, della verità, del perdono, di un luogo che la chiama a sé con la sua luce misteriosa e avvolgente. È un viaggio davvero magico se il prezzo della felicità è abbandonarsi con gli occhi chiusi al potere della vita che è pronto ad accoglierci. Intenso, ammaliante, poetico, Se chiudo gli occhi conferma Simona Sparaco una voce straordinaria della narrativa italiana.
Scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Per Newton Compton ha pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Vive tra Roma e Singapore.
Recuerdo que antes la publicación de la novela Simona Sparaco dio un par de títulos públicamente, preguntando qué pensábamos nosotros lectores sobre los títulos de elegir. Bueno. Hoy si tengo que atribuir un adjetivo a esta narración digo que es una novela fabulosa: en el sentido estricto de una fabula. Quién sabe, probablemente una prosa de intención moral: en el sentido que el libro recoge diferentes conexiones y su desintegración. Tal vez son cuentos de cuando Simona Sparaco era un niña. Una fábula donde los anexos mencionados, que luego podrían simplemente ser reminiscencias de la infancia de la autora, varían desde historias mitológicas hasta supuestas creencias populares.
La novela muestra una clara profesionalidad. El cuento está lleno de emoción. Ve a la principal protagonista Viola redescubrir el afecto paterno: en general, el proyecto escrito es polémico porque un miembro de la familia es ocultado de la vida cotidiana de Viola. Pero, como ocurre en la bonita novela, la habilidad de la escritora página tras página asegurará que esta persona se establezca como el único punto de referencia en la vida futura de Viola.
Ricordo che posteriormente alla pubblicazione del romanzo quando la scrittrice diede un paio di titoli chiedendo pubblicamente cosa pensavamo noi altri lettori riguardo i titoli da scegliere gli dissi che per me "Se chiudo gli occhi" poteva essere un romanzo dove l’immaginazione del lettore si lasciava coinvolgere con quanto scritto, in maniera fluida. Senza avere affatto l’idea del contesto! Cosa che, nonostante il romanzo non è uno dei miei preferiti, ho da riconoscere che è ben articolato, consentendo una fluida lettura probabilmente pure a coloro che non amano leggere o sono allergici ai libri. Se devo attribuire un aggettivo a questa narrazione direi che è un romanzo favoloso, nel senso stretto del terme di favola. Chi sa, probabilmente un prosa d’intento morale: in questo senso, Se chiudo gli occhi raccoglie a sé differenti nessi e la loro disgregazione, magari racconti di quando Simona Sparaco era una bambina. Una favola dove gli annessi menzionati, che poi potrebbero essere semplicemente reminiscenze d’infanzia, variano dalle storie sulla mitologia sino alle presunte credenze popolari. Tuttavia, a prescindere da come la scrittrice volle ornare la stesura, al romanzo contro ogni intenzione si nota una netta professionalità. La narrazione è colma di emotività, e vede la protagonista principale, Viola, ritrovare l’affetto paterno: nell’insieme la stesura è controversa perché un familiare che è celato ormai appresso la quotidianità di Viola, l’abilità della scrittrice pagina dopo pagina farà sì che questa persona s’insedia come unico punto di riferimento nella vita futura della protagonista.
"Eccomi qui, a scolpirti con le parole come tu facevi con il gesso.Perchè un figlio è come uno scultore.O un archeologo.Scavo, e mentre riporto i reperti alla luce riscrivo la nostra storia, la rendo più simile a come avrei voluto che fosse."Con queste parole la protagonista,Viola, racconta un viaggio, col padre ritrovato dopo anni, tra recriminazioni, rabbia, ma anche voglia di capire e, forse, perdonare.Un viaggio intenso e coinvolgente anche per il lettore, attraverso magia, verità, menzogne, saggezza ma anche tanta umanità nel raccontare la storia che si snoda, attraverso continui flashback e ritorni al presente.Una storia in cui si affacciano personaggi di donne con una saggezza e umanità straordinarie e nello sfondo paesaggi di sogno, descritti con pennellate intense che li rendono quasi reali."Lasciandomi trasportare da quella felice vertigine che hanno i bambini quando sognano di essere invisibili", ho compiuto un viaggio straordinario,dove l'amore e la rinuncia possono lasciare spazio al perdono e ad un nuovo senso della vita.Un romanzo che fa riflettere e tocca le corde più intime della nostra anima.
" Come tutti i genitori era stato una risposta quando ero bambina, ed era diventato una domanda appena mi ero fatta donna."
" Ripensavo a lei come a qualcuno che abita la vita aspettando sempre che accada qualcosa, e intanto il tempo passa e la vita è quello che è già successo, quello a cui non abbiamo prestato la dovuta cura."
" Questo romanzo è la mia calma e la tua storia. La storia delle tue partenze e dei tuoi ritorni. Di quando sei passato a prendermi, per poi ripartire di nuovo."
Viola ha una famiglia, un marito e una figlia di quattro anni, un lavoro part-time in un negozio di fotografia, una vita ordinaria e senza sbocchi, una situazione che non le si addice e che la porta a nascondersi dietro ad abiti informi e a gesti meccanici e rassicuranti. Tutto cambia il giorno in cui il padre, la figura che più ha latitato nella sua vita, segnandola profondamente, ricomparirà all'improvviso e la trascinerà in un breve ma intenso viaggio alla scoperta delle sue origini, tra i monti Sibillini che fanno da sfondo e sono allo stesso tempo il cuore del suo passato,e segneranno forse anche il futuro di entrambi. Il rancore che Viola continua a provare per questo padre misterioso e sfuggevole si attenuerà man mano che Oliviero, celebre scultore, le rivelerà aspetti della sua infanzia, del suo passato, da lei del tutto ignorati, e la condurrà fino al doloroso ma per lei salvifico presente.
Una storia con risvolti magici (la leggenda delle Sibille, i "poteri" della nonna di Oliviero e della misteriosa Nora), molto introspettiva e piena di spunti di riflessione interessanti, incentrata su legami famigliari spesso delicati ed oscuri, su dinamiche dettate da orgoglio, rancore, cose mai dette, mai spiegate, molto immaginate. Una storia di famiglia e di rinascita, di rivelazioni, di vere e proprie epifanie sullo sfondo di un paesaggio suggestivo e severo come solo quello della montagna sa essere.
La scrittura è poetica ed estremamente accurata, forse poco spontanea e troppo descrittiva per quelli che sono i miei gusti, e chi ama la mitologia apprezzerà i numerosi rimandi alle antiche leggende, di cui il libro è imperniato. Tante le frasi da annotare e conservare, e un grande insegnamento sempre valido; guardare la realtà da diversi punti di vista, non fermarsi alle apparenze, scavare a fondo nelle storie e nelle emozioni delle persone, perchè anche le persone a noi più care possono non essere ciò che sembrano.
Ho fatto un po' fatica durante la lettura, mi sono persa spesso e sono dovuta tornare indietro a rileggere alcuni passaggi, spesso avevo la sensazione di aver saltato qualche pagina. Nonostante sia ben presente il marchio della Sparaco, ho avuto difficoltà a ritrovare la scrittrice che avevo amato negli altri suoi scritti...la malinconia, il dolore e la sofferenza, il non lieto fine che ho amato sono sempre presenti e ben definito, però manca qualcosa...come se il libro fosse stato scritto in un momento di stanchezza estrema... Comunque bella la storia, belle le ambientazioni e bello il finale...
Questa autrice ha delle cose da dire e le sa dire bene.Se nel precedente romanzo parlava di una maternità difficile qui si affronta un altro argomento scoglioso,quello del rapporto con un padre assente,artista,misterioso.Mi è' piaciuto e mi ci sono anche ritrovata molto ..purtroppo.
Viola nella vita ha imparato molto bene una cosa: a nascondersi. Abiti di una taglia sempre troppo grande, un lavoro che non le dà alcuna soddisfazione e ben lontano dalle sue passioni di bambina, un bravo ragazzo come marito, con cui però, forse, l’amore non c’è mai stato. Poi un giorno, mentre sta sviluppando rullini di gente infelice al centro commerciale, si fa largo tra la folla un uomo alto e dinoccolato, ancora bello nonostante l’età: è suo padre, l’artista famoso, l’irregolare, l’eterno bambino. E’ tornato, è venuto a cercarla per proporle un viaggio nelle Marche, la loro terra d’origine, e per dirle una cosa molto importante. Ma come fidarsi un’altra volta dell’uomo che l’ha abbandonata? Come credere di nuovo a una delle sue funamboliche storie? La tentazione è troppo forte e Viola accetta. Un segreto custodito per anni condurrà padre e figlia alle pendici dei Sibillini dove Viola sarà travolta da una nuova forza e una nuova luce, proprio come il cielo di quei posti. E’ un viaggio magico se il prezzo della felicità è abbandonarsi con gli occhi chiusi al potere della vita e all’amore che è pronto ad accoglierci. Intenso, ammaliante, poetico, ”Se chiudo gli occhi” conferma Simona Sparaco una delle voci migliori della narrativa italiana. Premio Selezione Bancarella 2015. “Credi solo in quel che vedi. Il fatto che tu sia l’unica persona a vederlo non vuol dire che non esista”. Questo romanzo è un vortice di emozioni, in cui Simona Sparaco parla del difficile rapporto tra padre e figlia interrotto bruscamente per tanti anni. Si affrontano con difficoltà delle situazioni del passato dolorose da riscoprire e ci si mette di fronte a chiarimenti e a ciò che tutti desideriamo sapere ma che al contempo ci fa tanta paura… la verità. Una storia che ci fa riflettere sulle ” cose non dette” e dell’importanza di non chiudere le porte, ma di lasciare sempre uno spiraglio aperto … nel nostro cuore. Alcuni hanno trovato la descrizione dei paesaggi e di Nora noiosa… non reale, ma non per me che vivo nelle Marche e conoscono bene questi paesaggi meravigliosi e tutte le storie che si celano all’interno di questa splendida regione. Quindi posso solo ringraziare Simona Sparaco per questo romanzo che fa bene al cuore e all’anima.
La storia di Viola è la storia di una persona che ha passato la sua vita a nascondersi, a non seguire le proprie passioni e inclinazioni per preferire una sicurezza comoda, ma allo stesso tempo soffocante. Il suo lavoro non la soddisfa, lei e suo marito non si amano più, ha un rapporto estremamente difficile con i propri genitori. Tutto cambia con l'incontro con suo padre, un famoso scultore, che ritorna da lei cercando di coinvolgerla in un viaggio che per Viola si trasformerà in un ritorno alle proprie radici e una riscoperta di sé stessa. All'inizio questo romanzo mi stava convincendo: la scrittura è scorrevole ma allo stesso tempo quasi decorativa, ci lascia entrare nella mente di Viola, nei suoi traumi, nella sua infanzia e nei suoi pensieri. Viene descritto un ambiente naturale, affascinante e quasi fuori dal tempo, che non è un semplice sfondo ma diventa quasi protagonista nello sviluppo del rapporto padre-figlia che è un po' il punto cardine del romanzo. Oliviero è un personaggio interessante, ben caratterizzato, con relazioni atipiche, che nella sua vita ha preso decisioni impopolari ma che alla fine vengono tutte comprese dal lettore. Da un certo punto in poi però il romanzo perde un po' di realismo e tende un po' troppo all'esercizio di stile, motivo per cui ho abbassato il voto che probabilmente avrei dato al libro. Il rapporto tra Viola ed Oliviero è molto complesso, problematico e sfaccettato e diciamo che non sono stata soddisfatta di come vengono tirate le somme a fine romanzo: penso sia una conclusione un po' semplicistica che non rispecchia bene tutto ciò che viene delineato invece in precedenza. Rimane una lettura scorrevole, che crea atmosfere evocative ma che spesso si perde in lungaggini non necessari che rallentano molto il ritmo e vanno a minare il coinvolgimento emotivo del lettore perdendosi in riflessioni eccessivamente introspettive della protagonista.
Il mio amore per la montagna si è rispecchiato nella lettura di questo libro. L'amore per la vita spartana di un tempo, lontano dal caos delle città e dalla nostra schiavitù da tutta la tecnologia che ci circonda. Viola, la protagonista del libro, ha imparato ad amare quello che io già adoro da tanto tempo. E quando ti rispecchi così tanto in un personaggio non puoi fare a meno di adorare anche la storia. Una storia che ci parla di come sia difficile avere un rapporto sincero e unico con le persone che ci sono più vicine. E del ritorno alla vita di un tempo. I paesini sparsi per le Marche (in questo libro, ma tutto il nostro centro Italia), lo stile di vita fuori dal tempo, senza frenesia, senza stress, senza un dio denaro che manipoli la nostra vita ogni giorno. Ogni volta che ho letto storie di tempi andati, anche di secoli fa, mi sono sempre rispecchiata in quelle storie e in quel tipo di vita. Spesso mi sono sentita un pesce fuor d'acqua in questi tempi così frenetici. Ecco perché vorrei consigliare questo libro. Perché a volte, ricollegarci con la parte più semplice delle nostre esistenze, è l'unico modo per trovare le nostre strade. Io la penserò sempre così. Invece di ammassarci come pecore sulle spiagge solo per un selfie in un posto che fa figo, fatevi una passeggiata in mezzo ai monti, nel silenzio più assoluto. È molto più rigenerante di tanti tipi di vacanze.
Primo libro letto di questa autrice. Devo dire che sono andata un po' a rilento all'inizio, ma proseguendo, con l'inizio del viaggio con il padre e le storie del passato che vengono portate a galla, con quel poco di magia che esiste nella storia... sono andata avanti. Sono andata avanti e ho cominciato a capire la protagonista, chiusa nelle sue riserve, nella sua quotidianità e negli errori. Questo è un romanzo di redenzione, un romanzo su qualcuno che capisce che gli errori sono umani e che si può rimediare. Un romanzo su un rapporto tra padre e figlia (o in generale con uno dei due genitori) che può ricomporsi se si comincia a parlare di sé. Bello.
“Si va alla deriva lentamente, a volte per anni, fingendo che niente stia accadendo davvero, anche quando non è già più possibile toccarsi, finché un giorno accade qualcosa che ci fa prendere coscienza dell’inevitabile. Qualsiasi cosa. Una parola, un gesto. Le mani di una vecchia donna che ti dice: «È questa casa tua».”
Abbandonato a metà. Dopo la folgorazione di ‘Nessuno sa di noi’ e ‘Equazione di un amore’, questa recherche du temp perdu che ha per sfondo le asperità dei Monti Sibilillini e per protagonisti un padre inaffidabile e una figlia combattuta non mi ha decisamente conquistata. Peccato...
Ho fatto fatica a terminare la lettura di questo libro, che ho trovato scialbo e per certi versi contorto. Sono, quindi, rimasta delusa, dopo avere molto apprezzato sia "nessuno sa di noi" che "equazione di un amore" della stessa autrice.
Sicuramente un romanzo di lettura scorrevole e piacevole, una trama non particolarmente originale ma interessante. Non mi ha lasciato però grandi emozioni, manca un po’ di passione.
Un viaggio nel cuore dell’Italia, una figlia ed un padre che mai si sono conosciuti davvero che scoprono segreti l’uno dell’altra e ricostruiscono insieme le loro vite.
Un romanzo che resta vibrante nel profondo del cuore scuotendo le corde dell'anima. Una dolce e saggia brezza di vita che sfiora solo per pochi attimi il contorno del mondo odierno per catapultare il lettore in una sorta di magia antica e misteriosa. La storia di Viola, una ragazza ormai donna, madre di una bambina di quattro anni, Cristina, e moglie di Paolo, l'uomo che forse non crede più di amare come un tempo. Fra le tante incertezze della sua vita ed un' inquieta disperazione esistenziale, continua a lavorare in un negozio di fotografia, anche se un tempo i suoi sogni erano altri: sfruttare la sua laurea in Lettere per diventare una scrittrice. Ma tutto sembra quasi dimenticato, e Viola non si riconosce affatto in quella che era un tempo, quando all'improvviso un giorno la figura di un uomo compare nel negozio in cui lavora e quel volto riaccende la forza di un passato, il quale in fondo non si è mai spento. Non si è mai dimenticata di quell'uomo, neanche per un istante. Quel suo papà così strano e ambiguo, ma che da bambina le ha regalato tante storie così belle e preziose, prima di addormentarsi. Forse, egli rispecchia, senza che lei voglia ammetterlo, quella piccola grande parte di se stessa, che un tempo ha chiuso a chiave insieme a tutti i suoi sogni. Suo padre, Oliviero, un famoso artista e scultore, quella figura maschile che la affascinava e al contempo la faceva così tanto arrabbiare per essere scomparsa così inaspettatamente dalla sua vita. La figura di un genitore, che non è mai stato presente, neanche alla nascita della sua bambina, ora si ripresenta di fronte a lei cercando una sorta di inspiegabile aiuto ed esprimendo il desiderio di voler raccontare a sua figlia ciò che non le ha mai detto. Già, perché c'è una grande parte della sua vita di cui Viola non conosce i perché e attraverso questo lungo viaggio che li riporterà insieme nei luoghi, dove l'uomo è nato e vissuto da piccolo, entrambi grazie a grandi silenzi pervasi da parole inaspettate, reazioni incomprese, persone del passato e un affetto rimasto per troppo tempo trattenuto: impareranno a comprendersi a vicenda senza riuscire a serbare più quell'inutile rancore che il sapore dell'assenza lascia dietro di sé come una scia. Ed ecco che appare il mistico e antico luogo delle Marche, una regione italiana tutta da scoprire nel suo misterioso e impervio territorio, dove le sovrane vette dei Sibillini lasceranno un'impronta indelebile nella vita di Viola. Lì grazie al padre conoscerà tante piccole grandi verità che l'aiuteranno a fare pace anche con se stessa, ma verrà a conoscenza anche dell'esistenza della storia di Oliviero, che in quei posti, non sembra più l'egoista artista come l'aveva sempre dipinto, ma appare soprattutto come un normale uomo comune in preda all'ansia per i suoi precedenti errori e alla sua disperazione per l'unico e vero amore della sua vita, Pauline. Viola attraverso quei racconti si sentirà molto vicina alla figura di questa donna, grande amore di suo padre e di cui lei stessa non sapeva nulla, ma imparerà a conoscere anche le figure di Clara, la nonna mai realmente conosciuta, Antina, nonna di Oliviero e Nora, un'amica insostituibile agli occhi dell'uomo. Una donna dai poteri antichi delle Sibille, coloro che possono entrare in contatto con le persone 'invisibili', come Pauline adesso e Clara in passato. Sì, 'invisibili', perché il loro corpo è ancora sulla Terra fra i vivi, ma la mente se ne è andata, persa ormai in un'altra dimensione. Viola dovrà aiutare suo padre a dare un ultimo saluto a Pauline, rendendo così la figlia partecipe finalmente della sua vita e del suo dolore, quasi come se così facendo potesse per un attimo cancellare il peso della sua assenza nella vita di lei. Uno stile scorrevole, poetico, sfumato da una sensibilità e profondità innate. Una scrittrice italiana che sicuramente resterà nella storia per averci fatto capire quanto sia importante nella scrittura non la quantità delle cose narrate, ma la qualità di esse. In questa trama ci sono cuore e anima ed è questo che dovrebbe riuscire a fare un vero scrittore. Consiglio questa lettura a chi ama leggere una storia familiare interrotta, riuscendo a commuoversi e a darsi finalmente risposte impensabili.
Un bellissimo libro, una storia che dona ai lettori diversi sentimenti. In base a ciò che si è passato si cattura sentimenti e pensieri diversi. Un libro che fa venir voglia di vistare quei luoghi, quelle fate... Quei misteri. Un libro che a mio avviso merita di essere letto, compreso.
Appena finito. Sono ancora stordita e sconvolta dalla bellezza di questo romanzo. Dalle emozioni che mi ha suscitato, dalla meraviglia che è riuscito a farmi provare. Coinvolgimento a trecentosessanta gradi: totale, completo. Sono rimasta incollata alle pagine, continuando a leggere senza soluzione di continuità. Leggevo, leggevo leggevo...instancabile, golosa, avida. Questa volta Simona Sparaco ha veramente superato se stessa. Una storia dolorosa, ma delicata, toccante, commovente. Ed ero lì, tra i monti sibillini. E riuscivo a sentire la neve sotto ai polpastrelli, sulle guance arrossate e brucianti di freddo. E guidavo insieme a Viola, assaporavo i silenzi delle parole non dette, sospese a mezz'aria tra lei e quel padre così...difficile, estraneo. Talvolta sono le persone a noi più vicine quelle che meno conosciamo. E' il passato che plasma il nostro futuro, che lo rende certo e affrontabile. Un passato che urla e ci graffia dentro come una bestia feroce, che tentiamo di nascondere (agli altri o a noi stessi?). Certe dinamiche sono così difficili da comprendere, ma insubbiamente necessarie.
{Dall'infanzia non ci si può mai davvero separare, per alcuni è l'unica età della vita. Ma può accadere di perdersi in quella fase di passaggio, che non è più e non è ancora. E allora si resta come in bilico, in un limbo, dove le cose sono quelle che sono, prigioniere delle leggi ineluttabili della fisica e della chimica. Non si trasformano, non sono più materia plasmabile dello sguardo. Io avevo aperto gli occhi, avevo accolto la realtà come tangibile, immutabile. Ma non ero diventata grande. Mi ero persa.}
Ho letto in anteprima le prime pagine di questo libro e la CE è stata così gentile da mandarmelo, grazie mille, davvero.
La storia è quella di Viola, una giovane madre di una bella bambina, Cristina, e moglie di un uomo che non crede più di amare. Lavora in un negozio di fotografia anche se i suoi sogni erano bene altri, con una laurea in letteratura in tasca avrebbe potuto diventare la scrittrice che una volta sognava di essere. Come si è arrivati a questo punto? Nemmeno Viola riesce a riconoscersi in quella di un tempo, nella sua vita manca qualcosa.
Un giorno entra nel negozio un uomo, Viola lo riconosce subito, è Oliviero, suo padre. Lo stesso padre che le leggeva le favole, lo stesso padre che l'ha abbandonata. E' da questo momento che inizia la vera storia, Oliviero vuole raccontare la verità a sua figlia e, per farlo, le chiede di seguirlo in un viaggio, un viaggio alla scoperta dei luoghi in cui lui è nato e cresciuto.
Seguendolo, Viola finalmente scopre la verità ed è grazie a questa e ai luoghi che si avvicina di più a questo padre artista ma. soprattutto, riesce a fare pace con un persona molto importante, se stessa.
"Se chiudo gli occhi" è un libro bellissimo e profondo, si nota subito che l'autrice ci ha messo tutta se stessa, cosa non da poco, non tutti ci riescono. Lo stile è molto scorrevole e anche poetico se vogliamo, quello che vuole dire, il messaggio che vuole lasciare, ce la recepire molto bene.
Consiglio questo libro a tutti voi follower, è una piccola perla che non potete lasciarvi sfuggire!
La lettura del romanzo è risultata scorrevole e inaspettatamente piacevole; d’altro canto il tema è davvero complesso, eppure l’autrice ha saputo trattarlo con freschezza e leggerezza, aiutata dalla magia di certi luoghi misteriosi, elemento chiave per ricucire i brandelli di un difficile rapporto. Si respira a pieni polmoni l’aria di una nuova vita che Oliviero voleva far riscoprire alla figlia, non come una verità rivelata, ma con l’arte dell’inespresso: il presagio, il celato, il mistico, sono tutti elementi che si rifanno non solo ai luoghi descritti ma anche ai suoi personaggi tutt’altro che statici. La crescita di Viola, dalle prime pagine del romanzo alle ultime, è sicuramente drastica ma non il frutto di una violenta coercizione: la scintilla era insita in lei, andava solo ravvivata.
"nessuno sa di noi" mi ha cambiato la vita, così ho letto questo nuovo romanzo per curiosità, ma mai immaginavo che mi sarebbe piaciuto anche più dell'altro. Il viaggio che Viola affronta con il padre è in realtà il viaggio che ciascuno di noi dovrebbe affrontare con se stesso, verso la verità di chi siamo e cosa desideriamo davvero. Mai retorico, nè banale, originale per le "short story" che caratterizzano l'apertura dei capitoli, questo romanzo, scritto con un linguaggio fluido e amabile, destinato sia a uomini che a donne, sa scavare nelle nostre profondità, invitandoci a scegliere di andare dove ci porta il cuore.
Con questo libro la scrittrice Simona Sparaco si conferma una voce straordinaria della narrativa italiana. Con sapienza narrativa e passione, l’autrice ci conduce al cuore dei protagonisti, ci svela le loro paure, le difficili scelte, la fuga da se stessi alla ricerca del vero amore. L’amore è alla base della vita, è il suo nutrimento e nell’amore che troveremo la forza per perdonare.
Intenso, poetico, magnificamente scritto. E' la storia di un viaggio: per scoprire le proprie radici, per riannodare le fila del passato, per ritrovare un presente, per riscoprire l'amore. Assaporato parola per parola
Meraviglioso! Intenso, profondo e pieno di emozioni. Un libro che lascia il segno e che ad un certo punto fa scendere una lacrima e non solo perché sta finendo.
4,5 stars... Un romanzo straordinario. L'unica pecca è , secondo me, che la fine è scritta in modo molto sbrigativo. Non volevo che finisse così... presto...
Questa storia di una donna che cerca di ricostruire il rapporto con suo padre rimane con te anche dopo che hai finito di leggere. Un libro scritto molto bene che ti porta pian piano a scoprire la storia dietro le persone e ti coinvolge fino alla fine.