Gli eremiti alephiani hanno il sacro dovere di estrarre le emozioni dagli esseri viventi di altre dimensioni.
Il Generale Xis Xerox risulta positivo al test emotivo e viene ricattato dal Ministro Owers, che gli promette il silenzio in cambio del rapimento di un Emotivo Puro dal pianeta Terra. Il soggetto in questione è Iris, una ragazza comune, con una vita complicata e una coinquilina che ha il vizio di lasciare la sua stanza a disposizione degli amici anche quando non c’è. È così che Xis si introduce indisturbato nella vita di Iris. Cerca di rapirla, ma le emozioni della ragazza la difendono, obbligando lui a conquistarsi la sua fiducia. Inizia così una storia con un intrigo politico che affonda le radici nel passato del Sistema Armonico, e un amore nato dal conflitto per diventare molto di più.
Era un po' che non leggevo un fantasy che mi entusiasmasse! Emofobia è un viaggio affascinante sullo sfondo di un worldbuilding accuratissimo e originale con due protagonisti per cui non si può non parteggiare. Lo spunto di una società in cui le emozioni sono pericolose, come tentazione, droga, e come vere e proprie bombe capaci di fare del male e distruggere è molto stimolante. Il fantasy dovrebbe sempre suscitare riflessioni sul nostro mondo, e mentre ascoltiamo le motivazioni di questi personaggi per cui le emozioni equivalgono a corruzione, è difficile non pensare che su molte cose non hanno torto. Ma se da una parte abbiamo il generale Xis, così aggravato da un terribile evento del suo passato da giustificare l'assenza di moti emotivi, Iris, come personaggio, ci ricorda che cosa ci rende umani e quanto si perderebbe rassegnandosi a un'esistenza grigia. Iris è proprio quella protagonista che fa tutta la differenza. Anche Xis è un personaggio affascinante e ricco di sfaccettature (ironicamente, e in un risvolto che sovverte le aspettative, risulterà lui quello più sensibile e più incline a rivedere le proprie convinzioni nel nome di un sentimento), ma Iris è proprio quel genere di protagonista femminile per cui fai il tifo dalla prima pagina. Il suo punto di vista è molto forte. È una ragazza forte e indipendente ma soprattutto con una personalità che non si piega e non cerca di piacere, né alla lettrice, né agli altri personaggi! I suoi scambi, soprattutto con l'ambiguo Owers (un altro personaggio che merita ogni attenzione!) sono irresistibili, gestiti con la giusta misura di serietà e sdrammatizzazione. La storia d'amore è sviluppata su un binario hate-to-love che funziona a meraviglia visti i ruoli iniziali dei due protagonisti, e il colpo di scena nell'ultimo quarto del libro vi lascerà sbalorditi! Le citazioni a inizio capitolo alludono a un ampliamento del worldbuilding che, insieme all'evoluzione delle vicende che si concludono (ma non del tutto!) fanno proprio venire voglia di leggere il secondo libro, cosa che farò presto! Consigliatissimo!
L’ho finito in due giorni perché la penna di Ottavia può essere féro ma anche piuma e farti volare verso lidi lontani e pieni di fantasia. Che dire? Bello, trascinante, sono innamorata dei personaggi e del world building che l’autrice ha portato a dei livelli sublimi. Molto curiosa di leggere il seguito, nel frattempo lo consiglio a chi ama le storie strampalate - ma anche molto vere e toccanti.
⭐⭐⭐⭐💫 Questa è una storia profondamente ingannevole.
Potrebbe sembrare uno slow-burn, dove lui è un soldato alieno, proveniente da un pianeta in cui le emozioni sono l’energia che tiene in piedi il suo mondo, e lei un’umana Emotiva Pura, nonché il target di lui.
Solo che non è tutto qui. È una storia che in partenza può sembrare prevedibile, pur risultando godibile, poi nell’arco di poche pagine ti prende a schiaffi e vai avanti nella lettura in un mood di — Cosa? Ma in che senso? Ma cosa cazz* sta succedendo? — arrivando alla fine con un — E adesso?
Con le premesse che dà mi aspettavo determinate cose, ma ne ho trovate altre: una lettura totalmente imprevedibile, con dei protagonisti un po’ fuori dagli schemi.
Avevo preso questo libro perché intrigata dalla trama e posso dire che non mi ha per niente deluso! Il worldbuilding è ben fatto, i personaggi sono molto ben delineati. I capitoli brevi permettono una lettura molto fluida. Ho anche apprezzato le intro dei vari capitoli, che partono come citazioni e man mano evolvono e diventano letteramente parte della trama, includendo ad esempio dialoghi. Il libro chiarisce qualche dubbio ma lascia la curiosità di sapere come andrà a finire! Non vedo l’ora di leggere il seguito.
Xis è un Generale Eremita di Aleph, una dimensione in cui è concesso provare solo sei emozioni, e per giunta a piccole dosi, perché i suoi abitanti non sono in grado di metabolizzarle e quindi rischiano di impazzire o ammalarsi. Insomma, non il posto migliore del mondo in cui vivere, anche se loro sono convinti che sia la dimensione perfetta, dove tutto è equilibrio.
Iris è una ragazza che vive nella dimensione terrestre, all'apparenza una come tante: ha un capo che non sopporta, un gatto, una coinquilina eccentrica e si sente un po' impedita e fuori posto, complici le emozioni che lei, a differenza degli alephiani, prova pienamente. Anche più intensamente degli altri esseri umani.
Quando il criptico e sospetto Ministro dell'Igiene di Aleph Ac Owers ricatta Xis e gli ordina di andare sulla Terra per rapire Iris, cosa mai può andare storto? Ve lo dico io: tutto. 😂
La penna di Ottavia, contraddistinta da una vena ironica che personalmente ho adorato, porta il lettore ad affezionarsi ai personaggi quasi subito, lo catapulta nella loro mente mostrandoci anche i loro lati più torbidi. Difatti, uno dei punti di forza del romanzo è certamente il fatto che sono tridimensionali e credibili.
Non si può fare a meno di tifare per Iris e Xis, e sperare che in qualche modo riescano a uscire dal pasticcio in cui Owers li ha messi. Così come non si può fare a meno, per tutta la lettura, di porsi delle domande e di andare avanti pretendendo delle risposte. Perché c'è davvero molto più di quel che appare, sotto la superficie di questa storia. Un mondo - o forse è meglio dire DEI MONDI - anch'essi credibili, governati da leggi studiate nei dettagli, delle volte corrotti da complotti di cui, arrivati alla fine di questo primo volume, si vuole sapere di più.
Interessante anche il sistema magico basato sul controllo delle emozioni, e la rappresentazione di queste così vivide e colorate. Non dico di più solo perché è più soddisfacente leggere questo aspetto senza sapere bene cosa aspettarsi.
Adorabile la sottotrama romance enemies to lovers, preponderante senza mettere in ombra tutto il resto della storia, che a mio avviso impenna e diventa più avvincente nella seconda parte. Un po' come l'attrazione di Xis per Iris - ahahah.
Vi lascio con un paragrafo meraviglioso che ho sentito la necessità di sottolineare: "Essere umani è orribile. Vivere una vita piena di tutto per poi trovarsi improvvisamente con niente, nel vuoto, come se nulla avesse più valore."
Emofobia è un romanzo di fantascienza con un piccolo e delicato tocco di romance. Mi ha subito attratto il tema attorno a cui gira questo romanzo, ovvero le emozioni. Che cosa succederebbe se non potessimo elaborare le nostre emozioni, se fossero per noi un veleno che ci distrugge? Come vivremmo senza potere e senza dovere provare emozioni forti, totalizzanti e violente? È quello che succede agli abitanti di Aleph, un pianeta, o meglio, un piano di esistenza, in cui le emozioni sono considerate pericolose, e gente senza scrupoli le distilla direttamente da ignari esseri umani per drogarsi e autodistruggersi. Xis è un alephiano, e parte del suo mestiere è proprio riconoscere chi abusa di emozioni. Un giorno viene inviato sulla terra con l'inganno, alla ricerca di un'emotiva pura. Da quel momento sarà posto di fronte a profondi dubbi morali che metteranno in crisi tutto ciò in cui crede, e scoprirà un complotto che va bene oltre il semplice spaccio di emozioni-droga. La prima cosa che devo dire su questo romanzo è che sono curioso di cosa avverrà nel volume due. La fine mi ha lasciato pieno di domande e dubbi che non vedo l'ora di chiarire. La seconda cosa è che è proprio ben scritto. Una scrittura pulita, scorrevole, ma non banale, non asettica. (L'autrice non è sicuramente un'alephiana). In particolare ho apprezzato moltissimo le descrizioni brevi, a volte di due o tre sole parole, che però ti calano potentemente nell'ambiente e tra i personaggi che lo popolano. Ricordo ancora il fruscio delle tende dei terrazzi al passaggio della regina, il tintinnio dei bracciali della “bambina dai capelli color rame”, la macchina fantascientifica ma “bugattiana” del ministro Owers, il rosso violento del vestito di Iris a contrasto con il grigiore di tutto il resto. La storia nelle primissime pagine inizia come un classico fantaromance, ma presto la trama si complica e diventa complessa, profonda, piena di riferimenti politici e dalle sfumature quasi thriller, per tornare poi a una fine agrodolce, ammantata da quel pizzico di leggerezza che non guasta mai. Tuttavia è chiaro che sia solo un'illusione. Il meglio (o il peggio) deve ancora venire. E io... aspetto!
Il punto di forza principale di Emofobia, romanzo d'esordio di Ottavia, è senza ombra di dubbio il setting che propone al lettore. Su Aleph, prospera una società aliena che ruota attorno alle emozioni, ma che le suddette emozioni non può permettersi di provare perché nocive alla salute. Una società nella quale le emozioni vengono distillate e usate nei modi più disparati: dal campo energetico, al consumo ricreativo che sfocia nella tossicodipendenza.
E il pianeta Terra viene visto come la principale fonte di raccolta delle emozioni, perché gli umani, si sa, sono le creature più emotive dell'universo. In questo contesto, l'essere umano viene visto come una fonte di sostentamento, ignaro delle visite degli Eremiti alephiani che sottraggono loro le emozioni e allo stesso tempo comunque forte abbastanza da poterli uccidere se provano un'emozione troppo intensa.
Ottavia ci presenta con grande cura il popolo di Aleph, con i suoi usi, costumi, la religione, la storia e le dinamiche politiche al centro della narrazione. L'autrice ci lascia bene a intendere che l'ambientazione sia molto più vasta del solo pianeta Aleph, che scopriamo far parte di un sistema dimensionale più ampio. La lore stessa promette di essere molto vasta e non dubito che verrà approfondita nei libri successivi.
Protagonisti della vicenda sono Iris, un'umana definita Pura dagli alephiani perché in grado di genere emozioni violentissime. I suoi pov sono semplicemente incredibili, grazie al tono ironico e passivo aggressivo che spesso e volentieri utilizza. Xis invece è un Generale Eremita che le emozioni le disprezza e ha il compito di rapire Iris e portarla su Aleph. Xis è il personaggio con lo sviluppo e arco di crescita più marcati, che scopre accanto a Iris quanto le emozioni possano essere importanti, arrivando a provarne lui stesso in maniera spontanea.
Altro punto forte del romanzo è lo stile ironico e colloquiale che l'autrice ha utilizzato per far sentire i personaggi più vicini al lettore, come se in un certo senso fossero suoi compagni d'avventura. Ottavia è stata in grado di stemperare situazioni anche drammatiche senza far loro perdere pathos.