An important figure in the development of Nietzsche scholarship, Mazzino Montinari (1928-86) dedicated himself to the detailed study of the philosopher’s writings. This lifetime of scholarship crystallized in Montinari’s work as coeditor of the critical edition of Nietzsche’s collected writings. Reading Nietzsche, now available in English for the first time, is a group of essays that grew out of this monumental work. In Reading Nietzsche Montinari tackles such subjects as the relationship between Nietzsche and Wagner, early drafts of Thus Spoke Zarathustra, and the philosopher’s reputation among the Nazis and Marxists of the 1930s and 1940s. He also deals authoritatively with a number of figures who have had an unfortunate influence upon the way Nietzsche has been understood, from the chief Nazi interpreter of Nietzsche, Alfred Bäumler, to the chief Marxist interpreter, Georg Lukàcs, to Nietzsche’s sister, Elisabeth.
Mazzino Montinari (Lucca, April 4, 1928 – Firenze, November 24, 1986) was an Italian philosopher, germanist, philologer and critic.
He is considered of the greatest editors and intepreters of Friedrich Nietzsche's work. He confuted that Nietzsche never wrote a book called Der Wille zur Macht (The Will to Power) and that all the editing and the editions published by his sister and other editors were manipulated and too much corrupted to be reputed genuine and reliable to Nietzsche's philosophy.
He published his studies with the renomated Italian publishing house Adelphi, he also founded the international magazine Nietzsche-Studien in 1972. With his critical studies and translation of Nietzsche's oeuvre, Montinari gave the most important contribution to Nietzsche interpretation and comprehension.
Nietzsche es uno de esos filósofos seductores a los que hay que acercarse con cautela, pues una lectura apresurada que solo busque la estética del pensamiento nietzscheano y no se comprometa ni con el fondo de sus ideas ni aspire a problematizarlas, a rumiarlas, como diría el propio Nietzsche, además de traicionar al autor, se traiciona a sí misma y puede dar lugar a conclusiones peligrosas. Por ello, un texto como este de Montinari es importante para aproximarse al filósofo bigotudo sin ideas preconcebidas ni prejuicios. El italiano nos muestra en toda la fidelidad de años y años estudiando los textos originales de Nietzsche junto a Giorgio Colli a un filósofo mesurado, poco romántico y perfectamente razonable e incluso racional, siempre que entendamos por razón algo muy distinto a lo que occidente ha solido entender. En cuanto a su pensamiento como tal, Montinari expone sus principios y conceptos básicos con claridad y precisión. No es una extensa monografía ni una biografía que se centre hasta en los más mínimos y morbosos detalles (dice al comienzo que la vida de Nietzsche son sus obras, ni más ni menos), pero como texto introductrio es muy recomendable y de gran calidad.
“Nel dicembre del 1882 Nietzsche, nel momento culminante della crisi, scrive per sé: «Io non voglio la vita di nuovo. Come ho potuto sopportarla? Producendo. Che cosa fa che io ne sopporti la vista? La visione del superuomo, il quale dice di sì alla vita. Anche io ho tentato - ahimè!»”. Dire di sì alla vita in eterna ripetizione… “solo un essere sovrumano potrà sopportare la vita che eternamente ritorna”.
È una lettura preziosa per chi vuole comprendere il pensiero di Nietzsche senza fraintendimenti. Il valore del libro sta nel rigore con cui Montinari ricostruisce la figura del filosofo, liberandola dalle interpretazioni ideologiche che nel tempo ne hanno distorto il significato. Non è una lettura immediata, ma accompagna il lettore lungo l’evoluzione del pensiero nietzscheano con chiarezza, aiutando a distinguere ciò che Nietzsche ha davvero scritto da ciò che gli è stato attribuito. Consigliato a chi vuole avvicinarsi a Nietzsche in modo serio e consapevole.
Il libro si presenta come un riassunto piuttosto grossolano della vita e del pensiero di Friedrich Nietzsche. Risulta senz’altro utile come strumento di rapido ripasso, ma difficilmente può essere affrontato senza una conoscenza diretta dei testi nietzschiani, che restano imprescindibili per una comprensione adeguata dell’autore. Di particolare interesse è la nota conclusiva di Giuliano Campioni, che ripercorre a grandi linee la storia dell’edizione critica italiana delle opere di Nietzsche, offrendo un utile inquadramento filologico e storico.
"Nietzsche è un virus." E l'antidoto? Facile: basta leggersi cosa scrive Russell nel capitolo su N. (ovviamente sta in Storia della filosofia occidentale).
"Ο Montinari επιμένει [...] στον νοησιαρχικό χαρακτήρα, 'της συνεχούς και σκληρής εξάσκησης του πνεύματος', που αποτελεί χαρακτηριστικό του Νίτσε, σε αντίθεση με κάθε προοπτική που τείνει να τον παρουσιάζει ως τον φιλόσοφο της αμεσότητας, ως μυστικιστή και διονυσιακό. Όλα καταλήγουν σε μια κυριαρχία των δυνάμεων (Geist) πάνω στη ζωή, σε αναλυτική, 'απάνθρωπη ανατομή' κάθε μορφής εμπειρίας." (Από τα Προλεγόμενα, Giuliano Campioni)
"Η ζωή του Νίτσε [...] είναι οι στοχασμοί του, οι ιδέες του, τα έργα του. Ο Νίτσε αποτελεί ένα σπάνιο φαινόμενο πνευματικής αυτοσυγκέντρωσης, καθώς και αδιάλειπτης και σκληρής εξάσκησης του νου. Μια σπάνια περίπτωση εσωτερικοποίησης και εξιδανίκευσης των προσωπικών του εμπειριών, από τις πιο σπουδαίες έως τις πιο ασήμαντες. Είναι, τέλος, ένα σπάνιο παράδειγμα αναγωγής σε 'πνεύμα' αυτού που κοινώς ονομάζεται 'ζωή'. Με τη λέξη πνεύμα στη συγκεκριμένη περίπτωση εννοούμε τη σημασία που έχει στη γερμανική ο όρος Geist, δηλαδή νους-λογική, και όχι τον μυστικισμό του όρου Seele, δηλαδή ψυχή." (Από την Εισαγωγή)
Lettura preparatoria al fine di affrontare con un minimo di infarinatura l' incommensurabile "Così parlò Zarathustra". Il testo di Montinari è una valida summa del pensiero nietzschiano che viene scandito dalle varie fasi della vita del filosofo tedesco, con un'attenzione particolare agli studi filologici, alle influenze letterarie e non e con riferimenti precisi alla sua produzione.
come dovrebbe essere un libro su qualsiasi filosofo. Montinari ripercorre benissimo la vita Nietzsche intervallando il pensiero nei vari periodi della vita del nostro con citazioni e aforismi. se tutte le biografie di filosofi fossero fatte con questa formula sarebbe perfetto
Montinari ha letteralmente riscritto la storia della ricezione di Nietzsche, liberandola da una fitta rete di falsificazioni e interpretazioni fuorvianti, in particolare quelle promosse dalla sorella Elisabeth Förster-Nietzsche, la cui biografia "inattendibile fin nei particolari più insignificanti" ha costruito l'immagine di un "piccolo santo" o di un "profeta". L'autore ci guida attraverso le fonti primarie – manoscritti, taccuini, lettere – spesso inedite o manipolate, rivelando un Nietzsche assai più complesso, "rugoso" e tormentato. L'approccio di Montinari è profondamente storico e antimetafisico, concentrandosi sulla premessa che la "vita di Nietzsche... sono i suoi pensieri, i suoi libri", un incessante e quasi "crudele esercizio dell'intelletto". Il libro illumina come l'intera esistenza di Nietzsche fosse un "tentativo" continuo e totalizzante, una "ricerca della verità" intesa come un'impresa che dura una vita intera, non un compito di poche settimane. Fin dalla giovinezza, Nietzsche si impegna in un profondo sforzo di "autoconoscenza, anzi di autocorrosione", sottoponendosi a "torture corporali" pur di disciplinare il suo essere. Questa "passione della conoscenza", che Montinari definisce "rabbiosa per la verità", diventa il motore inesauribile della sua filosofia. Montinari scandisce le tappe fondamentali di questa evoluzione intellettuale: • L'incontro con la filosofia di Schopenhauer nell'inverno 1865-1866 lo catapulta in uno stato di "violenta autoconoscenza" e lo induce a un periodo di rigorosa disciplina. • Il cruciale distacco da Richard Wagner, descritto non come una semplice lite personale, ma come un profondo "superamento" delle illusioni metafisico-artistiche che lo avevano legato al compositore. Se inizialmente l'arte wagneriana rappresentava una speranza di riforma culturale, Nietzsche finisce per vederla come mero "istrionismo" e come antitetica alla scienza. Questa rottura, quindi, è intellettuale e necessaria al suo percorso di ricerca della verità. • La nascita dello "spirito libero", segnata dalla pubblicazione di Umano, troppo umano (1878) e Aurora (1881), opere che celebrano la liberazione dalle "convinzioni" e dai "pregiudizi morali". Qui Nietzsche si rivela un critico radicale della morale, smascherandola non come una verità assoluta, ma come un prodotto storico e psicologico di specifiche classi sociali. • La genesi di Così parlò Zarathustra e le sue idee centrali: l'eterno ritorno dell'identico e il superuomo. Montinari sottolinea come l'eterno ritorno non sia un surrogato religioso, ma un'ipotesi "scientifica" e la più radicale negazione di ogni trascendenza. Il superuomo, d'altra parte, è "l'uomo in grado di dire di sì alla vita così come è, in eterna ripetizione". Un aspetto cruciale, e forse il più significativo, messo in luce da Montinari è che la celebre opera "La volontà di potenza" non è un sistema filosofico compiuto come è stata presentata per decenni, ma un mero progetto letterario in divenire, un "tentativo" mai realizzato nella sua forma finale. I quaderni di Nietzsche rivelano la sua "incertezza" e la "complessità" delle sue meditazioni, che Montinari restituisce in tutta la loro dinamicità e provvisorietà. Il motto "Naufragium feci, bene navigavi" (Ho fatto naufragio, ho navigato bene) diventa l'emblema di una filosofia che accetta il divenire e la "precarietà" come parte integrante del suo percorso. L'opera di Montinari non si limita a correggere errori e falsificazioni, ma offre una guida per una lettura "attiva" e "filologica" del pensiero di Nietzsche, che si addentra nella "fatica" e nella "passione" che sottostanno anche ai suoi aforismi più brillanti. È un invito a confrontarsi con Nietzsche non come un idolo o una vittima della sua malattia, ma come una "dimensione di libertà di spirito" che, anche oggi, continua a stimolare e interrogare con la sua irriducibile carica critica e razionale
"Forse che la nostra ricerca ha come fine la tranquillità? No, noi cerchiamo solo la verità, anche la più repellente...Qui si dividono le vie degli uomini: se vuoi la pace dell'anima e la felicità, credi, se vuoi essere un seguace della verità, cerca."