Perché, dopo decenni di cambiamenti sociali e culturali, lotte femministe, rivoluzioni dei costumi sessuali e body positivity, essere donne libere e avere un rapporto sereno con il proprio corpo è così difficile? Come se, a dispetto di tutte le conquiste, le donne fossero condannate ancora a nascondersi e a vergognarsi di stare al mondo. E perché è così difficile anche solo parlare di tutto questo? Cleo Bissong prova a rispondere a queste domande senza tesi precostituite, mettendo a nudo i suoi dubbi e le insicurezze, come fosse la prima a rompere il silenzio in un gruppo di autocoscienza, per dare coraggio anche a chi le sta intorno. Sfruttando l’immediatezza e le potenzialità del linguaggio a fumetti, ci parla di desiderio femminile, dei canoni estetici irraggiungibili imposti dai mezzi di comunicazione e dai social, dei condizionamenti invisibili che influenzano le nostre scelte. E, soprattutto, dell’importanza di condividere esperienze e comunicare i propri bisogni. Perché la vergogna si supera, se si ammette di averla, si nomina e si racconta. E rivelarsi è l’unico modo che abbiamo per entrare in connessione con gli altri.
Un graphic novel d’esordio che si approccia alle tematiche di femminismo, sessualità, orientamento, coscienza del proprio corpo, tante, forse troppe cose. Un po’ acerbo nel voler mettere tanta carne al fuoco, ma sicurante una buona base per i futuri lavori.
Delizioso e consigliato! Un lavoro femminista non escludente che cerca di abbracciare i dubbi e le perplessità attorno a temi molto rilevanti: la relazione con il corpo, con i rapporti, il sesso, le amicizie e anche il femminismo stesso: la sua storia, le antenate, le teorie che lo hanno coltivato e le correnti che lo hanno attraversato. Una brioso, spassosa ma profonda iniziazione, una conversazione sulla carta che diventa autocoscienza, l'esperienza di un sé in divenire condivida con l3 altr3.
Molto bello, preciso e riconoscibile il tratto di Bissong, che si fa illustrazione e personaggia per accompagnarci fra le pagine come una compagna di viaggio un pochino reticente ma con cui sentirsi al sicuro.
Lo stile di disegno a mio parere funziona molto, molto bene: fluido, sintetico, leggero. Avrei voluto leggerlo qualche anno fa, quando mi sono avvicinata a queste tematiche, ma lo consiglierei a tuttə per un’introduzione efficace, non didascalica e dinamica al femminismo.