Una storia sussurrata, un giocattolaio dalle mani incantate, una fiaba che celebra il valore delle seconde possibilità e la bellezza di ritrovare ciò che sembrava perduto...
A poche case di distanza da quella in cui vivono Airi e la caotica Famiglia Baraonda, nascosta tra le stradine acciottolate della città vecchia, c’è una piccola bottega che nessuno ha mai visto aperta. Fin quando, la notte di Capodanno, una luce compare oltre il vetro della finestra. Airi e Limaca, la sua inseparabile capibara di peluche, fantasticano su cosa possa trovarsi al suo interno. Non sanno ancora che dietro le sue porte si nasconde un luogo speciale in cui le mani magiche del dottor Fujita riportano in vita i giocattoli rotti, i pupazzi rovinati e tanto amati. Ognuno di loro ha una storia da raccontare, ogni riparazione è un atto disperanza e di incanto. Perché quando Limaca si perde e smette di parlare è come se un pezzo dell’infanzia di Airi svanisse per sempre. Ma l’amicizia che lega un bambino al suo giocattolo è indissolubile e anche ciò che è fragile, se curato con amore dalle mani di un esperto dottore, può tornare a brillare. Con la grazia di chi sa osservare le cose piccole e preziose, Laura Imai Messina scrive una storia che restituisce la meraviglia al quotidiano e rende ogni pagina un luogo in cui riconoscersi, curarsi ed emozionarsi. La sua scrittura è come un filo cucito che tiene insieme adulti e bambini, giocattoli rotti, sogni irrealizzati e promesse mai dimenticate.
Laura Imai Messina was born in Rome and graduated in Literature from La Sapienza University. She moved to Tokyo at the age of twenty-three to perfect the language and has been permanently living in Japan ever since. She obtained a first level doctorate in Comparative Cultures at the International Christian University with a thesis on the Japanese writer Ogawa Yōko and at the Tokyo University of Foreign Studies a PhD with a comparative thesis on the subject of materiality in Japanese and European literature.
"L'Ospedale dei Giocattoli" è un racconto che scalda il cuore. Pieno di buoni sentimenti, riempie gli occhi di meraviglia anche grazie ad illustrazioni magiche. Fiaba adatta sia per un pubblico giovane che adulto. Bellissimo. Delicato. Incantevole. Lettura molto consigliata.
Un libro un po diverso dal solito, ma molto carino. La storia di un signore che decide di riparare i giocattoli rotti e di tre ragazzini che lo aiutano. Tre bimbi diversi tra loro, uno invisibile, una che è il perno della famiglia e un’altra con problemi di sonnambulismo. Tanti sentimenti tra le pagine: amicizia, tristezza, rabbia, paura.. finale un po scontato, ma rimane una coccola!
This entire review has been hidden because of spoilers.
"L'ospedale dei giocattoli" è la storia della piccola Airi, della sua inseparabile capibara di peluche Limaca, e di una misteriosa bottega che appare nella notte di Capodanno: la bottega del dottor Fujita, dove i giocattoli rotti, rovinati, vecchi e abbandonati, vengono riparati. Attraverso questo miracolo artigianale, il racconto di Laura Imai Messina esplora il legame tra l’infanzia e la memoria, tra gli oggetti amati e le emozioni che portano con sé. Una storia dolce, impreziosita dalle illustrazioni di Veronica Ruffato e sospesa in un'atmosfera magica, capace di trasmetterci un senso di meraviglia. Tuttavia, il tema principale, quello del valore affettivo di certi oggetti e della loro cura, con una seconda possibilità di vita, l'ho già incontrato in altri racconti dove mi era parso meglio esplorato (fra questi mi sovviene "Il maialino di Natale" della J.K. Rowling): qui ho notato dei "buchi" nella trama, forse a tratti eccessivamente minimal, che non mi hanno consentito di godere maggiormente della lettura. Forse avrei apprezzato un approfondimento di certi aspetti e di certe figure, pur consapevole che questo resta principalmente un racconto per giovani lettori.
Grazie a Laura ho ricominciato a leggere libri per bambini, e non potrei essere più felice.
Ma questo è veramente un libro per bambini? O piuttosto è un libro per adulti, genitori, che si fanno prendere dalla frenesia della vita e si dimenticano di prestare attenzione alle cose, piccole e grandi, alle persone, alla vita.
Mi aspettavo tanta emozione da questo libro, e anche qualche lacrima, ma non mi aspettavo de sentirmi così rappresentato, da vari personaggi.
Questo libro racconta un’avventura, da leggere ai proprio bambini perché imparino a dare valore alle cose e a cercare di ripararle prima di pensare di cambiarle, ma è fondamentale che sia un adulto a leggerlo, perché questo libro è anche per lui: per ricordargli di prestare attenzione alle cose e alle persone.
Questo libro mi riportato anche un ricordo lontano: sono cresciuto con un nonno che ha sempre riparato tutto, anche i giochi che sembrano impossibili da salvare. Proprio come in questo libro, non tutti avevano lo stesso aspetto di prima, non tutti riuscivano a fare le stesse cose, ma nessun giocattolo è stato mai gettato o abbandonato senza provare a ripararlo. 💚
Ma si può piangere con un libro per bambini che parla di giocattoli? Chiedo, perché questo libro mi ha lasciata distrutta . Mi è passata davanti tutta la mia infanzia, le avventure con i miei giocattoli/pupazzi del cuore, la tristezza nel vederli rovinati e la tragedia di perderli. (Non io che per recuperare il mio paperotto ho fatto entrare mio padre in un fiume!) E ho provato un dispiacere sconfinato per il Dottore di questa storia, un uomo fagocitato da un lavoro nobilissimo, a discapito della felicità del figlio nell'avere un genitore presente. Purtroppo sono situazioni così frequenti che è impossibile non empatizzare. Un libro bellissimo per i bambini, ma anche per gli adulti che si sono dimenticati di esserlo stati.
Un libro dolcissimo come pochi libri sanno esserlo, ambientato in Giappone, il paese che più amo al mondo per la sua attenzione ai dettagli. Attenzione che qui emerge fortemente in quanto la storia ruota attorno ai giocattoli rotti dei bambini, giocattoli che gli adulti preferiscono buttare mentre i bambini li vorrebbero curare.
Una narrazione "sussurrata" e delicata , l'ospedale dei giocattoli esiste davvero in Giappone e ci fa riflettere su come i bambini abbiano bisogno di certezze e di resistenza e stabilità .