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Mare di papaveri: Trilogia dell'Ibis, Vol. 1

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Una vecchia nave negriera trasformata in mercantile, l'Ibis, raggiunge nel 1838 la foce del Gange per dedicarsi a uno dei traffici illeciti più redditizi dell'Impero britannico, il commercio di «delinquenti e stupefacenti», cioè di coolie e oppio. A bordo si ritrovano, come manovrati da un fato più grande, lascari e clandestini, ciascuno sconosciuto agli altri o Deeti, una donna che è stata data in sposa a un oppiomane; Kalua, il suo amante, che l'ha salvata; Zachary Reid, il comandante in seconda, figlio di una schiava liberata del Maryland; Neel Rattan, ricchissimo raja caduto in disgrazia; Serang Ali, capo dei lascari e marinaio di consumata esperienza; il giovane Ah Fatt, devastato nel corpo e nell'anima dalla dipendenza dall'oppio... A mano a mano che le difficoltà imposte alla traversata dall'impetuoso Oceano Indiano mettono a dura prova i vecchi legami, tutti sulla Ibis, ciurma e passeggeri, iniziano a sentirsi «fratelli di navigazione», uniti da una singolare empatia che azzera le distanze geografiche, le caste e le generazioni.

18 pages, Audible Audio

Published July 23, 2025

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About the author

Amitav Ghosh

58 books4,189 followers
Amitav Ghosh is an Indian writer. He won the 54th Jnanpith award in 2018, India's highest literary honour. Ghosh's ambitious novels use complex narrative strategies to probe the nature of national and personal identity, particularly of the people of India and South Asia. He has written historical fiction and non-fiction works discussing topics such as colonialism and climate change.
Ghosh studied at The Doon School, Dehradun, and earned a doctorate in social anthropology at the University of Oxford. He worked at the Indian Express newspaper in New Delhi and several academic institutions. His first novel, The Circle of Reason, was published in 1986, which he followed with later fictional works, including The Shadow Lines and The Glass Palace. Between 2004 and 2015, he worked on the Ibis trilogy, which revolves around the build-up and implications of the First Opium War. His non-fiction work includes In an Antique Land (1992) and The Great Derangement: Climate Change and the Unthinkable (2016).
Ghosh holds two Lifetime Achievement awards and four honorary doctorates. In 2007, he was awarded the Padma Shri, one of India's highest honours, by the President of India. In 2010, he was a joint winner, along with Margaret Atwood, of a Dan David prize, and in 2011, he was awarded the Grand Prix of the Blue Metropolis festival in Montreal. He was the first English-language writer to receive the award. In 2019, Foreign Policy magazine named him one of the most important global thinkers of the preceding decade.

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Akemichan.
707 reviews27 followers
December 10, 2025
Ci ho messo un po' ad entrare in sintonia con questo libro, che all'inizio mi aveva ricordato fin troppo Shogun. Ma poi ha ingranato, il modo in cui le vite di questi personaggi si ricollegano alla nave Ibis, un gruppo di personaggi dalle storie variegate pieni di umanità e problemi. Mi sono affezionata.
Profile Image for Raffaela Daluiso.
103 reviews11 followers
August 28, 2025
Amitav ghosh mi ha assolutamente conquistata e non vedo l’ora di andare avanti con la trilogia. Mare di papaveri (2008) è il primo volume della Ibis Trilogy, ambientata all’inizio dell’Ottocento, alla vigilia delle guerre dell’oppio.

Il romanzo prende avvio in India, lungo il Gange, e si concentra su una nave, la Ibis, trasformata da mercantile di schiavi a trasporto di oppio e lavoratori a contratto (girmitiya). A bordo confluiscono destini diversi che si intrecciano tra loro dando vita ad un romanzo corale suggestivo. I temi sono tanti, ad esempio il tema della mobilità sociale forzata, le identità ibride che attraversano il romanzo, la trasformazione… da individui separati facenti parte caste diverse e lingue differenti si ritrovano sulla ibis diventando una sorta di nuova comunità in diaspora.

La scelta stilistica dominante è la polifonia linguistica: l’inglese si mescola a hindi, urdu, bengali, creolo marinaro, cinese. Questa babele non è un vezzo esotico, ma un modo per restituire la frammentazione e allo stesso tempo la connessione globale dell’Ottocento coloniale.

Chiaramente c’è una critica al colonialismo, al commercio dell’oppio ma non in termini polemici… il messaggio è duplice, ossia c’è una denuncia allo sfruttamento e la violenza dei sistemi coloniali, ma suggerisce anche che da quella violenza nasce qualcosa di nuovo: comunità ibride, identità plurali, una diaspora che sfida le vecchie appartenenze.

Profile Image for Sofia Fresia.
1,246 reviews25 followers
September 17, 2025
Un libro magnifico, che mi ha stupito sotto tutti i punti di vista e che ho amato immensamente. Un mosaico di personaggi, storie, lingue e culture che tuttavia non fa sentire perso il lettore ma parte di un unico grande tutto. Formidabile, non vedo l’ora di proseguire con la trilogia.
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