Un giorno, stanca di sentirsi bloccata, Fiamma decide di aprire l’hard disk della sua coscienza, e di spulciare i file delle emozioni che ignora o nasconde a se stessa da troppo tempo. Le è riuscito in qualche modo di raccontarsela per anni, ma poi è arrivata la pandemia, e quando tutto il mondo si è fermato, lei si è accorta di essere proprio bloccata. Un dolore grande le ha fatto cambiare la traiettoria della propria vita, e sebbene formalmente sia una persona socialmente inserita e professionalmente realizzata, le manca qualcosa di importante. Le farebbe bene parlarne con qualcuno, ma le due presenze più a portata di mano non sono di grande Vanda, una gatta con troppe opinioni e che non è capace di tenerle per sé, alterna la condiscendenza alle raffiche di sensi di colpa e Brigitta… be’, Brigitta è un enorme groviglio di capelli annodati, senziente ma completamente ignara del mondo, che ha bisogno di risolversi almeno quanto ne ha Fiamma, visto che rappresenta proprio il suo tumulto interiore, i suoi dubbi e le sue incertezze. Potranno mai queste tre risolvere l’impasse in cui si trova Fiamma? Forse la soluzione in realtà è sotto ai loro occhi, e ancora di più sotto quelli di chi sta leggendo questa storia. Un debutto sorprendente, un’autrice che nello stesso tratto si e ci racconta in modo magistrale.
Nodi, esordio narrativo di Fiamma, si inserisce con discrezione ma consapevolezza nel solco tracciato da Zerocalcare: intendiamoci, non è un’imitazione ma il richiamo è evidente non solo nello stile grafico che alterna toni caricaturali a passaggi più intimi, ma soprattutto nella costruzione del racconto e nella scelta dei temi.
La protagonista si muove tra paure, ansie e insicurezze con un tono ironico e autoanalitico che ricorda da vicino il registro introspettivo di Zero: il linguaggio è diretto, spesso colloquiale, e utilizza la voce fuori campo per dare forma al mondo interiore del personaggio. Anche l’uso di metafore visive è un chiaro rimando alle trovate visive tanto care al mondo di Rebibbia.
Detto questo, Nodi non è solo un esercizio di stile derivativo: Fiamma riesce a dare una forma personale al disagio quotidiano, soprattutto quando affronta la pressione delle aspettative sociali, i rapporti familiari e il senso di disorientamento che spesso accompagna l'età adulta. C'è un'onestà di fondo, una voce che, pur risuonando familiare, sta ancora cercando la sua traiettoria e soprattutto per un esordio, senza rivoluzionare nulla, è già molto.
An autobiographical story, Fiamma's first comic has definitely pulled on my heart strings and brought me to tears at points. The drawing style is what pulled me into getting this book in the first place, but the narrative made me run through it. The influence from Zerocalcare is seen in the font, the drawing style and the use of Roman accent in dialogue, but considering the gratitude shown towards his participation in the publication, and as a fan of Zero, I didn't mind it one bit. Hope to see more of Fiamma's comics in the future of Bao publishing, hopefully with further stylistic and narrative improvements.
Un attimo che mi riprendo dalle lacrime e poi formulo un pensiero concreto…
Un esordio davvero intimo e toccante. L’autrice racconta con grande sincerità la propria storia, attraversando la depressione e il percorso che l’ha portata a recuperare la passione per il fumetto dopo un evento tragico che l’aveva spinta ad abbandonarla. È un racconto di vita autentico e delicato, che affronta temi come lo smarrimento, le pause forzate, le ripartenze e quella lenta operazione di sciogliere e ricucire pezzi di sé che tutti, prima o poi, affrontiamo. L’autrice lo fa senza mai scivolare nell’autocommiserazione e con la giusta dose di sensibilità ed ironia. Infatti, nonostante la profondità dei temi, il tono resta sorprendentemente frizzante e a tratti persino divertente. Ho trovato i disegni davvero potenti e a livello emotivo questo graphic novel mi ha colpita tantissimo quindi per me me si tratta di una lettura da cinque stelle piene. Un piccolo consiglio: concedetegli un po’ di tempo. All’inizio può risultare poco chiaro dove voglia andare a parare, ma fidatevi arrivare fino in fondo ripaga, perché tutto diventa più nitido. Non vedo l’ora di leggere altro di questa autrice!
“QUELL'ORGANO SPUGNOSO CHE ABBIAMO AL CENTRO DEL PETTO, INFATTI, SI CONNETTE COL MONDO COSTRUENDO PONTI CHE SONO ASSOCIAZIONI TRA SIMIL ... ...L'AMORE DENTRO CON L'AMORE FUORI, IL DOLORE FUORI COL DOLORE DENTRO...
IL CUORE È PROPRIO COME UNA SPUGNA CHE TANTO PIÙ È COLMA E TANTI PIÙ PONTI COL MONDO POTRÀ GETTARE, ALL'INFINITO, PERCHÉ PROPRIO COME UNA SPUGNA IL CUORE È UN CORPO ISOTROPO, LO SIPUO SUDDIVIDERE IN MILIONI DI PEZZI, PICCOLI, SEMPRE PIU PICCOLI E ANCORA PIU PICCOLI E OGNUNO DI LORO CONTINUERA AD AVERE LA STESSA CAPACITÀ DELL'INTERO DI ASSORBIRE E GETTARE PONTI, AMORE CON AMORE, DOLORE CON DOLORE...”
Una storia all’inizio un po strana, ma che continuando la lettura diventa molto nitida. Una ragazza che durante il covid ha modo e tempo di riscoprir una passione messa da parte: il fumetto. Un viaggio interiore di riscoperta personale e di “appianamento” dei vecchi traumi. Non male!
Menzione speciale per Vanda.
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Intendi che oltre a una causa, il dolore ha oppure uno scopo? Perchè a me questa prospettiva farebbe pure un po' schifo... Tutta quella retorica UN-GIORNO-QUESTO-DOLORE-TI-SARÀ-UTILE-IL-DOLORE-CHE-RENDE-FORTI-bleah! ma che è un multi-vitaminico?!
Non male per un fumetto d'esordio. Decisamente troppo didascalico e autoreferenziale per i miei gusti, ma i disegni sono piuttosto belli. Penso che l'autrice debba trovare ancora la sua voce, che ad oggi è troppo simile a quella di Zerocalcare
inizio a scrivere questa recensione con la vista appannata dalle lacrime dopo aver finito di leggere questo fumetto che mi ha toccato tantissimo. quel periodo del covid, in particolare il lockdown, è stato un momento di vita assurdo per tutti, senza dubbio, un periodo così imponente nelle nostre vite (anche se breve) da riuscire a dare a queste ultime delle svolte inaspettate, come succede a fiamma. ci ha permesso, e quasi obbligato, a fare i conti con noi stessi e con il passato, ma anche, in qualche modo, di pensare di più al presente, ci ha permesso di fermarci, di scappare alla frenesia che la società ci impone in questa vita e di scavare dentro di noi. ho apprezzato tantissimo la “semplicità” con cui fiamma ci dona la parte più intima di sé in modo così sincero ma senza far mancare una giusta dose di ironia (che non fa mai male). mi ha colpito e coinvolto così tanto da risvegliare dentro di me una finestra della mia esistenza che cerco di nascondere e da cui scappo da anni, fiamma mi ha obbligato a pensarci e penso sia proprio questo l’effetto catartico di questo fumetto.
fin da subito ho riconosciuto l’influenza di zerocalcare (mio amato michele) nello stile di fiamma ed è inutile dire che l’ho apprezzato tantissimo. i disegni sono suggestivi e con un fortissimo impatto. fantastico l’utilizzo di brigitte e di vanda per permettere alla storia di essere così efficace. l’ho amato e non vedo l’ora di leggere altri fumetti dell’autrice!
Opera prima di Fiamma. Ho apprezzato l'ntento motivazionale del "non rinunciare mai ai propri sogni", tuttavia trovo che un lavoro di editing maggiore avrebbe giovato all'opera, che si rivela molto acerba e poco aderente alle regole di buona scrittura e realizzazione di un fumetto. La citazione a Zerocalcare è palese, ma con molta meno forza narrativa. Le tavole sono confusionarie e con molto testo superfluo, lettering a casaccio e abbondanza di splash pages. Si tratta di un fumetto d'esordio, sicuramente l'autrice ha largo spazio di miglioramento, magari trovando una voce più personale.
Questo è il primo graphic novel di Fiamma. In esso racconta una parte della sua vita, soprattutto di un momento tragico che ha dovuto affrontare. Attraverso il suo personaggio, ripercorre quel momento e capisce che bisogna risollevarsi per non cadere in un tunnel buio ancora più doloroso. Con il personaggio di Brigitta (la sua guida), lei riesce a capire che ci posso essere sempre sogni o desideri nell’affrontare la vita, anche se ci accadono momenti difficili. Come stile mi ricorda soprattutto Zerocalcare, con l’uso anche del dialetto romano.
Mi sento di dare 5 stelle a questo fumetto e a questa fumettista! Stile che richiama molto quello di Zerocalcare - sia a livello grafico, che narrativo. Si vede molto l’impronta anche nella creazione dei personaggi. Storia emotiva con cui viene spontaneo empatizzare, in cui è impossibile non rivedere la difficoltà condivisa che abbiamo sostenuto durante il periodo del Covid: c’è chi l’ha superata bene, ma c’è anche chi l’ha passata male o addirittura non l’ha neanche ancora superata. Ottimo inizio per questa fumettista che sicuramente ci regalerà molte altre piacevoli sorprese in futuro!
Una graphic-novel autobiografica, nella quale viene affrontata la tematica della depressione. Tutto si scatena nel secondo lockdown dell'inverno 2021 (quello veramente brutto - come lo definisce l'autrice), ma in realtà con il passare della storia ci rendiamo conto che, molte cose erano state solo "archiviate"... Davvero molto coinvolgente! Si nota molto la mano dell'editor, Michele Rech, nonché Zerocalcare. Spero che la fumettista pubblichi altro in futuro.
Un bel fumetto autobiografico, pieno di humor (nero forse) e riflessione. Molto belli i personaggi che in personificano ansia e depressione e toccante la storia personale dell'autrice, senza cadere nello scontato o nel tono pesante. Temi attuali e intimi, raccontati con un sorriso e ironia. Un ottimo esordio editoriale!
Troppo derivativo di Zerocalcare, dalla presenza di Vanda al modo in cui vengono fatti gli spiegoni al font utilizzato. Una voce che appare originale solo nelle ultime pagine quando si parla della perdita della madre, a mio parere troppo brevemente. Peccato.
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si LO SO che stilisticamente è molto ispirata da Zero calcare, ma è stato super divertente e toccante, e non vedo l'ora di vedere come si evolve lo stile di Fiamma nei prossimi lavori perché come voce mi è piaciuta tantissimo
Simpatico e originale, anche se l’assenza dei colori nelle tavole e il font delle scritte mi hanno ricordo molto ZeroCalcare (anche l’uso del dialetto romano)
Un grande rimando a Zerocalcare, ma davvero divertente con rimandi a argomenti profondi quali la gestione del lutto che crea nodi indissolubili. La gatta Vanda impersonifica perfettamente qualsiasi gatto parlante che ho immaginato nella mia testa.