Non ero pronta. Ve lo dico con il cuore in mano: pensavo di esserlo, dopo il viaggio meraviglioso che è stato Eleanor, non ero pronta per il livello di tormento, passione e angoscia emotiva Bess ha inserito all'interno di questo libro. Se, come me, vivete per l’angst, per i cuori spezzati che lottano per ricomporsi, per i dialoghi taglienti come lame e per una tensione romantica così densa che si può tagliare con un coltello... allora, benvenuti a casa. Sedetevi comodi, perché questa non è una recensione, è una confessione. Ho così tanti sentimenti che temo di non riuscire a metterli in ordine, ma ci proverò.
Il sipario si apre su Beatrice Trevelyan, la secondogenita, la sorella che abbiamo imparato a conoscere come la più cinica, la più disincantata. È la sorella armata di sarcasmo, quella che usa l'ironia come una corazza e ne ha disperatamente bisogno, perché il suo cuore è in mille pezzi. L'uomo che gliel'ha spezzato, l'amico d'infanzia, il compagno di corse a cavallo e di segreti sussurrati, l'uomo che amava più di ogni altra cosa, Henry Pendragon, è svanito. Fuggito in Scozia senza una spiegazione, senza una lettera, senza un addio, l'ha lasciata sola a Wyndcliff Hall, con le macerie del loro amore. Beatrice fa l'unica cosa che può fare una donna orgogliosa e ferita: scappa a Londra. Si rifugia sotto l'ala protettrice dell'iconica Lady Honoria con un unico, disperato obiettivo: dimenticare lui, dimenticare il passato, dimenticare il dolore.
Ma Londra, si sa, non è fatta per dimenticare. È fatta per creare nuovi, deliziosi problemi. Ed ecco che entra in scena lui, l'uomo più sbagliato e, forse, più giusto per quel momento: James Blackwood, il fratello minore di Nathaniel, il marito di Eleanor. E se Nathaniel è l'incarnazione del dovere e della rettitudine, James è "desiderio" puro, il libertino dalla fama scandalosa che ha una lingua ancora più affilata di quella di Beatrice. Le loro prime interazioni sono fuoco puro. Lui la provoca, la stuzzica, ma soprattutto la vede oltre la corazza. E per un attimo, ci speriamo. Pensiamo che forse un nuovo amore, così caotico e brillante, possa scacciare il fantasma di Henry. Ma è davvero così semplice? Ovviamente no.
Arriviamo al momento che, per me, definisce l'intero libro. Il capitolo che mi ha fatto lanciare un urlo. Beatrice è bendata, trascinata in una stanza silenziosa. Percepisce una presenza. E poi, viene baciata. Ma non è un bacio qualunque. È un bacio che la sconvolge, che le fa battere il cuore a un ritmo "spaventoso".E lei... Riconosce l'odore, il sapore, il tocco. È Henry. Non può essere, ma è lui. Confusa, si strappa la benda. E chi trova davanti a sé, con un sorriso enigmatico? James Blackwood e vi giuro che in quel momento la confusione di Beatrice è stata palesemente la mia. È stato James, ma le ha ricordato Henry? O era Henry, nascosto, e James ha semplicemente colto l'attimo? E perché, in entrambi i casi, a lei è piaciuto così tanto? Questo mistero, questo bacio rubato, imposta un livello di ANGST che mi ha tenuta inchiodata alle pagine, incapace di smettere di leggere.
Mentre Beatrice è impegnata con i conflitti di cuore, c'è una trama secondaria incentrata sul nostro amato Rowan, il fratello ritrovato. È un personaggio splendido nella sua vulnerabilità, un ragazzo dolce e insicuro catapultato in un mondo di squali. Le scene in cui Beatrice diventa la sua mentore, insegnandogli con ironia come sopravvivere al Ton (le lezioni sui profumi e sul bon ton, mi hanno sciolto il cuore. Ma Rowan è in pericolo. Un nuovo, terrificante nemico emerge dalle ombre: Alexander Trevelyan, il fratello del villain del primo libro. E Alexander vuole Rowan morto. Questo pericolo, dà vita a uno degli aspetti che ho amato di più, ovvero l'introduzione nel libro degli amici londinesi di Rowan quando vedono il loro amico in pericolo, si stringono attorno a lui creando un sistema di sorveglianza per salvarlo. Ho adorato ogni secondo della loro lealtà e del loro ingegno.
Ma torniamo a lui. Henry. Per metà del libro l'ho detestato. Ma poi... poi capisci. Quest'uomo è tormentato, intrappolato da un passato oscuro, una faida familiare sanguinosa in Scozia, una vendetta che pende sulla sua testa come una spada di Damocle dove l'unica alternativa che aveva era proteggere Beatrice.
Non voglio svelarvi ulteriormente altri passaggi del libro, lo capirete da voi perché... Credetemi! C'è molto in atto e non riuscirete più a staccare gli occhi dalle pagine, minuto dopo minuto.
Beatrice non è un Regency leggero. Bess ci regala un romanzo avvolgente, che ti fa sentire l'umidità della Cornovaglia, la tensione di un bacio al buio e la disperazione di un amore che sembrava impossibile. È un viaggio nel cuore ferito di una donna che deve imparare a fidarsi di nuovo, e in quello di un uomo che deve imparare a perdonare se stesso. Un capolavoro di angst e passione.
Correte a leggerlo. E preparatevi a soffrire (nel modo migliore possibile).