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La città e l'abisso
Un colloquio con il rettore di una grande università californiana non è cosa abituale per William Slaytor, poliziotto privato di Los Angeles. Il suo lavoro lo porta a incontrare semmai imprenditori di basso profilo, biscazzieri e spacciatori. Nemmeno l'incarico che gli viene proposto rientra nella Slaytor trova squallido frugare nella vita privata di qualcuno alla ricerca di prove di relazioni extraconiugali. Eppure questo caso è un po' diverso. Qui si tratta di un professore universitario che, secondo certe lettere anonime, avrebbe una relazione clandestina con una ragazza di tredici anni. È solo fango o le accuse hanno qualche fondamento? Se si rivelassero nient'altro che velenose calunnie, scoprirlo grazie a un'indagine riservata eviterebbe uno scandalo che, oltre a ledere il buon nome dell'università, sarebbe devastante per la vita di un innocente. Tenere sotto osservazione il sospettato diventa così l'attività principale di Slaytor che, giorno dopo giorno, lo segue in auto nei suoi spostamenti per farsi un quadro delle sue abitudini e frequentazioni, in attesa dell'eventuale passo falso. Fino a rendersi conto che c'è davvero qualcosa di marcio. Ma in una città enorme e complicata, estrema in ogni sua manifestazione, luci e ombre si mescolano con esiti imprevedibili.
220 pages, Paperback
Published July 20, 2025
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Community Reviews
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
July 30, 2025
Un eroe terreno che conquista anche chi non ama il genere
Premetto di non essere una lettrice abituale di gialli o noir. Non ho una formazione specifica nel genere e, di solito, prediligo altri filoni letterari. Detto ciò, questo libro è riuscito a conquistarmi inaspettatamente.
Quello che mi ha colpita è la costruzione del personaggio principale: autentico, diretto, privo di fronzoli, ma con un tocco di umanità e ironia che lo rende incredibilmente reale, quello che definirei ‘un eroe terreno’. Slaytor è davvero quello che vorresti incontrare nella vita quotidiana: quello che ti aiuta in metropolitana quando qualcuno ti infastidisce e se ne va senza nemmeno aspettarsi un grazie.
Ho letto il libro in due giorni – lo ammetto, soffro di binge-reading quando qualcosa mi appassiona – e l’ho terminato con un unico desiderio: leggere nuove avventure del Signor Slaytor.
Credo che l’autore abbia dato vita a un personaggio che merita molteplici storie, enigmi e intrighi da risolvere. Sarebbe un peccato relegarlo tra le ombre di Rizzo e Marseille, in una Los Angeles secondaria. Slaytor merita un palcoscenico più ampio.
Spero vivamente di ritrovarlo presto in nuove indagini, pronto a guidarmi ancora una volta nell’oscurità dell’animo umano.
Premetto di non essere una lettrice abituale di gialli o noir. Non ho una formazione specifica nel genere e, di solito, prediligo altri filoni letterari. Detto ciò, questo libro è riuscito a conquistarmi inaspettatamente.
Quello che mi ha colpita è la costruzione del personaggio principale: autentico, diretto, privo di fronzoli, ma con un tocco di umanità e ironia che lo rende incredibilmente reale, quello che definirei ‘un eroe terreno’. Slaytor è davvero quello che vorresti incontrare nella vita quotidiana: quello che ti aiuta in metropolitana quando qualcuno ti infastidisce e se ne va senza nemmeno aspettarsi un grazie.
Ho letto il libro in due giorni – lo ammetto, soffro di binge-reading quando qualcosa mi appassiona – e l’ho terminato con un unico desiderio: leggere nuove avventure del Signor Slaytor.
Credo che l’autore abbia dato vita a un personaggio che merita molteplici storie, enigmi e intrighi da risolvere. Sarebbe un peccato relegarlo tra le ombre di Rizzo e Marseille, in una Los Angeles secondaria. Slaytor merita un palcoscenico più ampio.
Spero vivamente di ritrovarlo presto in nuove indagini, pronto a guidarmi ancora una volta nell’oscurità dell’animo umano.
August 1, 2026
The 52 Book Challenge n°36
Scelto appositamente per completare una categoria della mia challenge annuale...
Questo è un libro molto fumoso... un libro color ambra... di quelli ambientati in quell'epoca anni che fa subito pensare al trunch color ocra dei poliziotti e degli investigatori privati tipici di quelle storie...
E' una storia tipica... ma non scontata...
Lo stile di scrittura e scorrevole non noioso e la storia è apprezzabile anche se manca un po' il ritmo dei gialli/thrille più incalzanti... non si ha mai la sensazione di pericolo
Tutto sommato è un buon libro che si legge con piacere
sicuramente più apprezzabile dagli amanti del genere noir
Scelto appositamente per completare una categoria della mia challenge annuale...
Questo è un libro molto fumoso... un libro color ambra... di quelli ambientati in quell'epoca anni che fa subito pensare al trunch color ocra dei poliziotti e degli investigatori privati tipici di quelle storie...
E' una storia tipica... ma non scontata...
Lo stile di scrittura e scorrevole non noioso e la storia è apprezzabile anche se manca un po' il ritmo dei gialli/thrille più incalzanti... non si ha mai la sensazione di pericolo
Tutto sommato è un buon libro che si legge con piacere
sicuramente più apprezzabile dagli amanti del genere noir
August 9, 2025
Questo non é il genere di giallo che leggo solitamente, ma l’ho apprezzato molto!
É coinvolgente e ha diverse sotto-trame che poi confluiscono in modo molto coerente sul finale.
É scritto bene e scorrevole, il personaggio principale é ben caratterizzato.
Lo consiglio
É coinvolgente e ha diverse sotto-trame che poi confluiscono in modo molto coerente sul finale.
É scritto bene e scorrevole, il personaggio principale é ben caratterizzato.
Lo consiglio
July 10, 2025
Dopo aver letto "La città e l'abisso" diventa difficile credere di avere tra le mani un romanzo di un esordiente. Eppure così è: Claudio Bandi vince il Premio Tedeschi (Mondadori) per il miglior giallo inedito del 2025.
Il libro si lascia leggere in un batter d'occhio: con un ritmo incalzante e una scrittura scorrevole e molto curata, diventa difficile staccarsene.
William Slaytor è il nostro detective: americano tutto d'un pezzo, l'investigatore privato si muove tra necessità disperata di un guadagno e la sua morale ferrea che valica i confini della legge e del buon costume. Coi suoi occhi vediamo la Los Angeles degli Anni '50: un luogo di ipocrisie, dove convivono tecnologia, ricchezza e la "feccia" della società, il tutto condito da un ingenuo quanto crudele razzismo e machisimo (è cambiato qualcosa in 70 anni?). Ed è proprio in questa feccia, in realtà molto umana, che Slaytor sguazza e sopravvive.
Il caso parte in sordina: da quello che sembra essere un complotto universitario per screditare moralmente un collega indigesto, si aprirà un mondo tra auto rubate, trafficanti di esseri umani e depravati molestatori. Non dico niente di più dei dettagli del caso, sarebbe troppo facile lasciarsi sfuggire degli spoiler. Mi soffermo invece sull'ambientazione della California del dopoguerra, descritta magistralmente dal punto di vista sociale e anche geografico! Le descrizioni dei luoghi, delle strade, degli edifici non sono lasciate al caso, vengono ricostruite con una notevole verosimiglianza e una evidente ricerca compiuta con cura dell'autore. La lettura e l'immersione in questo mondo è aiutata dalle mappe e cartine storiche.
Il romanzo è a mio avviso una ottima introduzione al genere noir/hard-boiled: presenta tutti gli stilemi del genere, pervade il lettore con la sua cupa atmosfera di una metropoli in bilico tra morale violenta e ordine corrotto, ma con la fondamentale chiave di lettura e la visione adattata ai gusti contemporanei, rendendo la storia più "digeribile" per il lettore moderno rispetto ai romanzi "originali" degli anni '30, che potrebbero allontanare il pubblico più sensibile. Non bisogna aspettarsi un giallo "classico", che procede per indizi, interrogatori, brillanti intuizioni, strabilianti quanto improbabili colpi di scena e conclusioni all'acqua di rose. Slaytor invece avanzerà nel caso tra pedinamenti, corruzione, sparatorie e qualche rissa, ritornando nel fango da dove era emerso per portare la sua giustizia.
"La città e l'abisso" è un ottimo omaggio al romanzo giallo criminale americano del secolo scorso, senza tradirne gli schemi ma portando elementi di interesse per il pubblico italiano.
Il libro si lascia leggere in un batter d'occhio: con un ritmo incalzante e una scrittura scorrevole e molto curata, diventa difficile staccarsene.
William Slaytor è il nostro detective: americano tutto d'un pezzo, l'investigatore privato si muove tra necessità disperata di un guadagno e la sua morale ferrea che valica i confini della legge e del buon costume. Coi suoi occhi vediamo la Los Angeles degli Anni '50: un luogo di ipocrisie, dove convivono tecnologia, ricchezza e la "feccia" della società, il tutto condito da un ingenuo quanto crudele razzismo e machisimo (è cambiato qualcosa in 70 anni?). Ed è proprio in questa feccia, in realtà molto umana, che Slaytor sguazza e sopravvive.
Il caso parte in sordina: da quello che sembra essere un complotto universitario per screditare moralmente un collega indigesto, si aprirà un mondo tra auto rubate, trafficanti di esseri umani e depravati molestatori. Non dico niente di più dei dettagli del caso, sarebbe troppo facile lasciarsi sfuggire degli spoiler. Mi soffermo invece sull'ambientazione della California del dopoguerra, descritta magistralmente dal punto di vista sociale e anche geografico! Le descrizioni dei luoghi, delle strade, degli edifici non sono lasciate al caso, vengono ricostruite con una notevole verosimiglianza e una evidente ricerca compiuta con cura dell'autore. La lettura e l'immersione in questo mondo è aiutata dalle mappe e cartine storiche.
Il romanzo è a mio avviso una ottima introduzione al genere noir/hard-boiled: presenta tutti gli stilemi del genere, pervade il lettore con la sua cupa atmosfera di una metropoli in bilico tra morale violenta e ordine corrotto, ma con la fondamentale chiave di lettura e la visione adattata ai gusti contemporanei, rendendo la storia più "digeribile" per il lettore moderno rispetto ai romanzi "originali" degli anni '30, che potrebbero allontanare il pubblico più sensibile. Non bisogna aspettarsi un giallo "classico", che procede per indizi, interrogatori, brillanti intuizioni, strabilianti quanto improbabili colpi di scena e conclusioni all'acqua di rose. Slaytor invece avanzerà nel caso tra pedinamenti, corruzione, sparatorie e qualche rissa, ritornando nel fango da dove era emerso per portare la sua giustizia.
"La città e l'abisso" è un ottimo omaggio al romanzo giallo criminale americano del secolo scorso, senza tradirne gli schemi ma portando elementi di interesse per il pubblico italiano.
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