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Le sette fate di Youssef

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Palermo, anni Novanta. Youssef è un ragazzino incantato dal mondo quando si trasferisce con i suoi nel cortile delle sette fate, a Ballarò. Suo padre Alì, nato in Marocco, è un uomo severo, fedele alle tradizioni e molto legato al paese d’origine dove, prima o poi, vorrebbe tornare con la famiglia. Sua madre Taslima, invece, nata in Italia, desidera per sé e per i suoi figli un futuro nella Palermo a cui ormai sente di appartenere. Per questo, insiste per mandare il figlio al liceo, dove, nonostante la diffidenza e lo scherno dei compagni, Youssef si distingue come studente modello appassionandosi di letteratura. Youssef, che si fa chiamare Peppe nel desiderio di integrarsi, attraversa l’adolescenza leggendo un libro dopo l’altro, cercando di fare amicizia con i coetanei e innamorandosi di Teresa. Il suo sogno è andare all’università e continuare a studiare senza dover seguire la famiglia in Marocco. L’opportunità sembra presentarsi nella figura rispettabile e generosa del commendatore, un anziano signore che rimane colpito dalla sensibilità del ragazzo e dal suo amore per la poesia e che cercherà di aiutarlo a prendere la decisione più difficile della sua vita. Ambientato in una Palermo vivace e caotica, Le sette fate di Youssef è un romanzo di formazione intenso e potente sul coraggio silenzioso di chi deve lottare ogni giorno per diventare se stesso, oscillando tra speranza e dolore, richiamo alle proprie radici e quotidianità. È la storia di chi combatte e resiste, non senza strappi, in nome di ciò in cui crede; un racconto emotivamente coinvolgente sulle difficoltà delle seconde generazioni, spesso in bilico tra due mondi, due lingue, due verità, nel desiderio di conciliare tradizione e modernità, identità e cultura. Alì si voltò e vide Peppe immobile sulla banchina. «Che fai?». «Resto qui!».

240 pages, Kindle Edition

Published September 2, 2025

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About the author

Linda Scaffidi

4 books4 followers

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Community Reviews

5 stars
33 (32%)
4 stars
38 (36%)
3 stars
24 (23%)
2 stars
7 (6%)
1 star
1 (<1%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Marghe.
4 reviews1 follower
August 9, 2025
Letto prima della pubblicazione, un libro di una forza commuovente. Una delle migliori letture dell’anno
Profile Image for Giada Ciccone .
1 review1 follower
Did Not Finish
March 27, 2026
Un trionfo di stereotipi e una scrittura mediocre, non ne vale la pena.
Profile Image for Senia ☆ EchoRain87.
248 reviews5 followers
December 26, 2025
Poteva essere una bella storia di speranza e riscatto per un ragazzo italiano di seconda generazione, invece ho trovato una storia particolatmente inverosimile, con all'interno un sacco di stereotipi sulle famiglie immigrate, con il padre padrone violente e le donne sempre e solo sottomesse.
Credo che abbia giocato a sfavore della credibilità il fatto che l'autrice sia una donna, bianca, italiana che si è arrogata il diritto di scrivere di una cultura che non le appartiene.
Lo stile, in ogni caso, resta molto scorrevole e curato.
Profile Image for jena.
31 reviews
October 29, 2025
“Non rimanere fedele ai ricordi, sono ombre fredde che non hanno più nulla da offrirti, se non rimpianti”
November 4, 2025
Entusiasta di questa lettura che ho terminato in due giorni. Mi sono affezionata a tutti i personaggi, con cui ho empatizzato moltissimo e di cui volevo assolutamente conoscere il futuro. Ho riso, mi sono arrabbiata ed emozionata insieme a loro nel corso della storia, ed è con gli occhi un po’ lucidi che scrivo questa recensione. É un libro tanto breve quanto potente, consigliato a chiunque abbia bisogno di un po’ d’aiuto per credere nei propri sogni 🧚🏻‍♀️
Profile Image for zai ✨.
14 reviews
January 6, 2026
Uno dei difetti che caratterizza questo sito e non poter mettere le mezze stelline e, fino ad ora, non mi era mai pesato. Fino ad ora, appunto.
Nel decidere che voto dare a questo libro mi sono sentita in difficoltà, perché non è brutto ma non mi ha neanche fatto fare i salti di gioia, ecco.
Per cui, mi sento di dare 2 stelle e mezzo.

Premessa: questa recensione sta avvenendo a caldo.
Letteralmente. Ho finito il libro e ho aperto immediatamente la scheda di valutazione.

Mi porto questo libro dall'anno precedente e ho anche assistito alla presentazione di questo ad un festival. Mi aveva attratto la copertina e la promessa di una storia che raccontasse di Palermo vissuta dal punto di vista di un ragazzo che sta tra due culture.
Ecco, mi spiace dirlo - l'autrice alla presentazione mi è sembrata molto carina e un po' spaesata - ma così non è stato per me. O meglio, Palermo secondo me non si "respira" così tanto. Forse sono io che mi sono fatta alte aspettative, ma soprattutto il mercato di Ballarò, che dovrebbe essere il cuore pulsante della storia, viene descritto con quelli che sì sono i suoi aspetti caratteristici ma... mancano di anima.
Ho avuto questa sensazione durante tutta la lettura, ovvero che per quanto si parlasse di posti che io stessa conosco, non riuscivo a viverli per davvero. Ed è strano, considerato che il protagonista vuole fare il poeta. Mancano, appunto, di poesia, di anima, di cuore.
Non so come descriverlo meglio.
Anche perché si tratta di una Palermo diversa da quella del 2025/26, con luoghi che probabilmente non esistono più, con una situazione politica particolare di cui si fa accenno una volta e poi basta.
Persino la missione di Teresa passa in secondo piano, nonostante sia qualcosa di importante e probabilmente inusuale all'epoca.
Insomma, il contesto storico sembra totalmente assente. Ed è una grave mancanza per me.
Ritorna solo in alcuni momenti, un po' come Stranger Things che si ricorda di essere ambientata negli anni 80 e che quindi avere le musicassette fa figo.

La storia non è male, mi è piaciuto questo continuo contrasto tra il mondo siciliano e quello arabo, da sempre "cugini", ma ho avuto la sensazione che molte cose siano state affrettate; magari questo è solo un mio modo di vedere le cose, però certe volte avevo l'impressione che la scrittrice non desse molto spazio ai sentimenti dei personaggi, anche in momenti in cui sarebbe stato importante farlo.

Non ho ben chiaro il finale.
Mi è piaciuto il rimando alla prima scena e ho capito il senso di ciò che sta accadendo, ma anche in questo caso, avviene tutto troppo in fretta e sembra che all'ultimo l'autrice si sia ricordata di inserire questo momento. Insomma - e lo dico perché l'ho appena finito - non sembra un vero finale.

Il continuo rimando ad altri autori, in particolare arabi, mi è piaciuto molto e mi sono piaciuti molto i versi scritti dal protagonista. Per il resto, tranne il rapporto con il commendatore - ma anche lì, si comincia a vedere verso la fine -, le relazioni tra i personaggi non sono sviluppate benissimo. Sembra che stiano lì e che siano gli attori secondari nella vita di Peppe. Soprattutto Fatima, che ha accettato il suo destino, eppure avrei voluto vedere nelle sfumature più complesse nel suo personaggio.

Mi dispiace, perché la lettura è stata comunque piacevole (da qui, le tre stelline nonostante la premessa iniziale) e perché probabilmente sono io che mi sono fatta delle aspettative circa questo libro che poi sono state disattese.
Invito comunque chi soprattutto non è di Palermo a leggerlo, perché può essere un'esperienza.
Profile Image for Andrea Lo Nigro.
40 reviews1 follower
May 25, 2026
Ho avuto modo di conoscere e parlare con Linda Scaffidi e questo libro riveste una sensibilità enorme, la stessa che ho scorto nei suoi occhi, che le ho visto al SalTo26. Le sette fate di Youssef non è solo un romanzo di formazione, ma un viaggio intimo e viscerale alla ricerca della propria identità.
La storia di Peppe/Youssef, diviso tra la Palermo dei mercati (come Ballarò) e il richiamo di un Marocco che il padre Alì vorrebbe imporgli, è un affresco vivido sulle seconde generazioni. Lo stile narrativo di Linda è poetico, intimo, delicato ma incisivo, capace di farci respirare l’odore delle spezie, la polvere del deserto e la brezza del mare siciliano. La prosa si fonde magistralmente con i versi, evocando la nostalgia per la patria e riecheggiando le atmosfere di Quasimodo e del poeta arabo-siciliano Ibn Hamdis.
I temi trattati sono di un’attualità disarmante: l’integrazione, lo scontro generazionale e culturale, il sentirsi “stranieri” nella propria casa. In un’epoca in cui si alzano muri, Linda ci ricorda le radici comuni che legano i popoli, citando non a caso Ibn Hamdis e mettendolo in parallelo con Quasimodo. La poesia diventa per il protagonista un rifugio e un atto di ribellione.
In un'attualità in cui il dibattito sulle seconde generazioni, lo ius soli e l’immigrazione è sempre acceso e spesso polarizzato, l’intimo viaggio di Youssef ci sbatte in faccia quanto sia complesso definire e difendere la parola “casa”. È un’opera che dovremmo leggere tutti perché ci educa all’empatia, dimostrando che la cultura e le radici sono ponti da attraversare e non confini dietro cui barricarsi.
Significativi i versi scritti da Youssef per incanalare il proprio dolore:
«Spesso sull’animo spirano / Venti di guerra / E sulle labbra / Si addensano tempeste».
O l’eterno dilemma di chi si sente strappato alle proprie radici, riassunto nell’eco di Ibn Hamdis: «Se son stato cacciato da un paradiso, come posso io darne notizia?».
Vi garantisco che è un crescendo emotivo che incolla alle pagine. Consigliatissimo, una lettura che arricchisce l’anima e fa riflettere sul nostro presente.
2 reviews
November 28, 2025
Una bellissima storia che parla di radici spezzate, un giovane ragazzo palermitano vive l'incubo di essere portato in Marocco dal padre, il quale è originario di quel paese. Youssef, il protagonista, desidera scegliersi il futuro, e rimanere nella sua patria, l'Italia. Con tanto sacrificio cercherà di farsi strada nella vita. Scrittura semplice e raffinata, scorrevole, ho riso, ho pianto, ho gioito! Lo consiglio!
Profile Image for Marco Corti.
78 reviews6 followers
April 6, 2026
Un inizio che mi aveva convinto: ritmo, e una storia che sapeva dove andava. Poi, a metà libro, qualcosa cambia direzione, e quella svolta non me l'aspettavo. Non è necessariamente un difetto.
Rimane comunque una lettura che vale, soprattutto per come racconta le fatiche dell'integrazione, senza semplificarle e senza retorica. Youssef è un personaggio che resta, anche quando la storia intorno a lui non convince del tutto. Tre stelle, con il dubbio che magari ne meriti quattro.
1 review
October 31, 2025
La scrittura è molto scorrevole. Descrizioni ben fatte, ottima caratterizzazione dei personaggi. C'è un personaggio che inizialmente lo si odia, ma andando avanti si capisce il motivo dei suoi gesti.
2 reviews
November 6, 2025
Bellissima lettura, coinvolgente. Storia molto profonda, poetica e originale. Consigliatissimo!
Displaying 1 - 13 of 13 reviews