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Maschio nero

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L’amore, il sesso, corpi razzializzati e feticizzati, c’è tutto questo nel romanzo di Elgas e nella storia del suo protagonista, un intellettuale trentenne di origini senegalesi, in Francia ormai da molti anni, alla prese con un apprendistato erotico e affettivo dove le aspettative proprie e altrui, si intrecciano allo sguardo coloniale sul corpo dell’altro.

«Per quanto indietro vada nei ricordi, nessuno mi ha mai insegnato ad amare. E devo dire che le cose hanno fatto ben pochi progressi».
Di volta in volta cinico, malinconico, tenero o euforico, l’io narrante ci conduce nella vita di un immigrato in cerca di una felicità semplice, dell’amore per gli altri e per se stesso, e, tramite quell’amore, della libertà.

Trentatré anni, di cui quasi la metà vissuti in Francia, antropologo, senegalese, il protagonista della storia sente di non saper amare. Certo, le avventure non gli mancano, ma il suo percorso affettivo è caotico, pieno di tentennamenti e marcato dall’incapacità di aprirsi veramente agli altri.
Del resto, l’io narrante non sa neppure bene chi sia, continuamente in bilico tra il sentirsi francese o senegalese, intrappolato in una paradossale routine lavorativa che consiste nel fare ricerca su un’Africa da cui però si sente ormai staccato e di cui non capisce più i codici. Persino le telefonate con la madre rimasta in Senegal sono dialoghi fra sordi. A un certo punto due donne, una bianca e una nera, fanno breccia nel comfort ovattato della sua solitudine, facendogli conoscere due forme di amore completamente diverse fra loro alle quali il protagonista non sa e non vuole rinunciare.
Romanzo intenso, incisivo, toccante, che indaga in parallelo le dinamiche dell’amore e quelle dell’immigrazione senza concessioni al sentimentalismo e ai luoghi comuni.

205 pages, Kindle Edition

Published August 27, 2025

24 people want to read

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Elgas

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Profile Image for LorenzoEmme.
42 reviews
January 19, 2026
È un libro difficile da giudicare. Mi è piaciuto molto il tentativo dell'autore di mettere in risalto l'estrema complessità del personaggio principale, di cui, fra l'altro non si conosce il nome: il protagonista, nato in Senegal e trasferitosi in adolescenza in Francia, si chiede continuamente chi sia, in bilico costante fra il sentirsi francese (e dunque occidentale) o africano, fra il sentirsi troppo "bianco" per i neri e poco "bianco" per i bianchi.

Dottorando in antropologia, la sua tesi studia un continente, l'Africa, che dovrebbe sentire naturalmente suo. Eppure, a tratti risulta sconosciuto, impenetrabile, ostico, con tutta una serie di "diritti e doveri" che risultano difficili da capire. Questa dicotomia è ben rappresentata dal rapporto con la madre senegalese: burrascoso, scontroso, fatto più che di amore, di silenzi e implicite pretese. L'autore in questo caso è molto abile: attraverso la delineazione di questo rapporto madre/figlio infatti, svela tutti degli intricati meccanismi che, da una parte, mirano a spiegare vere e proprie dinamiche sociali, che affondano le proprie radici nell'educazione, nell'ambiente, nelle tradizioni e nella mentalità e, al contempo, dall'altra, a mostrare le differenze di vedute fra Europa e Africa. Per esempio, la madre vorrebbe che il protagonista stesse con una donna nera, in quanto "onorerebbe" la sua patria, il suo "sangue africano" e disdegna una compagna bianca in quanto inquinerebbe il suo essere, allontanandolo dalla sua famiglia (il tema del dover rendere conto alla propria patria/famiglia riecheggia per tutto il libro, diventando una specie di fardello che il protagonista si porta sempre appresso).

Oltre a ciò, il protagonista si ritrova a dover prendere coscienza di un altro fatto, ovvero di non sapere cosa significhi amare perché, di fondo, non è stato mai amato dai suoi genitori. Sarà un personaggio Melodie (altro personaggio complesso) a iniziarlo all'amore, a fargli provare quel sentimento tanto agognato, costringendolo però al contempo a fare i conti con ciò che comporta quest'ultimo. Melodie poi è una ragazza bianca, e questo lo porta, da un certo punto di vista, a sentirsi sempre in colpa nei confronti delle sue origini. A smorzare questo cappio al collo sarà in parte Desirée, ragazza nera amante del protagonista la quale, oltre a fargli capire un'altra sfaccettatura dell'amore, inconsciamente lo alleggerirà di quel peso perenne. Eppure, ad un certo punto, il protagonista si troverà davanti ad una scelta bicolore, dal quale non potrà sottrarsi.

In generale l'ho trovato un bel libro, forse alcune parti potevano essere approfondite meglio, altre le avrei evitate: molte scene di sesso si potevano tagliare dal mio punto di vista, in favore invece del tema della sessualità, dello stereotipo dell'uomo nero, virile per eccellenza, e di come il protagonista subisca quest'ultimo. Di tanto in tanto emerge in varie parti, ma rimane sempre troppo nell'ombra.
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