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L'isola dei femminielli

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Settembre 1939. Aldo, ventenne fiorentino, giunge a San Domino, l’isola delle Tremiti scelta dal regime fascista come confino per chi era accusato di omosessualità. I cosiddetti “femminielli” alloggiano in due baracche fatiscenti, con un secchio a fare da gabinetto e un camino mal funzionante per le notti più fredde. Sono perlopiù siciliani, perché arrestati per un omicidio avvenuto anni prima a Catania e tuttora impunito, che continua a perseguitarli. Ci sono la Fisichella, dallo sguardo sornione, sempre in urto con il mondo, la Picciridda, appena diciottenne, che ama travestirsi da donna, la Leonessa, afflitto da attacchi epilettici e con strani segni sul corpo; e poi la Sticchina, il Professore, il Dottore, la Peppinella, vittime come Aldo di pregiudizio e intolleranza. La vita a San Domino è dura, scandita dal disprezzo degli abitanti dell’isola, incontri clandestini nei boschi e la conta dei carabinieri, esiliati anche loro e non disdegnosi di trovare conforto tra i femminielli.
Nonostante le intenzioni del regime, dalla segregazione nascerà una comunità di uomini paradossalmente liberi e solidali. Nel giugno del 1940, in ogni caso, i confinati di San Domino saranno rilasciati e in parte arruolati per essere mandati al fronte. In guerra, ognuno andrà incontro al proprio destino nel ricordo indelebile di quell’esperienza vissuta assieme.
Con una scrittura delicata e toccante, l’autore ricostruisce la vicenda di alcuni giovani che vennero puniti per la loro diversità.
Un libro coraggioso che narra un pezzo dimenticato della storia italiana attraverso singole esperienze di discriminazione e resistenza. Un racconto sui rapporti umani e sul confine, spesso sottile, che separa prigionia e libertà.

«A te non ti fa schifo?».
«Che cosa?».
«Pensare a due maschi insieme».
«E noi cosa siamo, scusa?».

312 pages, Paperback

Published June 11, 2024

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Aldo Simeone

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Profile Image for Come Musica.
2,065 reviews629 followers
July 27, 2024
Durante il Fascismo, nel 1939, gli omosessuali erano confinati a San Domino, la più grande delle isole Tremiti, detta l’isola dei femminielli.

“Da un paio di anni, infatti, San Nicola si stava riempiendo di gente… insomma, quella gente (la vecchia fece un gesto vago con la mano): comunisti, sovversivi, individui per nulla raccomandabili.
Sicché lei pensò: Lasciamogli casa nostra e andiamocene di là.
Furono le ultime parole famose… A Roma, qualcuno doveva aver scambiato le Tremiti per una pattumiera: dall’oggi al domani anche l’isola maggiore divenne una colonia di confino. E per gente addirittura peggio dell’altra.”

Tra gli invertiti, c’è Aldo, il protagonista, un giovane toscano, arrestato e mandato al confino per scontare la colpa di essere omosessuale.
Aldo deve scontare tanti mesi di esilio, a partire da febbraio del 1939.
E quella che doveva essere una prigione senza sbarre, diventa un rifugio, perché tutti i femminielli possono essere se stessi, senza finzioni.

Aldo Simone, con ironia, scrive un romanzo corale, dove la storia di Aldo diventa un tutt’uno con quella degli altri confinati, tra cui Placidina, Picciridda, il Professore, la Sticchina, la Fisichella, la Leonessa, la Francisa, la Crapara e tutti gli altri.

“Con i capelli ancora gocciolanti e una passata frettolosa di asciugamano sul petto, la Fisichella aveva inzuppato la camicia. Aldo si offrì di prestargli la sua. Gli calzava a pennello.
«Abbiamo la stessa taglia», constatò affrettandosi a rimettere il maglione.
«Tu tieni le braccia più lunghe».
«E te le mani», lo sfotté.
Fu quella la prima volta che si scambiarono i vestiti. Iniziò per caso, proseguì per scherzo. Divenne presto una cosa seria. L’impressione di una smarginatura. Il pericolo di confondersi. La paura.”

Leggere questo romanzo è come prendere in mano un testimone, per tramandare la storia di un naufragio e di un confino, che si tramanda nei decenni, almeno dal 1860 fino ai nostri giorni

“Non poté dirgli molte altre cose. Per esempio, che la nave sommersa di cui gli aveva parlato la Fisichella c’era davvero. Proprio lì, dove l’aveva indicata. Era il Lombardo, uno dei due piroscafi di Garibaldi. Con il Piemonte, nel 1860, aveva condotto le mille camicie rosse da Quarto a Marsala. Era colata a picco una notte di quattro anni dopo, mentre portava un carico di prigionieri. Il relitto, disperso in frammenti davanti alla costa occidentale di San Domino, giaceva tra i dieci e i venticinque metri di profondità. Ma che c’era, e dov’era, tra gli isolani lo sapevano in molti, come dimostra il nome della secca che da centoquarantuno anni, al largo della Baia degli Inglesi, ha fatto da cimitero a questo e altri naufragi: Punta del Vapore. Se ne era persa notizia, ma non la memoria. Il suo carico umano, scampato al naufragio, ricordava il luogo dell’affondamento, e lo raccontò agli isolani, e questi ai loro figli, e i figli ai nipoti, e così nel tempo, di generazione in generazione, finché sull’isola c’erano orecchie disposte ad ascoltare e lingue determinate a rompere il silenzio. Fino alla Fisichella. Fino ad Aldo. Fino a noi. In un continuo passaggio del testimone.”

Perché…
“La Storia non è maestra di niente. È raccontarla che insegna qualcosa. Sono i racconti.
Nell’accingermi a scrivere il presente romanzo, mi sono imposto di non manomettere eventi, luoghi, tempi, nomi, circostanze del confino omosessuale a San Domino per come risultano dai documenti che la fotografa Luana Rigolli – ultimo anello di questa «social catena umana» – ha raccolto e condiviso nel reportage L’isola degli arrusi. I suoi scatti hanno la stupefazione dei primi sguardi. È stata lei ad aprirmi gli occhi. E solo dopo che mi ha svelato i nomi dei protagonisti ho potuto iniziare a scrivere. Nomina nuda tenemus.
Ma giunto alla terza riscrittura, ho dovuto infine arrendermi: e accettare che riempire con l’invenzione i vuoti della Storia è l’unico modo per farne una storia.
I racconti, anche quando rievocano persone esistite e vicende accadute, non rivelano mai la realtà. Se funzionano, rivelano la verità.”
Profile Image for Libriletti.
365 reviews75 followers
December 28, 2024
7,5

"L'isola dei femminielli" di Aldo Simeone è un romanzo che porta il lettore in un viaggio unico, tra storia e tradizione, in un luogo sospeso nel tempo. Ambientato presso le Isole Tremiti, il libro esplora il mondo dei femminielli, figure che incarnano un'identità culturale e sociale profondamente radicata soprattutto nel Sud Italia. Simeone riesce a creare un'atmosfera densa e affascinante, dove si intrecciano vite, segreti e pregiudizi.
Tuttavia, il ritmo narrativo risulta a tratti un po' lento, come se l'isola stessa trattenesse il passo del racconto. I personaggi, pur ben tratteggiati, in alcuni momenti sembrano distanti, in modo tale da impedire un legame davvero forte con chi legge.

Il romanzo si distingue per la delicatezza con cui affronta temi complessi come l'identità di genere e il senso di appartenenza, ma manca di quel guizzo che potrebbe trasformarlo in un'opera indimenticabile. Un libro interessante e coraggioso, che merita di essere letto per il suo valore culturale e per la voce che dà a una tradizione spesso dimenticata.
Profile Image for _nuovocapitolo_.
1,111 reviews34 followers
September 24, 2024
Settembre 1939.
Aldo, ventenne fiorentino, giunge a San Domino, l’isola delle Tremiti scelta dal regime fascista come confino per chi era accusato di omosessualità. I cosiddetti “femminielli” alloggiano in due baracche fatiscenti, con un secchio a fare da gabinetto e un camino mal funzionante per le notti più fredde. Sono perlopiù siciliani, perché arrestati per un omicidio avvenuto anni prima a Catania e tuttora impunito, che continua a perseguitarli.

Ci sono la Fisichella, dallo sguardo sornione, sempre in urto con il mondo, la Picciridda, appena diciottenne, che ama travestirsi da donna, la Leonessa, afflitto da attacchi epilettici e con strani segni sul corpo; e poi la Sticchina, il Professore, il Dottore, la Peppinella, vittime come Aldo di pregiudizio e intolleranza.

La vita a San Domino è dura, scandita dal disprezzo degli abitanti dell’isola, incontri clandestini nei boschi e la conta dei carabinieri, esiliati anche loro e non disdegnosi di trovare conforto tra i femminielli.
Nonostante le intenzioni del regime, dalla segregazione nascerà una comunità di uomini paradossalmente liberi e solidali. Nel giugno del 1940, in ogni caso, i confinati di San Domino saranno rilasciati e in parte arruolati per essere mandati al fronte. In guerra, ognuno andrà incontro al proprio destino nel ricordo indelebile di quell’esperienza vissuta assieme.

Con una scrittura delicata e toccante, l’autore ricostruisce la vicenda di alcuni giovani che vennero puniti per la loro diversità.
Un libro coraggioso che narra un pezzo dimenticato della storia italiana attraverso singole esperienze di discriminazione e resistenza. Un racconto sui rapporti umani e sul confine, spesso sottile, che separa prigionia e libertà.

Sono rimasta profondamente colpita dalla copertina di “L’isola dei femminielli”, il romanzo di Aldo Simeone, pubblicato da Fazi Editore. I colori, le sfumature, le linee, la delicatezza delle pennellate, intense e dolci insieme, e le armonie del quadro di Henry Scott Tuke, “The Lighthouse”, che ritrae un ragazzo perso in contemplazione dell’orizzonte e del mare, è, secondo me, fortemente evocativa e suggestiva.

Un tale capolavoro dell’arte improntata all’impressionismo non poteva che essere il perfetto biglietto da visita per questo romanzo che, di sfumature, suggestioni e delicatezza, contrasti e armonia, ne è fortemente permeato. Aldo Simeone ci racconta, con prosa a tratti ironica e brillante, in altri malinconica e poetica, uno spaccato di storia italiana. Uno spaccato terribile, gli anni bui del fascismo e della guerra, ma l’autore li narra con quel connubio di delicatezza e sfacciata leggerezza, tra umorismo e prese in giro, sofferenza e malinconia, da lasciare sempre aperte al lettore le porte del sorriso, a volte timido altre aperto e libero.

La libertà. Tempi difficili per viverla, soprattutto per chi, secondo il regime, è sbagliato, rotto, corrotto e osceno: femminielli, uno dei più terribili dei delitti. Aldo, giovane toscano, è arrestato e mandato al confino per scontare quella colpa. Preferisce essere tacciato di essere un ladro piuttosto che omosessuale, lo nega, lo rinnega e prova a nascondere pulsioni e sentimenti.

Sessanta mesi di esilio, il primo “viaggio” lontano da Firenze, è quello che aspetta Aldo. Siamo nel febbraio del ’39 e quello che l’accoglie è un universo a sé. San Domino, l’isola maggiore delle Tremiti, migliaia di pini simili a puntaspilli innalzati al cielo, sassi, scogli, pietra bianca e polvere ovunque. D’estate, gli esiliati sono tormentati dagli insetti, d’inverno c’è il freddo, il gelo che artiglia ossa e pensieri a fare tremare persino i denti, ma è più simile a un rifugio che a una galera.

“Aldo scoprì quel pomeriggio cosa significa essere esposti, come una prigione possa diventare casa, il confino un riparo. E quanto spaventosa e piena di mostri fosse la libertà per gli arrusi” – L’isola dei femminielli
Aldo Simeone ci presenta un variopinto corollario di personaggi. Cciascuno di loro lascia un segno indelebile tra le pagine e il cuore dei lettori, perché vivono di emozioni, positive o negative che siano, che sono vivide, scorrono impetuose e travolgenti, artigliando l’attenzione e la simpatia o antipatia di chi legge. “L’isola dei femminielli” racchiude una sinfonia di sentimenti, un caleidoscopio di vite spezzate che, a San Domino, hanno trovato il luogo in cui poter essere, finalmente, se stessi. I confinati, qui, possono vestirsi, imbellettarsi, parlare e atteggiarsi come desiderano, tra simili che non giudicano, o quasi. Quando non si ha nulla, si è gelosi persino di uno sguardo, di una confidenza. E basta un niente per fare crollare quella parvenza di serenità e far scoppiare liti furiose.

“Il futuro! San Domino ne era così lontano come nemmeno dalla guerra, dai sogni, da casa. Per crederci, chissà se serviva più fede o disperazione. Al pari di Dio, esisteva in forma di preghiera: per sperare, fare fioretti, esprimere desideri”

L’autore descrive i luoghi, i paesaggi in maniera nitida, con i confini tra cielo e mare che sono sfumature di blu che si fondono;il bianco della pietra che sembra brillare dalle sue parole e la miseria del casermone; il nulla di una steppa, landa desolata che può passare dall’essere un paradiso terrestre a un inferno, a seconda degli umori e dei tormenti di chi la abita.

“Ma per gli arrusi la felicità non era abbastanza. Era un concetto perfino più vago del futuro, un rompicapo più astruso degli scaffi. Affaticava il cervello. Alla felicità, loro, preferivano l’amore, benché anch’esso fosse un gioco a perdere”
L'isola dei femminielli“L’isola dei femminielli” è il romanzo perfetto per chi ama leggere e scoprire avvenimenti, luoghi e vicende della nostra storia, perché è necessario non dimenticare mai quando in basso è scesa la cosiddetta umanità, quando di umano non aveva nulla e si annoverava il diritto di vita e di morte su chi aveva semplicemente la colpa di essere “diverso”. Questo romanzo è consigliato anche a chi cerca una lettura coinvolgente, capace di trascinare il lettore nella storia, rendendolo partecipe, grazie alle immagini così vivide e i dialoghi così appassionati, anche negli inframmezzi di lessico dialettale.

I personaggi, tanti, tutti perfettamente tratteggiati, sapranno conquistarvi. Io, in modo particolare, ho amato follemente la Fisichella, che con la sua sfacciata leggerezza e esuberanza, la sfrontatezza e libertà dei gusti, ma anche la dolcezza di certi sguardi mi ha conquistata.

“La Fisichella si esponeva alla vita senza prudenza né vergogna; vi si tuffava e vi sprofondava per riemergere fradicio, intirizzito”
Una storia corale. La vita di Aldo che si interseca fino a far parte di quella di Placidina, la Picciridda, il Professore, la Sticchina, la Fisichella, Aldo, la Leonessa, la Francisa, la Crapara e tutti gli altri.

Un romanzo coraggioso e potente, il racconto della vita degli omosessuali mandati al confino al pari di ladri e delinquenti, per quella loro colpa “inammissibile”. Aldo Simeone ha scritto di un passato fatto di pagine tragiche e strazianti della nostra storia, che è bene ricordare, narrare e lasciare nella memoria.
Profile Image for Anto_s1977.
796 reviews36 followers
August 25, 2024
"L'isola dei femminielli" è un romanzo di Aldo Simeone, edito da Fazi Editore nel 2024, che si basa su personaggi e fatti reali.
All'epoca del fascismo, infatti, molti omosessuali furono allontanati dalla propria città e deportati su un isolotto delle isole Tremiti, dove vissero per mesi ammassati in dormitori comuni.

"Ma nel codice penale fascista, il codice Rocco, mancava un reato per imputarli [...] Per punirli, il questore Molina ricorse allora al confino, apposita misura preventiva che non richiedeva né un processo né un capo d’imputazione. Nel caso dei pederasti, il Ministero introdusse qualche correttivo: un’unica colonia in cui concentrarli, così da impedire la diffusione del contagio; il divieto per loro di affittar casa; il conseguente obbligo di risiedere in appositi dormitori comuni, chiusi dalla sera al mattino. I cinquanta arrestati furono tutti ritenuti colpevoli di avere «attentato alla moralità pubblica e alla sanità della stirpe»”.

In questo contesto, dove gli uomini sono costretti a una convivenza forzata e dove si sono già generate discussioni, risse, gelosie e relazioni amorose, giunge Aldo, unico toscano tra i numerosi siciliani.
Nonostante le prime difficoltà di integrazione nel gruppo, ostacolate anche dal dialetto, Aldo si adatta alla nuova vita di confinato, seppur non riconosca apertamente la propria omosessualità.
Tuttavia, nonostante l'isolamento dal resto del mondo, la reclusione nei casermoni, le regole, che regolarmente vengono disattese, e il controllo continuo da parte dell'Arma, per la prima volta i confinati provano l'ebbrezza della libertà: possono essere sé stessi, senza essere giudicati contagiosi, guardati con sospetto e additati come se fossero uno scherzo di natura.
Ma poi scoppia la guerra, l’Italia si schiera con l’alleato tedesco e anche gli esiliati sono chiamati alle armi per difendere la Patria. O è soltanto una semplice e buona opportunità per lo Stato fascista di epurare la razza italica dagli omosessuali?

Romanzo molto interessante e sconvolgente, che pone i riflettori su fatti poco conosciuti e ci regala personaggi indimenticabili: denigrati, sofferenti, umiliati e tenuti sotto chiave come bestie.
In nome di cosa?
Aldo Simeone, con stile asciutto ed elaborato, con una ricchezza di dialoghi vividi e cambi di registro linguistico, prova a ridare dignità a chi è stato privato di tutto e poi dimenticato.
Dunque, non dimentichiamo nemmeno noi la Fisichella, la Peppinella, la Francisa, la Picciridda e tutti gli altri che hanno convissuto nei casermoni dell’isola di San Domino.
Leggete questo libro!

“La Storia non è maestra di niente. È raccontarla che insegna qualcosa. Sono i racconti “.


Profile Image for Ruppe.
507 reviews46 followers
July 17, 2024
Non so bene che pensare di questo romanzo, quindi do un giudizio medio; cerco e leggo un lungo post dell’autore sulla genesi del libro, che spiega la sua ricerca alla base del romanzo, e non la trovo soddisfacente. Si basa su gli unici due testi approfonditi sull’argomento, “La città e l’isola” e il bellissimo libro autoprodotto di Luana Rigolli, sommati a un paio di documentari.
Non mi pare un’immersione sufficiente per toccare un argomento così delicato, e non ho elementi per capire se questa stilizzazione dei personaggi del libro, così macchiettistica e stereotipata secondo vecchi parametri riguardanti la comunità gay, sia realistica o manipolata goffamente.

Mi limito quindi a un dubbio sui contenuti e analizzo stile e godibilità: il testo è scritto in maniera pulita e non sbrodolata, secondo una buona tradizione postbellica italiana, soprattutto nella prima parte. Ogni tanto indulge a qualche eccesso di presenza dell’autore che rovina l’atmosfera, con commenti da narratore onnisciente e notazioni morali o massime che privano a tratti il romanzo delle caratteristiche di asciuttezza, ed essenzialità, che aveva nei primi capitoli. In questo si attestano anche alcuni commenti anacronistici, che accentuano la sensazione di un narratore esterno molto meno che trasparente.

Il romanzo comunque è godibile e scorre piuttosto bene, anche se fatico a star dietro a molti personaggi descritti velocemente. La grande occasione mancata è quella di dare ancora più presenza all’isola, che è potenzialmente il personaggio più interessante e potente del racconto, in quanto materializzazione di tutti i conflitti latenti ed espliciti dell’omosessualità, e anche concretizzazione della volontà e del sopruso fascista.
L’altro elemento quasi assente è proprio il regime mussoliniano, che viene citato e fa da cornice, ma su cui l’autore non ti dimostra molto mordente.

Insomma romanzo godibile come intrattenimento, con volontà impegnata ma forse un po’ superficiale e discutibile nell’utilizzare ricerche altrui e non approfondire le proprie, sia storiche che nella comunità LGBTQIA+.
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book35 followers
December 11, 2025
Quanto è bello iniziare qualcosa, qualsiasi cosa, senza aspettative e lasciarsi stupire dall’impatto?
Questa storia mi ha appassionato, commosso, fatto sorridere.
Perché è densa di poesia, di immagini che si fanno sacre, di isole che fanno e sono, di fatto, personaggi.
E che voce, quest’autore.
Sempre - e per sempre - viva la libertà di essere, che si fa strada o se la inventa, anche (perfino) in esilio.
Profile Image for roberta.
91 reviews
January 28, 2025
"Doveva avere imparato da adolescente, all'affacciarsi della prima pubertà: per uno come lui non c'era verso di nascondersi, tanto valeva stare sul palco sotto i riflettori, a raccogliere mazzi di rose con tutte le spine."
10 reviews
August 15, 2025
Non andrò a mettere 5 stelle per un semplice motivo: di sicuro è un romanzo ben fatto, con un lessico ed un uso dei dialetti ben studiato, ma a tratti mi è sembrato un po' lento. Il merito che ha è di rendere accessibile un pezzo di storia recente sconosciuto ai più, legato al confino degli omosessuali durante il fascismo, ed ambientato nella mia terra, alle Isole Tremiti, fra San Domino e San Nicola. Il "difetto" riscontrato, se così posso definirlo, è legato all'assenza di "brio" che ha reso, a tratti, la lettura un po' lenta e ad una, credo, scelta stilistitica che non ha delineato troppo i caratteri dei singoli personaggi: alla fine del libro infatti sono accompagnto ancora da diversi dubbi sulle storie dei vari "arrusi", ma mi piace pensare che sia la conseguenza della volontà di narrare l'esperienza di una comunità più che di tanti singoli individui. Ne consiglio la lettura!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Trisha Tardio.
40 reviews23 followers
June 29, 2024
Aldo Simeone parte da una storia reale risalente all'epoca fascista per raccontare un passato storico estremamente difficile e sbagliato, nel quale la "diversità" viene punita attraverso il confino, ma questo romanzo è al contempo la promessa di un'umanità migliore.

Aldo viene infatti spedito sull'isola di San Domino con l'accusa di essere omosessuale: qui incontra uomini di ogni tipo, costretti a vivere in condizioni disumane e a difendersi dalle aggressioni fasciste. Questi uomini, prevalentemente giovani, diventano i suoi compagni, i suoi amici, i suoi sostenitori. Si creano rapporti spesso inequilibrati, momenti di litigio e di violenza, ma anche e soprattutto legami dolci, delicati, di supporto e comprensione.
Questo è un libro malinconico, triste, di riflessione, ma anche di speranza, lirismo e bellezza.
Profile Image for Simona Stefani.
433 reviews18 followers
November 12, 2024
Devo ricominciare a scrivere le recensioni dei libri perché sto rimanendo davvero troppo indietro. Questo libro, ad esempio, è stato discusso col gruppo di lettura LGBT già a metà Ottobre, eppure eccomi qui, almeno un mese dopo.

Cosa mi ha deluso di questo libro? L'errore principale forse è stato l'essere venuto dopo il CAPOLAVORO che è Il cardellino che, giuro, vorrei rileggere ora seduta stante, magari in inglese, per assaporarne la scrittura come realmente fu intesa. Quindi ecco, i poveri femminielli un po' sono stati bistrattati dall'essere capitati dopo uno dei libri più belli del secolo.

L'autore Aldo Simeone ci presenta un romanzo storico ambientato poco prima della Seconda Guerra Mondiale sull'isola di San Domino, nelle Tremiti. Qui vengono confinati gli arrusi ossia gli omosessuali (o presunti tali), una vera e propria vergogna per la virilità italiana fascista. A San Domino quindi troviamo confinati alcuni omosessuali catanesi, colpevoli di aver ucciso un uomo che gestiva (sembra) un giro di prostituzione omosessuale ed Aldo, un toscano (forse eterosessuale, ma non è ben chiaro) che si prostituisce per soldi. La nostra storia si svolge, in ordine cronologico, all'interno di una delle due camerate. Come scrive il mio amico Andrea Muraro qui su GR
gli 'arrusi' si incontrano e si scontrano, imparano a convivere insieme, ciascuno con le proprie manie e il proprio modo di essere [...] tra la compagnia silenziosa e per lo più ostile degli autoctoni e la presenza arrabbiata e annoiata dei carabinieri di sorveglianza. Nascono amori, si sviluppano invidie e liti, ma, purtroppo, la narrazione procede stancamente.


Ed è davvero così... Ho impiegato 9 giorni a leggere Il cardellino, libro da oltre 900 pagine, ed altrettanti ce ne ho messi per leggere questo libro. Gli innumerevoli personaggi inoltre non sono stati ben descritti e delineati, tanto che ad oggi mi chiedo ancora chi fossero la Leonessa, la Sticchina e la Peppinella e cosa facesse la Caprara. Il lato positivo di questo libro è che credo sia l'unico romanzo che tratta questo capitolo di storia dimenticata e, dal punto di vista emozionale, è riuscito a trasmettere un senso di sorellanza molto tangibile.
Profile Image for Riccardo.
54 reviews
September 14, 2025
“Ma te?”
Indossava gli abiti di sempre. “Non lo vedi?”. Si scostò per mostrarsi. “Pure io sto in costume. Da tutta una vita”.

3.5
Profile Image for Sephreadstoo.
667 reviews37 followers
November 7, 2024
L'Isola Dei Femminielli del titolo è San Domino, la più grande delle isole Tremiti. Tra il 1938 e 1940 vi furono confinati uomini provenienti da tutta Italia con l'accusa di "pederastia" e "crimine contro la razza", ovvero chi era accusato di omosessualità.

È il caso del fiorentino Aldo, che si trova nella camerata a San Domino circondato da uomini di ogni professione, età e provenienza.
La maggioranza è siciliana perché spediti lì in seguito alla repressione attuata dal questore catanese Molina per "ripulire" le vie di Catania dalla "pervers1one".

Ho un giudizio un po' confuso del libro, come ho trovato confuso il romanzo stesso, perché si presenta come della storia corale dei detenuti e la ricostruzione storica di che cosa significava essere "femminielli" o "arrusi" in un'Italia fortemente machista o omofoba.

Al tempo stesso, c'è una componente "gialla" laddove il protagonista Aldo indaga sull'identità di chi uccise l'uomo a cui era imputabile la violenta repressione attuata dal questore Molina che condannò più di 40 uomini al confino e alle umiliazioni ad esso legato.

Insieme, queste parti stridono un po', ma verso il finale si amalgano bene.

In generale mi è piaciuto, ma ci sono punti in cui la narrazione è troppo ridondante e si fa fatica a distinguere i personaggi secondari.
Avendolo un po' letto e un po' ascoltato in audiolibro, l'uso dei termini e accenti dialettali lo rende decisamente più attinente alla realtà storica.

Ho amato (con una lacrimuccia amara) il tono ironico usato che ben rende il paradosso della condizione degli omosessuali dell'epoca, imprigionati quando liberi e liberi quando confinati.
8 reviews1 follower
January 27, 2025
La memoria dimenticata del confino fascista

Ci sono storie che sono state spinte ai margini della memoria, obliate tra le pieghe del racconto della Storia ufficiale, come se non avessero il diritto di esistere. Per celebrare le vittime LGBTQ+ in questo Giorno della Memoria, ho deciso di parlare di questo dramma, del confino a cui furono costretti gli omosessuali italiani durante il fascismo. Una ferita ancora troppo poco conosciuta, ma che resta una ferita profonda. Il libro che recensisco oggi è L’isola dei femminielli scritto da Aldo Simeone, che ci porta sull’isola di San Domino, un’isola di confino in cui, sotto il regime fascista, uomini accusati di pederastia, furono deportati e costretti a vivere in isolamento, con la loro identità schiacciata sotto il peso dell’intolleranza e della repressione. (leggi il mio articolo dedicato intitolato: Le persecuzioni alle persone LGBTQ+ durante il fascismo)

In un’epoca in cui si parla spesso di resistenza, libertà e diritti, è fondamentale riportare alla luce le storie di chi è stato privato non solo della libertà, ma anche della dignità di essere unicamente sé stessi. Aldo Simeone, con delicatezza narrativa e profondità di sentimenti, ci fa sbarcare in questa realtà dimenticata, in questo microcosmo dove la sopravvivenza era un atto di ribellione e dove, nonostante tutto, sono nati legami, affetti e frammenti di umanità.

Questa non è solo la recensione del libro, ma un invito a non dimenticare, perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, conoscere il passato è l’unico modo per costruire un futuro migliore in un mondo più giusto.

La storia narrata inizia nel mese di settembre 1939, nel momento in cui il ventenne fiorentino Aldo, viene trasferito dal carcere delle Murate di Firenze, al confino nelle Isole Tremiti, più precisamente nella piccolissima isola di San Domino. Qui viene accolto in uno dei due cameroni riservati ai femminielli, che, in realtà, in dialetto napoletano in realtà è il dispregiativo per indicare gli omosessuali effemminati (facendo delle ricerche ho scoperto che era utilizzato anche per indicare i transessuali), mentre in siciliano vengono chiamati arrusi, sempre in senso dispregiativo. In questo confino Aldo conosce un gruppo di persone, per la maggior parte proveniente dalla Sicilia, che lo iniziano alla vita del confino che si rivelerà condanna e libertà allo stesso tempo.

Come già ampiamente scritto, la tematica principale è quella della discriminazione e del confino degli omosessuali durante il regime fascista, sottolineando l’umiliante miseria in cui erano costretti a vivere.

Nella convivenza forzata, i femminielli, esplorando tutte le sfaccettature dell’amore, scopriranno che l’amore è anche vero, magari anche romantico e non solo amore dato per vocazione o in cambio di denaro. Scopriranno di non essere loro gli sbagliati, ma semplicemente delle persone vere.

Sono persone con vite, idee, afflizioni, speranze covate o gridate al cielo. Una continua scoperta per il lettore e per gli stessi protagonisti che segregati scoprono il significato e il senso di essere una comunità.

I personaggi sono tanti, ma non sono mai troppi. Attorno ai confinati si costruisce tutto l’impianto della trama: La Fisichella, La Picciridda, La Leonessa, La Sticchinasono solo alcuni di loro. Ognuno di loro è un mondo, ognuno di loro ha un ruolo che si è dipinto addosso o che gli è stato cucito dagli eventi della vita. Sono tutte storie, nelle storie, nella Storia.

Aldo Simeone nella scrittura de L’isola dei femminielli, per la ricostruzione ha seguito testimonianze tramite lettere, fotografie e racconti lasciati dai protagonisti, che ha condito con la sua immaginazione in una ricetta concreta, creando un libro bellissimo e importante. L’isola dei femminielli è piena di storie. Realtà e finzione che unite insieme ci mostrano quella che è stata la dimensione reale di San Domino.

Uno stile narrativo diretto e chiaro, i dialoghi sono sempre un botta e risposta che forniscono una poderosa istantanea del momento, ma che al contempo dinamizzano la narrazione. Il dialetto siciliano caratterizza la maggior parte di questi dialoghi, ma non c’è pericolo di non capire in quanto l’autore si premura sempre di darne la traduzione, ma non in noiose note testuali a fondo pagina, ma abilmente, direttamente nel racconto. Si parla di momenti, giorni, piccoli eventi che ogni tanto esplodono in attidi violenza o di interazione introspettiva tra i personaggi. Un viaggio che li porta alla scoperta di sé stessi e degli altri, un percorso forzato, doloroso seppur illuminante e che porta alla libertà in varie forme.

Una narrazione estremamente evocativa che, attraverso le storie dei personaggi, ci porta in un viaggio alla scoperta della soggettività del significato di libertà e felicità, che hanno fatto parte delle storie di allora, ma che si proiettano nelle storie e nei pregiudizi delle persone di oggi.

L’isola dei femminielli è un libro importante per mantenere viva la memoria squarciando il silenzio che troppo lungo ha circondato questi avvenimenti. Una lettura che invita alla consapevolezza e checonsiglio a chi vuole approfondire la Storia delle persone della comunità LGBTQ+, agli appassionati di storia e a chi vuole libri con messaggi importanti, profondi sui quali riflettere.

Profile Image for Alberto B..
4 reviews1 follower
February 22, 2025
Potenziale della storia altissimo ma per la mancanza di profondità dei personaggi ho dovuto abbandonarlo a metà.
Profile Image for Nadja.
161 reviews3 followers
May 1, 2025
As far as I know, this book only exist in Italian, so I will review it in italian. Feel free to shoot me a message if you want to know more.

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Una delle grandi domande che mi pongo come persona omosessuale è che aspetto possa avere il futuro. Non ho figli, non programmo di avere figli, quasi sicuramente non vivrò mai più in un nucleo familiare tradizionale. E questo mi porta a chiedermi chi o cosa rimarrà di me e della mia storia non solo quando me ne sarò andata, ma anche quando sarò vecchia, e la persona che sono adesso sarà, per lo più, un ricordo sfocato nella mente di altri vecchi.

Che funzione avrò quando "nonna" sarà l'unico titolo appropriato per la mia età e completamente fuori dalla mia portata? Non c'è un piano per me in cui io mi riconosca. Eppure cresco, vivo, continuo ad esistere.

E questo mi porta a guardarmi indietro e a guardare gli altri membri della comunità LGBT+ come i miei propri "nonn*" e av* e chiedermi che vita abbiano vissuto, come siano stati assieme, che alternative si siano dati a vicenda al tipo di famiglia cui molt* di loro, sicuramente, non hanno avuto accesso. Penso anche alle loro sofferenze sotto il regime. Un'intera generazione cresciuta dal fascismo, nata e diventata adulta con l'idea che questo fosse tutto quello che si poteva immaginare.

E in questo libro trovo, come un regalo, un po' di quella memoria che tanto anelo che non mi verrà regalata da nessuno, che posso, per lo più, immaginare, come ha fatto Simeone. Sì, perché questo libro è un romanzo, dopotutto.

Eppure molte cose sono vere: nomi, destini, dati anagrafici, causa del confino, il centro di questa storia, percezione del resto del resto della communità dei confinati e questo scomodo spazio di "rifiuto" in cui comunque si continua a vivere.

Leggere questo libro mi ha dato un gran senso di speranza, in parte perché il confino, appunto, finisce, in parte perché, a prescindere dal dolore di cui questi uomini hanno fatto esperienza, la loro storia va avanti, vive ancora, è un'eredità che posso portarmi dentro, ma anche che posso cercare, perché le loro foto esistono, l'isola è ancora lì e così i loro discendenti, tra cui oggi voglio contare me stessa.

Leggere questo libro è stato come scoprire un nuovo ramo della propria famiglia.
Profile Image for Luca Caccia.
309 reviews1 follower
March 21, 2025
Un romanzo che parla di una parte della storia italiana spesso taciuta, nascosta, come succede spesso a tutto ciò che riguarda l'omosessualità.

Durante il Ventennio, gli omosessuali, che venivano chiamati pederasti, venivano inviati al confino. Uno di questi luoghi era una delle isole delle Tremiti, uno scoglio sul mare, dove gli omosessuali dovevano vivere in cameroni condivisi, con poche possibilità di ritornare in libertà prima della fine del confino. Aldo, ventenne fiorentino, finisce sull'isola perché beccato durante un rapporto con un uomo, anche se lui si definisce strenuamente etero, si ritrova sull'isola di San Domino, insieme ad un gruppo eterogeneo di omosessuali, in gran parte siciliani, i cosiddetti femminielli. Tutti hanno un soprannome femminile, nonostante magari siano molto virili, da la Picciridda, la Leonessa, la Schittina fino a la Fisichella. Un gruppo che lo accoglie come ha accolto gli altri, un gruppo dove però non mancano gelosie, amori ma anche molti segreti.
Aldo si ritrova così in un mondo che non conosceva e dovrà fare i conti non solo con le varie personalità con cui verrà in contatto, ma anche con sé stesso e la propria sessualità.

E' un romanzo delicato, dove non ci sono grandi plot-twist né un finale mozzafiato, ma non e' questo il motivo per cui e' stato scritto. L'autore ha voluto porre l'accento su una storia di vita, su come si viveva essendo 'diversi' durante gli anni più bui dello scorso secolo. Aldo e' un personaggio in crescita, che cerca di trovarsi, ma la sua storia, come quella degli altri rimane aperta, visto che il libro inizia nel '39 e termina circa un anno dopo, durante il periodo più intenso della guerra. Vi scoprirete persi su un'isola assolata ma al contempo gelida, dove la convivenza e' difficile, ma allo stesso tempo facile, libera, perché come dice la Fisichella, la libertà e' qui, su quest'isola.

Consigliato a chi cerca romanzi che parlano di storie vere, autentiche e senza lieti fini sdolcinati; meno a chi cerca storie ricche di azione e colpi di scena.
Profile Image for Andrea Muraro.
750 reviews8 followers
October 16, 2024
"Aldo scoprì quel pomeriggio cosa significa essere esposti, come una prigione possa diventare casa, il confino un riparo. E quanto spaventosa e piena di mostri fosse la libertà degli arrusi"

Aldo Simeone ci presenta un romanzo storico, ambientato tra il 1938 e il 1940, quando sull'isola di San Domino, nelle Tremiti, vengono ospitati gli 'arrusi', ovvero gli omosessuali, coloro che non contribuiscono all'italica prole e che costituiscono anzi una vergogna per il virile uomo italiano. Qui sono rinchiusi molti giovani omosessuali catanesi, tutti invischiati nel caso di un uomo ammazzato e coinvolto in un giro (forse) di prostituzione giovanile, più Aldo, toscano, il nostro protagonista e punto di vista principale, eterosessuale che si vende ai pederasti per soldi. Chiusi in cameroni freddi e sporchi, gli 'arrusi' si incontrano e si scontrano, imparano a convivere insieme, ciascuno con le proprie manie e il proprio modo di essere.
La narrazione, che è storica, procede ovviamente in senso cronologico, in una cronaca dei giorni, delle settimane e dei mesi che i confinati trascorrono a San Domino, tra la compagnia silenziosa e per lo più ostile degli autoctoni e la presenza arrabbiata e annoiata dei carabinieri di sorveglianza. Nascono amori, si sviluppano invidie e liti, ma, purtroppo, la narrazione procede stancamente.
Limitato dai fatti più o meno storici, Simeone infatti non può dar vita più di tanto a chissà quali colpi di scena o crescendo emozionali, quanto piuttosto ad una panoramica dei presenti, ciascuno occupante qualche pagina prima che si passi al successivo. Aldo (e quindi anche il lettore) ha a che fare con tutti ma fondamentalmente con nessuno. Insomma, la narrazione, abbastanza avvincente nelle prime 100 pagine, si stanca passo dopo passo perché lo schema si ripete sempre uguale, tanto che la conclusione del romanzo è una salvezza, così come per i confinati.
Rimane comunque un ottimo documento di una storia dimenticata.
Profile Image for Andrea Picariello.
69 reviews1 follower
September 10, 2024
Su questo romanzo riponevo zero aspettative. Pescato sullo scaffale di una libreria, ha vinto la curiosità di un’altra opera, che invece ho lasciato dov’era. Coinvolto dalla tematica, ma consapevole che non si trattasse di un romanzo storico a tutti gli effetti, l’ho sfogliato lasciando che fossero le pagine a scandire il tempo, che fossero loro a trascinarmi nel racconto attraverso una lettura posta nelle mani dell’autore che ha scritto “L’isola dei femminielli”.
Incastrato in un racconto reso avvolgente grazie a una scrittura, quella di Simeone, poetica ed emozionante, ma alla continua ricerca di una chiave che sbrogliasse l’incastro, tra personaggi che a lungo ho faticato a identificare e a “visualizzare”, a tratti confusi e non troppo delineati. In attesa di un brivido che quando sembrava stesse per arrivare, s’arrestava sotto pelle, se non per trovare via di fuga nelle ultime pagine, quando il libro ha smesso d’essere romanzo e ha lasciato spazio a connotati storici e di cronaca.
Tre stelle sono forse una punizione troppo severa per quest’opera, che purtroppo però resta ferma all’uscio che porta a una stella in più.
Profile Image for Francesco Conti Consolo.
9 reviews10 followers
May 22, 2025
Un libro che riporta alla luce una pagina dimenticata della storia italiana: il confino di uomini omosessuali alle Tremiti. La scrittura, soprattutto all’inizio, risulta un po’ caotica, con troppi personaggi e soprannomi che si accavallano. Alcuni passaggi restano oscuri, ma ci sono momenti intensi e struggenti: su tutti, gli incontri tra Aldo e la Fisichella al faro, con il mare come testimone silenzioso e nostalgico di una passione che potrebbe nascere da un momento all’altro. La rappresentazione dei femminielli è leggermente stereotipata, ma coerente con lo sguardo dell’epoca. Stona però l’ossessione del protagonista per il delitto di Catania, che non lo riguarda direttamente e che resta irrisolto: una deviazione superflua nella narrazione. Consigliato a chi vuole approfondire un pezzo di storia della comunità queer in Italia, e riflettere su una società che, in fondo, non è cambiata poi così tanto.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Marcel.
81 reviews1 follower
November 24, 2024
Aldo Simeone scrive in una forma fluida e poetica. Racconta la storia degli arrusi in maniera bellissima, e mi è piaciuto sopratutto come ci fa conoscere le personalità di Aldo e la Fisichelle, e la sua amicizia (o quello che sia) speciale. Ma la trama sull'omicidio del ragioner di Catania, mi è sembrata avvolte difficile di seguire, perché ci sono molti eventi repetitivi: le risse tra arrusi, conversazioni segrete costantemente, gente che va in gallera e torna... Anche perché, sebbene i personaggi principili stanno differenziati dal resto, ci sono tanti altri che quasi alla fine del libro ancora non sapevo esattamente chi erano.
Insomma, un libro che merita di essere letto.
Profile Image for Lella52.
237 reviews4 followers
July 23, 2025
Basato su fatti reali (nel ’39 molti omosessuali vennero deportati al confino a San Domino nelle Isole Tremiti) narra della vita, delle idee, delle speranze, degli amori di un gruppo di personaggi tutti ben delineati ed indimenticabili.
È un racconto corale, nello stesso tempo ironico e triste, senza lieto fine, che però affascina per il modo in cui l'autore tratta temi delicati.
Simeone, secondo me, scrive benissimo: la sua prosa è elaborata, ricca di dialoghi, schietta, con descrizioni precise ed evocative.
Un libro interessante, coraggioso e sì, commovente anche.
Profile Image for Francesca.
88 reviews1 follower
September 9, 2024
Letto per il prompt "un libro con molta aria aperta in copertina"

Ho deciso di leggere questo libro incuriosita dall'argomento, su cui non avevo mai letto nulla prima. Purtroppo, però, la realizzazione non mi ha convinta del tutto: ho amato i personaggi, ma a volte la storia mi è sembrata poco più che una sequenza di eventi scollegati tra loro. Nel complesso, sono arrivata in fondo, ma con un leggero senso di "delusione" - forse, si sarebbe potuto dire molto di più.
Profile Image for Flo Bernabucci.
94 reviews7 followers
November 20, 2024
Una narrazione elegante e scorrevole per un racconto di grande valore civile su una storia che per molto tempo si é colpevolmente ignorata, quella del confino degli omosessuali sull'isolotto di San Domino da parte del regime fascista.
Un romanzo appassionato, puntuale ma mai didascalico in cui le vite di questi giovani riprendono corpo ed unicità. Un libro che scorre veloce e cattura il lettore al quale consegna suggestioni e la responsabilità della memoria.
17 reviews
July 24, 2024
Mi ha un po' deluso, ma credo che sia una valida lettura. Ho amato molto i personaggi che sono molto diversi tra loro, ho amato il protagonista e ho amato l'ambientazione storica ma c'è qualcosa che non mi ha convinto, però vorrei leggere qualcosa su i temi trattati, che a par mio sono stati raccontati con semplicità e sincerità. Un ottima lettura.
Profile Image for Alice.
672 reviews12 followers
June 24, 2025
Non sono riuscita ad apprezzarlo pienamente perché l'ho trovato in alcuni punti stereotipato, in altri ho faticato a seguire i dialoghi e i personaggi non riuscivo ad identificarli tutti. L'idea di raccontare questo angolo di apparente libertà per degli omosessuali condannati al confino su un'isola delle Tremiti è sicuramente interessante, ma a mio avviso non completamente sviluppata.
Peccato!
101 reviews
December 6, 2025
Un libro che racconta una storia sconosciuta ai più, che non ha fatto clamore ma rimane un tassello importante nella costituzione della identitá italiana libera di oggi.
Stile lineare con scelte lessicali notevoli e una riproduzione dei dialetti studiata per evidenziare differenze e punti comuni, perché la diversitá é meravigliosa, e ci fa crescere.
17 reviews
February 18, 2025
Il libro più tenero del 2025, a mani basse. Le stelle che vorrei dare sarebbero 3.5 ma ancora non ho capito come dare un mezzo voto. Il motivo è semplice: non c'è un finale degno al romanzo, che si perde disperatamente nella storia, e forse ci meritavamo un sogno in più.
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