Da tempo George, quasi novant’anni, vedovo, due figlie sparse per il mondo, la memoria che viene e va, è ospite in una casa di riposo inglese. Per quanto il posto sia gradevole e a suo modo accogliente, e lui dotato di un senso dell’ironia che lo aiuta a sopportare qualsiasi situazione, George si sente solo, prigioniero di una realtà che non gli corrisponde. Ha un unico fare ritorno a casa, per ritrovare la libertà. Perciò architetta una fuga articolata e precisa. Quando finalmente riesce a mettere in atto il piano, il breve viaggio verso la casa, dolce casa, si rivelerà ricco di incontri imprevedibili e sorprendenti. A volte allegri, quasi goliardici, in altri casi più malinconici; per fortuna, l’umorismo sostiene George in tutte le tappe. E la libertà che assapora durante la fuga ha il gusto prezioso dell’avventura.
«Per favore, può avvisarmi quando siamo vicini alla fermata?, chiedi. Non sono sicuro di riconoscerla. Sorride. Ma certo, non si preoccupi. Metti il resto ordinato nel portafogli e trovi posto nella sedia più vicina. Stavolta ce l'hai fatta. Con una smorfia di soddisfazione pensi a quando alla “Bella Vita” scopriranno la tua assenza: Hai visto George? No, neanch'io. Forse è in bagno. Prova a chiedere a Helen. Tutti agitati come in un alveare, e tu a volare libero. Come diceva Ariel parlando con Prospero. È un brano che sai a memoria da quando lo hai interpretato alla scuola superiore. Il vecchio gli chiede: Che c'è di nuovo, spirito bizzarro, e che puoi domandarmi ora? Lui risponde: La mia libertà. Niente di più: è tutto quello che un essere umano può volere. Non c'è dubbio, Shakespeare era un genio assoluto.»
4 ⭐️ Inghilterra, mese di luglio. George, quasi novantenne, con problemi di memoria ma con un forte spirito ironico, sta cercando di scappare dalla casa di riposo dove risiede: “La Bella Vita” si chiama, e invece non è bella neanche un po’. L’intenzione è quella di prendere l’autobus e fare un viaggio di sola andata, ma viene scoperto. La verità è che è stato lasciato lì dalle due figlie sparse per il mondo e rare sono le volte che vanno a trovarlo, si sente abbandonato e prigioniero. Lui vuole solo essere uno spirito libero, vuole la libertà e finalmente ci riesce. Prima visita: il cimitero, per salutare la moglie Maggie. Subito dopo, una birra al suo pub preferito dove incontra Hugh, che finge di conoscere ma non ricorda chi sia. Gli dice però che il villaggio è cambiato, ma lui ha una meta: casa, ecco dove deve stare, dove sempre ha vissuto. Ma non sarà come crede, purtroppo. E anche una volta scoperta la verità, l’unica soluzione sarà scappare via! Un bel romanzo, corto ma diretto. Ironico ma intelligente. In quanti come il protagonista vorrebbero rimanere tutta la vita nella propria casa, morire lì, tra i ricordi passati e recenti. Un libro che fa anche commuovere.