3,5
Questo volume ci porta indietro di qualche anno, al primo incontro tra Maki e Okabe, con il secondo che all'epoca lavorava come ispettore di polizia. Aveva zero apprezzamento per quelli del nono, visti come personaggi capaci solo di rovistare nei cervelli delle persone. In altre parole, non sono dei veri investigatori. Peccato che il poverino verrà trasferito proprio al nono, che è rimasto senza personale dopo il disastro del caso del serial killer che ha ammazzato 28 persone (tre morti, di cui uno ucciso da Maki, uno ricoverato in reparto psichiatrico...e Maki, beh, ancora in vita ma con tanti problemi). L'inizio non è dei migliori, però Okabe imparerà a conoscere meglio il mondo del nono, il potenziale della risonanza magnetica tomografica. E da qui parte una riflessione interessante: Okabe è sempre stato abituato a cercare prove sulla scena del crimine e ad ascoltare le testimonianze della gente. Però le parole non sono sempre veritiere. E, cosa ancora più importante, conta anche la predisposizione di chi ascolta: spesso siamo influenzati dai nostri pregiudizi, cosa che ci porta a interpretare le parole altrui in maniera non oggettiva. Le immagini della RMT sono brutali, non lasciano spazio a molti dubbi. E insomma...il povero Okabe deciderà di rimanere al nono (e intanto fa da babysitter a Maki).