Il titolo “Il prezzo della pace quando finisce una guerra” suggerirebbe un’analisi dei costi morali o materiali della pace, ma il libro di Mieli è in realtà una raccolta eterogenea di saggi storici che spaziano dall’antichità alla contemporaneità. Si tratta quindi di un titolo più evocativo che descrittivo.
Ogni capitolo prende avvio dalla citazione di un libro, che funge da filo conduttore, per poi svilupparsi attraverso ulteriori riferimenti e brevi passaggi di raccordo.
L’opera è suddivisa in tre sezioni:
Dalla parte dei vincitori,
Dalla parte dei vinti,
Dieci piccoli casi.
Lo scarto tra titolo e contenuto emerge chiaramente:
Nella sezione dedicata ai “vincitori” compaiono capitoli sul ruolo di Paolo di Tarso nella diffusione del cristianesimo o sulle lotte interne al partito comunista dopo la morte di Lenin;
Nella sezione dei “vinti” si trova persino un capitolo sulla battaglia contro il proliferare delle reliquie nel Cinquecento.
Il libro potrebbe risultare interessante, offrendi spunti per ulteriori approfondimenti. Tuttavia, con il procedere dei capitoli, la struttura ripetitiva e l’abbondanza di citazioni finiscono per appesantire l’esperienza, trasformandola in un esercizio che tende a perdere slancio e coinvolgimento.