Guido Pasolini, nome di battaglia «Ermes», ha soltanto diciotto anni quando, nel maggio del 1944, si unisce ai partigiani della Brigata Osoppo sulle montagne della è coraggioso, esuberante, pieno di entusiasmo patriottico. Per mesi non si hanno sue notizie, e solo dopo la Liberazione la famiglia apprenderà che è stato ucciso nella strage di Porzùs del febbraio 1945, uno degli episodi più drammatici della Resistenza. Pier Paolo affida il proprio dolore a una lettera idealmente indirizzata al il suo rilievo letterario e storico emerge con ulteriore intensità dalle parole di Guido, dai versi di Pier Paolo, dalla corrispondenza e dai ricordi della madre Susanna che completano il volume. Rimasta inedita fino al 2021, la Lettera testimonia il desiderio e la necessità di preservare la memoria di un figlio e di un fratello che «è partito nel crudo mattino / con la sua rivoltella / nascosta in un libro di poesie... e dal limbo borghese della casa / è scomparso nell’ombra dei monti».
Italian poet, novelist, critic, essayst, journalist, translator, dramatist, film director, screenwriter and philosopher, often regarded as one of the greatest minds of XX century, was murdered violently in Rome in 1975 in circumstances not yet been clarified. Pasolini is best known outside Italy for his films, many of which were based on literary sources - The Gospel According to Saint Matthew, The Decameron, The Canterbury Tales...
Pasolini referred himself as a 'Catholic Marxist' and often used shocking juxtapositions of imagery to expose the vapidity of values in modern society. His essays and newspaper articles often critized the capitalistic omologation and also often contributed to public controversies which had made him many enemies. In the weeks leading up to his murder he had condemned Italy's political class for its corruption, for neo-fascist terrorist conspiracy and for collusion with the Mafia and the infamous "Propaganda 2" masonic lodge of Licio Gelli and Eugenio Cefis.
His friend, the writer Alberto Moravia, considered him "the major Italian poet" of the second half of the 20th century.
Guidalberto “Guido” Pasolini, nome di battaglia “Ermes”, fu un giovanissimo partigiano della Brigata Osoppo, ucciso nell’eccidio di Porzûs nel 1945, a soli diciannove anni.
"Mamma - le diceva Guido - come vuoi che io rimanga qui. Io devo andare."
In "Lettera al fratello Pasolini" racconta, in forma di missiva, una ferita ancora aperta. Nel rivolgersi a Guido, scava nella parola “fratello” fino a farne una casa dove convivono colpa e innocenza, un luogo in cui l’amore familiare incontra la crudezza e l’ingiustizia della Storia.
"Caro Guido, ora che so che tu sei morto mi pare di conoscerti veramente; e so cosa vuol dire il nome fratello. Tutto il nostro passato mi torna nel cuore, ora come se fosse perfettamente vero, ora come se fosse un sogno."
Pier Paolo parla a Guido come si parla a chi non c’è più ma continua ad abitare i gesti. In quelle righe affiorano pudore, rimorso, rabbia, tenerezza. Non c’è il tentativo di spiegare i fatti, ma il desiderio di restare dentro la ferita che quella storia ha lasciato - “Certo è una realtà troppo grande, questa di saperli morti, per essere contenuta nei nostri cuori di uomini” -, anche nel tentativo di cercare una sorta di giustizia.
Il cuore della lettera è questo: un amore fraterno in cerca di misura davanti a qualcosa che misura non ha. La morte di Guido attraversa tutta l’opera di Pier Paolo e qui diventa un punto da cui ripartire, non per chiudere il lutto, ma per dargli forma e responsabilità (“È necessario poiché scrivendoti non penso che tu sia morto, ma vivo”).