Spagna, 1461. A dieci anni Isabella, nelle cui vene scorre il sangue aristocratico e maledetto dei Trastámara, viene convocata a corte dal fratello Enrico, re di Castiglia. Non è tanto l’affetto a indurlo ad avvicinarsi a lei e al fratellastro Alfonso, quanto la mancanza di un erede. Nessuno pensa che la corona possa veramente andare a una donna, ma nella mente di Enrico la giovane può diventare un’importante pedina per le alleanze matrimoniali. Di lì a poco, invece, il destino toglie dalla scacchiera tutti gli uomini e Isabella sale al trono. Presto diventa una delle figure più significative del artefice del Regno di Spagna, protettrice di Cristoforo Colombo, madre di quattro regine, sarà considerata da alcuni una santa e da altri una sovrana sanguinaria, perché il suo regno sarà fondato sulla fede ma anche sul sacrificio degli Ebrei e dei Mori cacciati dall’Andalusia. Quando la morte piomba sul suo popolo e sui suoi figli, Isabella combatte per salvare il regno dalle mire dei suoi rivali con il sostegno del marito Ferdinando d’Aragona ma anche di molte donne, di cui saprà comprendere il grande valore. Dallo splendore dell’Alhambra ai campi di battaglia insanguinati e ai meandri oscuri del palazzo di Segovia, questa è la storia di Isabella, raccontata dalla sua stessa voce.
Abito a Imola, città in cui lavoro. Sono stata archeologa, guida, giornalista e redattrice, ma oggi mi dedico a ciò che più mi appassiona: l'insegnamento. Amo lo sport, l'arte, la storia, l'archeologia e la lettura. Adoro divorare biografie di personaggi femminili e scappare a Roma alla prima occasione.
ROMANZI ❈ Il serpente e la rosa, I Doni delle Muse, 2015 ❈ L'ultimo segreto di Botticelli, Tre60, 2019 ❈ L'ultimo segreto di Botticelli, TEA, 2020 ❈ La regina senza corona, Tre60, 2020 ❈ L'erborista di corte, Tre60, 2022
RACCONTI ❈ La rosa del deserto, (1° classificato al "Verbania for Women"), 2018
SAGGISTICA ❈ Cento passi di donne, Bacchilega Editore, 2017
Isabella di Castiglia è una donna che ha cambiato la storia con la forza della fede, la tenacia del cuore e la determinazione della mente. Lisa Laffi, con la sua penna elegante e appassionata, le restituisce voce, anima e umanità in un romanzo che vibra di potenza e sentimento.
Siamo nella Spagna del 1461, un mondo attraversato da intrighi di corte, ambizioni, guerre e devozione. Isabella è solo una bambina quando viene chiamata a corte dal fratello, re Enrico di Castiglia, che vede in lei non l’affetto di una sorella, ma una pedina utile nei suoi piani di potere. Da quel momento, la sua vita diventa una partita a scacchi dove le regole sono dettate dagli uomini e il suo destino sembra già scritto. Ma Isabella non è una pedina: è una regina in formazione, una donna che impara presto a lottare, a decidere, a scegliere.
Quando il destino spazza via gli uomini che dominano la scena politica, è lei a salire al trono. E da quel momento la sua figura si staglia nella storia come una delle più grandi sovrane d’Europa. Con accanto Ferdinando d’Aragona, Isabella plasma un regno che diventerà la Spagna come oggi la conosciamo: unita, potente, ma anche segnata da profonde contraddizioni. Lisa Laffi non si limita a raccontare gli eventi storici: ci accompagna nei meandri più intimi del cuore di Isabella, mostrandoci la regina e la donna, la sovrana e la madre, la santa e la peccatrice.
Attraverso le sue parole, riviviamo i momenti di gloria e di dolore: la protezione concessa a Cristoforo Colombo, le scelte politiche difficili, la cacciata degli Ebrei e dei Mori, la perdita dei figli, le notti insonni passate a difendere il proprio regno. Ma ciò che più colpisce è come Isabella riesca a mantenere la sua umanità anche nei momenti più bui. È una donna che ama, che teme, che prega e che soffre, circondata da altre donne forti, alleate e compagne di destino.
Lisa Laffi ci regala un romanzo storico che è epopea e confessione, passione e dolore, potere e fede. Ogni pagina è intrisa di realismo e poesia, di accuratezza storica e intensità emotiva. Attraverso la voce di Isabella, il lettore sente il peso della corona, la solitudine della regina, ma anche il fuoco interiore di una donna che non si è mai arresa, neppure di fronte alla perdita e al giudizio del mondo.
La regina dei due mondi è un omaggio alla grandezza femminile, alla capacità di creare, distruggere e ricostruire. Un romanzo che mostra quanto sia sottile il confine tra santità e peccato, tra luce e ombra, tra amore e potere.
"La Regina dei Due Mondi" di Lisa Laffi mi ha colpita davvero tantissimo. Tra le pagine di questo romanzo, non troveremo solo la storia di Isabella di Castiglia, ma affronterete un viaggio che vi porterà dentro la sua vita, facendovi sentire ogni sua scelta, ogni suo dubbio, ogni sua vittoria. Mi sono ritrovata nella Spagna del 1461, accanto a una bambina di dieci anni, chiamata a corte più per interesse che per affetto. All’inizio, sembra essere solo una pedina ma, pagina dopo pagina, diventerà una regina vera, con tutto il peso e la forza che questo comporta. L'autrice riesce a farci conoscere Isabella in modo profondo, andando oltre l’immagine storica che tutti conosciamo. Isabella è una donna che sa usare la testa, ma anche seguire il cuore. Ha sostenuto Colombo, ha avuto figlie diventate a loro volta regine in altri paesi e ha costruito un regno basato sulla fede, e anche su scelte dure che hanno fatto soffrire tante persone. La sua voce (poiché la storia viene raccontata in prima persona) ci accompagna tra palazzi immensi e bellissimi, campi di battaglia e legami con donne forti che l’hanno sostenuta. Ho amato ogni pagina. La scrittura è scorrevole, coinvolgente e mai pesante. Conoscevo già la penna dell’autrice, ma stavolta mi ha davvero sorpresa. È difficile spiegare a parole, quanto mi sia piaciuto questo libro, posso solo consigliarne la lettura con tutto il cuore. È una lettura che emoziona e che vi farà vedere la Storia con occhi nuovi. Valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Spicy: No Erotic Emozione: 💘💘💘💘💘 Recensione a cura di Sandra Podda.
RECE DI GRAZIA Con La regina dei due mondi, Lisa Laffi firma un romanzo storico di grande respiro, ambizioso e riccamente documentato, che riesce a dare nuova voce a una delle figure più complesse e controverse del Rinascimento europeo: Isabella di Castiglia, la regina che cambiò il destino della Spagna e, in un certo senso, quello del mondo.
Fin dalle prime pagine si percepisce la profonda ricerca storica che sostiene il racconto. La Laffi non si limita a ricostruire fatti e date, ma rianima un’intera epoca: la Castiglia del Quattrocento, un regno diviso tra intrighi di corte, superstizioni religiose e il lento, inesorabile consolidarsi del potere monarchico. L’atmosfera è palpabile – dalle ombre fredde dei palazzi di Segovia alla luce dorata dell’Alhambra di Granada – e ogni ambiente ha un’anima, una temperatura emotiva.
La vera forza del romanzo, però, sta nella voce di Isabella, narratrice in prima persona. È lei a guidarci, con una lucidità a tratti spiazzante, attraverso le contraddizioni del suo destino: la bambina costretta a crescere troppo in fretta, la regina divorata dal senso del dovere, la donna divisa tra fede e fanatismo. In questa prospettiva intima, Laffi riesce a umanizzare un personaggio spesso cristallizzato nei manuali di storia, rendendolo fragile, appassionato, profondamente femminile.
Accanto a Isabella emergono figure femminili di grande spessore, reali o immaginarie: da Maria di Portogallo, malinconica e devota, alla fittizia ma simbolica Ines, che incarna le donne dimenticate dalla Storia. Queste presenze costruiscono un coro sommesso ma potente, capace di ricordarci che dietro le dinastie e le battaglie ci sono sempre corpi e voci di donne che hanno pagato il prezzo più alto.
Sul piano stilistico, Laffi conferma la sua abilità nel coniugare rigore storico e sensibilità narrativa. La prosa è elegante ma accessibile, con un ritmo ben calibrato che alterna momenti lirici a passaggi più cronachistici. Alcuni capitoli, tuttavia, rallentano leggermente la tensione narrativa, complice la densità delle informazioni storiche che, sebbene accurate, rischiano di appesantire la lettura nei punti centrali.
Il finale, intenso e malinconico, restituisce pienamente la grandezza tragica di Isabella: una regina “dei due mondi”, sospesa tra la luce della fede e l’ombra delle sue scelte.
La Ricostruzione storica è impeccabile e coinvolgente
I Personaggi femminili sono sfaccettati e realistici
LE Ambientazioni evocative e cinematografiche
Lo Stile solido e raffinato, anche se a tratti troppo corposo
La regina dei due mondi è un romanzo che unisce storia e introspezione, potere e umanità, e che conferma Lisa Laffi come una delle voci più autorevoli del romanzo storico italiano contemporaneo. Non un semplice ritratto, ma un dialogo profondo con la Storia — e con le donne che l’hanno vissuta, spesso in disparte.
Questo è un romanzo storico che funziona come ritratto intimista di una figura storica ingombrante. Lisa Laffi conferma il suo talento per la narrativa storica: produce pagine che emozionano e informano, pur mantenendo una chiara scelta estetica. Una pecca che ho trovato è il fatto che i personaggi secondari rimangono meno sviluppati e servono più da specchio.