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La voce del padrone: Un monologo

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«Questo monologo non stabilisce se è vero quello che dicono le femministe. Non sta a me e d'altronde non saprei farlo. Dice solo com'è, per me, vivere tra loro. L'ho chiamato La voce del padrone perché non riesco a dimenticare che quando vivi con una femminista non c'è amnistia, non c'è pace sociale. Tu sei stato, sei e rimani il padrone.»

La donna femminista è un meteorite caduto sul mondo. Ma è dall'apparente distopia di un cumulo di macerie che Francesco Pacifico fa cominciare il tempo della ricostruzione. È dalla maniera in cui le femministe fanno esplodere le relazioni con gli uomini che possono svilupparsi rapporti liberi e creativi, ragionando sull'amore fuori dagli standard che ci impone l'industria dell'ordine sociale, costruendo una nuova storia che suona in un altro modo rispetto a quella che ci ha cresciuto.

Questo è un monologo che finge di avere una teoria ma che è solo una canzone.

151 pages, Kindle Edition

Published August 29, 2025

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Francesco Pacifico

67 books18 followers

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215 reviews2 followers
November 8, 2025
una prospettiva maschile sul femminismo e le relazioni con la libertà ricercata dalla propria compagna.
ricerca di nuovi equilibri relazionali ed affettivi per costruire rapporti fondati concretamente sulla parità nella consapevolezza delle contingenze e paure del quotidiano.
diretto e sincero senza retorica e presunzione.
Profile Image for LauraT.
1,433 reviews95 followers
April 27, 2026
Interessante; un po' farraginoso, ma interessante

Un testo è un modo per parlare senza essere interrotti. Davanti alla lunga storia di interruzioni subite dalle donne – in favore della n arrazione maschile – il testo è uno strumento decisivo per proporre un racconto diverso. La possibilità di trovarsi da soli con un testo cambia il tipo di attenzione che gli si può dedicare. Vale per la donna che si forma leggendo i libretti verdi e vale per l'uomo che ha bisogno di capire.

Serve libertà dalle richieste della società per poter incontrare la donna lontano dai suoi soliti doveri: in società la donna dev'essere perfetta, curare tutti, portare i tacchi, essere madre e manager, attivista e ninfomane, grandissima in ogni cosa. È una visione che dalla Madonna ci ha portati a una specie di donna-industria, di donna-maiale di cui non si butta via niente. Nel contesto della produttività, la donna è quella più costretta a performare, e noi non vogliamo che, con noi, senta di dover performare. Se ha su di sé tutte queste aspettative, se le si chiede di produrre risultati, come farà a trovare la sua libertà? E noi come faremo a essere sicuri di amarla?

Alcuni cattolici lo chiamano «stare in un'obbedienza». E lo capisco – l'obbedienza è la versione infelice della regola. Sono sorelle. Siccome mia madre era donna, lei doveva fare due figli e non lavorare, perché se non c'era bisogno di due entrate era inutile farlo. Tutto questo noi avevamo la fortuna di chiamarlo fede invece di conformismo. La Chiesa rende tollerabili le forme più ottuse di organizzazione sociale facendoti concentrare su dove andrai dopo la morte in virtù della rinuncia quotidiana a ciò che senti. «Sì, adesso vuoi basare la tua vita su ciò che senti… Ingenuo…» Sono cresciuto ascoltando questa predicazione permanente. E la cosa importante non è il suo contenuto letterale: possiamo anche essere d'accordo, tra persone adulte, che quel che hai in pancia non sia l'unica cosa che conta. Ma è la morbosità con cui lo dicono a destare sospetti. Ed è anche la loro idea che le cose non siano come sembrano: non stai letteralmente facendo una vita che non ti piace, stai lavorando alla vigna del Signore, perciò tieni duro, la ricompensa è nei cieli. (Dove per vigna del Signore si intende produrre e consumare.)

Cercare di non avere le corna vuol dire cercare di impedire all'altra persona di continuare a crescere. Possedere vuol dire soffocare. La morale dell'amore che sta in mano a quel che resta della visione cristiana e a quel che resta della commedia romantica ci dice, se guardiamo bene, che ogni evoluzione della persona che amiamo è immorale - è un tradimento.
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